Un indovino mi disse

Di

4.3
(4656)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Inglese , Polacco , Portoghese , Francese , Spagnolo

Isbn-10: A000095463 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Religione & Spiritualità , Viaggi

Ti piace Un indovino mi disse?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Scheda INCOMPLETA, da non aggiungere nella propria libreria.
Ordina per
  • 4

    voglia di Oriente

    Terzani fa una cronaca del suo lunghissimo viaggio attraverso l'Oriente del mondo. Culture, usi e costumi diversi dei vari paesi che ha attraversato. Non è una lettura leggera, ma molto interessante ...continua

    Terzani fa una cronaca del suo lunghissimo viaggio attraverso l'Oriente del mondo. Culture, usi e costumi diversi dei vari paesi che ha attraversato. Non è una lettura leggera, ma molto interessante

    ha scritto il 

  • 5

    “Il positivo entra ed esce dalla testa, il negativo lascia un dubbio strisciante, un inquietudine sorda; perché la paura è il fondo della condizione umana”

    Arrivato alla fine del mio primo Terzani, dovrei dire con colpevole ritardo, ma dirò semplicemente, a ragion veduta, che non ero ancora pronto, ho cominciato a rendermi conto della straordinarietà di ...continua

    Arrivato alla fine del mio primo Terzani, dovrei dire con colpevole ritardo, ma dirò semplicemente, a ragion veduta, che non ero ancora pronto, ho cominciato a rendermi conto della straordinarietà di quest’uomo.
    Ripercorrere con lui tutte le zone critiche, con relativi avvenimenti, del sud-est asiatico, in un racconto continuo e serrato, senza mai cadute di tono, è stato un bel tuffo nella memoria e nelle cronache dei tempi in cui questi fatti si svolgevano, trovando anche qualche risposta a domande rimaste in sospeso.
    Con l’escamotage dell’indovino e della sua predizione negativa, Terzani percorre con altri mezzi, che non siano aerei o elicotteri, territori e stati che ha così modo di raccontarci, filtrati da ricordi passati e presenti, che fanno apparire il suo racconto nella veste che più ho apprezzato: un fantastico affresco di inestimabile valore documentario su genti, popolazioni e luoghi di un Oriente fatalmente destinato a scomparire, nella sua veste più tradizionale, sotto i colpi di una occidentalizzazione selvaggia che livellerà tutti verso il basso con la sua dannata corsa al modernismo.
    Ogni cosa a suo tempo, un tempo per ogni cosa. Non ho mai voluto affrontare Terzani con i suoi libri perché ritenevo troppo ostici, sotto svariati punti di vista, gli argomenti di cui parlava. Adesso che ho cominciato, su suggerimento, proprio da questo, mi rendo conto che in qualche modo avevo ragione ad aspettare e che è stato sicuramente un buon inizio.
    Terzani è un ottimo giornalista, il suo modo di raccontare, in maniera fluida, agile e rapida, da perfetto affabulatore, tiene alta la soglia dell’attenzione che non scende mai sotto livelli non apprezzabili per contenuti e dinamicità narrativa.
    In questo suo primo libro non sono stato catturato dal Terzani mistico (chissà in seguito, forse), sono invece rimasto affascinato dall’uomo, dalla sua schiettezza, dalla sua capacità comunicativa e dalla profondità dei suoi pensieri che esprime con grande semplicità ed armonia. Un piccolo grande uomo, che con la sua razionalità e dando credito ad un indovino, forse ha voluto dirci che in fondo la nostra vita è governata da quanto di più irrazionale noi potremmo credere, dandoci così un buon motivo per meditare sulla labilità della nostra condizione umana…

    Qualche suo pensiero…

    “Perché la storia esiste solo se qualcuno la racconta. È una triste constatazione; ma è così ed è forse questa idea a legarmi alla mia professione.”

    “[…] c’è qualcosa di rassicurante nel morire là dove si è nati, in una stanza di cui si conosce l’odore, lo scricchiolio della porta, la vista dalla finestra. Morire là dove sono morti i propri genitori, i propri nonni, là dove nasceranno i propri nipoti è come morire di meno.”

    “La politica, più di ogni altro settore della società, specie quella occidentale, è in mano ai mediocri, grazie proprio alla democrazia, diventata ormai un’aberrazione dell’idea originale quando si trattava di votare se andare o no in guerra contro Sparta”.

