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Un cuore così bianco

By Javier Marias, Paola Tomasinelli (Translator)

(1008)

| Others | 9788806173081

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Book Description

Juan si è appena sposato con Luisa, ma fin dal viaggio di nozze viene assalito da brutti presentimenti, da uno strano malessere. Capisce che la causa delle sue inquietudini va ricercata nei punti oscuri del suo passato, della sua famiglia, ma non può e non vuole scavare nelle sue origini. Sarà un suContinue

Juan si è appena sposato con Luisa, ma fin dal viaggio di nozze viene assalito da brutti presentimenti, da uno strano malessere. Capisce che la causa delle sue inquietudini va ricercata nei punti oscuri del suo passato, della sua famiglia, ma non può e non vuole scavare nelle sue origini. Sarà un suo amico d'infanzia a raccontargli del suicidio di Teresa, la giovane moglie di suo padre che lui credeva morta di qualche malattia. E sarà Luisa a fare luce sui segreti del passato, a dare una spiegazione a ciò che Juan non avrebbe voluto sapere.

4 Reviews

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  • 10 people find this helpful

    A lungo mi sono tenuta alla larga da Marías e dai suoi titoli così barocchi e ridondanti.
    Oh, come ho sbagliato.

    (Eppure non lo consiglierei questo libro, no no no. Prima o poi dovrò capire perché i libri che più mi conquistano sono esattamente quelli che meno consiglierò e men che meno regalerò ... (continue)

    A lungo mi sono tenuta alla larga da Marías e dai suoi titoli così barocchi e ridondanti.
    Oh, come ho sbagliato.

    (Eppure non lo consiglierei questo libro, no no no. Prima o poi dovrò capire perché i libri che più mi conquistano sono esattamente quelli che meno consiglierò e men che meno regalerò)

    Marías è verboso e stordente, ti prende per sfinimento, ti avviluppa tra le spire di quella sua scrittura spiraliforme e a un certo punto ti accorgi di esserne stato catturato, ti rendi conto che ti manca il respiro, che non puoi più uscire fuori, eppure godi, torni indietro di qualche riga e leggi e rileggi quel suo contorto e involuto perifrasare pieno di subordinate e godi. E vorresti mandare a quel paese tutti quelli che ti circondano, ma che caspita potete sapere voialtri, neh, io sto leggendo Marías e voi no, io ho scoperto Marías e allora sciò, via, non potete capire niente niente niente (credo di non aver mai pubblicato tante note come per questo libro).

    Non ho mai avuto nella mia vita ambizioni letterarie (sono sempre stata troppo occupata a difendermi dall’incertezza e a mettere ordine e a tracciare confini per poter anche solo concepire di saper/voler fare qualcosa di creativo), ma senz’altro se fossi una scrittrice scriverei come Marías. Perché sono negata per la sintesi, mi viene più facile ‘aprire’, aggiungere domande a interrogativi, divagazioni a deviazioni, incisi a parentesi, digressioni a sconfinamenti. Complicare e complicarmi la vita.

    La trama? La trama in Marías forse non esiste e comunque anche se c’è non conta, non contano gli avvenimenti, contano i pensieri che gli avvenimenti, anche i più minimi, suscitano.
    Si può dire, forse, che al centro del libro c’è Juan, che si è appena sposato con Luisa, ma fin dal viaggio di nozze viene assalito da brutti presentimenti, da uno strano malessere la cui origine va forse ricercata nei punti oscuri del passato della sua famiglia. Ma protagonisti in realtà sono i segreti e i sospetti, l’amore e le sue colpe, e le parole e il loro potere (non a caso il protagonista fa di mestiere il traduttore/interprete).

    Un libro perfetto per chi vive ripiegato su se stesso e all’agire preferisce il rimuginare.

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    *Midori Kobayashi* said on Feb 6, 2012 | 13 feedbacks

  • 1 person find this helpful

    splendido ricamo , magica punteggiatura, sapiente uso della parola. come negli altri libri la scrittura di Marìas sembra un respiro senza fine..senza finale

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    chillytrilly said on Jan 17, 2012 | Add your feedback

  • E’ la storia di un traduttore, interprete, che conosce la moglie in occasione di lavoro, anche lei è interprete, o meglio, è una che controlla che l’interprete faccia bene il proprio lavoro.
    I due si sposano e un giorno in viaggio di nozze, mentre lei è sdraiata a letto in albergo, il marito si affa ... (continue)

    E’ la storia di un traduttore, interprete, che conosce la moglie in occasione di lavoro, anche lei è interprete, o meglio, è una che controlla che l’interprete faccia bene il proprio lavoro.
    I due si sposano e un giorno in viaggio di nozze, mentre lei è sdraiata a letto in albergo, il marito si affaccia alla finestra e guarda fuori.
    Una donna lo scambia per il suo uomo e dalla strada comincia ad inveire contro di lui, ma poi si accorge che ha commesso un errore di persona e si scusa, poi si rivolge all’uomo giusto

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    Timodemo said on Feb 10, 2012 | Add your feedback

  • Vagare con la bussola


    Libro filosofico, intellettualistico, a volte simile a un saggio (urgenza dello scrittore di non perdere il filo, il senso, continui rimandi, ripetizioni di brani piuttosto lunghi in più parti del libro = sottolineature di senso).

    Doppio ruolo di J. Marias che è autore/lettore della sua opera in ... (continue)


    Libro filosofico, intellettualistico, a volte simile a un saggio (urgenza dello scrittore di non perdere il filo, il senso, continui rimandi, ripetizioni di brani piuttosto lunghi in più parti del libro = sottolineature di senso).

    Doppio ruolo di J. Marias che è autore/lettore della sua opera in fieri: libro coinvolgente, onesto, che guida (forse troppo?) il lettore. Cifra stilistica dello scrittore?

    ‎"Chi parla è insaziabile e insaziabile chi ascolta, chi parla vuole destare infinitamente l'attenzione dell'altro, vuole penetrare con la lingua fino in fondo (la lingua come goccia di pioggia, la lingua nell'orecchio..pensai), e chi ascolta vuole essere infinitamente distratto, vuole sentire e sapere sempre di più, anche se si tratta di cose inventate o false".

    "Un'istigazione altro non è che parole - pensai -traducibili parole senza padrone".

    "Ascoltare è davvero pericolo - pensai - significa sapere, significa essere informato ed essere al corrente, le orecchie sono prive di palpebre che possano chiudersi istintivamente di fronte a ciò che viene pronunciato, non si possono proteggere da ciò che si presume stia per per essere ascoltato, è sempre troppo tardi. Ormai sappiamo, e ciò probabilmente macchia i nostri cuori così bianchi, o forse pallidi e timorosi, o codardi".

    "E adesso?"

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    AriannaPurple said on Jan 24, 2012 about the Paperback edition | Add your feedback

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