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Un giorno perfetto

Di

Editore: Rizzoli

3.7
(1694)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 406 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8817007277 | Isbn-13: 9788817007276 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Paperback

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Social Science

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Descrizione del libro
Dopo aver prediletto storie ambientate nel passato, Melania Mazzucco scegliela Roma di oggi come scena per il suo romanzo. Il giorno perfetto - come neltitolo di una canzone di Lou Reed - è quello in cui Camilla compie sette anni,Zero fa esplodere la prima bomba in un McDonald's, Emma perde il lavoro, Kevinle mutande, Elio recita il discorso sbagliato al suo comizio elettorale,Valentina fa un piercing all'ombelico, Maja trova la casa dei suoi sogni,Sasha festeggia l'anniversario dei dieci anni con l'amante, Antonio vede lamoglie per l'ultima volta e qualcuno carica con 7 colpi 1 la sua pistola.Vittime e assassini si aggirano nella stessa città, ma questo non è un giallo.
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  • 5

    Patologia dell'amore

    Diffido sempre dei contemporanei. Ma confesso che Melania Mazzucco mi ha stupito: una brava scrittrice, non molto ricercata nella forma, spesso colloquiale e diretta. Il romanzo all'inizio è nebuloso ma poi la storia si dipana gradevolmente, i personaggi prendono forma e consistenza nell'amaro in ...continua

    Diffido sempre dei contemporanei. Ma confesso che Melania Mazzucco mi ha stupito: una brava scrittrice, non molto ricercata nella forma, spesso colloquiale e diretta. Il romanzo all'inizio è nebuloso ma poi la storia si dipana gradevolmente, i personaggi prendono forma e consistenza nell'amaro intreccio e dissolvimento di due famiglie. Con finale mozzafiato, da capogiro, drammatico, struggente ed attuale. Quante verità in questo libro su cui incombe la bellezza aspra e malinconica di Roma, in una delle sue descrizioni letterarie più vivide ed affascinanti. Dopo averlo letto mi è venuta voglia di abbracciare mio figlio e la Città Eterna. Applausi alla Mazzucco.

    ha scritto il 

  • 4

    Primo libro che leggo della Mazzucco. Mi è piaciuto per la descrizione dei personaggi che, man mano che prende forma il romanzo, si intrecciano e si delineano fino a confluire nel finale, peraltro già preannunciato.

    ha scritto il 

  • 4

    Un solo giorno che procede incalzante tra le vicende di disparati personaggi molto diversi tra loro eppure uniti da un legame che si rinsalda mano a mano che la storia procede. Un finale agghiacciante già determinato nelle prime pagine; un fatto tragico e incombente che aleggia fin dal principio ...continua

    Un solo giorno che procede incalzante tra le vicende di disparati personaggi molto diversi tra loro eppure uniti da un legame che si rinsalda mano a mano che la storia procede. Un finale agghiacciante già determinato nelle prime pagine; un fatto tragico e incombente che aleggia fin dal principio e induce il lettore a leggere il romanzo tutto d'un fiato per sconfessare quell'indizio che è già quasi una prova.
    Un'altra bella prova della Mazzucco che si destreggia tra le vicende umane con sapienza e perizia riuscendo a mnettere a nudo le personalità di uomini e donne profondamente diversi tra loro, ma accumunati da una tenace e ineludibile fatica di vivere.

    ha scritto il 

  • 4

    La storia di due famiglie, storie parallele e per questo sempre distanti. Vite che scorrono vicine eppure nessuno si accorge dell'altro. Racconti di dolorosi cambiamenti e della fatica di accettarli. Sullo sfondo Roma, una città vista con gli occhi e sentita con il cuore da chi la vive ogni gio ...continua

    La storia di due famiglie, storie parallele e per questo sempre distanti. Vite che scorrono vicine eppure nessuno si accorge dell'altro. Racconti di dolorosi cambiamenti e della fatica di accettarli. Sullo sfondo Roma, una città vista con gli occhi e sentita con il cuore da chi la vive ogni giorno, e anche questo, che alla fine e' il giorno più imperfetto

    ha scritto il 

  • 4

    Roma, anni nostri. Giornata di traffico e frenesia quotidiana. Famiglie confuse, feste di bambini che hanno già perso la spensieratezza, adolescenti che incidono sulla propria pelle un disagio lacerante. Durante la durata di un’unica giornata – ventiquattro ore – si intrecciano in maniera freneti ...continua

