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Un borghese piccolo piccolo

Di

Editore: Einaudi

4.0
(517)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 130 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806136313 | Isbn-13: 9788806136314 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Social Science

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Descrizione del libro
"Dalla prima pagina il romanzo di Vincenzo Cerami ti prende obbligandoti afissare uno sguardo spietato su un campione di società italiana quanto mairappresentativo: il mondo di un impiegato di ministero, che passa la vita amandare avanti pratiche di pensione attendendo di andare in pensione luistesso e di portare suo figlio a occupare un posto nello stesso ministero, aun grado superiore al suo. Una storia di impiegati ce la aspetteremmo grigia epovera di fatti e previdibilmente caricaturale; invece qui di fatti nesuccedono parecchi e dei più romanzeschi: una incongrua cerimonia diiniziazione massonica a una cruenta irruzione nella cronaca nera quotidiana, auna allucinata, truce vendetta" (Italo Calvino).
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  • 3

    Un buon libro e un grande film

    Giovanni Vivaldi è un piccolo impiegato di un ministero, in procinto ormai di andare in pensione, una vita passata fra le scartoffie. Desidera che il figlio Mario, appena diplomato ragioniere, ottenga un posto più importante del suo nello stesso ministero. Bisogna però vincere un concorso, e Giov ...continua

    Giovanni Vivaldi è un piccolo impiegato di un ministero, in procinto ormai di andare in pensione, una vita passata fra le scartoffie. Desidera che il figlio Mario, appena diplomato ragioniere, ottenga un posto più importante del suo nello stesso ministero. Bisogna però vincere un concorso, e Giovanni non disdegna una raccomandazione del suo capoufficio. Per ottenerla, si affilia a una loggia massonica con una stravagante cerimonia. Il giorno della prova, mentre padre e figlio si avviano a piedi alla sede degli esami, un rapinatore esce da una banca sparando all’impazzata per strada. Mario cade fulminato. La vita di Giovanni è sconvolta, sua moglie è colpita da un ictus pochi giorni dopo la morte del figlio. Il suo mondo piccolo borghese non esiste più, i suoi modesti sogni vanno in frantumi. E quietamente reagisce in modo del tutto inaspettato. Da questo breve romanzo di costume è stato tratto un grande capolavoro del cinema italiano, con Alberto Sordi magistrale interprete. Impossibile non rivedere, a ogni pagina del libro, le immagini del film, non rivivere l’angoscia di questo piccolo uomo disperato e determinato, sullo sfondo di un quartiere popolare di Roma, al confine tra città e campagna. Il libro non riesce a comunicare le emozioni del film, sfiora soltanto la superficie di un mondo allo stesso tempo semplice e genuino, cinico e spietato. La spietatezza e il cinismo di un povero che non ha più nulla da perdere, una storia di allucinata disperazione, dove anche il delitto può diventare quotidiana rassegnazione. Il romanzo di Cerami, però, ha il merito di avere ispirato un film che ha toccato l’animo degli spettatori come espressione della realtà italiana grigia, caricaturale e tragica alla fine degli anni ’70. Una giustizia oltre la giustizia farsesca, umile, quieta e cinica, in contrapposizione a quella altisonante e simbolica dei personaggi di A. Christie e S. King. Giovanni non agisce in nome della Giustizia, ma di se stesso e della sua famiglia.

    ha scritto il 

  • 4

    La tragica realtà bussa alla porta del piccolo mondo di un anonimo ministeriale.
    La vicenda potrebbe interessare mille e più personaggi analoghi all'interno della grigia borghesia italiana.
    Gli anni di piombo sono lo sfondo perfetto per ricreare il malandato tappeto del perbenismo sot ...continua

