Un canto di Natale

Di

Editore: Interlinea

4.2
(5612)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 144 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Tedesco , Finlandese , Francese , Spagnolo , Turco , Galego , Chi semplificata , Catalano , Giapponese , Basco , Olandese , Polacco , Portoghese , Esperanto

Isbn-10: 8882127001 | Isbn-13: 9788882127008 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Marina Vaggi ; Illustratore o Matitista: John Leech

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Rilegato in pelle , Tascabile economico , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , CD audio , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Religione & Spiritualità , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Il più celebre libro di Natale della letteratura moderna torna in una nuova traduzione e con le illustrazioni dell'edizione originale del 1843. Ancora oggi il romanzo dell'arido e tirchio Ebenezer Scrooge, visitato nella notte di Natale da tre spettri, si lascia leggere con interesse, unendo al gusto del racconto gotico una critica sociale. E grazie anche al cinema non si arresta il successo di un'opera che ci commuove ancora e che ha fatto dichiarare ad Anthony Burgess: "Dickens creò un mondo e, nel tempo libero, inventò il Natale".
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  • 4

    E' talmente un classico, fa talmente parte della nostra cultura occidentale, è stato talmente riproposto in qualsiasi versione.. che poi quando finalmente ti decidi a leggerlo, sa di.. scontato. Epper ...continua

    E' talmente un classico, fa talmente parte della nostra cultura occidentale, è stato talmente riproposto in qualsiasi versione.. che poi quando finalmente ti decidi a leggerlo, sa di.. scontato. Epperò chapeau.

    ha scritto il 

  • 3

    solita minestrina di Charles

    C'ho provato Carlo, sul serio, dopo Copperfield e il Pickwick ho fatto un altro tentativo, ma niente da fare, io non colgo, probabilmente sarò io il problema. Però sai, vedo un mucchio di gente che ti ...continua

    C'ho provato Carlo, sul serio, dopo Copperfield e il Pickwick ho fatto un altro tentativo, ma niente da fare, io non colgo, probabilmente sarò io il problema. Però sai, vedo un mucchio di gente che ti osanna, che ti adora, io capisco il tuo merito di aver inventato il romanzo sociale, quello che doveva essere la voce dei poveri, ma che alla fine per te era diventato la fonte di immensi guadagni, ma so che a te non interessava quello, so che tu eri bello e buono, non brutto e cattivo, come i tuoi personaggi.
    Questa storiella mi sarebbe anche piaciuta, trascurando il tuo tipico modo caricaturale di proporre i personaggi più a modo di marionette che di individui in possesso di vita propria: Ma c'è speranza, e la riponi nella memoria di un uomo che fu bambino, nella fede semplicistica che l'avidità degli uomini si muti in carità, una speranza semplice, come la visione manichea che hai del mondo. Si, perché per te l'uomo umile non è in grado con le sue sole capacità o rivoltandosi di trovare quella via della riscossa sociale che gli è preclusa, ma deve necessariamente affidarsi alla carità dell'uomo privilegiato, del gentlemen baciato dal soffio della carità, non c'è altro modo. L'umile deve rassegnarsi al suo stato, e confidare unicamente nella bontà di quelle classi sociali che lo sovrastano: per fortuna la storia ti ha smentito e la forza l'ha trovata in se stesso. Ma comunque caro Carlo, io non demordo, ci proverò ancora con te, se non dovesse andare ancora, continuerò a farmi convincere da quelle opere più belle di cui sei padre, Hugo e Tolstoj.

    ha scritto il 

  • 5

    Un classico che ogni tanto andrebbe riletto

    "Ho sempre pensato al Natale come ad un bel momento. Un momento gentile, caritatevole, piacevole e dedicato al perdono. L’unico momento che conosco, nel lungo anno, in cui gli uomini e le donne sembra ...continua

    "Ho sempre pensato al Natale come ad un bel momento. Un momento gentile, caritatevole, piacevole e dedicato al perdono. L’unico momento che conosco, nel lungo anno, in cui gli uomini e le donne sembrano aprire consensualmente e liberamente i loro cuori, solitamente chiusi".

