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Un caso de conciencia

By James Blish

(38)

| Mass Market Paperback | 9788476340882

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Book Description

15 Reviews

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    Più che un romanzo è una antologia di due racconti legati da un esile filo.
    Nel primo quattro scienziati terrestri, tra cui un sagace sacerdote alle soglie dell'eresia, si trovano a giudicare un pianeta lontano e la sua società per ...(continue)

    Più che un romanzo è una antologia di due racconti legati da un esile filo.
    Nel primo quattro scienziati terrestri, tra cui un sagace sacerdote alle soglie dell'eresia, si trovano a giudicare un pianeta lontano e la sua società perfetta ma senza valori. Questa parte è brillante, ha idee mirabili e uno stile narrativo colmo di informazioni scientifiche: bellissima.
    Nella seconda parte un cucciolo della società aliena perfetta cresce sulla Terra, una Terra improbabile con personaggi assurdi che si comportano in modo illogico. L'interesse alla storia scompare, ci si sente traditi, viene da chiedersi che fine abbia fatto il geniale scrittore della prima parte.

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    Gianni Sarti said on Aug 6, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una bellissima storia di fantascienza! Nonostante sia stato scritto nel 1959, e si capisce, l'originalità non manca!

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    Simone said on May 26, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Come la religione si complica complica la vita. E causa morte dolore e distruzione.

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    Xander Lavelle said on Mar 26, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La trama daría para más

    Pero claramente no se aprovecha lo suficiente y se divaga en exceso en una teología, más bien simple. El Libro se va llendo a menos con un final "hachazo" desde mi punto de vista.

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    Alvaro Fernández González said on Feb 15, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Interessante, ma dà del cattolicesimo un'immagine decisamente fideista (perciò errata)

    Il titolo originale era A Case of Conscience, ovvero “un caso di coscienza”.
    Molto interessante e problematico, è un libro del 1958 (all’epoca ha vinto anche un Hugo Award) che ha per protagonista un gesuita e i suoi dubbi di coscienza. Mandato in mi ...(continue)