    La tragica realtà bussa alla porta del piccolo mondo di un anonimo ministeriale.
    La vicenda potrebbe interessare mille e più personaggi analoghi all'interno della grigia borghesia italiana.
    Gli anni di piombo sono lo sfondo perfetto per ricreare il malandato tappeto del perbenismo sotto il quale vengono nascosti compromessi e desideri, piccoli e grandi.
    Il termine "piccolo borghese", usato spesso e a sproposito in modo dispregiativo, sembrerebbe essere fatta su misura per le ambizioni e le vedute del nostro protagonista.
    La tremenda vendetta del padre di famiglia, però, permette una visione differente e apre riflessioni scabrose sul senso vero dell'animo borghese, esce nettamente dal contesto, dando una sfumatura diversa, più ampia, al personaggio e alla caratterizzazione della sua classe.
    Finale triste e lucido, disarmante nella sua semplicità.
    Si legge tutto d'un fiato, senza problemi.

    ha scritto il 

  • 0

    "Si accorse ora, con forse più tristezza, di non avere famiglia. Ma scoprì anche, nel segreto del suo intimo, che se non aveva affetti non aveva neanche paure"

    E' un piccolo uomo, il Giovanni Vivaldi di Cerami (oltre che un perfetto personaggio italiano). Un uomo piccolo e borghese (e non c'è nulla di male in questo) che ha come religioni l'obbedienza ed in conformismo. Piccolo nella disperazione, nell'odio, nei desideri.
    Il solo amore che egli è ...continua

    E' un piccolo uomo, il Giovanni Vivaldi di Cerami (oltre che un perfetto personaggio italiano). Un uomo piccolo e borghese (e non c'è nulla di male in questo) che ha come religioni l'obbedienza ed in conformismo. Piccolo nella disperazione, nell'odio, nei desideri.
    Il solo amore che egli è in grado di nutrire è quello per se stesso (anche gli uomini piccoli si amano; si potrebbe anzi forse affermare che essi si amano più di quanto non si amino gli uomini grandi e generosi). L'amore per gli altri deriva, corollario accessorio e saldissimo, da quel primo, naturalissimo sentimento: così Giovanni ha cara la moglie perché vuole qualcuno che si prenda cura di lui e briga per favorire l'affermazione professionale del figlio solo per riscattare se stesso.
    Allo stesso modo, l'odio e la vendetta si prefigurano come reazioni automatiche ad una minaccia divenuta drammaticamente reale.

    Si vorrebbe credere in un imbroglio tentato e punito da un Dio inclemente che agisce secondo Giustizia. Si finisce invece per credere in una catena alimentare sociale nella quale l'animale più grande mangia, impunemente, quello più piccolo.

    La scrittura di Cerami, ironica, cruda, ingenua, veste perfettamente la storia di questo uomo piccolo punito per aver sognato troppo in grande, per aver rimpianto, con oscura, ingarbugliata nostalgia, un orizzonte appena un po' più remoto.

    http://www.youtube.com/watch?v=Zl9yKT1mmXA

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Pulito, essenziale, senza infiorettature e fronzoli superflui, il romanzo di Cerami evidenzia la realtà negativa e tragica della borghesia e della famiglia di Giovanni Vivaldi che la rappresenta.
    Un borghese piccolo piccolo ci fa conoscere la storia di un uomo che non riesce ad avere una ...continua