    ha scritto il 

  • 3

    Me lo ricordavo migliore

    Il Canto di Natale di Dickens è una di quelle opere che tutti più o meno conoscono, ma che non so quanti abbiano letto davvero. Quest'anno l'abbiamo scelto come lettura serale per i nostri seienni, e ...continua

    Il Canto di Natale di Dickens è una di quelle opere che tutti più o meno conoscono, ma che non so quanti abbiano letto davvero. Quest'anno l'abbiamo scelto come lettura serale per i nostri seienni, e ci siamo accorti che almeno l'edizione che abbiamo a casa non è mica così semplice. Vabbè, i dettagli della storia non erano come me li ricordavo io - ma questo è probabilmente colpa di Natale in casa Muppet che mi ha confuso le idee - e Dickens è molto più moralista, con Scrooge che sta già iniziando a convincersi quando è visitato dal primo spirito. Ma soprattutto ho trovato la traduzione di Maria Luisa Fehr molto pesante. Probabilmente era lo stile che andava in voga negli anni '70 del secolo scorso, ma provare a leggerlo oggi a un bambino aggiunge difficoltà alle difficoltà intrinseche di spiegare come era la vita duecento anni fa.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    L'INTRAMONTABILE "CANTO DI NATALE" DI CHARLES DICKENS...

    Il senso della vita racchiuso in poche ma importanti righe. Grazie di cuore Charles Dickens per aver scritto questo meraviglioso e delizioso libro. Dino Buzzati affermava che questa di Dickens è "una ...continua

