Un arbol crece en Brooklyn

By

Publisher: DeBolsillo

4.3
(1353)

Language: Español | Number of Pages: 503 | Format: Softcover and Stapled | In other languages: (other languages) English , Italian , German , French , Greek , Turkish

Isbn-10: 8499081215 | Isbn-13: 9788499081212 | Publish date: 

Also available as: Others , Paperback , Hardcover

Category: Biography , Fiction & Literature , History

Do you like Un arbol crece en Brooklyn ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Corren los años veinte del siglo pasado y descubrimos a la pequeña Francie Nolan leyendo sentada en la escalera antiincendios de su casa, a la sombra de un árbol que solo crece en los barrios más pobres de las grandes ciudades. Poco a poco, la mirada se aleja de la chiquilla para abarcar a la estrafalaria familia Nola, que malvive en un barrio de Brooklyn. Conoceremos así a sus padres, a su hermano y a la entrañable tía Sissy, que usa a los hombres para aplacar sus instintos maternales.

Francie crece rodeada de los libros que tanto le gustan y pronto empieza a preguntar y a pedirle a la vida algo más que un triste acomodo en la mediocridad. De esas hermosas y tercas ganas de saber nace "Un árbol crece en Broocklyn", una novela donde cualquier detalle de la vida doméstica revela un mundo hecho de apuestas y deseos, donde los personajes son tan próximos que nos duelen sus dolores y donde el sueño americano cobra por fin peso y color.

"Un libro bellísimo de una novelista maravillosa y olvidada" Paul Auster.
Sorting by
  • 2

    ★ ★ ½

    Trama: «È l'estate del 1912 a Brooklyn. I raggi obliqui del sole illuminano il cortile della casa dove abita Francie Nolan, riscaldano la vecchia palizzata consunta e le chiome dell'albero che, come g ...continue

    Trama: «È l'estate del 1912 a Brooklyn. I raggi obliqui del sole illuminano il cortile della casa dove abita Francie Nolan, riscaldano la vecchia palizzata consunta e le chiome dell'albero che, come grandi ombrelli verdi, riparano la dimora dei Nolan. Alcuni a Brooklyn lo chiamano l'Albero del Paradiso perché è l'unica pianta che germogli sul cemento e cresca rigoglioso nei quartieri popolari. Insieme a suo fratello Neeley, Francie raccoglie pezzi di stagnola che si trovano nei pacchetti di sigarette e nelle gomme da masticare, stracci, carta, pezzi di metallo e li vende in cambio di qualche cent. Francie se ne va a zonzo per Brooklyn. Lungo il tragitto forse qualcuno le ricorderà che è un peccato che una donna così graziosa come sua madre, ventinove anni, capelli neri e occhi scuri, debba lavare i pavimenti per mantenere tutta la famiglia. Qualcun altro magari le parlerà di Johnny, suo padre, il ragazzo più bello e più attaccato alla bottiglia del vicinato, qualcuno infine le sussurrerà mezze parole sull'allegro comportamento di sua zia Sissy con gli uomini. Francie ascolterà e ogni parola sarà per lei una pugnalata al cuore, ma troverà, come sempre, la forza per reagire, poiché lei è una bambina destinata a diventare una donna sensibile e vera, forte come l'albero che, stretto fra il cemento di Brooklyn, alza rami sempre più alti al cielo».
    Un libro che mi ha confuso, di cui non mi sono fatto proprio un’idea precisa. Si narra della famiglia irlandese Nolan (è una saga familiare): tra una madre pragmatica, e un padre sognatore, e tre figli, ma i veri protagonisti sono solo i primi due, Francie e Neely che attraversano i passaggi evolutivi di crescita insieme. La storia prende le mosse con molti personaggi secondari, molti aneddoti, sottotrame, ma quel che si evince dal testo – e dalla lettura – è la lotta alla sopravvivenza, alla guerra, alla miseria di un ‘900 che ci trasporta fino all’entrata in guerra (è chiaro, l’arco temporale è ampio, viste le ben 576 pp.). Il testo è corredato da molti riferimenti letterari, e culturali in genere, anche se nella prima parte del romanzo l’evoluzione degli avvenimenti non è che mi ha entusiasmato particolarmente (sembra un elenco di eventi buttati lì), poi nella parte finale – forse influenzato anche dall’evoluzione della storia dei protagonisti – il libro merita molto, e dà speranza. Un libro che consigliere per chi ama le saghe familiari, e le storie di riscatto sociale; l’ho associato moltissimo ad un altro libro sullo stesso filone: “Le ceneri di Angela” dell’irlandese Frank McCourt.

