Un cigno selvatico

Di

Editore: La nave di Teseo (Oceani, 01)

3.5
(68)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 150 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8893440008 | Isbn-13: 9788893440004 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Carlo Prosperi ; Illustratore o Matitista: Yuko Shimizu

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Descrizione del libro
Le storie della buonanotte non sono mai state così dark, perverse, e reali. La Bestia è di fronte a voi in fila al supermercato, compra uno snack, il suo sorriso divorante fisso sul cassiere. Un ometto malformato con un talento per le piccole magie non si ferma davanti a nulla per procurarsi un bambino. Jack, pigro e rozzo, preferisce vivere nel seminterrato di sua madre che ottenere un lavoro, fino al giorno in cui scambia una mucca con una manciata di fagioli magici. E ancora, il matrimonio di Raperonzolo entra in crisi quando comincia a perdere i capelli, Hansel e Gretel diventano due teppisti violenti e senza freni. In Un cigno selvatico, Michael Cunningham trasforma i personaggi di terre molto molto lontane - le figure mitiche della nostra infanzia che tanto ci hanno incantato - in protagonisti che rivelano molto del nostro presente.
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  • 3

    Una sorpresa

    Dieci storie della nostra infanzia - anche se non tutte le conoscevo - aggiornate, raccontate cinicamente per renderle attuali e cattive. Politicamente scorrette, tristi e disturbanti.
    Hansel e Gretel ...continua

    Dieci storie della nostra infanzia - anche se non tutte le conoscevo - aggiornate, raccontate cinicamente per renderle attuali e cattive. Politicamente scorrette, tristi e disturbanti.
    Hansel e Gretel trasformati in due ragazzi neopunk strafatti, pronti a distruggere la casa di marzapane di una moderna strega che non si arrende all'avanzare del tempo. Unaa strega così triste nella sua ricerca dell'eterna giovinezza da non accorgersi di diventare patetica...
    Il soldatino di piombo diventa la chiave per raccontare una storia di coppia incentrata sull'equivoco amore/pena, accettazIone e sopportazione.
    E poi l'animale parlante. La Bestia di La bella e la bestia. Un umano/subumano che inquieta perché sembra su stia prendendo gioco di Bella. L'equivoco di voler trovare la parte umana in chi, forse, non ce l'ha.
    All'inizio ho faticato a ritrovare il Michael Cunningham che conoscevo poi, abbandonate le mie aspettative, ho trovato un libro sorprendente.

    ha scritto il 

  • 4

    Del 2015.
    Temevo di leggere cose già viste (Fables, Once upon a time, eccetera). Ed è anche vero, ma questo è fatto molto bene, molto divertente e intelligente.
    Difetto: ogni tanto il meccanismo si ri ...continua

    Del 2015.
    Temevo di leggere cose già viste (Fables, Once upon a time, eccetera). Ed è anche vero, ma questo è fatto molto bene, molto divertente e intelligente.
    Difetto: ogni tanto il meccanismo si ripete.

    ha scritto il 

  • 5

    Una nuova faccia delle fiabe. Argomento che negli ultimi tempi ha acquistato sempre più un ampio utilizzo, sia in un genere che in un altro. E anche Michael Cunnigham ha deciso di non esimersi dal dar ...continua

