Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

Un indovino mi disse

Ediz

By Tiziano Terzani

(411)

| Paperback | 9788850213962

Like Un indovino mi disse ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

Nel 1976 un indovino cinese avverte Tiziano Terzani, corrispondente dello"Spiegel" dall'Asia: "Attento. Nel 1993 corri un gran rischio di morire. Inquell'anno non volare mai". Nel 1992 Terzani si sente stanco, dubbioso sulsenso de Continue

Nel 1976 un indovino cinese avverte Tiziano Terzani, corrispondente dello"Spiegel" dall'Asia: "Attento. Nel 1993 corri un gran rischio di morire. Inquell'anno non volare mai". Nel 1992 Terzani si sente stanco, dubbioso sulsenso del suo lavoro. Gli torna in mente quella profezia e la vede comeun'occasione per guardare il mondo con occhi nuovi. Decide di non prendereaerei per un anno, senza rinunciare al suo mestiere. Il risultato diquell'esperienza è un libro che è insieme romanzo d'avventura, autobiografia,racconto di viaggio e reportage.

490 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    Un anno incredibile a causa di un indovino.

    Terzani è stata una personalità incredibile. Nel stretto senso della parola. Leggendo i suoi libri mi immagino un uomo straordinario, con un carattere particolare, poca paura di affrontare la vita e le sue difficoltà, una mente lucida e sveglia, una ...(continue)

    Terzani è stata una personalità incredibile. Nel stretto senso della parola. Leggendo i suoi libri mi immagino un uomo straordinario, con un carattere particolare, poca paura di affrontare la vita e le sue difficoltà, una mente lucida e sveglia, una curiosità sconfinata, una mente che riesce ad immergersi nella cultura in cui si trova a vivere ed a comprenderne a fondo le complessità, le contraddizioni, un essere completamente dedicato alla vita nella sua pienezza.
    Questo libro ci racconta sia l'Asia da un diverso punto di vista (se siete abituati ai documentari del Kilimangiaro o ai viaggi organizzati, avrete visto sì e no 1/4 di quello che è l'Asia) ed è tutta "colpa" di un indovino, che sentenziò a Tiziano che durante l'anno 1994 non avrebbe dovuto prendere aerei, altrimenti sarebbe morto. Cos'avrei fatto io? Cosa avreste fatto voi? Lui decise di ascoltare l'indovino, ma per uno che come lavoro fa il giornalista inviato che prendeva un aereo ogni 2 giorni la decisione di credere alla sentenza dell'indovino non è stata cosa facile. Invece Terzani decide di non rischiare, mette a tacere il suo lato scettico e inizia un anno incredibile in cui viaggerà attraverso mezz'asia col bus, in nave merci, in treno e si ripropone che ogni volta che entrerà in una nuova città/paese chiederà ai locali qual è l'indovino più famoso per consultarlo.
    Geniale, no?

    Is this helpful?

    The S. Queen said on Jul 15, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Terzani: il grande CURIOSO!

    Sempre una garanzia il grande Terzani che, ricco di curiosità e di passione per la cultura asiatica, ci guida questa volta in un viaggio "via terra" alla scoperta della realtà degli indovini. Un indovino gli predisse un incidente aereo nel 1993 e (.. ...(continue)

    Sempre una garanzia il grande Terzani che, ricco di curiosità e di passione per la cultura asiatica, ci guida questa volta in un viaggio "via terra" alla scoperta della realtà degli indovini. Un indovino gli predisse un incidente aereo nel 1993 e (...della serie "non è vero ma ci credo!") decise di evitare di volare per un intero anno (in effetti cadde un elicottero dove un collega prese il suo posto, ma fortunatamente nessuno morì): una scusa però per provare nuove emozioni, fare nuove scoperte e interessanti incontri. Viaggiare in aereo significa infatti perdersi molto di un viaggio, si passa da un Paese all'altro senza valicare nessuna frontiera: la cosa importante di un viaggio invece è "il percorso che si fa, non la meta da raggiungere". A differenza di "Un altro giro di giostra", dove il tema era la vita e la morte, qui è il DESTINO: esiste o no la predestinazione, è già tutto scritto? Quanti indovini ha interpellato e quante cose si è sentito dire! Qualcosa di vero e qualcosa no: è sempre al 50% la possibilità di indovinare? Tante sono le domande che ci si pone: come faceva qualche indovino a sapere con tanta certezza cose del suo passato, a descrivere con esattezza la sua personalità? E perché nessuno gli ha predetto che sarebbe morto a causa di un cancro a 66 anni? Una cosa è certa: la sua grande capacità di porsi sempre come un inguaribile CURIOSO davanti ai grandi misteri della vita, in modo semplice e soprattutto umile, e di farci riflettere a mente aperta, senza pregiudizi né faziosità. Grazie di essere esistito!

    Is this helpful?

    CR 55 said on May 27, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Una buona occasione nella vita si presenta sempre. Il problema è saperla riconoscere e a volte non è facile.”
    Nel mio caso l’occasione si è presentata sotto forma di libro, ma riconoscerla è stato facilissimo: Terzani per me è una ga ...(continue)

    Una buona occasione nella vita si presenta sempre. Il problema è saperla riconoscere e a volte non è facile.”
    Nel mio caso l’occasione si è presentata sotto forma di libro, ma riconoscerla è stato facilissimo: Terzani per me è una garanzia, e – volendomi dare una scossa in un momento un po’ stagnante dal punto di vista letterario – prendere in mano l’ultimo suo libro ancora da leggere è stata una scelta naturale. E azzeccatissima.

