Un amore senza fine

Di

Editore: Sellerio (La memoria; 998)

3.8
(168)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 581 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8838933499 | Isbn-13: 9788838933493 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Francesco Franconeri

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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Descrizione del libro
Amato e rispettato da scrittori, critici e lettori, "Un amore senza fine" è una potente, viscerale meditazione sulla passione che diventa l'unico motore di una vita. Tradotto in venti lingue, ha ispirato due dei film meno riusciti della storia del cinema (secondo alcuni commentatori), di cui il più noto è quello di Franco Zeffirelli. Al centro del romanzo è la discesa negli inferi di un sentimento assoluto, la storia trascinante, furiosa, di forte ed esplicito erotismo di David Axelroad e Jade Butterfield, due ragazzi consumati dallo stupore dell'intimità e dell'attrazione reciproca. David e Jade non sembrano rendersi conto di quanto il loro rapporto, il desiderio, la sessualità, siano difficili da comprendere per chi sta loro attorno. Quando il padre di Jade allontana David dalla propria casa, il ragazzo immagina un piano per riguadagnare la fiducia dei genitori di lei. Ciò che segue è un incubo, l'immersione in un'oscurità in cui le emozioni di David sono un crimine e una malattia, un mondo di telefonate anonime, lettere folli e senza speranze, baratri e timori, alla ricerca costante, inevitabile, quasi punitiva dell'unica cosa che davvero conti per David: l'amore della sua ragazza e della sua famiglia.
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  • 4

    Un amore senza fine o, meglio, un amore incontenibile...
    In questa sorta di memoriale-testamento, David Axelroad, il protagonista, cerca di ripercorrere e di spiegare come sia stato travolto dalla pas ...continua

    Un amore senza fine o, meglio, un amore incontenibile...
    In questa sorta di memoriale-testamento, David Axelroad, il protagonista, cerca di ripercorrere e di spiegare come sia stato travolto dalla passione. Sembra assurdo perdere il senno davanti alla tensione-propensione-desiderio per un’altra persona, eppure succede. Succede di trovarsi davanti ad un sentimento talmente grande che non lo si riesce a contenere in un essere umano: non credo sia proprio solo ed esclusivamente delle passioni giovanili, ma sicuramente è una caratteristica di certi primi amori, totalizzanti. Un po’, sentimenti di questo genere, mi ricordano, in piccolo, la frenesia del gioco quando sei bambino: la mamma ti chiama, ma non ascolti, non smetti nella concentrazione dell’impresa, non senti la fame, la stanchezza, solo la voglia di perderti e continuare a giocare. Non esiste altro. Poi o arriva mamma e ti trascina nella realtà o...diventi David.
    Si tratta di uno sconvolgimento, quello narrato, unico, nel quale senza l’altra persona non sei, non esisti. Solo in funzione dell’altro puoi amare, essere e desiderare, soprattutto fisicamente. E’ un libro nel quale è facile lasciarsi trascinare dalla sete di amore a qualunque costo, non ci sono limiti, non c’è giusto, non c’è bugia o cattiva azione che non sia accettabile, tutto pur di poter tornare “da lei”.
    Eppure non è solo un romanzo di formazione sentimentale, è anche uno spaccato di un preciso momento storico (che parte intorno al 1967 e arriva circa ad una decina di anni dopo), nel quale il sogno americano si vede, mentre legge le Cronache della famiglia Wapshot, a confronto con le droghe “familiari”, la liberazione sessuale, con il comunismo.
    Non so se sia un tipo di passione che hanno provato tutti, anche solo per un minuto, ma di certo non ti è consentito lasciare le pagine e abbandonare David, per quanto scorretto, pazzo e incasinato. Sicuri che sia lui quello fuori dagli schemi?

    [PS. della trama non ho raccontato nulla perchè è tutta da scoprire (ma la notte in hotel è stata un pochino estenuante). Io poi nutro un morboso ricordo del trailer del film omonimo che ne trasse Zeffirelli e che ho avuto la malaugurata idea di vedere ieri, da evitare, anche perchè qui la storia è decisamente un’altra. Il film lo associo, in confuse immagini, ad un altro pruderie-movie che credo sia il top del trash nel campo, quasi da contraltare a quello di Zeffirelli, ma la cui colonna sonora mi balena in mente da quando ho iniziato a leggere questo libro (molto meno nobile dell’Endless Love di Lionel Ritchie presente nell’altro film):
    http://www.youtube.com/watch?v=F7hYYutqYWM
    (ps del ps. son film come questi che hanno distorto la percezione dell’amore di intere generazioni!!! ho una sorella più grande che me lo ha fatto vedere allo sfinimento…)]

    ha scritto il 

  • 2

    Più che di "Amore senza fine" mi sembra che qui si parli di "Malattia senza fine".
    Non concepisco l' amore come sinonimo di pazzia, ossessione, mania che alla fine si traduce solo in un modo esclusiva ...continua