    Pulito, essenziale, senza infiorettature e fronzoli superflui, il romanzo di Cerami evidenzia la realtà negativa e tragica della borghesia e della famiglia di Giovanni Vivaldi che la rappresenta.
    Un borghese piccolo piccolo ci fa conoscere la storia di un uomo che non riesce ad avere una coscienza sociale, politica ed umana.
    Un uomo chiuso in una dimensione individualistica,che ha come scopo principale la propria carriera e soprattutto quella del figlio ed il suo avvenire.
    Lui la e la moglie, la signora Amalia, lo avevano fatto diventare ragioniere e ciò che desideravano di più era morire in pace, con la coscienza tranquilla, dopo avergli trovato un posto al Ministero dove già lavorava Giovanni, ormai prossimo alla pensione.
    Quest'ultimo si raccomanda al capoufficio e si sottomette alla sua volontà, accentando addirittura di entrare nella Massoneria.
    Ma qualcosa succede e fu insieme un batter d'occhio e un'eternità. Non aveva finito di
    dire: «Mamma» che già Mario era morto.
    A ucciderlo alcuni colpi d'arma da fuoco
    Una rapina al Monte di Pietà, alla luce del giorno.
    Nella mente di Giovanni resta tutto e nulla di quella tragedia: viveva un fatto di cronaca nei panni di protagonista, un fatto simile a quelli che era abituato a commentare in ufficio o a
    letto, alla sera, con la signora Amalia.
    Quest'ultima si interessa solo delle cose cattive che succedono a questo mondo. Così le sembra trovare un pizzico di consolazione e di significato in quella vita spenta che, tutto sommato, aveva però almeno il merito -fino a quel momento -di non essere stata sconvolta dalle più terribili tragedie.
    Vive sotto l'incubo pesante della catastrofe.
    E ogni ora che passava senza che nulla fosse successo era per lei un'ora faticosamente conquistata.
    Dopo la morte del figlio rimane vittima di una trombosi,incapace di ogni reazione, era già morta ancora prima di morire.
    Giovanni allora non trova altra via d'uscita che la vendetta, torturando ed uccidendo il giovane assassino del figlio.
    Ed a questo punto che si accorge di non avere famiglia, ma scopre anche, nel segreto del suo intimo, che se non ha affetti non haneanche paure.
    Oramai più nessuna disgrazia avrebbe potuto colpirlo. Non poteva morirgli più nessuno.
    Per una quindicina d'anni tutte le mattine sarebbe stato così.

    ha scritto il 

  • 4

    Indelebile..

    La routine impiegatizia,l'ingenuità e la tenerezza di un genitore che farebbe qulasiasi cosa per il proprio figlio, la cronaca nera che si legge e mai si pensa possa toccarci, la vita che nonostante tutto va avanti.
    Un borghese piccolo piccolo che come fosse la cosa più normale del mondo, c ...continua

    La routine impiegatizia,l'ingenuità e la tenerezza di un genitore che farebbe qulasiasi cosa per il proprio figlio, la cronaca nera che si legge e mai si pensa possa toccarci, la vita che nonostante tutto va avanti.
    Un borghese piccolo piccolo che come fosse la cosa più normale del mondo, come fosse parte della routine giornaliera, mette in atto la sua vendetta.. Una storia molto attuale che affronta i temi della raccomandazione, della sfiducia nei confronti della giustizia e della vendetta personale.. Una scrittura semplice, concreta, senza giudizi..

    ha scritto il 

  • 4

    un libro che fa riflettere, più che l'azione dello scrivere questo libro agisce, entra nel mondo impiegatizio, in quello massonico, nella cronaca nera, per finire con un'atroce vendetta messa in atto in modo quasi fosse una cosa normale.

    ha scritto il 

  • 4

    storia modernissima a dispetto della data di pubblicazione che racconta di un impiegato vicino alla pensione che vuole per suo figlio una carriera ‘sicura’ . l’impiegato, il borghese piccolo piccolo, è pronto a chiedere raccomandazioni,’ ma solo per una giusta causa’ ed in cambio del favore è di ...continua

    storia modernissima a dispetto della data di pubblicazione che racconta di un impiegato vicino alla pensione che vuole per suo figlio una carriera ‘sicura’ . l’impiegato, il borghese piccolo piccolo, è pronto a chiedere raccomandazioni,’ ma solo per una giusta causa’ ed in cambio del favore è disposto a tutto. È un uomo piccolo reso ancora piu' piccolo dal sistema in cui è inserito , sistema malato allora come oggi. Esemplare in questo senso la parte del concorso pilotato, di strettissima attualità. lo stile è asciutto, conciso e nel tempo stesso ricco di particolari e sfumature. I luoghi dimessi in cui i personaggi si muovono sono descritti benissimo e si abbinano perfettamente ai sentimenti di coloro che questi luoghi abitano e vivono. La vicenda avrà un risvolto inaspettato a causa di un episodio che sconvolgerà ogni cosa. Alla fine si potrà comprendere il dolore del protagonista, mentre è difficile accettare i suoi gesti inconsulti.
    Si consiglia di far seguire alla lettura la visione dell’omonimo film di Monicelli, con un Sordi ai massimi livelli. Uno dei rari casi in cui il film eguaglia la bellezza del libro ,anzi in alcune parti lo supera.

