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Un gioco da ragazze

Di

Editore: Mondadori

3.1
(115)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 400 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804545321 | Isbn-13: 9788804545323 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Tre corpi massacrati a coltellate. Una famiglia quasi azzerata. GiorgioFlores, sua moglie Serena e Lucia, la figlia maggiore, giacciono sul pavimentomorti. Unica testimone Elena Flores, sedici anni, visibilmente sotto choc.Nell'elegante villetta di una placida cittadina italiana, è questa la scenache si presenta agli inquirenti. Tutti gli indizi portano a Stefano Grandi, ilvicino di casa, un professionista affermato, sorpreso da un anticipato rientroa casa della famiglia mentre sta violentando Elena. Forse troppa chiarezza,secondo l'ispettore Giulia Vita, abituata ad andare sempre a fondo nelle cose.E insieme alla caccia a Stefano Grandi si mettono in moto le indagini dellapolizia che, passo dopo passo, scoperchiano una realtà allucinante...
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Penoso

    Metto lo spoiler, anche se non serve, perché già a pagina 23 si capisce (quasi) tutto.
    Il lato peggiore di questo libro è l'avere preso una storia criminale reale, quella di Novi Ligure, e, dopo averla rimaneggiata molto poco, averla usata per costruirci una trama thriller. Le qualità più rileva ...continua

    Metto lo spoiler, anche se non serve, perché già a pagina 23 si capisce (quasi) tutto. Il lato peggiore di questo libro è l'avere preso una storia criminale reale, quella di Novi Ligure, e, dopo averla rimaneggiata molto poco, averla usata per costruirci una trama thriller. Le qualità più rilevanti di uno scrittore dovrebbero essere la fantasia, la novità, l'inventiva, sostenute da un impianto narrativo che tenga: qui fa più acqua delle falle del Titanic. E, come il Titanic, affonda miseramente. Padre, madre e sorella della sedicenne Elena Flores vengono massacrati a coltellate in una bella villetta di un piccolo centro in provincia di Bologna. Elena è presente, unica superstite, violentata da quello che sembrerebbe essere anche l'assassino: il vicino di casa e migliore amico di famiglia. L'ispettore Giulia Vita indaga e sente subito puzza di bruciato. Tale e quale a me. C'è anche un fidanzatino, Davide, che non si riesce a capire se e quanto sia coinvolto. La sfacciataggine di Cotti arriva fino a creare parallelismi proprio con la strage di Novi Ligure, inframmezzando il racconto con costruiti articoli di giornali ( spaziando da Repubblica, al Corriere della Sera, al Resto del Carlino, a Panorama, con buona pace del politically correct), che sembrano scritti da uno studente delle medie. Il finale riesce nell'intento di coronare un pasticcio, perché suppongo l'autore si sia reso conto di doverci mettere qualcosina di suo. Così facendo si compie l'opera e si nasconde il libro nel ripiano più alto della libreria.

    ha scritto il 

  • 2

    Per essere un noir, è piuttosto piatto, scritto sciattamente, con personaggi di cui è difficile innamorarsi. Fotografa bene lo stato di certa narrativa attuale che riscuote, immeritatamente, un certo successo.

    ha scritto il 

  • 3

    libro intrigante che mi ha preso da subito, perchè l'autore scrive decentemente su quello che è il vuoto della generazione adolescenziale descritta nel libro. I riferimenti a Omar ed Elena , delineano alla fine i colpevoli, ma mi chiedo :sono poi questi giovani i veri colpevoli dell'assenza di c ...continua

    libro intrigante che mi ha preso da subito, perchè l'autore scrive decentemente su quello che è il vuoto della generazione adolescenziale descritta nel libro. I riferimenti a Omar ed Elena , delineano alla fine i colpevoli, ma mi chiedo :sono poi questi giovani i veri colpevoli dell'assenza di comportamenti improntati a valori che emerge da questo libro?....I genitori , questi grandi assenti ,non hanno anche loro le loro colpe? A mio avviso si,voi che ne pensate?

    ha scritto il 

  • 3

    Non mi ha preso particolarmente però il trucco di far finta di copiare una notissima vicenda avvenuta qualche anno fa e spostare invece il finale in tutta un'altra direzione mi ha divertito.
    Buona la figura dell'ispettrice tutto meno che superdonna, ben descritti anche alcuni degli altri personag ...continua

    Non mi ha preso particolarmente però il trucco di far finta di copiare una notissima vicenda avvenuta qualche anno fa e spostare invece il finale in tutta un'altra direzione mi ha divertito. Buona la figura dell'ispettrice tutto meno che superdonna, ben descritti anche alcuni degli altri personaggi.

    ha scritto il 

  • 2

    La storia e' inquietante ma non e' credibile. L'autore si produce in una serie di sbalzi temporali (Adesso, Prima, Dopo) che non sono chiarissimi... e poi ci ha questa fissazione per il sesso orale, e' (quasi) il tema dominante di tutta la storia!

    ha scritto il 

  • 0

    Elena Flores racconta all'inizio del romanzo cosa è accaduto a casa sua e come sono morti i suoi genitori e la sorella, ammazzati da Stefano Grandi, un amico dei Flores, che l'ha anche violetata.
    Man mano però che si procede con le indagini l'ispettore Vita inizia ad avere dei dubbi e a porsi de ...continua