    "Mio Dio concedimi di essere qualcosa, in ogni istante di ogni ora della mia vita. Fammi essere felice o triste, fa che io abbia caldo o freddo, che abbia poco o troppo da mangiare, che sia vestita elegante o con degli stracci, affidabile o bugiarda, degna di stima o peccatrice.Ma concedimi di essere qualcosa in ogni istante. E concedimi pure di sognare quando dormo, in modo che non vi sia un solo momento della mia vita che vada perduto".

    said on 

  • 5

    Inizierò dicendo che si tratta di un libro che ha conquistato una parte del mio cuore e ora che l'ho terminato mi mancherà. Le vicende narrate coinvolgono tutti i membri della famiglia Nolan e Rommely ...continue

    Inizierò dicendo che si tratta di un libro che ha conquistato una parte del mio cuore e ora che l'ho terminato mi mancherà. Le vicende narrate coinvolgono tutti i membri della famiglia Nolan e Rommely, quest'ultima è la famiglia che mi sono presa la libertà di ribattezzare la "famiglia delle donne di ferro". Jhonny (Nolan) e Kathy (Rommely) sono i genitori di Frances, il cui punto di vista ci permette di assistere alle sventure ma anche ai bei momenti di questa grande famiglia. Insieme a Frances ci troviamo all'inizio del secolo scorso nel quartiere di Williamsburg a Brooklyn. Una zona povera, dove la miseria colpisce anche i più piccoli. Ma è proprio questo il punto di tutto il libro. La voglia di vivere che porta anche i più deboli ad aggrapparsi alla vita e a emergere anche nei luoghi più inospitali, così come succede all'albero del titolo e così come succede soprattutto alla protagonista Francie. Grazie all'amore paterno, alla tenacia e forza morale ereditate dalla madre, la bambina e poi ragazza riuscirà a non farsi schiacciare dal peso della vita. Un libro oserei dire perfetto, con piccole perle di saggezza sparse qua e la tra le pagine e che se raccolte dal lettore attento, riusciranno a farci apprezzare le piccole cose che rendono la vita degna di essere vissuta nonostante tutto.

    said on 

  • 1

    come cercare di arrufianarsi le simpatie del lettore...

    consiglio di lettura di novembre gruppo R C
    Abbandonato dopo molte remore perché mi spiace sempre non terminare una lettura,ma questa non mi trasmetteva nulla se non antipatia e fastidio:i personaggi ...continue

    consiglio di lettura di novembre gruppo R C
    Abbandonato dopo molte remore perché mi spiace sempre non terminare una lettura,ma questa non mi trasmetteva nulla se non antipatia e fastidio:i personaggi sono urticanti al limite della sopportazione e Francie l'ho odiata sin dalle prime righe..sembra creata appositamente per suscitare simpatia e commozione...e a me le"ruffianate"non piacciono e questo romanzo sembra confezionato e creato appositamente a quello scopo.

    said on 

  • 3

    Una buona scrittura non fa di un libro un ottimo libro. La storia fila liscia per quasi tutte le sue 500 pagine. Forse c'è un po' troppo zucchero, ma tutto sommato un libro gradevole. Dove per me cade ...continue

    Una buona scrittura non fa di un libro un ottimo libro. La storia fila liscia per quasi tutte le sue 500 pagine. Forse c'è un po' troppo zucchero, ma tutto sommato un libro gradevole. Dove per me cade grossolanamente è nel finale che trovo affrettato e poco credibile. Dunque, questo dovrebbe essere il racconto della storia di questa bambina (e della sua famiglia) che, attraverso mille sofferenze, riesce ad affrancarsi dalla miseria grazie al suo impegno nello studio e nel lavoro e questo succede, appunto, per gran parte del libro. Bella la descrizione della vita di questi emigranti poverissimi e dei mille modi attuati da adulti e bambini per sopravvivere dignitosamente. Nel finale però interviene la figura di un padre putativo che in un colpo solo sistema tutta la bella famigliola. Ma va.