    Più che di "Amore senza fine" mi sembra che qui si parli di "Malattia senza fine".
    Non concepisco l' amore come sinonimo di pazzia, ossessione, mania che alla fine si traduce solo in un modo esclusivamente egocentrico di vivere la relazione, finendo per far del male anche all' altra persona.
    Troppo facile lasciarsi andare alla violenza e all' autodistruzione dietro alla comoda scusa di un "Ti amo".
    Chiaramente quindi la storia in sè non mi ha toccato particolarmente e per di più la scrittura dell' autore non mi è piaciuta: in certi punti è talmente artificiosa e arzigogolata che mi è risultato impossibile capire quale fascinosa metafora ci fosse dietro.
    In barba al consiglio di Baricco me ne ritorno a leggere Murakami con la massa.

    ha scritto il 

  • 4

    Sto ancora cercando di metabolizzare questo libro. L'ho letto tutto d'un fiato, senza pause, quasi in apnea, passando perfino sopra alcune strane scelte di traduzione (non moltissime, a dire il vero, ...continua

    Sto ancora cercando di metabolizzare questo libro. L'ho letto tutto d'un fiato, senza pause, quasi in apnea, passando perfino sopra alcune strane scelte di traduzione (non moltissime, a dire il vero, ma piuttosto irritanti). Mi sono sentita trascinare in un mondo privato, che probabilmente ognuno di noi ha abitato - o per lo meno sfiorato - almeno una volta nella vita. Mi ha risucchiato verso emozioni e sensazioni che portano a escludere quello che ci circonda, perché inutile, perché non desideriamo altro che la persona che amiamo, di un amore straniante, folle, esclusivo. E diventiamo una cosa sola, le menti si fondono, parlare non è necessario.

    “Ognuno di noi ha due menti, una privata che di solito è strana, penso si possa dire così, simbolica; e poi una mente pubblica, sociale. La maggior parte va avanti e indietro tra questi due metri, si sofferma nell’io privato e poi vien fuori in quello pubblico quando ce n’è bisogno. Ma capita a volte d’essere lenti nello spostarsi cosicché si finisce col trascinare fuori, coll’esporre la parte privata e la gente se ne accorge.”

    Poi noi comuni mortali torniamo sulla terra, la passione finisce, l'amore si trasforma forse in rassicurante consuetudine.
    Ma per David, perdutamente innamorato di Jade, non è così. Quello che prova è molto più grande di lui, è vita, respiro. Tornare alla realtà quotidiana è difficile, e può farlo unicamente rifugiandosi in quella sfera privata che solo Jade conosce e da cui Jade si allontana sempre più, relegando David e quello che ha provato per lui in un angolo molto nascosto della sua mente.
    David non si limita a ricordare, come spiega a Jade:
    «Ci si ricorda qualcosa che è passato, che è finito, ma se proprio vuoi dire che è un ricordo, allora ti ricordo così come ci si ricorda di camminare se si è costretti a letto. Cioè, non è solo un guardarsi indietro, assomiglia più a un ritorno».

    ha scritto il 

  • 4

    Endless.........love

    Non so. Ho terminato da poche ore la lettera di questo romanzo, e già mi ritrovo a rileggere le prime pagine, come se ancora non volessi lasciarlo andare…come se ancora qualcosa di fondamentale, fonda ...continua