    Il titolo originale era A Case of Conscience, ovvero “un caso di coscienza”.
    Molto interessante e problematico, è un libro del 1958 (all’epoca ha vinto anche un Hugo Award) che ha per protagonista un gesuita e i suoi dubbi di coscienza. Mandato in missione in quanto biologo sul pianeta alieno Lithia e venuto a contatto con i suoi abitanti rettiliformi (volgarmente chiamati Serpenti!), finisce per concludere che essi sono creature di Satana; e siccome ha attribuito un potere creativo al Diavolo, cade nell’eresia manichea e merita la scomunica.
    Le ragioni per cui il gesuita conclude che questi alieni sono figli del diavolo sono essenzialmente:
    1) Abitano in pace ed armonia, in una specie di paradiso terrestre senza malvagità, però non hanno nessuna religione: perciò sono una tentazione diabolica per far credere all’uomo che si possa essere perfettamente buoni senza Dio;
    2) Sono essenzialmente logici, eppure usano un codice morale basato su assiomi morali indimostrati, dei quali non è spiegata l’origine e che sono straordinariamente convergenti con quelli cristiano-occidentali: perciò “la civiltà lithiana è così congegnata da suggerire che si possa giungere a questi assiomi fondamentali del Cristianesimo, e della civiltà occidentale terrestre in generale, attraverso la ragione pura, nonostante il fatto che la cosa non è possibile”;
    3) Il loro sviluppo biologico attraversa una ricapitolazione esterna al corpo, ovvero gli embrioni alieni ripercorrono l’evoluzione della specie da pesci a rettili: perciò sono una tentazione diabolica per convincere l’uomo della validità dell’evoluzionismo.
    Ora, io non so quanto James Blish, che da wikipedia risulta un agnostico, conoscesse bene il pensiero cattolico, però devo dire che tutti questi motivi mi sembrano alquanto pretestuosi: l’impressione è che l’autore ne avesse bisogno per portare la trama dove voleva e se li sia cercati non importa quanto scricchiolanti. Provo a sistemare le contro-obiezioni che farei io se fossi un altro personaggio del romanzo, magari un confratello gesuita che accompagna il protagonista:
    1) Siamo sul pianeta da troppo poco tempo, qualche mese appena. La nostra conoscenza della lingua e della cultura e della storia lithiana è ancora molto approssimativa. Il fatto che i lithiani non ci abbiamo mai parlato di Dio non è una prova certa del fatto che siano assolutamente atei: la loro cultura potrebbe considerare Dio come una presenza lontana da adorare silenziosamente. Oppure, il loro ateismo morale potrebbe essere la corruzione di una precedente cultura teista, che in seguito a qualche rivoluzione culturale ha abolito la nozione di Dio, mantenendone però in parte gli insegnamenti morali; questo risolverebbe anche la tua eresia manichea, perché è vero che Satana non può creare, però può corrompere ciò che è già stato creato;
    2) Caro confratello, ma non stai dimenticando (come minimo) San Paolo e San Tommaso? Che ne è della legge morale naturale, che Dio inscrive nei cuori di tutti gli esseri umani (e possiamo immaginare anche degli alieni)? Esiste un giusnaturalismo razionale, che il cristianesimo porta a perfezione ma non abolisce. Anche chi è ateo può derivare dalla morale naturale un codice di condotta con nozioni basilarmente corrette di bene e male (pur se il peccato originale e l’opera diabolica complicano questa possibilità). Forse noi siamo semplicemente in un mondo nel quale deve ancora cominciare la Rivelazione.
    3) Aaargh! L’autore nel 1958 si inventa che nel 1995, in una fantomatica “Dieta di Bassora”, la Chiesa cattolica accoglierà contro l’evoluzionismo l’argomento dell’omphalos di Philip Henry Gosse (ne parla anche Borges in Altre inquisizioni) proposto per conciliare le immense ere geologiche suggerite dalla presenza dei fossili con il dettato letterale della Genesi: Dio crea testimonianze storiche di un passato che è verosimile ma non è vero. Adamo è stato creato con l’ombelico, anche se non aveva madre; i primi animali sono creati già adulti, il che ne presupporrebbe un passato da cuccioli, ma non sono mai stati cuccioli; esistono scheletri di glittodonte, ma non è mai esistito il glittodonte; esiste l’ontogenesi che ricapitola la filogenesi, ma non c’è mai stata la filogenesi; e così via. MA CHE SCHERZIAMO?!? Il problema di questo argomento (non per niente elaborato da un protestante) è il suo estremo fideismo. In base a cosa possiamo credere che il passato verosimile non sia vero? Solo in base alla fede, senza nessun aiuto dall’esperienza o dalla ragione che anzi sono di ostacolo. Questa gnoseologia è decisamente non cattolica. E a questo punto, se esiste un passato fittizio, perché dovrei credere proprio al passato reale proposto dalla Bibbia? Tanto varrebbe fare come fa Bertrand Russell, che in un suo libro ipotizza per assurdo che il mondo sia “realmente” cominciato cinque minuti fa: e come dargli torto? Se tutto ciò che abbiamo per conoscere è la fede, come capiamo/decidiamo in che cosa avere fede?
    Insomma, l’impressione finale è che l’autore, seppure animato da buone intenzioni – colpisce la “serietà” del cattolicesimo descritto, nel senso che l’ortodossia cattolica, o almeno quella che Blish reputa tale, è presa estremamente sul serio, specie dai gesuiti… un quadro che sembra lontano anni luce dalla desolante realtà odierna che spesso ci troviamo di fronte: ed era “solo” il 1958, poco più di mezzo secolo fa!!! – sia caduto nel vieto stereotipo in cui cadono spesso i non credenti quando pensano ai credenti: gente che crede, appunto, ma non sa ragionare su ciò che crede.

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    ClaudioLXXXI said on Jan 6, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    In questo racconto, vincitrice del premio Hugo, Blish affronta un tema a lui caro: i tentativi del demonio di scatenare l'Armageddon.
    Una spedizione scientifica viene mandata su Lithia, pianeta di recente scoperta per valutarne le ...(continue)

    In questo racconto, vincitrice del premio Hugo, Blish affronta un tema a lui caro: i tentativi del demonio di scatenare l'Armageddon.
    Una spedizione scientifica viene mandata su Lithia, pianeta di recente scoperta per valutarne le possibilità di sfruttamento. Uno degli scienziati della spedizione, il gesuita Ruiz Sanchez, scopre che l'intero pianeta ed i lithiani sono una creazione di Satana. Questo popolo pacifico, estremamente razionale e morale, assurge a testimonianza di come si possa raggiungere la perfezione senza aver bisogno di rivolgersi a Dio, sacrificando il libero arbitrio.
    La trappola comunque è già scattata e solo con un esorcismo a distanza si riuscirà, all' ultimo, a salvare l' umanità dalla dannazione.
    Opera validissima nel complesso; criticabile il finale, troppo frettoloso, e l'abbondante terminologia scientifica che ne appesantisce inutilmente la lettura.

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    Bert Camembert said on Oct 25, 2011 | Add your feedback

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