    Il senso della vita racchiuso in poche ma importanti righe. Grazie di cuore Charles Dickens per aver scritto questo meraviglioso e delizioso libro. Dino Buzzati affermava che questa di Dickens è "una delle migliori storie che siano mai state scritte" (lo stesso Buzzati per omaggiare il genio dello scrittore inglese scrisse un racconto dal titolo "Lo strano natale di Mr. Scrooge"). Dickens riesce a dipingere con candore ed umanità il ritratto perfetto del vero spirito del Natale, un must da leggere sotto le festività! Forse suonerà fin troppo banale,ma credo che non esista periodo dell’anno più appropriato per perdersi magicamente nei meandri della lettura di questo piccolo-grande Capolavoro della letteratura inglese. Per chi adora il Natale, le storie edificanti ed il trionfo dei buoni sentimenti, il racconto di Dickens, senza indulgere ad un tipo di affabulazione stucchevole, fa senza ombra di dubbio al caso suo. Un’avventura da leggere tutta d’un fiato, magari durante la notte dell’avvento di Gesù Bambino o, per un veglione davvero alternativo, la sera di San Silvestro. La trama è assai nota poiché il “Canto” è stato oggetto di dozzine di trasposizioni cinematografiche più o meno riuscite, ma nessuna riduzione filmica ha mai avuto il pregio di restituire la singolare malia che spira dalle pagine scritte dall’autore, il quale, da impareggiabile romanziere, sa come ghermire e fecondare l’immaginazione del lettore. Con un’incantevole semplicità al servizio di un potente congegno narrativo, il libro conquista ogni possibile fruitore, dal ragazzino delle scuole medie al nonnetto arzillo, instillando in ognuno il desiderio di compiere un percorso di redenzione analogo a quello di Scrooge, il vecchio malvissuto, spilorcio e misantropo, che alla fine decide di mettere a frutto la propria vita. “Le vie imboccate dagli uomini presagiscono determinati esiti che dovranno verificarsi, se su quelle vie si persevera… ma se da esse ci si allontana, gli esiti cambieranno”. Tutto ciò comprende il protagonista durante il suo rocambolesco ed illuminante viaggio nel tempo, che rappresenta a tutti gli effetti una vicenda gnomica, e da questo assunto trae vigore per sottoporre la sua esistenza grama ad una salvifica metamorfosi.
    Scrive Gianrico Carofiglio nella sua prefazione alla bella edizione rilegata della Bur uscita nel 2013: "Una grande storia sulla possibilità di cambiare il proprio destino. Una riflessione sull'equilibrio difficile fra il presente, il passato e il futuro. Una denuncia dello sfruttamento minorile e dell'analfabetismo. Ma soprattutto una favola, una delle più commoventi che siano mai state scritte. Protagonista è il vecchio e tirchio finanziere Ebenezer Scrooge - personaggio che servirà da modello per il Paperon de' Paperoni disneyano - che nella notte di Natale viene visitato da tre spettri. Lo indurranno a un cambiamento radicale, a una conversione che farà di lui uno dei più grandi personaggi letterari di tutti i tempi. Questo piccolo, amatissimo libro è un un'opera immortale, capace di mantenere inalterata nel tempo la fragranza della propria magia e del proprio spirito. Lo spirito del Natale, dell'infanzia, di ciò che è buono e rassicurante, ma anche prezioso abbastanza da volerlo proteggere a ogni costo."
    Canto di Natale è un libro che non va valutato per lo stile, ma esclusivamente per il suo prezioso messaggio. Dickens ci insegna che se non facciamo nostro lo spirito caritatevole e altruista del Natale la nostra vita sarà povera e destinata alla solitudine. Un concetto risaputo e scontato, ma del quale spesso ci dimentichiamo e questa storiella nella sua leggerezza e semplicità ce lo ricorda con grande efficacia.
    Tuttavia non bisogna fare l'errore di considerarlo un libro per ragazzi. Credo fermamente che soltanto chi non lo ha letto possa fare un errore del genere. Penso piuttosto che sia una lettura destinata soprattutto agli adulti perché alcune tematiche che denunciano quanta miseria e dolore si nascondessero dietro il finto benessere ostentato in età vittoriana (e di cui sono vittime soprattutto i bambini malnutriti, zoppi, abbandonati e sfruttati che ritornano tanto spesso nella vita, nei racconti e nei romanzi di Dickens) sono tutt'altro che adatte ai bambini. Peccato che troppe trasposizioni televisive distolgano le persone dal leggerlo.
    In che cosa consiste il passaggio dall'infelicità alla felicità? Quale la differenza tra la percezione di un mondo ostile e separato da sé e il coinvolgimento in quel mondo e l'attivazione per migliorarlo, usando i propri mezzi e i propri talenti? Quale il segreto per cambiare la percezione di sé e degli altri? Canto di Natale ci dice che il passaggio, il segreto, la differenza stanno nella trasformazione di sé, nella perdita delle corazze (che nascono da dolori), nell'apertura del cuore verso l'anima del mondo che smantella l'ego e dispone ad una visione più ampia e complessa. La "mediazione" dei fantasmi è il riconoscimento che la realtà si annuncia in diversi modi e possiede molte dimensioni, di cui la maggior parte è invisibile agli occhi. Il Natale è allora occasione e simbolo di questa apertura: un varco di luce, un'opportunità per vedere quello che la mente, da sola, non può capire.
    Una favola d'altri tempi, ma che ci riporta anche ai nostri giorni, e ci insegna che non c'è condizione umana, per quanto misera, che impedisca di essere buoni.
    Personalmente spero sempre che gli spiriti che hanno contattato il vecchio Scrooge vengano a bussare al cuore di molti di noi.
    In commercio si trovano decine o forse centinaia di edizioni. La migliore (anche per fare un bellissimo regalo) è quella pubblicata nel 2013 dalla Bur (Rizzoli) in una bella edizione rilegata (con sovracoperta, copertina rigida e controguardia rossa natalizia) ed illustrata all'interno con gli splendidi disegni di P.J. Lynch, uno dei maggiori illustratori e disegnatori contemporanei.
    Il prezzo? 15 euro.....davvero pochi per un libro così ben fatto.
    E non fate i tirchi come il vecchio Ebenezer Scrooge, mi raccomando!
    Altrimenti la notte di Natale anche voi potreste ricevere qualche "visita" non gradita....

    ha scritto il 

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