Un bel sogno d'amore

Di

Editore: Garzanti

3.6
(429)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 380 | Formato: eBook

Isbn-10: 8811138159 | Isbn-13: 9788811138150 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
A Bellano gira voce che presso il cinema della Casa del Popolo verrà proiettato Ultimo tango a Parigi.
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  • 2

    L'inizio è come sempre meraviglioso, poi però perde la carica, troppe interferenze, troppi giri. Li preferisco più snelli i suoi romanzi che hanno sempre il potere di portarti nella storia e di raccon ...continua

    L'inizio è come sempre meraviglioso, poi però perde la carica, troppe interferenze, troppi giri. Li preferisco più snelli i suoi romanzi che hanno sempre il potere di portarti nella storia e di raccontare spaccati di vita italiana con semplicità ed ilare e sagace armonia

    ha scritto il 

  • 2

    Vitali(tà) - 06 gen 17

    Essendo questo il 20° libro di Vitali che leggo, penso che abbiate capito che, in fondo, con tutti gli alti e bassi, è un autore che non mi dispiace. Purtroppo, ripeto, le ultime letture sono più bass ...continua

    Essendo questo il 20° libro di Vitali che leggo, penso che abbiate capito che, in fondo, con tutti gli alti e bassi, è un autore che non mi dispiace. Purtroppo, ripeto, le ultime letture sono più basse che alte. Soprattutto perché si ostina a venire sempre più vicino al nostro presente, mentre le sue storie sono ben più incastrate nei periodi ante 1940. Infatti, Vitali scrive sempre con lo stesso tipo di modalità, con quel pizzico di nostalgia, con quella patina “d’antan”. Una scrittura che avvolge Bellano e il lago di Como, ricoprendola con quelle atmosfere di “vecchia signora di tanti anni fa”. Invece, quando si avvicina, e spesso sorpassa, il miracolo economico degli anni Sessanta, la scrittura si incarta, e le storie perdono mordente. Qui, ad esempio, il brodino si allunga fin quasi alle 400 pagine, ma senza mordente, senza ironia, senza tutti quei risvolti che fanno dei libri di Vitali un bel momento da passare insieme. Credo poi, che il Vitali dei primi scritti, di questo ne avrebbe fatto almeno due se non tre libri. Diciamo due, va. La storia di Adelaide ed Alfredo da un lato. E quella di Ernesto Tagliaferri detto il Taglia dall’altra. È vero che un po’ le due storie si intrecciano, ma neanche tanto e neanche in modo avvincente. Per collocare la storia nel tempo, Vitali si costruisce un inizio “esterno” alle due vicende: la proiezione di un film scandaloso nell’unico cinema di Bellano. E per la precisione “Ultimo tango a Parigi”. Che tra anatemi della Chiesa, bigottismo ante-litteram e cinema d’autore, pochi lo vedono, pochi lo capiscono, se ne parla solo, ma per aspetti assolutamente diversi dalle intenzioni dell’autore. Ma è solo un modo di dare il via alla storia. Anzi alle storie. Quella di Adelaide, operaia in un cotonificio, un po’ blandita dal Taglia, che entra ed esce dalla prima parte della storia. Adelaide che tenta con ogni mezzo di fidanzarsi con Alfredo, un mammone della più bell’acqua. C’è agio per Vitali di descriverci il mondo dei primi anni ’70 in provincia, passeggiate sul lungolago, beute nelle osterie, il cinemino, la messa la domenica, i pranzi in famiglia. Alfredo è un meccanico capace, ma che, appunto, non riesce a staccarsi dalla madre Benvenuta “faccia da cane”, come viene bonariamente chiamata a sua insaputa. Adelaide, incastrata in un losco affare dal Taglia, perde il lavoro. Questo però fa sì che Alfredo si scuota, finalmente la chiede in sposa, e con il beneplacito anche di Benvenuta. Ma anche da sposati, i legami con la madre non consentono una vita serena. Anche se Benvenuta si imbarca in un amore senile, delicatamente descritto. Sarà solo quando Adelaide, un po’ alla Marlon Brando del film, prende l’iniziativa, che le cose si sbloccano. E nonostante i dubbi di Alfredo riusciranno a mettere in cantiere la sospirata prole. Che vedrà luce, purtroppo, dopo la morte di Benvenuta. L’altra storia è quella del Taglia, il balordo, lesto di mano con le ragazze, poco aduso a vivere sotto padrone, ma per questo sempre pronto ad imbarcarsi in truffe e piccoli furti. Che ovviamente vengono tutti scoperti, e lui ne ha sempre la peggio. Come la truffa della lotteria, quando va a giocarsi, perdendoli, i soldi delle promesse vincite nella vicina Svizzera. Come il furto degli orologi, cui fornisce alibi ai malfattori senza riuscire a trarne altro beneficio se non, ancora, altri mesi di carcere. Come il piccolo contrabbando di sigarette dalla Svizzera. Come il tentativo, in accordo con il magazziniere dell’ospedale, di fare la cresta sui viveri della casa di cura. Tutte le sue mosse sono seguite, da vicino o da lontano, dalla locale stazione dei Carabinieri. Comandata dal maresciallo Pezzati, “caramba” dal cuore d’oro che cerca tutte le volte di dare una via d’uscita al Taglia, senza mai riuscirci. Dove una grande mano investigativa viene data dal carabiniere scelto Salvatore Insoliti, calabrese ed ex-pescatore, che riesce a sventare l’ultima truffa del Taglia. Ma qui anche i balordi non sono mai cattivi, e se faranno mesi di carcere, ne usciranno sempre onesti seppur sbandati. Ne esce fuori questa Italia che sente da lontano cosa avviene nel mondo e nelle grandi città. Ma che è presa più da Sanremo che dalle rivolte studentesche. Dove anche gli scioperi arrivano solo come echi attutiti di un mondo che non cambia la realtà quotidiana del “campari” alle dieci, del riposino pomeridiano, del pesce al venerdì. È un Italia dall’anima pulita quella che ci riporta Vitali, e che ci fa riflettere, a noi grandi teoreti di rivoluzioni imminenti. Non a caso riporto una frase, a me ben nota da anni, che descrive quel mondo. Ma che a me riporta i tempi del mio lavoro sulle professioni d’aiuto, sull’altro. E sul complemento che ne fece una mia cara amica. Forse non quadrato, ma lavorando un po’ su di sé, almeno un poco ovale si può diventare.
    “Chi nasce tondo non può morire quadrato.” (280)