    Non so. Ho terminato da poche ore la lettera di questo romanzo, e già mi ritrovo a rileggere le prime pagine, come se ancora non volessi lasciarlo andare…come se ancora qualcosa di fondamentale, fondamentale per me, continui a sfuggirmi, ed io allora io mi spinga, con tutto l’ accanimento e la forza possibili, all’inseguimento di…No, non sono i ricordi, no, non sono quelli che io vado a cercare. Non sono neppure i grandi vecchi amori, ai quali inevitabilmente si ripensa durante la lettura di questo libro. E’ qualcosa di impalpabile, di più indefinito e di inesprimibile, quello che io vado a ricercare, che non ha forma, ma è una sostanza che so bene esistere da qualche parte dentro di me, e che non ha a che fare con le persone, né con i ricordi. E’ come un’energia, più propriamente, che sta al centro di me stessa. La sua luce è accecante, perché è come un fuoco. E’ fuoco, ed alimenta costantemente la mia vita, i miei sogni, i miei desideri. Ne conosco bene l’intensità e i pericoli, l’energia destabilizzante. Eppure questa energia contiene il segreto della vita, l’inesprimibile desiderio dell’altro, la sproporzionata e irrazionale forza della passione. Brilla di un fulgore irresistibile, è una tentazione sempre in atto, che poi un giorno all’improvviso, senza preavviso alcuno, trova il suo oggetto del desiderio, e tu, tu non puoi, non puoi proprio far a meno di rispondere alla seduzione della possibilità che ti offre, la possibilità di amare e di essere amato. Di innamorarti...E così “ cadi ,“ come cadendo in un precipizio senza fondo, senza aver tempo per capire… Tutto il mondo, da quell’istante in poi, assume una diversa fisionomia. Oh, l’amour… questo sentimento cosi desiderato e così temuto, che ci rivela a noi stessi, in tutti i nostri aspetti, soprattutto in quelli più sconosciuti e insospettabili. Il nostro lato oscuro viene infinitamente sollecitato dalla relazione amorosa, è un po’ come essere ubriachi, ma ubriachi tanto eh, e non aver più la capacità di controllarsi. Senza essere più totalmente padroni di noi stessi, illudendoci invece di esserlo come mai prima, in quello stato di delirante chiaroveggenza in cui uno crede di riconoscere i segni della salvezza , dell’eternità e della beatitudine. Eccolo lì, lo vedo sogghignare dal fondo di me stessa, imperturbabile come un Buddha; una guerra impari la nostra. Da sempre. Niente può scalfirlo, esiste da molto prima di me e se la ride alla grande dei miei vani tentativi di comprenderlo anche se la vita ormai mi dovrebbe aver fornito gli strumenti adatti per saperlo vivere e affrontare nella sua complessità e nei suoi colpi di coda. Ma ogni volta quello, zac, ecco che mi frega, rivelandomi nuovamente a me stessa come mai prima, sempre in modo diverso. Scrivere dell’amore vuol dire confrontarsi con l’inesprimibile, raccontare un’esperienza misteriosa e sovvertitrice in cui l’immaginario dei nostri desideri che inventa la persona amata deve fare i conti con la realtà di quest’ultima e il suo immaginario, come ha scritto Aldo Carotenuto in un suo splendido libro. ( Eros e Pathos, edizioni Bompiani, leggetelo, è bellissimo ! ). Ma perché tutto questo lungo preambolo per raccontare questo libro, mi direte? Perché questo libro tocca corde sensibilissime e personali, al di là della storia che racconta. Pone un’infinità di domande alle quali, a tutt’oggi, dopo svariati anni di vita, non so rispondere. L’amore di David, protagonista del romanzo e poco più che un adolescente, vive un amore per Jade, più o meno una ragazzina della sua età , amore ritenuto ossessivo e distruttivo che ha però un suo lato di una bellezza che destabilizza e che per certi versi, incanta. E’ come toccare quell’energia, l’energia dell’Amore, al suo stato puro, senza filtri, lasciando che bruci lentamente e inesorabilmente ogni cellula del nostro essere. Per questo amore lui è disposto a subire di tutto, dagli altri e da se stesso. Cosa divide un amore “ sano “ da un amore “ malato “? Qual è il confine? E cosa poi può definirsi sano e cosa malato in un amore? Perché un giovane ragazzo, nel pieno delle sue facoltà mentali e nel fiore dei suoi anni, cancella tutto il resto dalla sua vita, amicizia, studio, lavoro, genitori, pur di poter vivere quel suo unico amore, quel desiderio erotico di totale fusione con quella e solo quella persona? E io, mi domando, sono ancora capace di amare così? Lo sono mai stata? Sì, lo sono stata, davvero tanti anni fa e mi ci è voluto un ‘infinità di tempo per elaborare e comprendere la dimensione amorosa, per capire fin dove potermi spingere senza contemporaneamente autodistruggermi, senza contemporaneamente distruggere anche l’amore, e l’altro. Quando i legami sono così potenti, talmente forti che si fa fatica a respirare, il lato delirante, ossessivo e distruttivo è sempre in agguato. E allora come rimediare? Ponendo e ponendosi dei limiti? Cercare di non bruciarsi con il fuoco che si sprigiona da un amore totalizzante? Quanto c’entra la stima di se stessi in tutto questo? E’ giusto riversare tutti i propri desideri , le proprie aspettative in un amore, su una persona? Anche se amata? Anche se amata moltissimo? L’amore, che cos’è l’amore? E’ il sentimento più forte che siamo capaci di provare? È un dono? È un castigo? Lo si può vivere pienamente solo quando lo si è compreso? Si arriva veramente a comprenderlo ? L’amore va compreso? O accolto? Aiutato a crescere? Le risposte cambiano ovviamente con l’età e con il grado di maturazione alla quale si è giunti e si è disposti a giungere. Costa molta fatica guardarsi dentro e cercare delle risposte che non siano accomodanti. Ma posso io permettermi di condannare l’amore di David perché così assoluto, così ossessivo, unicamente rivolto a se stesso come unico scopo e fine di una vita ? Potevano i genitori “ intervenire “ e deviare questa passione? E quando lo hanno fatto, perché uno dei genitori lo farà nel corso del racconto, che cosa hanno ottenuto? Si tocca una materia altamente esplosiva e problematica, per la quale non ho risposte che non siano ovvie e superficiali. Per un momento ho cercato di essere la madre del protagonista del libro. Cosa farei se mio figlio vivesse questo tipo di amore? Ne sarei felice? Cercherei di ostacolarlo? Ne avrei il diritto anche se per il suo “ bene “? O lo ostacolerei semplicemente per quello che “ io “ credo sia il suo bene ? Ma lo sarebbe, realmente? Mentre penso, e continuo a pensare, riavvolgendo come su un nastro tutta la mia vita, leggo ancora una volta l’incipit:

