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Un giorno verrò a lanciare sassi alla tua finestra

Di

Editore: Marsilio

3.6
(104)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 304 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8831705725 | Isbn-13: 9788831705721 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

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Descrizione del libro
Trent'anni. Trent'anni di storia americana, trent'anni di sogni e aspirazioni. Di amori, di voli e di cadute. Un giorno verrò a lanciare sassi alla tua finestra è l'epopea cruda, fantastica, umanissima di sei diverse giovinezze, sei modi d'intendere la vita coi suoi dolorosi passaggi epocali. Michael e Jane, Francis e Zelda, Edward e Ginger: storie di incontri e di distacchi, di solitudini forzate che, dal New Jersey degli anni settanta, arrivano a sfiorare la purezza sporca della Manhattan anni novanta. La pop art, la contestazione, la scena punk e il sogno illusorio di una ribellione possibile. Con uno stile appassionato e una straordinaria capacità di montaggio, Claudia Durastanti racconta e reinventa l'America nella quale è cresciuta, toccando nervi scoperti del nostro passato e rivelandosi come una delle voci più mature e potenti della nuova narrativa italiana.
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  • 4

    Sei personaggi in cerca d'amore...

    Ho adorato le sfumature e le inquietudini che traboccano da questo romanzo. Un esordio sorprendente e appassionato.

    "Lui vide scorrere le immagini, e pensò una serie di cose che non disse ad alta ...continua

    Ho adorato le sfumature e le inquietudini che traboccano da questo romanzo. Un esordio sorprendente e appassionato.

    "Lui vide scorrere le immagini, e pensò una serie di cose che non disse ad alta voce. Per esempio: tu sei il pianoforte inabissato che mi porto dentro al cuore. Per esempio: tu sei il battito mancato che potrebbe farmi saltare in aria."

    ha scritto il 

  • 4

    Devo smettere di leggere le recensioni prima del libro, non si dovrebbe mai farlo. Sembra quasi che l'Autore cresca insieme al libro: dapprima "immatura", man mano che si va avanti diventa sempre ...continua

    Devo smettere di leggere le recensioni prima del libro, non si dovrebbe mai farlo. Sembra quasi che l'Autore cresca insieme al libro: dapprima "immatura", man mano che si va avanti diventa sempre più sicura e stabile; e così anche la lettura prende piede e si fa più avvincente. E anche i personaggi prendono forma viva, delineati con la loro psicologia riescono ad emergere e a mantenere una propria purezza anche in mezzo al lerciume e al dolore. Mai piu' leggere recensioni prima di leggere il libro. Compresa questa.

    "Sono ossessionato dalla quantità di libri che devo ancora leggere prima di morire. Tu no?» «No. Io li ho letti.»

    ha scritto il 

  • 4

    Trent'anni di vita americana

    Fagocitante, appassionato, capace di assorbire quanto l’olio con una carta velina. Dopo avere divorato le prime 70-80 pagine, l’ho chiuso, sono uscita da casa e mi sono scoperta a pensarlo, ...continua

    Fagocitante, appassionato, capace di assorbire quanto l’olio con una carta velina. Dopo avere divorato le prime 70-80 pagine, l’ho chiuso, sono uscita da casa e mi sono scoperta a pensarlo, desiderosa di essere ancora sdraiata sul divano per proseguire con passione e interesse la lettura. Capita raramente, ed è decisamente segno che, per me, il libro ha fatto centro. Claudia Durastanti, italiana nata a Brooklyn, alza il sipario su trent’anni di vita americana, raccontandoci sogni e delusioni, mode ed eccessi, vizi e dolori che contraddistinguono tre coppie appartenenti a tre diverse generazioni. Dalla perdita dell’innocenza alla perversione, dalla pop art alla moda punk, dalla ribellione alla disillusione e alla caduta del mito americano. Non è un libro facile da commentare, non è un libro facile da leggere, il suo lessico è un impasto di colori, con scelte insolite, apparentemente azzardate; e tra l’altro richiede mente pronta e massima attenzione, ogni volta che lo si chiude e lo si riprende in mano sia ha un po’ l’impressione di perdere qualcosa in quello che pare davvero un totale “assorbimento” mentale preteso dalla prosa. Grandioso l’esordio di questa esordiente di origine italiana la quale, nonostante l’età, dà prova di una penna matura e potente.

    ha scritto il 

  • 4

    Era da un po' che non finivo un libro in due giorni. Ed era da un po' che una storia non mi toccava così da vicino, come ha fatto questa.