    “La televisione riduce la nostra capacità di concentrazione, ottunde le nostre passioni, ci impedisce di riflettere imponendosi come il più importante – quasi il solo – veicolo di conoscenza. Eppure nessuna verità è più falsa di quella della televisione.”

    ha scritto il 

  • 5

    Chissà forse esistono delle persone che avendo fatto gli indovini tutta la vita hanno sviluppato una particolare sensibilità che permette loro di sentire la vita passata di una persona pur vedendola p ...continua

    Chissà forse esistono delle persone che avendo fatto gli indovini tutta la vita hanno sviluppato una particolare sensibilità che permette loro di sentire la vita passata di una persona pur vedendola per la prima volta e sono in grado di metterle in guardia su episodi del futuro.....ma questo non mi pare sia successo con gli indovini con cui è entrato in contatto Terzani nel libro, anzi. Questa è una storia che parte da una scusa, quella di cui Terzani aveva bisogno per mollare la sua solita vita e viverne una vera, quella che gli ha permesso di percorrere l'Asia entrando nei vari paesi dalla porta di servizio.

    ha scritto il 

  • 4

    Nel " Giovane Holden " Salinger fa dire al protagonista che i libri che ti lasciano senza fiato sono quelli che vorresti che l'autore fosse un tuo amico per poterlo chiamare al telefono tutte le volte ...continua

    Nel " Giovane Holden " Salinger fa dire al protagonista che i libri che ti lasciano senza fiato sono quelli che vorresti che l'autore fosse un tuo amico per poterlo chiamare al telefono tutte le volte che vuoi. Ecco per me è stato lo stesso con " Un indovino mi disse " . Non conoscevo Terzani se non per qualche notizia biografica ed ero scettico riguardo al libro che pensavo fosse un ricettacolo di filosofia new age e spiritualità indiana. E invece no! Un bel libro,che può essere letto in diverse angolature, come resoconto di viaggi, saggio culturale, critica alla globalizzazione e "modernità"; un bella prosa, asciutta e veloce; un occasione di conoscere un uomo che si pone al mondo come viaggiatore, senza pregiudizi e risposte confezionate ma con la curiosità dell'eterno domandare. Peccato ci abbia lasciato. Da leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    Un viaggio d'altri tempi

    Un libro che insegna a viaggiare, come si faceva una volta via terra, apprezzando i luoghi per quello che sono. Un mondo che si sta trasformando e che forse ha gia perso molto per cui e' diventato fam ...continua

    Un libro che insegna a viaggiare, come si faceva una volta via terra, apprezzando i luoghi per quello che sono. Un mondo che si sta trasformando e che forse ha gia perso molto per cui e' diventato famoso.
    Bello!

    ha scritto il 

  • 4

    Lettura interessante, a contatto con un Terzani che per gioco diviene superstizioso e decide di non volare per un anno, rendendo avvincenti e diluiti i suoi viaggi via mare e via terra. Insieme all'au ...continua

    Lettura interessante, a contatto con un Terzani che per gioco diviene superstizioso e decide di non volare per un anno, rendendo avvincenti e diluiti i suoi viaggi via mare e via terra. Insieme all'autore, sembra di poterci riappropriare del nostro tempo, di un modo diverso di gustarci le realtà che incrociamo, più diretto e intimo, un modo per ricollegarci al nostro sentire. Torna l'Asia in questo lavoro, ma un Asia vista dal di dentro, attraverso gli occhi del viaggiatore Terzani e gli occhi dei tanti asiatici incontrati lungo la sua strada, una congerie di razze, culture e storie politiche che hanno in comune la miseria e la celata ricerca dell'occulto. Ci ritroviamo di fronte ad un viaggio insolito, professionale come alibi e privato come necessità. Devo ammettere di aver invidiato Terzani nella sua libertà di poter scegliere quanto tempo trascorrere da solo, di poter amministrare lo stesso tempo senza grossi condizionamenti e di poter viaggiare seguendo il suo istinto. Quanto vorrei poter avere un'opportunità del genere!
    Sullo sfondo ritroviamo la presenza della moglie Angela (credo una gran donna) che ha convissuto con un uomo dal forte spirito indomito e d'avventura. Se non si comprende a fondo il malessere di un'anima costretta a stare ferma, non ci si può condividere tanto facilmente l'esistenza. È emozionante partire in due e vivere lo stesso percorso da angolature differenti. A volte Terzani e la moglie ci sono riusciti. Altre volte è necessario avventurarsi da soli per ascoltare i propri pensieri e ricongiungersi con chi si ama.
    Eppure...qualche elemento non mi ha convinta, ad esempio l'idea pretestuosa del titolo e della ragione che è stata alla base della scelta di Terzani di dare retta ad un indovino, per poi consultarne altre decine lungo la sua strada. L'ho trovato un po' forzato e a volte anche ripetitivo in alcune riflessioni. Rimane però una lettura suggestiva per molti aspetti, nonostante non mi senta di attribuire cinque stelle.

    ha scritto il 

  • 4

    Anche per chi, con l'Asia, ha poco a che fare...

    ...ad esempio me.
    Non mi ha mai interessata particolarmente il mondo orientale. Eppure ho trovato il libro piacevolissimo e chissà, forse questo mio distinteresse si è un po' schiuso.

    Mi ha fatto sic ...continua

    ...ad esempio me.
    Non mi ha mai interessata particolarmente il mondo orientale. Eppure ho trovato il libro piacevolissimo e chissà, forse questo mio distinteresse si è un po' schiuso.

