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Un apolide metafisico

Conversazioni

Di

Editore: Adelphi (Piccola biblioteca, 520)

4.3
(131)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 362 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8845919331 | Isbn-13: 9788845919336 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Tea Turolla

Genere: Philosophy

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Descrizione del libro
"Sebbene io abbia della vita una concezione tetra, ho sempre nutrito un grande amore per l'esistenza, un amore talmente grande da convertirsi in negazione della vita, perché non possedevo i mezzi per soddisfare la mia voglia di vivere". Fra le tante, appuntite gemme racchiuse in questo volumetto, questo autoritratto spirituale di Cioran rappresenta la chiave che forse più di ogni altra permette di accedere ai segreti della sua anima in perpetua oscillazione fra il nulla e il tutto, in un dualismo esistenziale che intride anche ogni fibra della sua opera, diretta emanazione della vita. Parte integrante di quest'opera si possono a buon diritto considerare le "Conversazioni", dove più apertamente si offre il lato ilare, vitale, corroborante di Cioran.
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  • 4

    Con l'unica pecca rappresentata dalla poca diversità di domande degli intervistatori (e conseguente ripetitività di Cioran), si tratta di una raccolta di interviste molto bella e utile per comprendere appieno Cioran, anche se rimango convinto che chi non sente quello che Cioran scrive, nel senso ...continua

    Con l'unica pecca rappresentata dalla poca diversità di domande degli intervistatori (e conseguente ripetitività di Cioran), si tratta di una raccolta di interviste molto bella e utile per comprendere appieno Cioran, anche se rimango convinto che chi non sente quello che Cioran scrive, nel senso più intimo del termine, non capirà mai Cioran e lo troverà uno scrittore fermo a una certa forma di teen angst. Se avete provato a leggere un suo libro e vi ha deluso, o non vi ha comunicato nulla o in generale il risultato è stato negativo ma volete provare a entrare un po' in questo autore, probabilmente il "pensatore privato" (come lui si definisce) più acuto e doloroso del '900, date un'occhiata a qualche intervista raccolta in questo volume.

    ha scritto il 

  • 2

    Maledetti intervistatori

    Una raccolta di interviste a Cioran (il quale, di suo, merita sempre almeno quattro stelle) nel quale, per il sostanziale conformismo degli intervistatori, egli - ripetendo quei quattro concetti in croce: il paesello sui Carpazi, i mistici, Parigi, il suicidio, il destino segnato e disperato dell ...continua

    Una raccolta di interviste a Cioran (il quale, di suo, merita sempre almeno quattro stelle) nel quale, per il sostanziale conformismo degli intervistatori, egli - ripetendo quei quattro concetti in croce: il paesello sui Carpazi, i mistici, Parigi, il suicidio, il destino segnato e disperato dell'umanità inconsapevole - lascia l'impressione di un demente. Purtroppo alla fine della lettura dei suoi libri ("sedici cadaveri", li definisce lui) si passa alla lettura degli esegeti...

    ha scritto il 

  • 5

    Una serie di interviste e conversazioni che svelano un Cioran a cui non si è abituati, se ci si limita ai suoi scritti. Certo, le idee, le convinzioni, sono sempre le stesse, ma la dimensione dialogica, più immediata e spontanea, genuina, fa sì che esca allo scoperto il suo lato più umano e bonar ...continua

    Una serie di interviste e conversazioni che svelano un Cioran a cui non si è abituati, se ci si limita ai suoi scritti. Certo, le idee, le convinzioni, sono sempre le stesse, ma la dimensione dialogica, più immediata e spontanea, genuina, fa sì che esca allo scoperto il suo lato più umano e bonario. Queste sue chiacchierate mi hanno fatto compagnia e mi hanno fatto sorridere non poco in questi giorni sugli autobus, nei tempi morti tra una lezione e l'altra, di notte prima di addormentarmi, e mai come ora vorrei tanto un amico come lui.
    Ti voglio bene, Emil.

    ha scritto il 

  • 4

    Si potrebbe considerare Cioran come l'antidoto all'esistenzialismo francese, almeno un po' di autenticità in lui è ravvisabile, oltre ad ispirare una simpatia cui altri sono antitetici. Questa serie di interviste è un agevole viatico all'uomo e alla sua opera.


    "A quarant'anni ero ancora i ...continua

    Si potrebbe considerare Cioran come l'antidoto all'esistenzialismo francese, almeno un po' di autenticità in lui è ravvisabile, oltre ad ispirare una simpatia cui altri sono antitetici. Questa serie di interviste è un agevole viatico all'uomo e alla sua opera.

    "A quarant'anni ero ancora iscritto alla Sorbona, mangiavo alla mensa studentesca e speravo di continuare così fino alla fine dei miei giorni. Ma poi è arrivata una legge che proibiva l'iscrizione dopo i ventisette anni e mi ha scacciato da quel paradiso. Venendo a Parigi mi ero impegnato con l'istituto francese a fare una tesi di dottorato, e ne avevo già comunicato l'argomento - qualcosa sull'etica di Nietzsche - ma non avevo nessuna intenzione di farla. In compenso ho girato tutta la Francia in bicicletta. Alla fine mi hanno lasciato la borsa perché hanno ritenuto che aver pedalato in lungo e in largo per la Francia fosse pur sempre un merito."