    ha scritto il 

  • 5

    E’ stato un piacere leggere questo breve romanzo di Cerami, un piccolo fotogramma degli anni ’70 in un contesto sociale abbastanza comune per quegli anni a Roma dell’impiegato ministeriale. La scrittura di Cerami è lucida, senza fronzoli, obiettiva, sembra quasi impietosa, tanto risulta essere st ...continua

    E’ stato un piacere leggere questo breve romanzo di Cerami, un piccolo fotogramma degli anni ’70 in un contesto sociale abbastanza comune per quegli anni a Roma dell’impiegato ministeriale. La scrittura di Cerami è lucida, senza fronzoli, obiettiva, sembra quasi impietosa, tanto risulta essere staccata, a tratti ironica, anche se fra le righe si sente la pena e la pietà verso questo povero uomo: Giovanni.
    Cerami ci restituisce una Roma grigia, come quella degli anni di piombo, con i concorsi (quanti ne ho svolti nella stessa sede in cui si recano padre e figlio in via Girolamo Induno, al Palazzo degli Esami, dove i bagni ancora lo ricordo, avevano le porte con una finestrella per consentire agli esaminatori di controllare i candidati che non avessero materiale da consultare in bagno), con le aspirazioni di tante persone, anni difficili come questi. Una Roma dove le rapine erano all’ordine del giorno, anni in cui imperversavano quelli della banda della Magliana e dei terroristi.
    Eppure in questo scenario, erano tante le famiglie come quelle di Giovanni, padre impiegato ministeriale, madre casalinga, figliolo che raggiungeva il diploma di scuola superiore con grande orgoglio dei genitori.
    Giovanni, ha una percezione distorta del suo rapporto di lavoro con lo stato, per il fatto di aver speso 30 anni della sua vita, ritiene di essere in credito, e allora cerca il sostegno per sistemare il suo ragazzo, o meglio la famosa “raccomandazione” per il concorso.
    Ed anche qui si apre un capitolo tipico per l’epoca, le logge Massoniche tanto in voga. Cerami raggiunge apici di ironia quando descrive il rito di iniziazione, sono pagine spassose anche se tragiche al tempo stesso, con lo squallore del locale, con il qualunquismo dei partecipanti, con il solito epilogo in trattoria.
    Ma al di là dello spaccato sociale, la vicenda umana e personale di Giovanni, la sua trasformazione da uomo mite, onesto, perbene, anche se è un uomo davvero piccolo piccolo, preoccupato solo del suo orticello, diventa dopo la tragedia, e dopo aver individuato colui che aveva sparato su Mario con indifferenza, ad un essere di una tale ferocia, inumano, insensibile, indifferente nel causare dolore e morte. Un epilogo che smentisce ciò che Giovanni stesso pensa di essere, un uomo della pubblica amministrazione, uno Statale, in realtà si rivela quello che è anche in questo caso, un uomo che ha lo sguardo miope e concentrato solo e sempre sul suo piccolo orticello. Come non comprendere il suo dolore, più difficile è comprendere la vendetta personale.
    E’ uno dei pochi casi in cui romanzo e film sono altrettanto validi, il film certamente offre un impatto emotivo più forte, anche grazie alla magistrale interpretazione di Alberto Sordi, così perfetto quando indossa i panni dell’uomo qualunque.

    ha scritto il