    said on 

  • 5

    È l’estate del 1912 a Brooklyn. I raggi obliqui del sole illuminano il cortile della casa dove abita Francie Nolan, riscaldano la vecchia palizzata consunta e le chiome dell’albero che, come grandi om ...continue

    È l’estate del 1912 a Brooklyn. I raggi obliqui del sole illuminano il cortile della casa dove abita Francie Nolan, riscaldano la vecchia palizzata consunta e le chiome dell’albero che, come grandi ombrelli verdi, riparano la dimora dei Nolan. Alcuni a Brooklyn lo chiamano l’Albero del Paradiso perché è l’unica pianta che germogli sul cemento e cresca rigoglioso nei quartieri popolari. Quando nuovi stranieri poveri arrivano a Brooklyn e, in un cortile di vecchie e tranquille case di pietra rossa, i materassi di piume fanno la loro comparsa sui davanzali delle finestre, si può essere certi che lì, dal cemento, sbucherà prima o poi un Albero del Paradiso....

    E' una storia di miseria e di riscatto, fatta di episodi tristi, allegri ma tutti, dalla prima all'ultima pagina, sono impregnati di orgoglio e di consapevolezza che a fare la differenza tra la povertà, il degrado e una vita degna di essere vissuta è l'istruzione.
    E' un lungo, continuo inno al sapere, al non fermarsi mai, ad essere sempre "qualcosa in evoluzione", ma a tutto questo non deve mai mancare l'amore, per un uomo, per la famiglia, per la vita, anche quando questa prende a schiaffi...
    Francie è un bel personaggio: una bambina dolce, ma forte e tenace. La vera protagonista però è Katie, la mamma: è l'immagine della forza, della dignità e della capacità di riscatto...
    Una splendida lettura!!

    said on 

  • 4

    Delizioso

    Un romanzo tenero ma di grande aria. La protagonista è una bimba fragile ma al tempo stesso caparbia e volitiva, la cui storia si intreccia con la vita di molti newyorkesy dei primi del '900, in conti ...continue

    Un romanzo tenero ma di grande aria. La protagonista è una bimba fragile ma al tempo stesso caparbia e volitiva, la cui storia si intreccia con la vita di molti newyorkesy dei primi del '900, in continue ambasce per la ricerca di quattrini per sopravvivere e la precarietà stessa di un mondo in continuo divenire.
    Ma l'umiltà e la voglia di emergere dei protagonisti ti trascina in un racconto "avvolgente".

    said on 

  • 5

    Una pietra miliare

    Brooklyn ai primi del Novecento nel racconto di una famiglia di immigrati irlandesi. Tanta povertà, ma tanta dignità nella narrazione di Francie Nolan, figlia maggiore di Katie e Johnny. Katie è una d ...continue

    Brooklyn ai primi del Novecento nel racconto di una famiglia di immigrati irlandesi. Tanta povertà, ma tanta dignità nella narrazione di Francie Nolan, figlia maggiore di Katie e Johnny. Katie è una donna d'acciaio che lavora instancabilmente con il sogno di iscrivere i figli all'università. Nonna Rommely le ha raccomandato di leggere alla figlia ogni giorno una pagina della Bibbia ed una di Shakespeare: "Devi farlo perché la bambina cresca conoscendo ciò che è bello e perché sappia che queste miserabili case di Williamsburg non racchiudono il mondo intero."
    Katie si mostra tenera e accomodante con il figlio Neeley, ma rigida con Francie perché, come avrà poi a spiegarle, Francie ha la stessa tempra della madre e sa che nella vita se la caverà sempre. La crescita personale di Francie ha inizio quando inizia a scontrarsi con la realtà della scuola, quando in particolare la maestra la accusa di scriver storie sordide ("La povertà, la fame, l'ubriachezza sono dei brutti soggetti. Si sa che queste cose esistono, ma non se ne deve parlare"). Il finale di questa storia "larger than life", iniziata nei sobborghi più miseri di Brooklyn e coronato dal riscatto di Francie, è tutto da assaporare.

    said on 

  • 5

    Non importa il buonismo che straripa dalle pagine di questo romanzo (l'autrice stessa diceva "she didn't write it the way it was, but the way it should have been"), non è possibile non farsene affasci ...continue

