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Un disco dei Platters

Romanzo di un maresciallo e una regina

Di ,

Editore: CDE SpA

3.9
(565)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 332 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: A000226958 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 3

    nostalgie...

    Un ritorno e tante nostalgie per il protagonista di questa avventura scritta dalla collaudata coppia Guccini-Macchiavelli. E' nel passato la soluzione del mistero, così come dalle antiche leggende traggono forza le superstizioni. La trama è a tratti avvincente , in altre parti indugia un po' tro ...continua

    Un ritorno e tante nostalgie per il protagonista di questa avventura scritta dalla collaudata coppia Guccini-Macchiavelli. E' nel passato la soluzione del mistero, così come dalle antiche leggende traggono forza le superstizioni. La trama è a tratti avvincente , in altre parti indugia un po' troppo sulle nostalgie del maresciallo Santovito (le stesse degli autori?). Tutto sommato una piacevole lettura.
    ...anche se un paio di righe a spiegazione di una certo fatto le avrei gradite....

    ha scritto il 

  • 4

    Meno bello degli altri che ho letto ma comunque un romanzo che solo alla fine svela il mistero dell'assassino. Forse avrei approfondito di piu' la sua storia d'amore con la professoressa e avrei accorciato i suoi viaggi in giro per le montagne.
    TRAMA
    Dopo Macaronì (il migliore di tutt ...continua

    Meno bello degli altri che ho letto ma comunque un romanzo che solo alla fine svela il mistero dell'assassino. Forse avrei approfondito di piu' la sua storia d'amore con la professoressa e avrei accorciato i suoi viaggi in giro per le montagne.
    TRAMA
    Dopo Macaronì (il migliore di tutti), "Un disco dei Platters" è il secondo capitolo della saga del maresciallo Benedetto Santovito e delle sue indagini nel paesino sull'Appenino Tosco Emiliano.
    Siamo negli anni 60 e, un pò per nostalgia, un pò per curiosità, l'ex maresciallo torna al paese dove negli anni 30-40 aveva comandato la stazione e risolto un difficile caso, che aveva lontane origini nel passato di miseria e fame della gente di quei posti.
    E, anche ora, il suo ritorno culmina col ritrovamento dei cadaveri di due ragazzi, che si erao lanciato alla ricerca di un tesoro.
    Le indagini sono ufficialmente affidate al maresciallo Ares Amadori ("quel ferrarese testa di c." l'alta opinione che hanno di lui i compaesani): ma tutti in paese sanno che Santovito non potrà lasciar da parte il suo istinto di investigatore.
    Dall'autista del paese Stalìn, a Ble Ble della Ca Rossa, a Stelio, che ha rilevato la villa di Mezzacosta della contessa per trasformarla in un albergo.
    ( tratto da unoenessuno.blogspot.it )

    ha scritto il 

  • 4

    Non ricordo niente di preciso della vicenda, ricordo però le atmosfere di questo e degli altri romanzi del duo Guccini - Macchiavelli, e sono atmosfere che viene voglia di assaporare di nuovo, come un buon bicchiere di vino in uno di quei bicchieri vecchi, da osteria di una volta, specie in giorn ...continua

    Non ricordo niente di preciso della vicenda, ricordo però le atmosfere di questo e degli altri romanzi del duo Guccini - Macchiavelli, e sono atmosfere che viene voglia di assaporare di nuovo, come un buon bicchiere di vino in uno di quei bicchieri vecchi, da osteria di una volta, specie in giornate come queste, con la neve fuori.
    Peccato che non ne abbiano scritti di più, di romanzi di questa "serie".

    ha scritto il 

  • 4

    E' un lungo dopoguerra in questo noir d'appennino. Fascinosi boschi e vecchi paesani dal misterioso passato. Partigiani e contrabbandieri e storie antiche che van giù come un bicchiere di rosso, che vien la voglia di andare a vedere che ci sarà mai di così speciale a Granglione, a Castiglion dei ...continua

    E' un lungo dopoguerra in questo noir d'appennino. Fascinosi boschi e vecchi paesani dal misterioso passato. Partigiani e contrabbandieri e storie antiche che van giù come un bicchiere di rosso, che vien la voglia di andare a vedere che ci sarà mai di così speciale a Granglione, a Castiglion dei Pepoli, al Ponte della Venturina e via dicendo. Appennino mon amour.

    ha scritto il 

  • 3

    Piacevole, ha il pregio di far conoscere alcune atmosfere che oggi sembrano ormai irrimediabilmente perdute ( il piccolo paesino sull'Appennino in una calda Estate del '60 ) col tono però ironico e poco incline al "piangersi addosso"che io, personalmente, approvo. In effetti anche gli episodi che ...continua

    Piacevole, ha il pregio di far conoscere alcune atmosfere che oggi sembrano ormai irrimediabilmente perdute ( il piccolo paesino sull'Appennino in una calda Estate del '60 ) col tono però ironico e poco incline al "piangersi addosso"che io, personalmente, approvo. In effetti anche gli episodi che riguardano la guerra ( in linea temporale nel libro era conclusa da appena una quindicina d'anni ) non sono feroci o didattici, ma prendono le fattezze del "racconto attorno al fuoco" , magari fatto da qualche anziano in un'osteria di montagna davanti al bicchiere di rosso...
    In conclusione molto gradevole, anche se gli preferisco"Malastagione" uscito di recente.

    ha scritto il 

  • 4

    E' bello, c'è del sugo, c'è una storia d'amore timida, c'è il mistero, sembra di bere del vino rosso, uno di quelli che cambiano dalla bottiglia alla bocca. Ma non troppo, per favore, che fa davvero troppo caldo.
    So che questa recensione non serve a nulla, ma mi piaceva così!

    ha scritto il 

  • 0

    Questi scrittori sono proprio nelle mie corde.
    Mi piace il tranquillo dipanarsi della narrazione interrotto in maniera del tutto imprevista dallo squarcio dell'evento tragico.
    Tuttavia il lettore può prosegure tranquillo, sicuro, come Raffaella, che la calma forza del Maresciallo San ...continua

    Questi scrittori sono proprio nelle mie corde.
    Mi piace il tranquillo dipanarsi della narrazione interrotto in maniera del tutto imprevista dallo squarcio dell'evento tragico.
    Tuttavia il lettore può prosegure tranquillo, sicuro, come Raffaella, che la calma forza del Maresciallo Santovito non gli permetterà di smarrirsi per sentieri sconosciuti.
    Mi ha inoltre intenerito lo sguardo diffidente del protagonista sull'arrivo delle "modernità" dei primi anni '60, come il juke box o i tavolini di formica e acciaio, che per me sono sbiaditi ricordi d'infanzia....

    ha scritto il