Un anno sull'Altipiano

Di

Editore: Einaudi (Einaudi tascabili; 712)

4.3
(1991)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 215 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8806154915 | Isbn-13: 9788806154912 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
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    Ogni libro scritto sulla Grande Guerra ha un punto di partenza, un motivo, uno svolgimento. Se Remarque narrava della disillusione di chi andava in guerra animato da nobili sentimenti oppure Chevallie ...continua

    Ogni libro scritto sulla Grande Guerra ha un punto di partenza, un motivo, uno svolgimento. Se Remarque narrava della disillusione di chi andava in guerra animato da nobili sentimenti oppure Chevallier si concentrava sulla paura che si annidava tenace nel combattente, questo libro di Lussu è un manuale sulla incapacità, la presunzione e i capricci delle alte sfere dell’esercito italiano. Da queste pagine si capisce chiaramente che la prima guerra mondiale sotto l’aspetto della guida e del comando è stata un fallimento.
    Decisioni sbagliate, strategie mal costruite, convinzioni assurde, capricci. Basti pensare che si mandavano uomini a morire ricoperti dalle cosiddette “corazze Farina”, le quali avrebbero dovuto resistere al fuoco di mitragliatrici e al lancio di bombe. Incredibile!
    Ma non solo questo, nel libro c’è anche un senso del rispetto di valori forti e necessari nella guerra, per quanto la guerra sia inutile e dannosa. Da leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    "Non è vero che l'istinto di conservazione sia una legge assoluta della vita. Vi sono dei momenti, in cui la vita pesa più dell'attesa della morte."
    Lettura molto bella che narra della Grande Guerra e ...continua

    "Non è vero che l'istinto di conservazione sia una legge assoluta della vita. Vi sono dei momenti, in cui la vita pesa più dell'attesa della morte."
    Lettura molto bella che narra della Grande Guerra e fa capire il dramma e la disperazione di chi ha combattuto in prima linea, a contatto diretto con la morte. Chiunque, leggendo queste pagine, può capire quanto ogni espediente sia stato necessario per poter sopravvivere alla stupida follia della guerra. Combattere in trincea ha significato per molti morire, per chi non è morto impazzire e per chi non è impazzito ricordare.

    ha scritto il 

  • 4

    Leggere e non pensare. Ho acquistato questo libro in un negozietto dell'usato; l'intuito mi suggeriva che non mi avrebbe delusa e così è stato.
    Lussu ci descrive la prima guerra mondiale, vissuta in t ...continua

    Leggere e non pensare. Ho acquistato questo libro in un negozietto dell'usato; l'intuito mi suggeriva che non mi avrebbe delusa e così è stato.
    Lussu ci descrive la prima guerra mondiale, vissuta in trincea, in combattimento, costruendo una storia che non è costruita. Un anno sull'Altipiano è un diario puro e semplice, con i suoi orrori e le sue speranze; non vi è pretesa di narrazione romanzata e gli avvenimenti sono descritti così come si sono verificati, lontani dalle fasulle cronache di giornale e gli ambiziosi protagonismi di generali folli. Scritto ad un ventennio dalla guerra, questo romanzo è la memoria vivida dei fatti, come se Lussu li avesse vissuti pochi minuti prima. Lo stile chiaro e scorrevole conferisce maggior valore all'opera, ma non la priva di profondità e talvolta di ironia, pur nella crudezza e assurdità degli scontri sui monti risalenti al '15-'18.
    Lo consiglio

    ha scritto il 

  • 5

    Affascinante, nella follia

    Di cio' che e' stata la prima guerra mondiale. Di chi è stato costretto a combatterla agli ordini di folli, incapaci, stupidi e chi piu' ne ha piu' ne metta.

    ha scritto il 

  • 5

    Vero e crudo

    Lussu ci mostra qui tutta l'inutilità di una guerra stupida, con i comandi tanto responsabili quanto i nemici delle carnefice entro le nostre trincee. La cos che fa effetto è che l'autore, come fosse ...continua

    Lussu ci mostra qui tutta l'inutilità di una guerra stupida, con i comandi tanto responsabili quanto i nemici delle carnefice entro le nostre trincee. La cos che fa effetto è che l'autore, come fosse un romanzo, riesce a trasportare il lettore direttamente all'interno della vicenda, ma talvolta ci svegliamo, perché non è un romanzo, i fatti narrati sono tutti veri, dal primo all'ultimo, e fa molto riflettere.

