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Un cavallo per la strega

I Classici del Giallo n. 766

By Agatha Christie

(34)

| Mass Market Paperback

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Book Description

57 Reviews

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    Fantastico, coinvolgente, imprevedibile, in un'unica parola: Agatha. È incredibile come questa scrittrice sia capace di scrivere qualsiasi cosa e renderlo "magico". In questo caso la parola calza a pennello.
    È difficile pensare che uno scrittore di ...(continue)

    Fantastico, coinvolgente, imprevedibile, in un'unica parola: Agatha. È incredibile come questa scrittrice sia capace di scrivere qualsiasi cosa e renderlo "magico". In questo caso la parola calza a pennello.
    È difficile pensare che uno scrittore di gialli, metodico e razionale, possa far ruotare una storia intera intorno a streghe e incantesimi. Eppure la Christie ci è riuscita magnificamente, portando fuori strada il lettore di chilometri e rivelando una conclusione impensabile.
    Consigliatissimo.

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    valina91 said on Jun 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    povere streghe!

    "Il male non è qualcosa di superiore all' umano, è qualcosa di inferiore"

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    lunatica said on Feb 4, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    ✰✰✰ e 1/2

    Questo romanzo dovrebbe accontentare chi trova Miss Marple una vecchietta impicciona e Poirot un insopportabile sotuttoio.
    Ma potrebbe non piacere agli estimatori dei due investigatori seriali.
    Potrebbe anche non piacere ai giallisti matematici (dove ...(continue)

    Questo romanzo dovrebbe accontentare chi trova Miss Marple una vecchietta impicciona e Poirot un insopportabile sotuttoio.
    Ma potrebbe non piacere agli estimatori dei due investigatori seriali.
    Potrebbe anche non piacere ai giallisti matematici (dove ogni cosa torna, anche se perfino in matematica qualcosa resta sempre da risolvere) o a quelli che non trovano indicazioni dettagliate su un organizzazione criminale tipo “come si mette su una loggia massonica deviata”.

    Certo è un po’ insolito nel panorama christiano, ma ogni tanto anche Agatha ha cercato di fuggire dai soliti percorsi. Ma il pubblico la vuole inchiodata lì.

    Visto il suo interesse per l’occultismo eccetera (a cui probabilmente non credeva molto) qui mette su una costruzione che sembra avere la magia nera al suo centro.

    L’inizio è un locale di Chelsea piena di giovani all’ultima moda underground. Il fuori programma della serata è una lotta tra due ragazze, talmente accesa che una arriva a strappare i capelli all’altra, Tommy.
    Vi assiste Mark, che una settimana dopo scoprirà che Tommy è morta.

    Poi tutto diventa cupo, nebbioso, inquietate e londinese. Un’atmosfera alla Holmes, direi.

    La proprietaria di una misera pensione paga un ragazzino per andare a chiamare il prete. Un prete cattolico. Un donna sta morendo e vuole il prete. Questo sia avvia, raccoglie la confessione (l’unica parola che sente la padrona è “malvagità”), fa una promessa e preoccupato va a prendersi un orrendo caffè in una bettola. Preoccupato di non ricordarsi “i nomi” si fa dare un pezzo di carta dal bettoliere. E poiché la sua perpetua non gli ripara la tonaca tutta buchi, s’infila il pezzetto di carta in una scarpa. Dopo di ché esce nella nebbia, ma qualcuno lo segue nel buio e nel vicolo dove verrà ucciso.

    Tante tracce sembrano portare ad una ex locanda, dove vivono tre donne con fama di streghe. Certo non le streghe di Macbeth, qualcosa di più moderno ma non per questo meno inquietante. Quasi tutti non ci credono, ma …

    La storia ruota intorno al personaggio di Mark (anche se c’è il contributo della polizia locale) che, un po’ incuriosito, scopre che i nomi della lista sono quasi tutti morti e di morti naturali.

    Tutto è abbastanza intricato e se la magia nera non c’entra, il Male c’entra, eccome.

    Rileggendolo, a distanza di tempo, mi dicevo che dare un materiale così in mano ad un giallista di oggi, avrebbe prodotto un romanzo di almeno 500 pagine. La povera Agatha era costretta, dall’editoria dell’epoca e dal gusto del pubblico di allora, in spazi più ristretti.

    Il prete ucciso, tante morti, ognuna col suo perché la sua vittima e i suoi eredi; le tre similstreghe e i loro riti; un amore abortito prima di nascere ed uno che nascerà; la ragazza che finisce a fare da esca; il ricco paralitico dalla ricchezza sospetta; l’inquietante ed efficiente raccoglitore di “scommesse”. E ovviamente colui che rappresenta il Male.
    Come dice Ariadne Oliver (che qui compare) “”Naturalmente metto spesso un criminale diabolico nei miei romanzi: alla gente piace. …. Finché non ne svelo l’identità, riesco a farne una figura impressionante, ma quando la verità viene a galla, il personaggio crolla, delude, non corrisponde all’idea che i lettori si sono fatti di lui.””

    Ci sono diverse considerazioni sparse qua e là nel racconto che riguardano la banalità del male. Dalle tre streghe di Macbeth rappresentabili come tre donne normali (ma come creare intorno la sensazione dell’abisso?); al citare i personaggi della storia che hanno agito in grande, ma umanamente non valevano molto (Hitler tra gli altri); al confessare che l’incontro più inquietante in un manicomio non fu con dei pazzi furiosi, ma con una tranquilla vecchina che beveva latte a parlava del tempo e che poi si sporse in avanti e chiese a bassa voce “E’ vostro il povero bambino sepolto dietro al caminetto? … Fingete di non vedere il sangue.””

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    Anina e "gambette di pollo" said on Jan 20, 2014 | Add your feedback

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    Tre stelle e mezzo, per la verità. Un cavallo per la strega è un giallo insolito rispetto a quelli di Agatha Christie che sono abituata a leggere. E' ricco di quel tipo di mistero che sfocia facilmente nella magia nera, anche se alla fine la sfera de ...(continue)

    Tre stelle e mezzo, per la verità. Un cavallo per la strega è un giallo insolito rispetto a quelli di Agatha Christie che sono abituata a leggere. E' ricco di quel tipo di mistero che sfocia facilmente nella magia nera, anche se alla fine la sfera del paranormale non è la soluzione del caso. Agatha è sempre stata amante delle sedute spiritiche e della magia nera e in alcuni suoi romanzi si ritrovano dei risvolti "mistici" che non tutti apprezzano e che spingono la critica a valutare come "meno riusciti" perché insoliti rispetto al suo genere abituale. Eppure non è, a parer mio, il caso di questo romanzo, scritto, evidentemente, da una Christie già in là con gli anni, la quale prediligeva le insolite atmosfere, un po' cupe, un po' buie, rispetto a quelle degli anni d'oro di Poirot.
    Io lo consiglio lo stesso agli appassionati del genere. Mi è piaciuto, è un romanzo breve e scorrevole.

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    DottorGnu said on Aug 26, 2013 | Add your feedback

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    un ottimo giallo con un protagonista nuovo, e, come nelle migliori tradizioni della Christie, un finale sorprendente.

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    Mmaassi58 said on Jul 31, 2013 | Add your feedback

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