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Un filo di fumo

Di

Editore: Sellerio

3.8
(1431)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 124 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: A000056676 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , CD audio , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 2

    Uno dei libri piu' inutili tra quelli di Camilleri. Sia per la storia sottile all'inverosimile che (essendo presente anche la versione audio) per la pessima lettura di Fiorello che probabilmente non conosce la differenza tra il declamare un testo urlandolo e leggere un testo senza snaturarne i to ...continua

    Uno dei libri piu' inutili tra quelli di Camilleri. Sia per la storia sottile all'inverosimile che (essendo presente anche la versione audio) per la pessima lettura di Fiorello che probabilmente non conosce la differenza tra il declamare un testo urlandolo e leggere un testo senza snaturarne i toni. Per capirci confrontante questo audiolibro con "la luna di carta" sempre di Camilleri ma letto da Lo Cascio.

    ha scritto il 

  • 4

    Io l'ho letto dopo aver già fatto incetta di tutto il Camilleri possibile, ma penso possa essere un ottimo antipasto per chi intenda avvicinarsi alla scrittura del Maestro, in particolare ho trovato utilissimo il glossario siciliano che lo accompagna, anche se mi sarebbe stato ancor più utile ave ...continua

    Io l'ho letto dopo aver già fatto incetta di tutto il Camilleri possibile, ma penso possa essere un ottimo antipasto per chi intenda avvicinarsi alla scrittura del Maestro, in particolare ho trovato utilissimo il glossario siciliano che lo accompagna, anche se mi sarebbe stato ancor più utile averlo prima di innamorarmi di Montalbano ma ormai quello lo traduco mentalmente da sola... ah l'amour! ;-)

    ha scritto il 

  • 3

    UN FILO DI FUMO

    “ Un filo di fumo” uno dei primi romanzi di Andrea Camilleri, secondo l’Editore Garzanti che lo pubblicò nel 1980 abbisognava di un glossario per meglio interpretare le espressioni siciliane in esso contenute. Camilleri non ne era entusiasta ma pian piano si “ scialò” a scriverlo tanto che nella ...continua

    “ Un filo di fumo” uno dei primi romanzi di Andrea Camilleri, secondo l’Editore Garzanti che lo pubblicò nel 1980 abbisognava di un glossario per meglio interpretare le espressioni siciliane in esso contenute. Camilleri non ne era entusiasta ma pian piano si “ scialò” a scriverlo tanto che nella riedizione della Sellerio lo lasciò come divertentissimo compendio alla fine del libro. In realtà, nel corso degli anni, soprattutto con la fortunata serie del Commissario Montalbano, Camilleri ha abituato i suoi lettori a ben altro, scrivendo in un siciliano sempre più stretto che ora non ha più bisogno di essere chiarito né tradotto. Nato, come spesso è accaduto, da un’idea che lo scrittore sviluppò dopo aver trovato tra le carte del nonno un volantino anonimo che “ metteva in guardia dai maneggi di un commerciante di zolfi disonesto”, questo libro, che può essere definito un lungo racconto, ci offre un intrigante spaccato della Sicilia di fine ‘800 arricchito da innumerevoli personaggi rappresentativi sia della Vigàta che conta sia di quella che “non conta niente”. E’ la storia dell’arrivo del mercantile a vapore russo Tomorov che naviga dirigendosi verso il porto di Vigàta per riprendere un importante carico di zolfo affidato al commerciante Totò Romeres soprannominato con dispregio Barbabianca. Ma su quel carico, Barbabianca, inviso ai più per le sue ricchezze nate da inganni e ruberie varie, ci ha speculato vendendolo a metà prezzo. I suoi depositi sono ora vuoti e all’arrivo della nave si scoprirà la truffa che porterà al fallimento la sua azienda. Tutti i suoi nemici e quelli che gli sono stati solo apparentemente amici per paura della sua potenza o delle sue vendette, gli congiurano contro in ogni modo e aspettano con pazienza e con coralità d’intenti e desideri, la nemesi che finalmente possa distruggerlo. Ma il destino ci mette sempre lo zampino……… Non voglio dire altro né per quanto concerne la piega presa dagli avvenimenti né per quanto riguarda la personalità dei personaggi implicati nella vicenda. Lo stile è sicuramente meno godibile del solito e la trama, nonostante l’ottima idea di partenza, un po’ confusa e con un eccessivo numero di personaggi che richiedono un via vai tra le pagine per andare a ricercarli laddove li abbiamo precedentemente lasciati, se vogliamo entrare nel groviglio. Ancora non è perfetto il Camilleri che potremo conoscere nelle sue opere successive, quando tutto torna in maniera irreprensibile e senza equivoci, quando il bandolo della matassa, una volta acchiappato, sbroglia in un battibaleno gli intrecci e ogni attore lascia tracce indelebili nella mente di chi legge.