    Elena Flores racconta all'inizio del romanzo cosa è accaduto a casa sua e come sono morti i suoi genitori e la sorella, ammazzati da Stefano Grandi, un amico dei Flores, che l'ha anche violetata. Man mano però che si procede con le indagini l'ispettore Vita inizia ad avere dei dubbi e a porsi delle domande, si scoprirà quindi una realtà ben diversa fatta di reticenze e dove il gioco ben presto sfuggirà di mano. Due stelline e mezzo perchè nonostante mi abbia preso moltissimo,è stato una piccola delusione nel finale. La motivazione per l'omicidio di 2/3 della famiglia Flores, si salva solo Elena, mi è sembrata banalissima. Peccato perchè i presupposti per una storia interessante e intrigante c'erano tutti, è perdonabile solo perchè si tratta del suo primo romanzo. . Interessante come personaggio l'ispettore Vita, una donna, in gamba ma afflitta dalla cefalea a grappolo che non le lascia respiro e la condiziona anche in momenti cruciali del romanzo.

    ha scritto il 

  • 3

    Un gioco molto pericoloso....

    Questo libro rappresenta il primo ingresso del simpatico scrittore – sceneggiatore Andrea Cotti nei peccaminosi territori della narrativa noir. Romanzo che conferma la buona predisposizione dell’autore bolognese per il genere, ed esperimento in linea di massima riuscito che mi auguro fortemente p ...continua

    Questo libro rappresenta il primo ingresso del simpatico scrittore – sceneggiatore Andrea Cotti nei peccaminosi territori della narrativa noir. Romanzo che conferma la buona predisposizione dell’autore bolognese per il genere, ed esperimento in linea di massima riuscito che mi auguro fortemente possa essere bissato in un futuro non troppo lontano. “Un gioco da ragazze” è il classico romanzo che, personalmente, definisco “da bere”, nel senso che una volta immerso nella lettura ne hai la necessità impellente di finirlo, primariamente per il forte impatto e interesse che genera la storia e pure per gli evidenti pregi nella costruzione stilistica.

    In un paese della provincia bolognese, in una villetta di un quartiere popolato da famiglie benestanti, vengono ritrovati i corpi orrendamente massacrati a coltellate di tre persone: padre, madre e figlia. Unica sopravvissuta alla mattanza la figlia minorenne Elena, che presenta comunque i segni inequivocabili di una consumata violenza carnale. Gli indizi concentrano immediatamente le indagini sul quarantenne vicino di casa Stefano Grandi, che aveva preso una sbandata per la giovane ragazza. Sospetti che diventano subito certezze visto l’improvvisa fuga dell’uomo. Inizia la caccia al sospettato ma qualcosa non convince gli inquirenti, coordinati dalla giovane ispettrice Giulia Vita, responsabile delle indagini.

    La vicenda narrata in “Un gioco da ragazze” non può fare tornare alla memoria gli oscuri fantasmi di un inquietante caso di cronaca giudiziaria italiana, un delitto che anni fa ha sconvolto profondamente l’opinione pubblica. Una opinione pubblica troppo spesso rassicurata nel vedersi sbattere il mostro in prima pagina, nelle sembianze dell’immigrato di turno, e incapace di credere che il male si possa celare negli sguardi innocenti di giovani adolescenti, per i quali la violenza diventa l’unica soluzione per trovare una finta libertà e dove il sesso è la sola merce di scambio. Giovani lolite che, come delle consumate femmes fatale, usano l’arma della seduzione per raggiungere i propri scopi meschini.

    “Un gioco da ragazze” è un noir torbido e vizioso, narrato con uno stile secco, graffiante ed essenziale. Il pregio di questa scelta stilistica ne favorisce indubbiamente la lettura, in quanto non ci sono “allungamenti del brodo” inutili, tutto è essenziale ai fini del contesto narrativo. Raccontato in due sequenze temporali diverse (prima e dopo del delitto), Cotti ti trascina nel suo incubo, alla lenta scoperta del perché si è arrivato a commettere questi atroci fatti fino alla soluzione definitiva dell’allucinante vicenda.

    Mi preme sottolineare che il romanzo paga pure qualche peccato di “gioventù” e ingenuità di troppo: in primis avrei gradito una maggiore caratterizzazione delle amiche di Elena, tanto importanti ai fini della storia, ma colpevolmente trascurate fino quasi al termine del romanzo. Inoltre personalmente ho trovato il finale un po’ tirato per i capelli e, viste le premesse, un po’ deludente. Nel complesso “Un gioco da ragazze” rimane comunque un ottimo punto di partenza e un utile tassello per una seconda prova più matura e soddisfacente. Il libro fa ben sperare.

    Ricordo che dal libro di Andrea Cotti è stata effettuata una trasposizione cinematografica sotto la regia di Matteo Rovere. Sulla qualità della pellicola mi riserbo un giudizio a posteriori ma sono curioso di verificarlo molto presto.

    E anche “Il Cotti” l’abbiamo cotto e servito.

    ha scritto il