Un gioco da bambini

Di

Editore: Feltrinelli (Universale Economica; 1976)

3.7
(640)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 92 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8807819767 | Isbn-13: 9788807819766 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Franca Castellenghi Piazza

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Nel 1988, nell'esclusiva e nuovissima residenza del villaggio di Pangbourne,pochi chilometri fuori Londra, si verifica un massacro: trentadue adulti vengono trovati morti. Sono stati brutalmente uccisi nonostante i dispositivi di sicurezza e i loro tredici figli adolescenti sono scomparsi. Il delitto pare perfetto come il luogo in cui si è consumato, ed è durato solo pochi minuti. Nessuno sa come sia stato possibile e né riesce a immaginare il motivo. Per risolvere lo sconcertante caso, la polizia chiede l'aiuto di un consulente psichiatrico: saranno le sue indagini a svelare uno scenario inquietante cui nessun vuoi credere dal momento che si ipotizza la colpevolezza dei ragazzi.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Un libretto raccontato dal punto di vista sempre più lucido e inorridito del medico che indaga sul massacro di una serie di genitori professionisti benestanti in Inghilterra. La scoperta - in realtà p ...continua

    Un libretto raccontato dal punto di vista sempre più lucido e inorridito del medico che indaga sul massacro di una serie di genitori professionisti benestanti in Inghilterra. La scoperta - in realtà piuttosto evidente sin dalle prime pagine - che sia tutto opera di una manciata di ragazzi annoiati dall'eccessiva protezione e amore parentale è lucida e sconvolgente.
    La narrazione è molto visiva, sembra di stare sulla scena del crimine e il racconto quasi distaccato, oggettivo, delle vite di questi adolescenti troppo amati e benvoluti e del loro piano infallibile, è magnetica.
    "In una società totalmente sana, l'unica libertà è la follia", dice il dottore a un certo punto. Mi sembra la frase più illuminante di un libro brillante e cupo allo stesso tempo.

    ha scritto il 

  • 3

    Recensione completa: http://feliceconunlibro.blogspot.it/2017/04/un-gioco-da-bambini-jg-ballard.html

    Attraverso ciò che il dottor Greville scrive, seguiamo passo passo le indagini che vengono condotte ...continua

    Recensione completa: http://feliceconunlibro.blogspot.it/2017/04/un-gioco-da-bambini-jg-ballard.html

    Attraverso ciò che il dottor Greville scrive, seguiamo passo passo le indagini che vengono condotte sul caso.
    Quello che ha di particolare questo libro è che il suo fulcro non è lo scoprire il colpevole, che è evidente ancor prima di iniziare a leggere, ma anzi riuscire a capire il movente. La verità che alla fine emerge è talmente agghiacciante che nessuno riesce a immaginarla o a crederla possibile.
    una lettura che lascia un po' attoniti, con tante domande in testa.
    Troppa perfezione può portare alla follia?
    A voi l'ardua sentenza.

    ha scritto il 

  • 3

    Il dispotismo della bontà

    Libretto che si legge in poche ore, più che un romanzo una storia breve.
    La storia non ha particolari elementi di suspence o mistero, complice anche la pessima traduzione del titolo e la copertina spo ...continua

    Libretto che si legge in poche ore, più che un romanzo una storia breve.
    La storia non ha particolari elementi di suspence o mistero, complice anche la pessima traduzione del titolo e la copertina spoiler che fa già capire chi siano i colpevoli dei delitti (grazie Feltrinelli).
    Onestamente più che la storia in sè io ho apprezzato l'ipotesi che sostiene, sicuramente importante e degna di riflessione pedagogica. Può il troppo amore degli adulti portare all'esasperazione i figli? O meglio: figli che non vivono mai frustrazioni, contrasti, litigi, ragazzi che hanno tutto già pronto senza dover nemmeno chiedere quanto possono essere felici? Questa "bontà" dei genitori può essere considerata una forma di dispotismo? Può impedire il vero esercizio della libertà? I recenti fatti di cronaca sembrano suggerire questo. Quante volte proprio nelle famiglie "bene" si annidano i peggiori mostri, a significare che non sono poi così funzionali come si potrebbe credere a prima vista. D'altra parte si sa che si cresce anche attraverso le frustrazioni e i conflitti. In una stanza buia la prima cosa che andiamo a cercare sono le pareti, ciò che ci dà dei limiti e ci contiene. Sarà deformazione professionale, ma penso che il valore di questo libro stia soprattutto nel suscitare queste riflessioni, più che nella sua forza narrativa.

    ha scritto il 

  • 4

    Cara Editrice Feltrinelli,

    Perché questa copertina? Perché questo titolo? Perché questa quarta di copertina?

    Ringraziandovi per avermi rovinato il gusto di leggere questo racconto, porgo

    Distinti Sal ...continua

    Cara Editrice Feltrinelli,

    Perché questa copertina? Perché questo titolo? Perché questa quarta di copertina?

    Ringraziandovi per avermi rovinato il gusto di leggere questo racconto, porgo

    Distinti Saluti

    ha scritto il 

  • 3

    L'idea è buona, ma sembra ci sia solo quella, nel senso che non si capisce quale tipo di lettura lo scrittore voglia proporre al lettore. Perché un giallo non è (si capisce subito chi è stato, complic ...continua

    L'idea è buona, ma sembra ci sia solo quella, nel senso che non si capisce quale tipo di lettura lo scrittore voglia proporre al lettore. Perché un giallo non è (si capisce subito chi è stato, complici il titolo, la copertina e le recensioni facilmente spoiler), ma non c'è neanche profondità psicologica...
    Comunque, grazie alla buona idea e allo stile conciso, il libro si fa leggere.

    ha scritto il 

  • 3

    se capitasse davvero, sarebbe inquietante

    Racconto lungo del buon James, sempre sulle sue corde, quelle dell’alienazione sociale e del disadattamento esistenziale. Un maestro del genere distopico moderno, ma, nonostante io sia un suo grande f ...continua

    Racconto lungo del buon James, sempre sulle sue corde, quelle dell’alienazione sociale e del disadattamento esistenziale. Un maestro del genere distopico moderno, ma, nonostante io sia un suo grande fan, questo libro non lo annovero tra i suoi capolavori. Piuttosto tirato per i capelli il movente, nonostante, ripeto, siamo in una Inghilterra distopica, quasi surreale. Lettura godibile, a maggior ragione perché si legge in un paio d’ore.

    ha scritto il 

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