    Claudia Durastanti, scrittrice italiana cresciuta in ...continua

    Era da un po' che non finivo un libro in due giorni. Ed era da un po' che una storia non mi toccava così da vicino, come ha fatto questa.

    Claudia Durastanti, scrittrice italiana cresciuta in America, riesce a comporre non un romanzo nel senso classico del termine, ma un grosso collage di storie, di scelte, di solitudini, di amori persi e ritrovati. Non un semplice accostamento di storie slegate tra loro, ma nemmeno un filo conduttore preciso e controllato. I personaggi si incrociano oppure si sfiorano appena e quelle che all'apparenza sembravano storie lontane tra loro, alla fine si ricompongono in un quadro preciso.

    "Se solo fosse possibile tornare indietro a quell'innocenza e a quell'età, con la consapevolezza di quanto sei speciale e fragile e delicata, allora io correrei come un pazzo per tutte le strade che non conosco, di notte, al buio, coi i polmoni ghiacciati da freddo, senza fiato, correrei lungo tutte le strade che portano a te e raccoglierei tanti di quei sassi da riempirmene le tasche e quando poi vedrò la luce accesa nella tua stanza e la tua testa china sulla scrivania allora mi fermerò e inizierò a chiamarti a gran voce, ma tu non mi sentirai, allora sfilerò i sassi dalle tasche e li lancerò con forza uno per volta finchè ti volterai e ti illuminerai con un sorriso più grande della tua faccia e resteremo lì a guardarci ridendo al buio e nel silenzio con il cuore che ci si schianta in pezzi".

    ha scritto il 

  • 3

    Finisco questo libro con la netta sensazione di aver perso qualcosa. E' di sicuro un bel libro ma, per un motivo o per l'altro, non sono riuscito ad apprezzarlo in pieno. Forse solo verso il finale ...continua

    Finisco questo libro con la netta sensazione di aver perso qualcosa. E' di sicuro un bel libro ma, per un motivo o per l'altro, non sono riuscito ad apprezzarlo in pieno. Forse solo verso il finale sono riuscito ad "entrarci". Forse le vite dei personaggi sono troppo in bilico tra aspirazioni e realtà, troppo imperfette, troppo disorientate e in questo momento, in cui anch'io mi sento in equilibrio precario, non ho potuto né, forse, voluto applicarmi per capirli fino in fondo. Da rileggere, forse, più in là.

    ha scritto il 

  • 3

    Recensione con l'apatite

    La pigrizia fatale o la mediocrità dei libri letti mi ha tenuto lontana dalle recensioni, ma prima o poi devo ricominciare,no? Innanzitutto scopro che la scrittrice ha la mia età o qualche anno in ...continua

    La pigrizia fatale o la mediocrità dei libri letti mi ha tenuto lontana dalle recensioni, ma prima o poi devo ricominciare,no? Innanzitutto scopro che la scrittrice ha la mia età o qualche anno in meno; di solito non apprezzo molto chi ha la pretesa dell'onniscienza in giovine età, perchè spesso non è davvero in grado di controllare ciò che crea .. Ed in effetti la nostra è bravina a scrivere, ma si cimenta con una banale e un po' stereotipata galleria di personaggi sconclusionati, masochisti, brutti sporchi e cattivi (senza una ragione al mondo per esserlo). Risultato: immedesimazione e coinvolgimento zero. Sarà che sono stata un'adolescente modello (sfigata); sarà che la mia massima ribellione poi è stata ascoltare il metal, fumare e perdere la testa per degli emeriti stronzi.. ma questo tipo di personaggi mi dà noia. Qualche intuizione carina c'è, la lettera finale è molto bella, ma non riesco ad andare oltre le tre stelline.

    ha scritto il 

  • 4

    e mezzo

    "Michael crede che ci si possa difendere con la bellezza. Sa di essere giovane e innamorato, e spera che la ragazza che stringe al fianco possa capire l'effetto che tutto questo ha su di lui e che ...continua

    "Michael crede che ci si possa difendere con la bellezza. Sa di essere giovane e innamorato, e spera che la ragazza che stringe al fianco possa capire l'effetto che tutto questo ha su di lui e che voglia condividerlo. Che ci si possa sentire estranei insieme, per una volta, senza parlarne."