    "[...] chiunque, anche una donnetta può avere maggiore esperienza di un filosofo."

    ha scritto il 

  • 5

    Caustico, ironico, senza via di scampo. Produce assuefazione e dipendenza. Maneggiare con cautela. Aumenta il tasso di misantropia nel sangue. Nuoce gravemente alla forza di volontà. Il Cioran rientra nei farmaci potenzialmente a rischio di prolungare l'astenia. Il rischio è aumentato in caso di ...continua

    Caustico, ironico, senza via di scampo. Produce assuefazione e dipendenza. Maneggiare con cautela. Aumenta il tasso di misantropia nel sangue. Nuoce gravemente alla forza di volontà. Il Cioran rientra nei farmaci potenzialmente a rischio di prolungare l'astenia. Il rischio è aumentato in caso di associazioni tra farmaci che hanno entrambi la capacità di annientare qualsiasi tipo di progettualità e di fiducia nell'essere umano e nella storia. Causa sonnolenza, abbandono di qualsiasi tipo di momentanea esaltazione, desiderio di scivolare nell'incoscienza più profonda e alimenta talvolta stati di irritabilità.
    Non superare la dose consentita giornaliera.

    ha scritto il 

  • 4

    O l'esistenza o io!

    "Come ha avuto questo appartamento al sesto piano, con una simile vista sui tetti del Quartiere Latino?"
    "Grazie allo snobismo letterario".

    "Sono un apolide metafisico, un po' come quegli stoici della fine dell'Impero romano che si sentivano 'cittadini del mondo', il che è come dire ...continua

    "Come ha avuto questo appartamento al sesto piano, con una simile vista sui tetti del Quartiere Latino?"
    "Grazie allo snobismo letterario".

    "Sono un apolide metafisico, un po' come quegli stoici della fine dell'Impero romano che si sentivano 'cittadini del mondo', il che è come dire che non erano cittadini di nessun luogo".

    "Chi riesce in tutto è necessariamente superficiale".

    Conversazioni con Cioran, chiacchiere di noia, suicidio, scrittura, libri e le assurdità della vita, insieme ad uno scrittore dal destino interiore, senza biografia, che si sentiva a suo agio dove si parlano varie lingue e amava ormeggiarsi solo negli incavi di un linguaggio. Illuminante.

    Unico neo: si tratta di una raccolta di interviste e confessioni dove Cioran ribadisce più volte alcuni concetti o narra spesso gli stessi aneddoti, il che può risultare ripetitivo. Tuttavia, chiudendo il libro si ha l'impressione di aver spiato nella mente di uno dei più grandi pensatori del nostro tempo o di avergli fatto una telefonata.

    ha scritto il 

  • 4

    E' facile, e anche comodo, essere pessimisti, tante sono le ragioni per esserlo. Più facile che essere ottimisti, che è la cosa più facile dopo l'essere pessimisti. Più difficile, ma serio e non ambiguo, è essere tutt'e due le cose, strenuamente tenendo insieme la contraddizione, magari con la ve ...continua

    E' facile, e anche comodo, essere pessimisti, tante sono le ragioni per esserlo. Più facile che essere ottimisti, che è la cosa più facile dopo l'essere pessimisti. Più difficile, ma serio e non ambiguo, è essere tutt'e due le cose, strenuamente tenendo insieme la contraddizione, magari con la vecchia proposta dell'ottimismo della volontà e del pessimismo della ragione. O con qualcosa del genere, se uno è abbastanza umile ma anche forte. Cioran non sa e non può fare un tale sforzo, pare, o gioca a rinunciarci. Ne soffre? Soffre da artista, con un risentimento da artista, che oggi non può permettersi nessuna serenità, pare. Cosa che non gli si può rimproverare, né in nome dell'arte né in nome della ragione o della buona volontà e nemmeno di un qualche pessimismo o ottimismo. Trovo che debba essere apprezzato per come riesce a valorizzare esteticamente l'umano disincanto. Così lo supera? Ci fa dei suoi conti, scrivendo. E ti lascia il sospetto che sia questo il modo migliore di fare i conti col disincanto pessimistico in ogni sua gradazione, anche perché, prima di tutto, lo accetta, con coraggio (quella cosa che un tempo si aggettivava col termine 'virile'). Ma Emil Cioran è pure romeno (romeno transilvano, che è cosa ancora più difficile e complessa), partecipe di quel modo di sentire remissivo che dalle sue parti è detto "spatiul mioritic" (vedi Lucian Blaga), cioè umile accettazione di quanto la vita ti manda, o religione del fallimento (tra le sue disillusioni c'è anche l'essere stato nazi-fascista, guardia di ferro. Al massimo permettersi un ironico lamento risentito. Mi pare che soprattutto questo faccia bene Cioran in tutti i suoi libri, ma giocando molto a fare il ragazzaccio, contento della bravata di centrare il vetro della finestra della casa bene.

    ha scritto il 

  • 0

    Un libro deve sconvolgere tutto, rimettere tutto in discussione


    La mia vita è stata dominata dall'esperienza della noia: più o meno bruscamente, a casa propria o in casa d'altri, o davanti a un bellissimo paesaggio, tutto si svuota di contenuto o di senso. Il vuoto è in noi e fuori di noi< ...continua

    Un libro deve sconvolgere tutto, rimettere tutto in discussione

    La mia vita è stata dominata dall'esperienza della noia: più o meno bruscamente, a casa propria o in casa d'altri, o davanti a un bellissimo paesaggio, tutto si svuota di contenuto o di senso. Il vuoto è in noi e fuori di noi

    Credo di essere sempre stato ipercosciente, e proprio questa è la tragedia della mia vita

    Gli aforismi sono generalità istantanee, pensiero discontinuo

    La malinconia è la sensazione di non appartenere al mondo

    Ho viaggiato molto. Dovunque sia andato, sono stato preso da un immenso entusiasmo; e poi l'indomani la noia

    interessante, pur con qualche ripetizione di troppo

    ha scritto il 

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