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Un caso archiviato

By Arnaldur Indriðason

(392)

| Paperback | 9788860881083

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Book Description

In una fredda sera d'autunno una donna viene trovata impiccata nella sua villetta estiva a Pingvellir. Tutto sembra confermare l'unica ipotesi plausibile: suicidio. Ma quando Erlendur Sveinsson, detective della polizia di Reykjavik, viene in possesso Continue

In una fredda sera d'autunno una donna viene trovata impiccata nella sua villetta estiva a Pingvellir. Tutto sembra confermare l'unica ipotesi plausibile: suicidio. Ma quando Erlendur Sveinsson, detective della polizia di Reykjavik, viene in possesso della registrazione di una seduta spiritica alla quale la donna aveva partecipato poco prima di morire, prova il bisogno irrefrenabile di conoscere la sua storia e di scoprire perché la sua vita si è conclusa in maniera tanto tragica e improvvisa. Emergono così, a poco a poco, i retroscena del suo gesto: l'annegamento del padre, avvenuto molti anni prima in circostanze poco chiare, fa da sfondo a oscuri presagi di morte e all'ossessione della donna per l'aldilà e per certe strane "presenze". Nel frattempo, Erlendur riprende in mano alcuni vecchi casi di persone scomparse senza lasciare traccia. Un pensiero fisso percorre silenzioso le sue indagini: la nostalgia straziante per qualcuno che si è perso chissà dove e non è più tornato a casa. Vero e proprio lupo della steppa, antieroe scettico e ombroso, il detective islandese riflette sul filo sottilissimo che divide la vita dalla morte, sulla tensione fra il destino e le scelte che possono modificare per sempre la nostra esistenza. I laghi islandesi, placidi e funesti, sono gli enigmatici protagonisti di questo autunno nordico: quando si trova il coraggio di guardare oltre la superficie, nodi invisibili e lontanissimi si riallacciano, e i fantasmi trovano finalmente pace.

71 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    un erlendur in versione 'colombo' e all'opera in solitario. non troppo riuscito ...

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    Inox said on Jun 25, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    e 1/2

    C'è un bel sole fuori, oggi. Uccellini e uccelloni cantano come dannati. L'erba è verdissima, gli alberi sono fioriti o con le foglioline...volano anche le rondini e si sente cantare il cucule... E' una bella Festa della Liberazione, anche se poi arr ...(continue)

    C'è un bel sole fuori, oggi. Uccellini e uccelloni cantano come dannati. L'erba è verdissima, gli alberi sono fioriti o con le foglioline...volano anche le rondini e si sente cantare il cucule... E' una bella Festa della Liberazione, anche se poi arriveranno i temporali e in molti si chiederanno se siamo davvero liberi...
    Altre domande e altre atmosfere in questo libro. Il freddo e il gelo autunnale scoperchiano vecchi misteri. Ci sarà qualcosa dopo la morte? E' impossibile che vecchie fratture si ricompongano? Siamo padroni del nostro destino? Possiamo liberarci dai nostri fantasmi? L'agente Erlendur si incammina da solo e scompare nella nebbia. Alcune questioni le ha risolte, altre rimangono in sospeso. Ma forse l'inverno sarà meno freddo e, addirittura, un po' meno triste....
    http://youtu.be/RE4VJQnpNqc

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    Mr.Gray-Bear said on Apr 25, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Con Indridason si và quasi sempre sul sicuro, come lo scrittore ci ha abituato la vicenda parte sempre un pò in sordina per poi pian piano intrigare il lettore in un vortice di personaggi e situazioni
    che non ti mollano fino alla fine.

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    A-Man-118 said on Jan 4, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Niente di più di un discreto giallo. Ma va bene così

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    Celeste said on Nov 29, 2013 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    giù al nord

    Ho già scritto da qualche parte che troverei bello se gli scandinavi tornassero ad occuparsi di curling.
    Estendo l'auspicio agli islandesi.

    p.s.: è possibile che ad un orecchio islandese suonino ostici ed impronunciabili nomi come Busto Arsizio, Gen ...(continue)

    Ho già scritto da qualche parte che troverei bello se gli scandinavi tornassero ad occuparsi di curling.
    Estendo l'auspicio agli islandesi.

    p.s.: è possibile che ad un orecchio islandese suonino ostici ed impronunciabili nomi come Busto Arsizio, Genova o Salerno. Nel dubbio, nessuno scrittore italiano dedica intere pagine a copiare puntigliosamente l'itinerario che unisce queste amene località. Quindi perchè un islandese deve infliggerci le seguenti righe: "iniziarono dal lago Ellidavatn, poi fecero il giro del Raudavatn prima di proseguire per il Reynisvatn che era scomparso dietro il nuovo sobborgo di Grafarholt, da lì proseguirono lungo il Langavatn e la brughiera della Middalsheidi prima di procedere lentamente verso la Mosfellsheidi. Lì si fermarono sul Leirvogsvatn accanto alla strada che porta a Pingvellir poi sullo Stiflidalsvatn e sul Mioavatn."??

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    three said on Nov 1, 2013 | 7 feedbacks

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