    Non importa il buonismo che straripa dalle pagine di questo romanzo (l'autrice stessa diceva "she didn't write it the way it was, but the way it should have been"), non è possibile non farsene affascinare. La storia è quella, di base autobiografica, della stessa autrice, sotto il nome di Frances Nolan. Ma è una di quelle storie 'larger than life'. Certo l'autrice ci vuole insegnare che l'istruzione è l'unico modo possibile di evadere un ambiente povero, però quello che rimane alla fine è proprio la sensazione di aver percorso un pezzo di strada con una persona speciale (anzi, più di una). Uno di quei comfort books da rileggere nei momenti bui.

    said on 

  • 4

    voto 9

    Per la serie “c’è sempre qualcosa da scoprire”, non avevo mai sentito parlare di questo romanzo. Alla Fiera di Torino, mentre saccheggiavo lo stand neri Pozza, un’amica lo ha indicato dicendo “quello ...continue

    Per la serie “c’è sempre qualcosa da scoprire”, non avevo mai sentito parlare di questo romanzo. Alla Fiera di Torino, mentre saccheggiavo lo stand neri Pozza, un’amica lo ha indicato dicendo “quello è bellissimo”.
    Infatti lo è, uno di quei romanzoni del tempo andato, dove l’unica cosa che succede è la vita e tu non sai né come Né perché ti tenga lì così avvinto. In realtà lo sai, si chiama capacità di raccontare, arte affabulatoria che questa autrice possiede in quantità industriale. Mi ha trasportata nella Brooklyn di cento anni fa, in un quartiere di immigrati di prima e seconda generazione, raccontandomi la storia di una ragazzina che lotta per il pane quotidiano ma senza farmi piangere, cosa che ho apprezzato moltissimo. Tutto vive in queste pagine, le strade, i negozi, i ragazzini che se ne inventano di ogni per portare a casa un misero penny. I personggi e i loro rapporti sono estremamente realistici, non ci sono eroi, sacrifici, amori eterni. Dio è una presenza lontana, tutti ci credono e nessuno gli dà un gran peso.
    Io l’ho trovato un libro di un’attualità spiazzante, sia stilisticamente – moderno, asciutto, sembra scritto ora – sia per il quadro che ci offre di un’umanità che fa fatica a mettere insieme il pranzo con la cena. Credo che se andassimo ora in un quartiere di immigrati di prima e seconda generazione troveremmo un quadro molto simile. Allora erano europei, gli immigrati. Adesso vengono dagli altri continenti e hanno la pelle di varie tonalità scure. Tutta qui, la differenza.
    Il che ne fa un libro eterno.

    said on 

  • 3

    I sogni son desideri, chiusi in fondo al cuor...

    Erano anni, anzi decenni, che desideravo leggere questo libro, e sono certa che se lo avessi fatto quando avevo quattordici/quindici anni lo avrei trovato un capolavoro. E in effetti ancora oggi conti ...continue

    Erano anni, anzi decenni, che desideravo leggere questo libro, e sono certa che se lo avessi fatto quando avevo quattordici/quindici anni lo avrei trovato un capolavoro. E in effetti ancora oggi continua a essere un testo obbligatorio in molte scuole americane. Troppo ho aspettato quindi, peccato. Perché durante tutte le sue 500 pagine, non ho potuto fare a meno di confrontarlo con "Chiamalo sonno" di H. Roth (e anche con la sua tetralogia) e con "O lost" di Thomas Wolfe. Ci sono infatti molte similitudini: sono tutte storie più o meno autobiografiche, ambientate più o meno negli stessi anni. Però la scrittura della Smith, pur piacevole, manca di spessore, non scende mai in profondità. Inoltre sono tutti buoni, bravi, simpatici e pure belli i personaggi principali. E la parola "meraviglioso" compare un numero di volte francamente eccessivo.
    Nonostante tutto ciò, sono contenta di averlo letto. Stasera andrò a dormire serena, canticchiando la canzoncina del titolo (dopo aver accuratamente rimosso tutto lo zucchero che mi è rimasto appiccicato ai denti):
    ...se credi chissà che un giorno
    non giunga la felicità
    non disperare nel presente
    ma credi fermamente
    e il sogno realtà diverrà...

    said on 

Sorting by