    Una nuova faccia delle fiabe. Argomento che negli ultimi tempi ha acquistato sempre più un ampio utilizzo, sia in un genere che in un altro. E anche Michael Cunnigham ha deciso di non esimersi dal dare una sua personale visione di alcune fiabe, forse le sue preferite, forse quelle che meglio si prestavano a quella che vuole essere una sua rilettura multiforme e ironica e tragicomica.
    In questo breve volume sono raccolte, oltre ad un introduzione che è un po’ il succo non solo di questo volume ma anche un po’ del nostro rapportarci alle fiabe, della sottile particolarità che separa i loro personaggi, ai quali succede sempre di tutto e di più, da noi, nella nostra normale esistenza priva di maledizioni, incantesimi e disavventure varie.
    Da qui partono le dieci fiabe, o meglio le nove fiabe e un racconto che, seguendo vari modi di narrazione e di esposizione, ci mostrano una nuova ottica di vedere le storie con le quali siamo cresciuti. Vediamo così la strega di Hansel & Gretel simile alla Jessica Rabbit invecchiata interpretata da Virginia Raffaele, un Tremotino sensibile in un mondo dove, però, conta principalmente l’aspetto esteriore e la ricchezza, un Jack molto più mascalzone di quanto già non sia nella sua fiaba. E vediamo Biancaneve e il Principe alle prese con la loro vita matrimoniale, il sesto principe de “I cigni selvatici” che deve convivere con la sua ala di cigno. Rileggiamo con altri occhi le fiabe de “La bella e la bestia” e de “Il soldatino di piombo” e troviamo un finale alternativo al racconto de “La zampa di scimmia”.
    Certo, a leggere così sembra nulla, la solita rilettura senza nulla di nuovo, ma il bello di questo libro risiede proprio nello stile dell’autore, e anche e soprattutto per l’esposizione di questi racconti, molto umoristici e venati di quella vena di cinismo che uno non si aspetterebbe mai da una fiaba ma che, se andiamo a ritrovare le fonti originali, non si discostano troppo dal loro fulcro originale, ma le rivediamo e le riscopriamo molto più attuali, complici anche le ambientazioni sospese in un mondo atemporale dove l’antico incontra il moderno in tutta tranquillità, se proprio non arriviamo alla storia realmente ambientata ai giorni nostri. Ma non c’è nessuna nota stonata, anzi è tutto coerente con l’impianto della storia e i personaggi che la compongono, basti vedere Bella de “La bella e la bestia” che agisce in un determinato modo proprio con l’intento di raggiungere un determinato scopo, senza dimenticare la sua condizione di “Desperate Housewive” che la rende un facile bersaglio del (a volte) pericoloso “desiderio del principe azzurro”.
    Ognuna di queste fiabe è arricchita da un’illustrazione della bravissima artista Yuko Shimizu. Illustrazioni prive di colore, dove il nero predomina e si avverte parecchio la vena dark presente nelle fiabe, ma al tempo stesso si avverte quel sapore fantastico di un tempo sospeso tra realtà e finzione, dove le fiabe mostrano il loro nucleo, o meglio, il loro punto di massima emozione.
    Menzione d’onore per la riscrittura de “Il soldatino di piombo”, il mio preferito in assoluto tra questi racconti riproposti di Michael Cunnigham, che si riconferma come uno degli autori più interessanti dei nostri tempi, a questo giro affiancato da un’abile artista che ha messo a disposizione la sua penna per la realizzazione di questo breve libro ma che merita di brillare sui nostri scaffali e le nostre librerie.

    ha scritto il 

  • 0

    Il mio amore per le fiabe e per Cunningham forse mi hanno dato troppa aspettativa. Alcuni racconti mi piacciono, altri li trovi troppo cinici. Interessante in ogni caso questa rilettura dei classici. ...continua

    Il mio amore per le fiabe e per Cunningham forse mi hanno dato troppa aspettativa. Alcuni racconti mi piacciono, altri li trovi troppo cinici. Interessante in ogni caso questa rilettura dei classici.

    ha scritto il 

  • 3

    c'era una volta e c'è ancora

    Si lascia ancora sedurre dalle fiabe, Michael Cunningham: questa volta tocca al ricco corpus di fiabe classiche che più o meno tutti abbiamo ascoltato da bambini. Cunningham colma la reticenza dei nar ...continua

    Si lascia ancora sedurre dalle fiabe, Michael Cunningham: questa volta tocca al ricco corpus di fiabe classiche che più o meno tutti abbiamo ascoltato da bambini. Cunningham colma la reticenza dei narratori delle fiabe classiche, che poco rivelano delle motivazioni che muovono i loro personaggi, offrendoci così protagonisti noti arricchiti di umanità, umorismo e profondità. Perché quella vecchia signora pazza vuole costruire una strana casa nel bosco fatta di canditi e marzapane? Forse perché, dopo una vita giovialmente dissoluta, si aspetta che anche il declino arrivi con un po’ di glamour? Almeno questi due bambini “sexy”, pieni di piercing e tatuaggi, con la loro facce affamate e scaltre, le hanno dedicato qualche attenzione. Questo strega, che sta invecchiando sola, ostracizzata dalla comunità, ha chiaramente raggiunto la fine del suo percorso. E stiamo a vedere, chi finisce nel forno, con un certo sollievo… Curiosa anche la nuova versione della romance tra il soldatino di stagno e la ballerina di carta (Andersen di nuovo), incentrata sulla diversità e sulla bellezza. L’eroe della storia che dà il titolo alla raccolta è un giovane sfortunato che ha un’ala al posto di un braccio destro: Cunningham scrive una fiaba sull’isolamento di chi soffre di menomazioni fisiche, mantenendo però forti tratti comici (scomodo andare in metro con un’ala!), senza mai perdere in pathos. L'autore ha sempre lavorato sulla volontà (o meno) da parte della società di accogliere l’imperfezione umana. Non tutti i brutti anatroccoli si trasformeranno in cigni. Non tutte le rane sono dei principi sotto mentite spoglie E forse è meglio così, come nota Cunningham nel suo prologo profondamente umano: se a volte la perfezione può finire sfigurata, quelli come noi non perfetti si ritroveranno a vivere in un mondo meno faticoso, dalle aspettative più ragionevoli, in cui i concetti di “bellezza” e “potenza” accoglieranno molti più uomini e donne di ora, nella loro definizione. Il lieto fine c’è, se impariamo ad essere lieti e comprensivi insieme.

