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Un divorzio tardivo

Di

Editore: Einaudi (Tascabili, 502)

4.1
(897)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 358 | Formato: Altri

Isbn-10: 8806147846 | Isbn-13: 9788806147846 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Gaio Sciloni

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Nel corso di nove giorni si consuma l'estremo soggiorno in patria di YehudàKaminka, fuggito da Israele per rifarsi una vita in America e ritornato persciogliere ogni legame con Na'omi, sua moglie. Sotto lo sguardo severo deifigli, che in un doloroso rovesciamento di ruoli assumono con lui le pose delgenitore, Yehudà gioca la sua partita contro se stesso, cercando un qualsiasiostacolo che gli impedisca il passo doloroso e necessario del divorzio, ma ifigli e la moglie lo tengono a distanza e ne osservano con sadico piacere itentennamenti. Nove giorni culminanti nella Pasqua (in ebraico "passaggio")che diventa lo spartiacque tra ciò che è stato, e non potrà mai più tornare, eciò che sarà.
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  • 4

    Il libro è piuttosto lento ma poco alla volta riesce a coinvolgerti nella storia. Mi è piaciuto da subito il piccolo Gadi, anche se non ha un ruolo da protagonista principale, ma spesso io trovo ...continua

    Il libro è piuttosto lento ma poco alla volta riesce a coinvolgerti nella storia. Mi è piaciuto da subito il piccolo Gadi, anche se non ha un ruolo da protagonista principale, ma spesso io trovo più interessanti i personaggi secondari. Il nonno è sicuramente un personaggio interessante, ma nonostante sia uno dei protagonisti principali, per non dire il principale, a volte viene messo da parte a favore di altri…soprattutto dei i tre figli che non mi sono piaciuti molto, nessuno dei tre. Di sicuro ho apprezzato di più Horatius, il cane.

    Questo libro narra la storia del divorzio tra i nonni materni di Gadi…non ci sarebbe nulla di strano se non fosse che le persone in questione non sono più ragazzini ma soprattutto è interessante sapere cosa ha portato il nonno a trasferirsi già da diversi anni in America e lasciare tutti i parenti in Israele. E poi perché chiedere il divorzio ora? Ecco, se questo vi interessa e non vi spaventa la lentezza a volte eccessiva, questo libro è adatto a voi. Se invece trovate tutto questo noioso lasciate perdere…io posso dire di aver letto un bel libro (ne avevo già letto uno dell’autore che avevo apprezzato) però, ripeto, bisogna abituarsi alla narrazione lenta lenta. E’ vero che da metà libro in poi tutto diventa meno lento, ma poi subentra una piccola parte che trasporta il lettore a 3 anni dopo i fatti accaduti e che poi, dopo poco, lo riporta lì e quindi in quel lasso di tempo ci si sente un po’ spaesati perché vengono rivelate alcune cose che poi si scopriranno più chiaramente nel corso della lettura successiva…è anche vero che forse verso la fine mi sono un po’ persa perché mi sono mancate le risposte ad un paio di miei quesiti…mi sa che dovrò rileggermi con più calma le ultime pagine per vedere dove ho perso il filo degli avvenimenti, perché mi sembra strano che non ci siano state spiegazioni per questi fatti.

    Nel complesso comunque un bel libro, nonostante tutto.

    ha scritto il 

  • 5

    Perdonate la superficialità.

    Ho letto che Un divorzio tardivo sarebbe una metafora dell’identità ebraica. Sarà, ma non mi interessa.

    Perché – perdonate la superficialità – io vi ho letto storie, che sono storie prima ...continua

    Ho letto che Un divorzio tardivo sarebbe una metafora dell’identità ebraica. Sarà, ma non mi interessa.

    Perché – perdonate la superficialità – io vi ho letto storie, che sono storie prima ancora che metafore o pretesti. Storie di uomini tormentati e anime complesse. Storie che magnetizzano, perché il tormento, visto da dentro, ha una forza ipnotica.

    (Ora Yehoshua si è definitivamente conquistato quel pezzettino del mio cuore su cui aveva messo le mani con L’amante.)

    ha scritto il 

  • 4

    Durante la lettura ho sviluppato un amore/odio verso questo libro. Ciò che mi ha tenuta stretta alle pagine è il flusso continuo di frasi senza virgole, talmente incisivo e trascinante da impedirne ...continua

    Durante la lettura ho sviluppato un amore/odio verso questo libro. Ciò che mi ha tenuta stretta alle pagine è il flusso continuo di frasi senza virgole, talmente incisivo e trascinante da impedirne quasi l'interruzione. Poi l'incombente ossessione che lega ed ha legato il rapporto tra i due coniugi ha stimolato la lettura fino alla fine. Nonostante tutto però nel complesso non mi è rimasta un'impressione positiva.

    ha scritto il 

  • 5

    nove giorni per dividerli

    Yehoshua in questo libro arriva ai vertici della propria letteratura: uno stile complesso e particolarissimo, senza mai perdere l'adesione ad una realtà dolentissima e umanissima. Ogni giorno di ...continua

    Yehoshua in questo libro arriva ai vertici della propria letteratura: uno stile complesso e particolarissimo, senza mai perdere l'adesione ad una realtà dolentissima e umanissima. Ogni giorno di questa settimana è narrato dall'ottica di un personaggio diverso, in un gioco di rimandi e visioni di per sè affascinante, ma la capacità di modificare lo stile letterario è veramente unica: da un flusso di coscienza quasi faulkneriano, a dialoghi serrati e asciutti, fino al dialogo di cui è riportato solo una voce - tecnica portata ai suoi massimi ne "Il Signor Mani". E tutto questo non è mai un gioco letterario fino a se stesso, un virtuosismo che rischia di parere fino a se stesso, ma è al servizio del racconto di uomini e donne che soffrono vite difficili, ne sono schiacciati, tentano di sopravvivere in un luogo luminoso e doloroso.

    ha scritto il 

  • 4

    Una sorta di romanzo cattedrale fondato sui dei personaggi che sono colonne portanti di una affresco di relazioni problematiche famigliari. Archittetura lineare, ma non banale, basata tanti "io ...continua

    Una sorta di romanzo cattedrale fondato sui dei personaggi che sono colonne portanti di una affresco di relazioni problematiche famigliari. Archittetura lineare, ma non banale, basata tanti "io narrante" che con incredibilità si incastrano. Scrittura ai massimi livelli, densa, semplice, emozionante.

    ha scritto il 

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