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Un dollaro, mille chilometri

Di

Editore: Il Saggiatore

3.7
(220)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 192 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8842810924 | Isbn-13: 9788842810926 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Elina K. Imberciadori

Disponibile anche come: Altri

Genere: Biography , Fiction & Literature , Travel

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Descrizione del libro
Nel 1948 il diciottenne Dominique Lapierre decide di affrontare una sfida per altri impossibile: un viaggio negli Stati Uniti (cui si aggiungeranno Messicoe Canada) con solo 10.000 franchi, ottenuti con una borsa di studio. È proprio tra le pieghe del resoconto di questo viaggio, in cui l'autore ha dovuto affrontare da solo le situazioni più disparate, divertenti e al tempo stesso avventurose, che intravediamo già l'appassionato giornalista e scrittore di "Stanotte la libertà", "Gerusalemme, Gerusalemme!", "La città della gioia".
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  • 4

    Spiace che un viaggio così affascinante sia stato sbrigato in così poche pagine... d'altra parte si tratta del primo libro di un Lapierre diciottenne. Da prendere per quello che è: un documento di un mondo e soprattutto di una mentalità oggi quasi del tutto scomparsa.

    ha scritto il 

  • 2

    Questo libro in realtà era un regalo per mio padre – non propriamente un accanito lettore – il quale, durante un suo viaggio in Cina, non so come, ne era entrato in contatto, rimanendone colpito. Tale suggestione mi ha incuriosito e così l'ho letto. Che dire? I diari di viaggio – reali o fittizi ...continua

    Questo libro in realtà era un regalo per mio padre – non propriamente un accanito lettore – il quale, durante un suo viaggio in Cina, non so come, ne era entrato in contatto, rimanendone colpito. Tale suggestione mi ha incuriosito e così l'ho letto. Che dire? I diari di viaggio – reali o fittizi – sono tra le letture che più mi appassionano. Tuttavia in questo caso qualcosa mi ha indisposto. Certo, si tratta dell'opera di un giovane scrittore agli esordi e quindi si può perdonarne l'ingenuità. Però... la mia pur limitata esperienza di viaggiatore mi ha insegnato a osservare e, eventualmente, a raccontare luoghi, culture, usi e costumi evitando il più possibile di esprimere giudizi. Lapierre, almeno in questo caso, assume atteggiamenti di presuntuosa e inopportuna superiorità (in particolare sembra avercela con il popolo messicano) e non lesina eccessive magnificazioni dei propri successi. Insomma, in poche parole è stata una lettura che a me è risultata decisamente “antipatica”.

    ha scritto il 

  • 2

    Lapierre quando ancora non era Lapierre

    Nel dopoguerra un diciottenne francese attraversa il Nord America all'avventura con a disposizione solo pochi spiccioli.
    Il potenziale per un libro del genere è enorme. Purtroppo il risultato è ampiamente deludente. All'epoca Lapiere non era troppo giovane per girare il mondo, ma lo era per ...continua

    Nel dopoguerra un diciottenne francese attraversa il Nord America all'avventura con a disposizione solo pochi spiccioli.
    Il potenziale per un libro del genere è enorme. Purtroppo il risultato è ampiamente deludente. All'epoca Lapiere non era troppo giovane per girare il mondo, ma lo era per raccontarlo.

    Acerbo, arido e sbrigativo. Questo è il commento che posso fare del libro. Alcune vicende sono slegate e mal raccontate. Altre sono addirittura inverosimili (ritrovamento delle valigie a Chicago). Si può fare tranquillamente a meno di leggerlo.

    ha scritto il 

  • 2

    Non si capisce come questo libro sia potuto diventare un best seller...La narrazione è scadente con frequenti anticipazioni sugli eventi futuri che sono meno interessanti dei già banali accadimenti. Lo stile poi, è a dir poco fastidioso, con frequenti balzi tra il tempo presente e il passato remo ...continua

    Non si capisce come questo libro sia potuto diventare un best seller...La narrazione è scadente con frequenti anticipazioni sugli eventi futuri che sono meno interessanti dei già banali accadimenti. Lo stile poi, è a dir poco fastidioso, con frequenti balzi tra il tempo presente e il passato remoto, anche nell' ambito della stessa frase. Se non siete chiusi in una cella di isolamento con solo questo libro a disposizione leggete qualcos' altro.

    ha scritto il 

  • 2

    L'avventura giovanile di Lapierre dev'essere stata fantastica, ma purtroppo non viene minimamente resa da questo racconto: troppo stringato, sembra quasi scritto per forza, un "compitino". Credo dipenda dalla giovane età dell'autore, all'epoca ancora studente.

    ha scritto il 

  • 5

    mille km

    il libro e' molto bello specialmente per chi ama i viaggi la storia e' avvincente e originale anche se un po' datata a mio avviso molte descrizioni di fatti e personaggi sono troppo
    sbrigative peccato perche' la storia come ho gia' detto e' bella
    e avvincente

    ha scritto il 

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