    ha scritto il 

  • 5

    Origianlissima questa raccolta di fiabe tradizionali rilette e riscritte, con rimaneggiamenti, quasi sempre radicali.
    Ambientazioni squallide, realistiche, irreali, dark, horror, insomma tutto ciò che ...continua

    Origianlissima questa raccolta di fiabe tradizionali rilette e riscritte, con rimaneggiamenti, quasi sempre radicali.
    Ambientazioni squallide, realistiche, irreali, dark, horror, insomma tutto ciò che di solito non entra in queste fiabe.
    Sviluppi terribili, tristi, impossibili per storie che stazionano nel nostro immaginario fin dalla tenera età.
    Operazione interessante, condotta con maestria e originalità.
    Scrittura profonda, essenziale, sfumature delineate, psicologia dei personaggi pennellata al meglio. Insomma, un piccolo capolavoro.

    ha scritto il 

  • 3

    avete mai pensato che per i personaggi delle fiabe essere così belli, così dotati in un modo o nell’altro possa essere una specie di condanna? Un cigno selvatico, la raccolta di racconti di Michael Cu ...continua

    avete mai pensato che per i personaggi delle fiabe essere così belli, così dotati in un modo o nell’altro possa essere una specie di condanna? Un cigno selvatico, la raccolta di racconti di Michael Cunningham (tradotta da Carlo Prosperi per La nave di Teseo) comincia così: “La gran parte di noi non corre rischi. Se non siete un sogno delirante nel sonno degli dei, se la vostra bellezza non turba le costellazioni, nessuno vi lancerà un incantesimo. A nessuno verrà in mente di trasformarvi in una bestia o di mettervi a dormire per cent’anni.” Gli spunti di partenza dello scrittore inglese sono fiabe molto note; quello che gli interessa è lo scontro tra lo straordinario e l’ordinario, tra il momento della magia e il seguito. Nel bell’articolo uscito su TuttoLibri della Stampa Cunningham scrive di aver voluto “regalare un fratello o una sorella alla storia originale” e di aver liberato i personaggi, facendo sì che siano loro a indirizzare gli eventi invece che subirli. In "Un cigno selvatico" il protagonista è il fratello che, a differenza degli altri undici, non è ridiventato tutto umano quando la sorella ha sciolto il maleficio della matrigna, mantenendo un’ala di cigno al posto di un braccio. È un diverso, il che ha molti svantaggi ma gli impedisce di scivolare nella squallida routine in cui si trovano i suoi fratelli. Un’altra diversa è la strega di Hansel e Gretel: una donna che ha puntato tutto sul sesso, sicura anche da vecchia di attirare giovani da ammaestrare; quando capisce che per lei questa fase si chiude non le dispiace finire nel forno per mano di due teppistelli. Poi c’è il Jack del fagiolo magico, un orribile consumista, favorito dal fatto che la moglie del gigante ama fare i dispetti al marito; c’è la coppia americana che riceve la zampa di scimmia e a furia di esprimere desideri si ritrova a convivere con il cadavere del figlio; c’è Bella che quando vede la Bestia tramutarsi in un bel giovane dall’aria aggressiva ha più paura di quando era brutto… La maggior parte delle coppie non vive affatto felice e contenta; fanno eccezione il principe e la principessa dell’ultima storia che grazie a un’insperata intesa sessuale attraversano crisi varie, riuscendo a ridere insieme fino all’ultimo respiro. Non dobbiamo mai smettere di raccontarci favole e soprattutto non dobbiamo mai smettere di crederci.

    ha scritto il 

  • 3

    prospettive diverse per classici racconti

    Carino una lettura scorrevole e piacevole.Alcuni racconti sono più belli di altri..nel complesso la cosa più bella é il modo in cui l'autore scrive,il modo in cui fa sentire l'inadeguatezza dei protag ...continua

    Carino una lettura scorrevole e piacevole.Alcuni racconti sono più belli di altri..nel complesso la cosa più bella é il modo in cui l'autore scrive,il modo in cui fa sentire l'inadeguatezza dei protagonisti dei sui racconti.Bello mi é piaciuto e forse vuole farci capire che in fondo le storie non sono sempre come appaiono.

    ha scritto il 

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