Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Un anno sull'Altipiano

Di

Editore: Einaudi

4.3
(1631)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 215 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8806154915 | Isbn-13: 9788806154912 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

Ti piace Un anno sull'Altipiano?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 4

    Nè un romanzo, né una storia; solo ricordi personali, raccontati in modo scarno, asciutto, per nulla ridondante, da chi ha sperimentato la pazzia della guerra, vivendo in trincea, tra soldati condotti in assalti spesso insensati.
    E ciò che lascia sgomenti, più che le morti in battaglia, sono quel ...continua

    Nè un romanzo, né una storia; solo ricordi personali, raccontati in modo scarno, asciutto, per nulla ridondante, da chi ha sperimentato la pazzia della guerra, vivendo in trincea, tra soldati condotti in assalti spesso insensati. E ciò che lascia sgomenti, più che le morti in battaglia, sono quelle causate dalle direttive dei propri comandanti, spesso folli, incompetenti, mossi da ambizioni e vanità, imbevuti di retorica patriottica. Una testimonianza che tutti dovrebbero conoscere.

    ha scritto il 

  • 5

    Con poche parole e senza retorica, Lussu scrive una condanna senza appello dell'inutile carneficina di vite umane sotto le ottuse direttive degli alti comandi militari. Colpisce però che tale condanna si accompagni comunque all'ammirazione per il coraggio e il valore mostrato da soldati e ufficia ...continua

    Con poche parole e senza retorica, Lussu scrive una condanna senza appello dell'inutile carneficina di vite umane sotto le ottuse direttive degli alti comandi militari. Colpisce però che tale condanna si accompagni comunque all'ammirazione per il coraggio e il valore mostrato da soldati e ufficiali in alcune occasioni. Tra i tanti elementi di interesse, mi ha colpito il ruolo fondamentale svolto dall'alcol: tante volte mi sono domandato come fosse possibile convincere migliaia di soldati ad andare incontro a morte quasi certa uscendo dal riparo delle trincee ed esponendosi al tiro di fucili e mitragliatrici. Il cognac distribuito la notte prima dell'assalto aiuta sicuramente a spiegarlo: anche la prima guerra mondiale aveva la sua droga.

    ha scritto il 

  • 4

    La vita di trincea

    La vita di trincea, i comandanti esaltati o pazzi, gli ordini sbagliati, la consolazione data dal cognac, gli assalti inutili, i reparti di artiglieria che invece di bombardare le linee nemiche colpiscono i loro stessi compagni, le morti: la rassegnazione di soldati e ufficiali, mandati a morire ...continua

    La vita di trincea, i comandanti esaltati o pazzi, gli ordini sbagliati, la consolazione data dal cognac, gli assalti inutili, i reparti di artiglieria che invece di bombardare le linee nemiche colpiscono i loro stessi compagni, le morti: la rassegnazione di soldati e ufficiali, mandati a morire in modo tragico e comunque assurdo, da comandanti sanguinari ed esaltati, in nome dell’ideale di Patria.

    ha scritto il 

  • 5

    Uno dei resoconti di guerra più belli che abbia mai letto. Stile asciutto, senza fronzoli. Eppure I personaggi del dramma ci appaiono nitidi e l'umanità dolente traspare continuamente tra queste righe, tra fango e cognac, tra pazzia e morte.

    ha scritto il 

  • 5

    Stile giornalistico per un racconto che procede di osservazione in osservazione, portando alla luce, quasi in modo involontario, l'assurdità e l'infamia di una guerra condotta da gerarchie incompetenti pronte a mandare al macello, per interessi di carriera e per puro narcisismo, le misere truppe ...continua

    Stile giornalistico per un racconto che procede di osservazione in osservazione, portando alla luce, quasi in modo involontario, l'assurdità e l'infamia di una guerra condotta da gerarchie incompetenti pronte a mandare al macello, per interessi di carriera e per puro narcisismo, le misere truppe italiane. Scritto da un "interventista" che sembra ricredersi col procedere della narrazione. Un esempio di cosa voglia dire raccontare senza infingimenti, guidati solo dall'osservazione oggettiva dei fatti. Stile asciutto, privo di invemttive, capace di esprimere momenti di intensa commozione. Prima di tante ipocrite commemorazioni , un libro da leggere per capire quanto sporco possa essere il concetto di Patria.

    ha scritto il 

  • 5

    una celebrazione dovuta, ma soprattutto una scoperta!

    sto ascoltando la lettura su Radio3, Ad Alta Voce.
    Marco Paolini affascina rendendo ironico e coinvolgente questo straordinario e duro racconto della vita di trincea durante la Grande Guerra.
    Il pensiero va spesso ai miei avi che lì c'erano...non mi ero mai interessata di quelle vicende, emerge t ...continua

    sto ascoltando la lettura su Radio3, Ad Alta Voce. Marco Paolini affascina rendendo ironico e coinvolgente questo straordinario e duro racconto della vita di trincea durante la Grande Guerra. Il pensiero va spesso ai miei avi che lì c'erano...non mi ero mai interessata di quelle vicende, emerge tanta assurdità e tantissima umanità!

    ha scritto il 

Ordina per