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Un destino ridicolo

Di ,

Editore: Einaudi

3.8
(693)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 148 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806175912 | Isbn-13: 9788806175917 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Musica , Philosophy

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Descrizione del libro
Un intellettuale marsigliese passato dalla Resistenza alla malavita, unpappone indolente e un pastore sardo scampato a una pesante condannaorganizzano il furto di un carico di merce preziosa. Tre uomini provenienti dadiverse latitudini ed esperienze che il destino riunisce a Genova per il"colpo" della vita. Due donne, una timida prostituta dell'angiporto eun'affascinante istriana, attraversano indenni lo spettacolo del disastro. Masaranno Fabrizio e Alessandro, personaggi fino a quel punto marginali, arintracciare e raccontare gli esiti delle avventure degli altri.
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  • 3

    Esce tra poco il film "un destino ridicolo" tratto dall ononimo romanzo scritto da Fabrizio De André e Gennari Alessandro.<br />Il libro non è male: una storia corale ben scritta con un che di ...continua

    Esce tra poco il film "un destino ridicolo" tratto dall ononimo romanzo scritto da Fabrizio De André e Gennari Alessandro.<br />Il libro non è male: una storia corale ben scritta con un che di nostalgia e malinconia ben resi dalle tematiche care a De andrè.<br />Il film è stato scritto con la collaborazione della moglie di De andrè..<br />Speriamo che rendamo bene le atmosfere di genova negli anni sessanta, e che la poesia del poeta non venga banalizzata troppo..

    ha scritto il 

  • 3

    forse meritava 4 stelle....

    Credo che il libro sia stato scritto molto più da Gennari che da De André.... Non mi è sembrato di cogliere nulla del cantautore se non in alcune parti (poche) Ho dato solo 3 stelle perchè ho ...continua

    Credo che il libro sia stato scritto molto più da Gennari che da De André.... Non mi è sembrato di cogliere nulla del cantautore se non in alcune parti (poche) Ho dato solo 3 stelle perchè ho trovato la scrittura non piacevole, peccato perchè invece la storia mi è piaciuta molto fino all' ultima pagina.

    ha scritto il 

  • 2

    Libro ridondante, ripetitivo, banale, a tratti proprio noioso, troppo smaccatamente autobiografico. Da grande appassionata di De André, non ho trovato quasi nulla di "suo": forse lettura ideale per ...continua

    Libro ridondante, ripetitivo, banale, a tratti proprio noioso, troppo smaccatamente autobiografico. Da grande appassionata di De André, non ho trovato quasi nulla di "suo": forse lettura ideale per chi conosce superficialmente le sue canzoni, da evitare per chi ne è innamorato.

    ha scritto il 

  • 2

    Il primo capitolo è terribile, barzellette raccontate in treno tra sconosciuti, poi la storia acquista slancio e anche il terribile primo capitolo prende un senso. Ma appena cominci a divertirti ...continua

    Il primo capitolo è terribile, barzellette raccontate in treno tra sconosciuti, poi la storia acquista slancio e anche il terribile primo capitolo prende un senso. Ma appena cominci a divertirti ecco che il racconto passa allo pseudo-autobiografico e scade nella noia. La somma è deludente assai, non degna del De André musicista e poeta.

    ha scritto il 

  • 1

    Adoro Fabrizio De André ed è per questa ragione che per anni ho lasciato il libro sulla mensola senza provarci mai. Già sapevo cosa mi aspettava... Ho sempre provato diffidenza e anche un certo ...continua

    Adoro Fabrizio De André ed è per questa ragione che per anni ho lasciato il libro sulla mensola senza provarci mai. Già sapevo cosa mi aspettava... Ho sempre provato diffidenza e anche un certo fastidio per i musicisti che si mettono a scrivere romanzi (Vecchioni, Guccini, Capossela, Jovanotti, la lista si allunga sempre più...). Per fare un esempio di ambito muscale, è lo stesso fastidio che provo quando sul palco, ad un certo momento dello spettacolo, il cantante fa alzare il suo tastierista e si mette personalmente al pianoforte. Il tastierista avrebbe suonato la canzone molto meglio di lui, ma evidentemente è molto seducente far sapere a tutti che “oh, avete visto? So anche suonare il pianoforte!”. Questa ricerca di ulteriore protagonismo in realtà mi è sempre suonata più come una dichiarazione di debolezza, come se si dovesse dimostrare qualcosa in più. Invece i concerti di Fabrizio De André sono sempre stati un esempio di bellezza ed eleganza e Fabrizio era un artista di una tale statura che non ha mai avuto bisogno di questi mezzucci: era lì, con la sua chitarra, una sedia scalcagnata, una sigaretta e la bottiglia. Non gli serviva altro ed era il più grande di tutti. E quindi mi sono stupito che un giorno uscisse un suo libro... “oh, avete visto? So anche scrivere romanzi!”.

    L’ho comunque comprato, per fedeltà e per dare ragione alle case editrici. Dopo anni ho preso coraggio e l’ho iniziato e posso dire con realismo e senza sorpresa: adoro Fabrizio De André e quel libro stava meglio sulla mensola.

    ha scritto il 

  • 5

    In direzione ostinata e contraria

    Leggendo questo libro si ha la sensazione pagina dopo pagina di essere dentro il testo di una canzone del grande Faber. La narrazione sempre precisa e mai banale presenta gli elementi tipici della ...continua

    Leggendo questo libro si ha la sensazione pagina dopo pagina di essere dentro il testo di una canzone del grande Faber. La narrazione sempre precisa e mai banale presenta gli elementi tipici della scrittura musicale di De Andrè:gli umili,i disagiati,i perdenti,le prostitute...la visione di uno strato sociale basso e sofferente. Come lui stesso scrisse "dai diamanti non nasce nulla,dal letame nascon le rose"...peccato solo che sia stato il primo e anche l'ultimo romanzo. Applausi.

    ha scritto il 

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