    Roma, anni nostri. Giornata di traffico e frenesia quotidiana. Famiglie confuse, feste di bambini che hanno già perso la spensieratezza, adolescenti che incidono sulla propria pelle un disagio lacerante. Durante la durata di un’unica giornata – ventiquattro ore – si intrecciano in maniera frenetica le vicende dei diversi personaggi. Emma e Antonio, separati. Il politico Elio, la sua seconda moglie, il figlio di lui, ragazzo anarchico chiamato Zero, Camilla la figlia di lei, bambina che cerca il suo principe nella solitudine di una famiglia fuori sincrono … I figli di Emma e Antonio, Valentina e Kevin, che vivono tutto il malessere di una famiglia separata sull’onda dell’odio e della violenta rivalità di chi un tempo si amava. Antonio è il capo-scorta del politico Elio, quest’ultimo in piena crisi, esistenziale e pubblica. Maya è la moglie di Elio, che per età e affinità di pensiero è più vicina a Zero che al suo stereotipato marito.
    Zero sogna la distruzione di tutto ciò che è istituzione, ingannevole struttura sociale di un mondo che si rifiuta di accettare nelle sue assurdità. La frase che rimane più impresso è ‘FA BOOM’ che Zero scrive ovunque per esteriorizzare la sua protesta, e che è rivolta per primo ad un padre che non lo ascolta, troppo preso dai propri successi e fallimenti.
    Emma è una donna che perde il lavoro da un giorno all’altro, in fuga dalle vessazioni morali e fisiche di Antonio che non accetta il fatto che lei lo abbia estromesso dalla sua vita, dalla loro famiglia. Si leggono le nostalgie di un amore che è stato, ma che purtroppo poi non è più. Perché lui si è abbandonato alla gelosia a causa di quella sensazione crescente di non essere più adeguato a lei, che invece si è solo svegliata da un torpore che negli ultimi anni le aveva succhiato la linfa vitale.
    La tragedia che incombe, spari in un appartamento di periferia, proprio mentre Emma – per la prima volta – ha accettato un invito fuori città da un altro uomo. E i figli? Quella inquietante, insinuante, insopportabile sensazione di perdita irrecuperabile di chi nutre una fiducia innata in chi li ha generati.
    Ventiquattro ore di eventi incalzanti, un giorno di ordinaria follia, come tanti, tanto spesso si legge nelle cronache nere. Nello sfondo tutto il disagio dei figli della famiglia scoppiata di fine millennio. Due fratelli la cui tenera solidarietà tra loro fa respirare rari istanti di tregua da un destino determinato dalle azioni umane di chi si arrende.
    Il lettore si scontra con un tragico epilogo, che serpeggia durante tutta la trama, con l’esplosione di un’angoscia incalzante nel cuore, perché quei personaggi potrebbero incarnare la propria deviazione di vita: basta così poco per perdere la giusta cognizione di sé e degli altri.
    FA BOOM: tutto scoppia in un libro di feroce realismo. Zero è tra tutti il personaggio che incarna maggiormente lo sconforto di una storia, uguale a tante, che troppo spesso si ripete, in un contesto di totale disperazione urbana. Ma, nonostante tutto, uno spiraglio di luce rimane: un estremo quasi insperato attaccamento alla vita di chi, invece, è determinato a non arrendersi.

    ha scritto il 

  • 0

    Fotografie di famiglia

    Non mi convince quanto si legge sul risvolto della sovracopertina: “Ma un minimo gesto una sola parola potrebbe deviare la traiettoria della trama, e cambiare il finale”.
    Questo romanzo scritto in modo perfetto nella trama e nello stile, si svolge in sole ventiquattro ore, ma gli eventi rit ...continua

    Non mi convince quanto si legge sul risvolto della sovracopertina: “Ma un minimo gesto una sola parola potrebbe deviare la traiettoria della trama, e cambiare il finale”.
    Questo romanzo scritto in modo perfetto nella trama e nello stile, si svolge in sole ventiquattro ore, ma gli eventi ritratti non cominciano né finiscono in questo breve spazio di tempo.
    Quello che colpisce è come le vicende di tutti i personaggi, a cominciare da quelli principali attorno a cui ruota il vero dramma, peschino nel passato.
    Al lettore, in fondo, è dato di guardare alcune fotografie, statiche, immobili, che non permetterebbero di comprendere se non venissero riconosciute come fotogrammi di una storia ampia, filmini di famiglia.
    Non c’è nulla di nuovo in quel venerdì 4 maggio 2001, a Roma, di cui abbiamo la descrizione ora per ora.
    Ogni meccanismo è in moto da tempo, ha richiesto una lunga preparazione. Non è un colpo al cuore, quanto piuttosto un cancro che è nato in anni di esposizione agli agenti scatenanti e che, quando chiede il conto, non permette di rimediare.
    Nasce un senso di impotenza, perché le vicende con cui ci si confronta sono ormai talmente dilatate da una crescita progressiva, quasi naturale, che ci si domanda come si possano arrestare, come si possa pensare di deviarne il corso in pochi momenti per guidarle su una via nuova che non sia quella della sconfitta e della distruzione.
    Per questo faccio fatica a pensare che basti un minimo gesto a deviare la traiettoria della trama. Al contrario, sembra che ogni circostanza concorra verso il finale. Ma proprio perché trova un terreno fertile, preparato, coltivato da molti anni. Che sia la carriera di un politico o il destino di un matrimonio, un amore clandestino o una scelta di ribellione, tutto ha alle spalle una lunga storia.
    Se bisogna trarre uno spunto di riflessione – è eccessivo ricercare in un libro sempre e a tutti i costi un insegnamento – potrebbe essere un invito a pensare la propria vita non solo istante per istante. Sì, d’accordo, vivi il presente e carpe diem ma, ogni tanto, prova ad allontanarti un po’ per guardare l’insieme della vita. Non bisogna arrendersi sempre a un destino ineluttabile, ma occorre ricordare che ogni gesto, ogni scelta non ha per forza un effetto immediato. A volte va soltanto a consolidare una storia che, diventata troppo grande, può essere sì un successo ma, spesso, è disastrosa e sfugge di mano proprio per la sua mole.

    ha scritto il 

  • 3

    In realtà non l'ho proprio terminato, perché avendo casualmente beccato il film in tv e quindi sapendo come va a finire (oltre al fatto che mi annoiava un po'), non ho più voglia di continuarlo.
    Il tema è importante ma, secondo me, sono mediocri, sia il libro che il film

    ha scritto il 

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