    “ Quando avevo diciassette anni e obbedivo totalmente ai più solleciti comandi del cuore, mi allontanai dai cammini della normalità e nello spazio di un istante rovinai ogni cosa che amavo, così profondamente amavo, e quando l’incorporea sostanza dell’amore si ritrasse nella paura e il mio stesso corpo finì segregato, fu difficile per gli altri credere che un’esistenza ancora così nuova potesse soffrire così irrevocabilmente. Ma gli anni sono trascorsi e la notte del 12 agosto 1967 divide ancora la mia vita. Era una di quelle notti di Chicago dense e afose. Nessuna nube, nessuna stella, nemmeno la luna. L’erba davanti alle case sembrava nera e ancor più neri gi alberi; i fari delle automobili mi facevano pensare a quei coraggiosi lumini che i minatori si portano su e giù per le gallerie soffocanti. In quella greve, per nulla eccezionale serata di agosto appiccai il fuoco alla casa in cui vivevano le persone che più adoravo al mondo, la cui dimora rispettavo più di quella dei miei genitori. Prima di incendiare la casa m’ero nascosto nella grande veranda a semicerchio e sbirciavo attraverso i vetri. Avevo dentro l’agitata, ringhiosa sofferenza d’un ragazzo, la cui lunga, estasiante vicenda non viene capita. I miei sentimenti erano scorticati, aperti….”

    Basta solo rileggerlo, per “ tacitarmi “: “ estasiante vicenda che non viene capita “… Vorrei dire un ‘infinità di cose a David, vorrei abbracciarlo, trovare nel suo sguardo la sete di lei, la sete insaziabile di quell’amore senza fine. E’ un gran bel libro, che non vi racconterò, se non per sommi capi, come in realtà ho già fatto. E’ un’esperienza, che va vissuta personalmente e in silenzio, possibilmente. Lasciando la parola a Scott Spencer , lasciando totalmente la parola all’amore, che disegna, nel suo squilibrato farsi, nel suo paradossale esistere, una cartografia del cuore di ineguagliabile bellezza.

    “ Sono ritto su un lungo, nero proscenio con addosso un cerchio di luce, ed è il mio amore per te che permane. Sono fuggito – o ne sono stato espulso – dall’eternità, sono tornato nel tempo.Ma una volta ancora ne esco per cantare quest’aria, questa confessione, questo testamento senza fine…”.

    ha scritto il 

  • 3

    Pensavo fosse amore romantico invece era erotismo.
    Pensavo fosse erotismo invece era ossessione.
    Pensavo fosse ossessione invece era depressione.
    Buona la terza, anche se nel racconto l'una trapassa n ...continua