    ha scritto il 

  • 3

    Buono, niente di più. Purtroppo il finale non aiuta a rendere la trama narrativa parte di un bel libro. Si legge benissimo e con allegria, ma più che un romanzo, risulta quasi un esercizio di stile. ...continua

    Buono, niente di più. Purtroppo il finale non aiuta a rendere la trama narrativa parte di un bel libro. Si legge benissimo e con allegria, ma più che un romanzo, risulta quasi un esercizio di stile.

    ha scritto il 

  • 3

    Un racconto che, in primis, non mi coinvolgeva e leggendo, mi annoiavo. Poi, quando le storie dei personaggi hanno "preso vita", l'ho letto con curiosità e velocemente.

    ha scritto il 

  • 4

    Se rinasco vado a vivere a bellano . Avevo bisogno di un po' di spensierata allegria e come al solito vitali non mi delude mai . I miei 2 neuroni hanno letto tutto senza sforzo , quello che serviva pe ...continua

    Se rinasco vado a vivere a bellano . Avevo bisogno di un po' di spensierata allegria e come al solito vitali non mi delude mai . I miei 2 neuroni hanno letto tutto senza sforzo , quello che serviva per un fine anno sereno .

    ha scritto il 

  • 1

    Stavolta si ride ben poco

    Perché ogni tanto mi viene voglia di un libro di Vitali? Perché, leggendo alcuni dei suoi romanzi (tra l’altro su consiglio di un’amica che mi ha consentito di scoprire autori interessanti), mi sono ...continua

    Perché ogni tanto mi viene voglia di un libro di Vitali? Perché, leggendo alcuni dei suoi romanzi (tra l’altro su consiglio di un’amica che mi ha consentito di scoprire autori interessanti), mi sono ritrovata spesso a ridere di cuore di fronte alla variegata umanità che si muove nel paese sulle sponde del lago di Como in cui l’autore ambienta gli intrecci. Ultimamente, però, non riesco più a ritrovare l’ironia e l’atmosfera leggera che mi avevano colpito qualche anno fa. Forse sono cambiate le mie “esigenze di lettura” o, più semplicemente, le mie scelte si sono casualmente indirizzate verso romanzi meno riusciti. Ad ogni modo, stavolta ho riso di rado e non consiglierei agli amici la lettura del libro. Pessima, inoltre, l’idea di dare spazio sul risvolto di copertina al film “Ultimo tango a Parigi”, come se l’idea di proiettarlo a Bellano costituisse il motore della narrazione. Invece non è affatto così! Lo scopo era forse quello di dare al lettore la sensazione che il romanzo fosse particolarmente spassoso? Sento il sapore di una scelta meramente commerciale, ma la delusione del lettore rischia di emergere così con più facilità. Non è un caso che l’amica a cui l’ho regalato (particolarmente stanca e desiderosa al momento di letture leggere e frizzanti) me l’abbia dato in prestito senza neanche finirlo …

    ha scritto il 

  • 5

    Il secondo

    romanzo che leggo di Andrea Vitali e l'impressione avuta nel primo è confermata. Attraverso le vicende di tre personaggi Alvaro racconta la vita di Bellagio sul lago di Como facendo entrare il lettore ...continua

    romanzo che leggo di Andrea Vitali e l'impressione avuta nel primo è confermata. Attraverso le vicende di tre personaggi Alvaro racconta la vita di Bellagio sul lago di Como facendo entrare il lettore dentro la realtà di quel periodo. E' questa la sua peculiarità: far diventare il lettore un attento osservatore come se si trovasse alla finestra in una piazza a sbirciare nella vita dei protagonisti. Tutto senza mai stancare e senza mai diventare banale con un ritmo sempre sostenuto che non ti fa mai abbandonare il libro.

    ha scritto il 

  • 5

    Anche questo libro di Vitali mi ha lasciato piacevolmente sorpreso,con un finale molto romantico.A volte si ha l'impressione di trovarsi in quegli ambienti tipici del piccolo paese di Bellano
    TRAMA
    An ...continua

    Anche questo libro di Vitali mi ha lasciato piacevolmente sorpreso,con un finale molto romantico.A volte si ha l'impressione di trovarsi in quegli ambienti tipici del piccolo paese di Bellano
    TRAMA
    Anche questa volta Andrea Vitali alterna le vicende sentimentali dei cittadini di Bellano con una divertente e blanda indagine dei Carabinieri del luogo, ma la parte del libro dedicata all’intrigo è architettata ad arte per aumentare la curiosità senza cadere nei cliché del genere poliziesco. Quello che importa in queste pagine non è la ricerca del colpevole, ma più che altro, come sempre nell’universo dell’autore, quel lungo e tortuoso processo che in un piccolo Paese come il nostro porta alla formazione della colpevolezza.
    ( recensione tratta da wuz.it )

    ha scritto il