    "Mi sono sempre preoccupato di disegnare gli spazi esterni. Cosa ho combinato con quelli interni, non so più dirlo. Non so cosa mi è successo, se mi piace cosi tanto la mia solitudine solo perchè non ho mai imparato ad aprirmi. Mi chiedo quanto sia importante essere bravo a definire le vite degli altri, a percepire i loro movimenti e a costruire attorno a loro delle case che li raccolgano e li proteggano, se poi io nei miei, di spazi, sono sempre e comunque solo."

    "E' proprio vero che non si smette mai di essere bambine, e che si cerca di mettere le persone sotto processo solo per sentirsi meglio. Solo per capire dove si è sbagliato e perchè."

    "Ho pensato che non ci succederà mai più niente del genere. Io avevo voglia di tenerti per mano e in quella mano sciogliermi, di essere presente per te in quel momento e dimenticarmene subito dopo ma esserci per te in quel momento. Eri la mia necessità, la mia urgenza. Sei stata il mio sesso e il mio cuore e io ti avrei voluta per sempre, se ti avessi avuta davvero."

    "Volevo che ti reggessi sulle tue gambe, che trovassi qualcosa di bello anche in una stanza in cui c'eri solo tu."

    "Se solo fosse possibile tornare indietro a quell'innocenza e a quell'età, con la consapevolezza di quanto sei speciale e fragile e delicata, allora io correrei come un pazzo per tutte le strade che non conosco, di notte, al buio, coi i polmoni ghiacciati da freddo, senza fiato, correrei lungo tutte le strade che portano a te e raccoglierei tanti di quei sassi da riempirmene le tasche e quando poi vedrò la luce accesa nella tua stanza e la tua testa china sulla scrivania allora mi fermerò e inizierò a chiamarti a gran voce, ma tu non mi sentirai, allora sfilerò i sassi dalle tasche e li lancerò con forza uno per volta finchè ti volterai e ti illuminerai con un sorriso più grande della tua faccia e resteremo lì a guardarci ridendo al buio e nel silenzio con il cuore che ci si schianta in pezzi".

    ha scritto il 

  • 2

    What's wrong with this picture?

    Trovo l'inizio di questo libro vagamente irritante. In parte sono gli anacronismi (Trash metal in '78? try again!) che in una retrospettiva un po' storico-nostalgica mi sembrano fuori posto. Dala ...continua

    Trovo l'inizio di questo libro vagamente irritante. In parte sono gli anacronismi (Trash metal in '78? try again!) che in una retrospettiva un po' storico-nostalgica mi sembrano fuori posto. Dala seconda parte poi sembra che l'editor si sia addormentato. Ogni tanto c'è addirittura un ausiliare sbagliato. Quando ho letto la recensione del libro scritto da un'italiana cresciuta negli USA, mi aspettavo una prospettiva interessante, magari qualcosa di analogo alla mia esperienza. E mi aspettavo un romanzo: invece ho trovato giusto un volume zeppo di anglicismi, pieno di personaggi post-adolescenziali alla deriva, racconti paralleli avanti e indietro nel tempo che non si intrecciano in modo rilevante o significativo e si risolvono in uno stream of consciousness che piacerà giusto ai ragazzini. Peccato.

    ha scritto il 

  • 2

    Belle idee sommerse da una glassa di leziostà. Parte bene, alla fine si rirpende, ma troppo tardi... peccato, perchè idee, personaggi e situazioni interessanti ce ne sono.

    ha scritto il 

  • 2

    Non ce l'ho fatta...

    Forse non sono nello spirito giusto, forse non è il momento giusto, ma non ce l'ho fatta a portarlo a termine. Sinceramente i personaggi disadattati, che si trascinano nei giorni e nelle notti fra ...continua

    Forse non sono nello spirito giusto, forse non è il momento giusto, ma non ce l'ho fatta a portarlo a termine. Sinceramente i personaggi disadattati, che si trascinano nei giorni e nelle notti fra droghe, locali alternativi e sclero mi hanno già divertito. Adios.

    ha scritto il 

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