    ha scritto il 

  • 0

    Un filo di fumo di Andrea Camilleri

    Preso in biblioteca prima l'audiolibro benissimo letto da Rosario Fiorello ( con la amichevole partecipazione di Andrea Camilleri) e quindi il testo scritto...la storia è carina, strappa qualche sorriso prima di addormentarsi...molto interessante il dizionario di siciliano in fondo alla edizione ...continua

    Preso in biblioteca prima l'audiolibro benissimo letto da Rosario Fiorello ( con la amichevole partecipazione di Andrea Camilleri) e quindi il testo scritto...la storia è carina, strappa qualche sorriso prima di addormentarsi...molto interessante il dizionario di siciliano in fondo alla edizione Mondolibri Mondadori (ma immagino anche nelle altre..)Ovviamente restituiti quindi forse non dovrebbe stare nella mia libreria...

    ha scritto il 

  • 3

    Gli inizi di Camilleri

    Più che un romanzo un racconto lungo che si basa su una idea carina il realtà poco sviluppata se non per l'attesa intorno ad essa. L'affondamento della nave russa è lo spartiacque tra la vita e la morte di una famiglia dalla ricchezza discutibile a cui tutti guardano con invidia e rancore. Bella ...continua

    Più che un romanzo un racconto lungo che si basa su una idea carina il realtà poco sviluppata se non per l'attesa intorno ad essa. L'affondamento della nave russa è lo spartiacque tra la vita e la morte di una famiglia dalla ricchezza discutibile a cui tutti guardano con invidia e rancore. Bella la figura dell'ingegnere piemontese che, guardando i siciliani da fuori ci spiega di loro, moto più di mille parole: i silenzi, i movimenti, i toni della voce e delle frasi, valgono mille volte di più del significato stesso delle parole. Un Camilleri ancora agli inizi della sua carriera letteraria sta mettendo a punto la sua lingua del tutto personale, e si vedono alcune incertezze. In ogni caso Camilleri è sempre uno scialo.

    ha scritto il 

  • 5

    U fumu!

    Una breve tragedia comica, raccontata con brio e sapientemente condita dai termini dialettali, che aiutano a descrivere e a connotare con efficacia cinematografica personaggi, ambienti e tinte forti di un microcosmo con poche sfumature. Ho letto questo piccolo gioiello nel giro di una giornata, d ...continua

    Una breve tragedia comica, raccontata con brio e sapientemente condita dai termini dialettali, che aiutano a descrivere e a connotare con efficacia cinematografica personaggi, ambienti e tinte forti di un microcosmo con poche sfumature. Ho letto questo piccolo gioiello nel giro di una giornata, divertendomi a giocare con i termini dialettali e il glossario. Mi sembra che il contesto sia in grado di fornire indizi più che sufficienti a una gustosa escursione nella profonda provincia siciliana, ma devo confessare che la lingua sicula non mi è del tutto sconosciuta: l’ho appresa dalla mia famiglia acquisita, di origini agrigentine.

    La connotazione è senza dubbio uno dei punti più forti di questo romanzo, da leggere soprattutto tra le righe. L’autore offre la giusta chiave di lettura su un piatto d’argento, portato dal torinese ingegner Lemonnier, che come l’occhio alieno della narrativa fantascientifica ci aiuta nella decodifica. “Non erano le parole che dicevano, non erano i gesti che facevano, s’era persuaso l’ingegnere: bisognava stare attenti a come dicevano quelle parole, a come facevano quei gesti.” Il lettore avvisato può cogliere e gustare i sapori forti dell’ironia di ottima qualità, che come il companatico dei poveri aiuta a mandare giù l’amarissima riflessione antropologica che traspare oltre semplicità della trama.

    I personaggi di questo romanzo, ambientati in un paesino siciliano del fine dell’ottocento, sembrano nati oggi: il fotte-made-man temuto e odiato; la famiglia che si stringe compatta intorno a lui; i suoi simili pronti a gioire sulla sua tomba e a mangiare alla sua tavola; la massa dei più poveri esclusa dal gioco e unita nella miseria. Al di fuori della famiglia c’è il buio del cinismo più assoluto; solamente la vendetta è in grado di unire i simili in un’azione comune. Ma neanche la famiglia, unico baluardo in un ambiente altrettanto crudele ma molto più insidioso d’una jungla, si salva dal massacro. “... qualche volta il sangue si ribella al proprio sangue senz’altra ragione perché l’uomo è l’uomo, e l’odio più forte e nascosto nasce tra fratello e fratello, tra padre e figlio.”

    ha scritto il 

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