    Pensavo fosse amore romantico invece era erotismo.
    Pensavo fosse erotismo invece era ossessione.
    Pensavo fosse ossessione invece era depressione.
    Buona la terza, anche se nel racconto l'una trapassa nell'altra per contiguità.
    Un grande amore giovanile, sorretto da una intesa fisica travolgente, spezza la vita di David, uno dei due protagonisti, quando lui e Jade vengono separati per volere dei genitori di lei. David arriverà ad annientare ogni progetto per il futuro e a vivere nella ossessiva ricerca di rimettere insieme i pezzi del suo amore.
    È una lettura coinvolgente, che si legge tutta d'un fiato per la tensione del racconto ma anche per la bella scrittura di Spencer, che dà il meglio di sé nella descrizione della opacità della depressione, dell'ingrigirsi del mondo e di tutti i rapporti che non siano toccati dalla luce anche lontana di quell'amore . In queste parti Spencer è davvero magistrale e capace di toccare corde profonde .
    Dove invece mi ha un po' deluso è stato nelle descrizioni di una minuzia che sconfinavano nel prosaico degli incontri sessuali fra i due innamorati, tanto che a tratti rimpiangevo i film anni '50 dove l'immagine più sessualmente allusiva, dopo che la scena aveva staccato dai due avvinghiati appassionatamente, era un treno che entra in un tunnel o un fuoco che si ravviva nel camino...
    E c'è poi l'espediente narrativo usato da Spencer per rievocare gli avvenimenti passati attraverso le lettere che Dave e la sua mancata suocera si scambiano, che mostra una certa artificiosità: un eccesso di dettagli ingiustificabili fra due persone che hanno vissuto lo stesso avvenimento, che si possono spiegare solo come funzionali a riempire i buchi della trama. (Nood-Lesse perché dicevi che sono le lettere che un uomo vorrebbe leggere? Perché amate il riassunto delle puntate precedenti ?)
    Però va riconosciuta a Spencer, oltre alla scrittura nitida e precisa, una capacità di introspezione notevole e una descrizione convincente delle velleità e delle confusioni della America di fine anni '60, con genitori fricchettoni che invece di ordinare il tacchino per il Thanksgiving, ordinano per cena LSD per tutta la famiglia, e per riprendersi dalla crisi di mezza età aspirano a sedurre i fidanzati delle figlie: formidabili quei danni !

    ha scritto il 

  • 5

    Un amore senza fine: sembra il titolo di un romanzo rosa. Ma non e' una storia d'amore e' una storia devastante di eros, almeno per come ce la racconta in modo soggettivo il suo protagonista: Jade con ...continua

    Un amore senza fine: sembra il titolo di un romanzo rosa. Ma non e' una storia d'amore e' una storia devastante di eros, almeno per come ce la racconta in modo soggettivo il suo protagonista: Jade con i suoi pensieri e le sue parole arriverà solo a romanzo inoltrato, quando David avrà già largamente esplicitato il suo amore ossessivo. Ossessivo per chi vuole una vita ordinaria in un mondo ordinario, secondo me. E infattisolo due persone sono che riescono a capire fino in fondo il sentimento di David: il padre di lui, che ha cercato di vivere di nuovo l'amore separandosi e la madre di lei scrittrice ed terna sognatrice. Io credo che questo sia il romanzo più bello letto negli aultimi anni, quello che finalmente mi ha fatto pensare ai due personaggi mentre lavoravo desiderando di tornare a casa per stare in loro compagnia. Non capitava da un pò.

    ha scritto il 

  • 2

    È un po’ straniante l’inizio di questo romanzo. Parte come se il lettore ci fosse già dentro, senza alcun tipo di introduzione. Poi, quando pensi che verrai preso per mano e portato a ritroso, vieni i ...continua