    ha scritto il 

  • 4

    il general cadorna ha scritto la sentenza / «pigliatemi gorizia, vi manderò in licenza»

    mettono le parole in trincea, i sardi. quando scrivono, sembra le espongano come il profilo brullo delle loro montagne, quelle su cui sergio leone girava i western all'italiana. penso ad atzeni e luss ...continua

    mettono le parole in trincea, i sardi. quando scrivono, sembra le espongano come il profilo brullo delle loro montagne, quelle su cui sergio leone girava i western all'italiana. penso ad atzeni e lussu, ieri, a fois oggi. le frasi di questo romanzo sono puntute come le baionette dei soldati che sull'altipiano di asiago cercano di contrastare l'offensiva austriaca. nude come le rocce del carso dove la brigata sassari ha combattuto finché non è stata trasferita in veneto, subito prima dell'estate del '16. guardinghe e disilluse, come i soldati semplici mandati a morire per l'ottusità di superiori colpevolmente orgogliosi, drammaticamente inesperti (caporetto sarà nell'autunno dell'anno successivo). è una scrittura concreta, efficacissima: poche masserizie, e sentinelle piazzate lungo un percorso ragionato. che lascia perdere la ricostruzione cronologica e, qui sta l'intuizione, gioca tutto su alcuni episodi soltanto. altro non serve.
    così il capitano del 151° fanteria lussu emilio sta alla larga dalla retorica, e dimostra che puoi chiamarti bartleby o tenente santini, e opporre la tua lucida e ferma ipotesi di rifiuto. finché qualcuno più graduato di te non decide al posto tuo, e allora sei fottuto.

    http://youtu.be/nVA_7IIoIZk

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro storico che si legge come un romanzo, tra episodi drammatici, molti, ed episodi ironici, pochi, si legge appassionatamente e si capiscono le storture dell'esercito italiano durante la grande ...continua

    Un libro storico che si legge come un romanzo, tra episodi drammatici, molti, ed episodi ironici, pochi, si legge appassionatamente e si capiscono le storture dell'esercito italiano durante la grande guerra. Nesessario e indispensabile, da leggere per capire la storia italiana, quella che non ci fanno studiare a scuola.

    ha scritto il 

  • 4

    Prima lettura nel 2008. Introduzione di Mario Rigoni Stern.
    La seconda lettura, nel 2014, in realtà è un ascolto.
    Il libro racconta un anno tra il 1916 e il 1917 trascorso dalla brigata Sassari sull’a ...continua

    Prima lettura nel 2008. Introduzione di Mario Rigoni Stern.
    La seconda lettura, nel 2014, in realtà è un ascolto.
    Il libro racconta un anno tra il 1916 e il 1917 trascorso dalla brigata Sassari sull’altipiano di Asiago, descrivendo la guerra, vent’anni dopo, in modo diverso da quello che si trovava nei libri fino ad allora.
    La retorica dell’epoca: onore, coraggio, eroismo, valore, gloria, morire per la patria.
    E la stupidità della guerra: morire per gli ordini assurdi di comandanti folli (tanto che l’ammutinamento appare logico e ho fatto il tifo per il disertore Marrasi, perché il vero nemico è chi ti comanda).
    Lussu non è uno scrittore ma scrive bene, non fa nulla per sottolineare il grottesco della situazione, descrive neutralmente i fatti. Emerge da solo l’aspetto tragico e ridicolo insieme.
    Paolini dà una lettura emotiva e ci mette anche l’ironia. Quasi un altro libro, ma mi è piaciuto lo stesso.
    [Radio 3. Ad alta voce. Tempo: 23 puntate di 20/25 minuti (riduzione?). Lettura di Marco Paolini. Introduzione di Goffredo Fofi e postfazione di Mario Monicelli trovate su Il Terzo Anello]

    ha scritto il 

  • 4

    Reportage di guerra con sventagliate di pallottole e idee sovversive. Il capitano Lussu doveva essere coraggioso e fortunato (la seconda qualità tanto più indispensabile in guerra, quanto più grande l ...continua

    Reportage di guerra con sventagliate di pallottole e idee sovversive. Il capitano Lussu doveva essere coraggioso e fortunato (la seconda qualità tanto più indispensabile in guerra, quanto più grande la prima). Era anche appassionato e amato dai soldati che sapeva proteggere e compiacere. Personalità complessa e ferrigna, la sincerità della scrittura media le contraddizioni - Interventista/pacifista/volontario in Spagna

    ha scritto il 

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