Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Un certo senso

Di

Editore: Marsilio

3.5
(47)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 239 | Formato: Altri

Isbn-10: 8831792016 | Isbn-13: 9788831792011 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature , Humor , Mystery & Thrillers

Ti piace Un certo senso?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Una, nessuna, centomila lettere. Lettere scritte e non spedite. Lettere amare,confidenziali, ossessive. Lettere all'amministratore, che si trasformano inmonologhi, bilanci, dilemmi amletici, sproloqui, o nei capitoli impossibili diuna grandiosa autobiografia mancata. Presso l'angusto interno 7 del condominiodi piazza Elba 16, nell'aria resa irrespirabile da un angosciante problema discarico, Antonio Senso, artista fallito e sognatore solitario, scopre ilprincipio di follia che regge il mondo nel tentativo di comporre le pocherighe di una raccomandata, opera-chiave dei suoi giorni, mostro che ingurgitase stesso. Un romanzo in bilico tra il nulla e l'eccesso, il testo-fiume e latabula rasa, tra l'urlo e la pagina bianca. L'esordio folgorante di unnarratore imprevedibile.
Ordina per
  • 3

    Scrittore sconosciuto e consigliato da un libraio (direi non ancora di fiducia). Bella idea quella di scrivere infinite raccomandate all'amministratore del proprio condominio cogliendo l'occasione per raccontare la propria vita. Bella idea ma non sviluppata troppo bene e digressioni a volte senza ...continua

    Scrittore sconosciuto e consigliato da un libraio (direi non ancora di fiducia). Bella idea quella di scrivere infinite raccomandate all'amministratore del proprio condominio cogliendo l'occasione per raccontare la propria vita. Bella idea ma non sviluppata troppo bene e digressioni a volte senza senso.

    ha scritto il 

  • 3

    La storia non mi è dispiaciuta, solo mi è sembrata un po' troppo "scollata". Una scrittura diverte, ma che forse non aveva una forma iniziale già pensata, piuttosto ha preso vita con il suo evolversi (e questo non sempre è un male, purché non lo si avverta durante la lettura).

    ha scritto il 

  • 5

    A volte gli scrittori - quelli veri intendo - si nascondono nelle pieghe e nelle pagine di libri inaspettati. Preso in mano quasi distrattamente, sono stata avvinta da una scrittura nevrotica e ironica, aulica e decadente. Un'autobiografia del protagonista, artista fallito e uomo inetto, costruit ...continua

    A volte gli scrittori - quelli veri intendo - si nascondono nelle pieghe e nelle pagine di libri inaspettati. Preso in mano quasi distrattamente, sono stata avvinta da una scrittura nevrotica e ironica, aulica e decadente. Un'autobiografia del protagonista, artista fallito e uomo inetto, costruita attraverso raccomandate indirizzate all'amministratore del condominio, che diventa una sorta di amico immaginario, di diario, di dio al quale rivolgere preghiere, riflessioni, invocazioni, confessioni.
    C'è molta letteratura alla quale questo libro strizza l'occhio, credo in maniera consapevole. Tra i riferimenti più immediati, mi son venuti in mente il Camilleri de La concessione del telefono (e ora anche de Il nipote del Negus) per la forma e il Michele Mari di Rondini sul filo, con le sue ossessioni, le sue manie, le sue perversioni, le sue inguaribili nevrosi. E c'è uno sguardo colto e divertito sull'arte, sulla musica, sulla psicologia.
    La quinta stella, più che per il libro, è un attestato di stima per l'autore che non mi risulta abbia al momento pubblicato altro ma che possiede la penna, le idee e la verve del cavallo di razza.

    ha scritto il 

  • 5

    Tra Buzzati e Pirandello

    Ho conosciuto l'editor che ha curato l'edizione... me l'ha saputo raccontare e l'ho preso.
    Fantastico, un rotolone interiore da cui il protagonista non riesce a liberarsi per scrivere una lettera all'amministratore del suo condominio. Lettera mai spedita, ma riscritta infinite volte cercand ...continua

    Ho conosciuto l'editor che ha curato l'edizione... me l'ha saputo raccontare e l'ho preso.
    Fantastico, un rotolone interiore da cui il protagonista non riesce a liberarsi per scrivere una lettera all'amministratore del suo condominio. Lettera mai spedita, ma riscritta infinite volte cercando di renderla formale, ma in cui penetrano i suoi deliri personali inarrestabili... Da non perdere :-)

    ha scritto il 

  • 5

    Wu Ming 2 su Un certo senso

    Si tratta di un romanzo epistolare, genere che annovera ben pochi esempi davvero riusciti e memorabili. Ma a Fagioli questa semplice sfida non basta e così decide di rilanciare due volte. Primo rilancio: le lettere sono tutte della stessa persona. Non ci sono risposte, perché le 61 epistole in q ...continua

    Si tratta di un romanzo epistolare, genere che annovera ben pochi esempi davvero riusciti e memorabili. Ma a Fagioli questa semplice sfida non basta e così decide di rilanciare due volte. Primo rilancio: le lettere sono tutte della stessa persona. Non ci sono risposte, perché le 61 epistole in questione non vengono mai spedite. L'interlocutore esiste, in carne ed ossa, ma sulla pagina lascia solo tracce virtuali, filtrate dalle proiezioni del mittente. Secondo rilancio: le lettere non sono e-mail. Appartengono a uno spazio comunicativo formale, molto specifico, residuale; uno dei pochi che ancora ci obbligano a far uso di carta: le segnalazioni - con valore legale - all'amministratore di condominio. La missione impossibile di Fagioli è scrivere un romanzo epistolare monologo fatto di raccomandate con (inutile) ricevuta di ritorno.
    Ci tengo a precisare che sono abituato a misurare un romanzo solo e soltanto sulla base della sua riuscita. Non faccio sconti a uno scrittore che non sa essere all'altezza delle proprie ambizioni. Non consiglio di leggere un romanzo mediocre solo perché l'idea di fondo è ardita. Se consiglio Un certo senso è perché lo trovo un romanzo appassionante, azzeccato al 95% (e poi dirò di quel 5 che manca), al quale la trovata di fondo conferisce un meraviglioso valore aggiunto. Se tutto il libro si risolvesse in quella, non starei nemmeno a parlarne.
    Il motore primario che trasforma le raccomandate di Antonio Senso in un testo narrativo, è l'insoddisfazione del loro autore. Senso è un artista, fallito, ma non per questo stanco di cercare la perfezione, anche in un'attività prosaica come un reclamo scritto all'amministratore di condominio per via di un fetore nauseabondo che esce dal cesso. La prima versione non ha le virgole al posto giusto, va riscritta, non si può spedire. Sembra un'ossessione demenziale, ma devo dire che mi ci ritrovo in pieno. Sarà deformazione professionale, ma io non riesco a spedire una mail senza rileggerla, sistemare un aggettivo, correggere i refusi. Molta gente sa scriverle e spedirle di getto, zeppe di errori di battitura, assalti alla grammatica, delitti di lesa sintassi. Si tratta senz'altro di testi molto più innovativi dei miei, ne convengo, però è più forte di me, non ce la faccio.
    [La recensione integrale è qui: http://www.wumingfoundation.com/italiano/Giap/nandropausa12.htm#5 ]

    ha scritto il