    È un po’ straniante l’inizio di questo romanzo. Parte come se il lettore ci fosse già dentro, senza alcun tipo di introduzione. Poi, quando pensi che verrai preso per mano e portato a ritroso, vieni ignorato e la storia continua a proseguire. Devi aspettare almeno un centinaio di pagine prima che l’autore cominci a fare un po’ di luce sul passato, e quando questo avviene sei già un lettore affezionato perché tutto il pre ti viene detto dopo il primo grande scoglio da affrontare. Se siete arrivati a leggere cosa ha portato agli avvenimenti delle prime pagine, starete già leggendo in modo continuo perché la narrazione avrà preso il sopravvento. E la cosa strana è che la prosa non è niente di particolare, anzi: a tratti non è neppure scorrevole, ma è proprio la struttura della storia, questa specie di scala di Escher che si intreccia e si capovolge portandoti indietro e avanti, di lato e poi proseguendo con il normale flusso del tempo; è proprio questo narrare a zig zag che fa in modo di coinvolgerti nella storia, di voler scoprire prima gli antefatti e poi il perseguo. Peccato per i due punti più ostici, ovvero quando il protagonista non gode di una sua libertà: in questi frangenti il racconto rallenta e si fa non solo pesante ma quasi privo di spinta, come se la mancanza dell’affetto e l’obbligo di dover descrivere l’amore agognato da lontano fosse di una difficoltà così insormontabile per l’autore da non riuscire a scrivere queste parti in modo allineato con il resto del romanzo. Forse non avrebbe cambiato il giudizio complessivo, ma forse avrebbe modificato un po’ il ricordo visto che una di queste due parti si fa largo nel libro proprio verso la fine. Per il resto, senza spingersi troppo nel territorio degli spoiler, quando l’io narrante va a fare visita alla madre (non sua) è magistrale.

    ha scritto il 

  • 5

    eternal sunshine of the spotless (dirty) mind

    l'unico film veramente bello di jim carrey venne tradotto in italia con un cacchio di titolo che non si può sentire e non starò qui a citare. quello originale, eternal sunshine of the spotless mind, l ...continua

    l'unico film veramente bello di jim carrey venne tradotto in italia con un cacchio di titolo che non si può sentire e non starò qui a citare. quello originale, eternal sunshine of the spotless mind, lo splendore eterno della mente senza macchia - un verso di eloisa to abelard di alexander pope, per richiamare già due che conobbero la passione più sfrenata - era effettivamente poco portabile da noi come argomento di conversazione: metti anche solo pronunciare quel groviglio di dentali, liquide e spirali durante una cena. ma era nondimeno perfetto, e mi è ronzato continuamente in testa leggendo questo libro che racconta dell'ossessione che non si vuole in alcun modo spegnere in una mente ingenua e psicotica insieme.
    [ho dormito lì. fra i capelli suoi. io insieme a lei ero un uomo].
    è un amore fuori asse per svariati motivi quello di david e jade, e il principale non è anagrafico anche se siamo nei disinibiti anni '60. a differenza del film, però, qui non si cerca di cancellare nulla. o meglio: intorno cercano di farlo in molti, ma dal nostro punto di vista sono solo comparse e noi stiamo impunemente dalla parte dei primi attori, che alimentano un legame fuori controllo vivendone la follia ben oltre il consentito. così quella febbre a cui non si sa e non si vuole resistere occupa la scena con veemenza fin dall'inizio, e non la lascia più.
    [quanti e quanti sì. ha gridato lei. quanti non lo sai. ero un uomo].
    in un certo senso il libro parla solo di questo. ma nello stesso tempo c'è moltissimo altro. c'è un clima, quello dell'america tra la fine dei '60 e la metà dei '70, tra spinte centrifughe e compromessi sociali e politici. ci sono personaggi che non sono affatto quello che sembrano. né i genitori freak di jade, né quelli comunisti osservanti di david (che per tutto il tempo, si sappia, nella mia testa hanno avuto le facce di julius ed ethel rosenberg). e poi c'è l'abisso della storia dei due ragazzi, raccontata dal punto di vista di david axelroad, che nel cognome sembra portare già scritto il destino di una strada che si fa da sola salto acrobatico. e insomma l'insieme è tale che ne viene fuori un romanzo di rara potenza, che spacca forse comprensibilmente il fronte dei giudizi, ma che (e son qui apposta a fare proseliti) può farsi bere per 500 e passa pagine avviluppandoci in un continuo crescendo. e questo certamente non soltanto in virtù di una scrittura perfetta - un racconto quasi sempre al passato remoto, eppure gestito benissimo dal punto di vista della tensione narrativa e lucidissimo nonostante sfiori continuamente la follia - ma perché in un modo tutto suo e per quanto i protagonisti siano appena più che adolescenti, riesce a rendere complice il lettore e a metterlo di fronte a un'evidenza.
    [apri bene gli occhi sai. perché tu ora lo vedrai].
    che 17 anni (e poi 20, e 25) possono essere molti più della somma algebrica che li produce. e che la voracità del desiderio può bruciare, nel romanzo anche proprio alla lettera, fino alla volontaria perdita di senno.

    sconsigliatissimo alle vittime di stalking. pubblico facilmente impressionabile solo se accompagnato.

    ha scritto il 

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