    Mi ha fatto sicuramente piacere scoprire questo autore, sia per il suo stile narrativo (sebbene nasca giornalista), sia per il fatto che ho trovato molta affinità con alcuni dei suoi pensieri (sebbene, appunto, certi nostri interessi siano diametralmente opposti).

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    Conoscevo già Terzani per un altro suo libro che avevo letto anni fa, Un altro giro di giostra, ma devo dire che ho trovato una notevole differenza con questo. E’ vero, entrambi sono autobiografici, m ...continua

    Conoscevo già Terzani per un altro suo libro che avevo letto anni fa, Un altro giro di giostra, ma devo dire che ho trovato una notevole differenza con questo. E’ vero, entrambi sono autobiografici, ma mentre ho apprezzato l’altro che parlava della sua malattia vissuta attraverso un lungo viaggio e quindi per me molto coinvolgente, qui ho trovato qualcosa di diverso, meno interessante per me, anche se la storia della previsione dell’indovino mi ha incuriosita parecchio e ho voluto approfondire ugualmente…piano piano però, ho avuto questo titolo in lettura contemporanea con altri per un tempo piuttosto lungo.

    Come dicevo, ho apprezzato la storia della previsione dell’indovino di Hong Kong. Il consiglio di non volare per un anno, nel 1993, perché potrebbe capitargli un incidente in sé potrebbe anche non essere originale ma il fatto che poi Terzani decida di non farlo davvero gli fa prendere una piega diversa, soprattutto perché in quello stesso anno decide comunque di proseguire con il suo lavoro di corrispondente che lo porta ad andare avanti e indietro per l’Asia.…e poi perché dalla previsione che gli viene fatta all’anno fatidico ci sono vari anni da far passare, non è così immediata. Tempo che tra le altre cose Terzani decide di trascorrere sentendo anche altri indovini/ maghi/stregoni (tanti, troppi forse) sparsi un po’ per tutto il continente asiatico che ovviamente gli diranno tante altre cose, alcune uguali o simili tra loro, ma quella di non volare gli resterà più in mente delle altre. Certo è che avrei avuto qualche dubbio quando il mago di turno gli dice che per sconfiggere l’AIDS, molto presente in quel periodo, è sufficiente mangiare aglio e peperoncino
    …e non parliamo poi di quello che gli consiglia di “Non pisciare mai contro il sole!”.

    Vero è che quando arriva l’anno fatidico, il 1993, e capita un incidente con l’elicottero a vari colleghi di Terzani (tra cui colui che l’ha sostituito) un filino di sorpresa c’è perché ovviamente si pensa subito alla profezia dell’indovino, ma questo non basta a salvare l’intero libro che è veramente troppo troppo lungo per quello che racconta.

    Tra le cose che mi sono piaciute di questa storia metto sicuramente l’incontro, in Thai, con un fiorentino come lui che viveva in un monastero da tempo. E’ stato bello vedere due persone piuttosto diverse ma anche simili per certi versi che sembravano conoscersi da tanto tempo mentre invece il primo incontro era avvenuto solo pochissime ore prima.

    Un po’ pallose invece altre parti, altri incontri e le narrazioni di certi luoghi/personaggi/culture che solitamente mi piacciono e mi interessano in un libro ma qui a volte non li ho apprezzati per la lungaggine o proprio per l’argomento in sè. E’ anche vero che quando lui arriva in posto che potrebbe interessarmi e che magari spero approfondisca e non lo fa ci rimango male (parlo in particolare di Malacca ma anche dell’Indonesia e della Cambogia in toto di cui si è parlato veramente poco) ma in generale quello che racconta non mi interessa molto mentre invece mi sarebbero piaciuti approfondimenti diversi…lo so, non sono mai contenta. Anche agli spostamenti, siano essi in nave o treno, non vengono considerati molto. Ho trovato ad esempio molto interessante, il rientro sul Transiberiana, ma se ne è parlato troppo poco, peccato.
    Bella la parte finale su Baolì.

    Riporto una frase del libro che condivido
    “Viaggiare è un’arte. Bisogna praticarla con comodo, con amore, con passione.”

    A proposito di questo, chissà se poi nella tomba di Terzani è stato riportato quanto avrebbe voluto lui ovvero
    data di nascita, data di morte e sotto la scritta “un viaggiatore”. Vero è che per come l’ho conosciuto dai suoi libri, lui mi sembra più uno che abbia chiesto di farsi cremare per poi far spargere le proprie ceneri in un luogo a cui era particolarmente affezionato.

    In generale comunque per essersi letto si è letto, ma devo dire che non ne sono stata particolarmente coinvolta, nonostante l’abbia finito da pochissimo sono pochi i passaggi che mi ricordo bene e tutto sommato mi dispiace perché il precedente titolo letto invece mi era piaciuto.

    ha scritto il 

Ordina per