    Non è certo il suo capolavoro: di lui preferisco i libri dedicati a una sola nazione (La porta proibita, Buonanotte signor Lenin, Fantasmi...), quei vibranti ritratti che sono in realtà mosaici della vita di un popolo, a partire dalle storie dei suoi abitanti. Ma il messaggio che percorre questo libro è rappresentativo del suo modo di scrivere: un susseguirsi di verità a cui siamo ormai talmente avvezzi (senza che in realtà questo ci metta davvero in discussione) da esserci dimenticati quanto sono vere. E dolorose. Allora, piuttosto che soffrire, meglio dire che sono banalità.

    Ma andiamo con ordine. La trama credo la sappiate: nel 1976 un indovino di Hong Kong predice a Terzani che, nel 1993, ben 17 anni dopo, sarebbe morto in un incidente aereo. Lui, occidentale al 100% nonostante il suo amore per il continente asiatico, non si dà pensiero: sono solo superstizioni, o peggio ancora vere e proprie truffe ad opera di ciarlatani. Però, in fin dei conti... perché no? Perché non cogliere questa infausta maledizione come occasione per “aggiungere un pizzico di poesia alla propria vita, di guardare al mondo con occhi nuovi”? E decide di trasformare la maledizione in benedizione: per un anno non volerà, ma viaggerà via terra, per riscoprire “il senso della vastità del mondo” e la ricchezza della sua diversità, ad esempio quella delle frontiere, “segnate dalla natura e dalla storia e radicate nella coscienza dei popoli che ci vivono dentro.

    É un’occasione davvero straordinaria, e ne diventiamo partecipi anche noi, accompagnandolo nelle sue peregrinazioni in Laos, Thailandia, Cambogia, Vietnam, Malesia, Birmania... e poi Cina, Mongolia. E questo incredibile viaggio, lungo, faticoso – non solo perché viaggiare via terra e via mare è decisamente più stancante che non farlo seduti comodamente in aereo, ma soprattutto perché il “rifiuto” dell’aereo, il mezzo di trasporto più “globalizzato” che esista, genera diffidenza e diventa spesso un ostacolo persino nella concessione dei visti – segue due fili rossi fra loro strettamente intrecciati. Uno è quello di incontrare, per ogni città in cui gli capita di sostare, gli indovini più famosi, per farsi profetizzare il futuro ma soprattutto per capire se non si nasconda una qualche verità dietro alla loro millenaria “scienza”, ora spazzata via dal “progresso”; l’altro è quello di verificare se una diversità al giorno d’oggi sia ancora possibile, se l’Asia, che lui tanto ama, è ancora capace di costituire un’efficace alternativa alla sfrenata modernizzazione proposta dall’Occidente. In parole povere, all’arida logica del profitto e del materialismo.

    Le risposte non sono molto incoraggianti, e infatti devo ammettere che, per quanto ami questo autore, i suoi libri mi mettono addosso sempre una gran tristezza... É la tristezza che deriva dal constatare che... no, sembra che non ci sia più nulla capace di opporsi a ciò che – essendo rimasta come unica alternativa possibile – non viene neanche più messa in discussione. Al di là di ogni retorica, non è forse vero che stiamo perdendo tutta la bellezza della nostra diversità, nella cultura, negli usi, persino nei sogni e nei desideri di felicità, ora che corriamo tutti come dei forsennati verso un’unica sterile meta? Non è forse vero che persino la “magia”, che è stata da sempre una componente fondamentale di moltissime culture (e che paradossalmente continua ad esserlo), racchiude in sé un valore, una ricchezza, che sta irrimediabilmente scomparendo? E soprattutto, una volta scomparsa, da che cosa verrà sostituita? Siamo proprio certi che il nostro razionalismo, la nostra cultura modernista e progressista, abbia una risposta a tutte le nostre domande, ai nostri bisogni più profondi? “L’aver messo la scienza su un piedistallo ha fatto sì che tutto ciò che non è scientifico ci appaia ridicolo e spregevole...
    Questi e tanti altri interrogativi si pone Terzani. Come dicevo, a molti potranno sembrare scontati; a me hanno scosso profondamente, come ogni volta che leggo i resoconti dei suoi viaggi, come ogni volta che io stessa viaggio e provo queste stesse emozioni e queste stesse paure sulla mia pelle.

    Ma dopo tutto questo, resta qualcosa di positivo, un barlume di ottimismo in questo lungo reportage che sembra raccogliere le testimonianze di un mondo agonizzante? Certamente sì: resta il “viaggio” (metaforico e non), che alla fine è ciò che conta davvero. Resta l’occasione, colta da Terzani nel 1993, e a noi rivolta come invito, di saperci fermare ogni tanto, di prenderci tempo, di fare uno sforzo (anche fisico... perché “tutto è diventato così facile oggi che non si prova più piacere per nulla”) per riscoprire la bellezza della vita e del mondo che viviamo.
    Sarà anche una banalità... ma quanto è vera.

    Is this helpful?

    newlife said on Mar 17, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    è una storia davvero incredibile. un indovino che ci azzacca davvero. una storia ambientata in un angolo di terra dove misticismo e magia non sono visti come un male diffuso dal demonio, ma con un venerabile rispetto in particolare nei confronti di e ...(continue)

    è una storia davvero incredibile. un indovino che ci azzacca davvero. una storia ambientata in un angolo di terra dove misticismo e magia non sono visti come un male diffuso dal demonio, ma con un venerabile rispetto in particolare nei confronti di esseri viventi più antichi degli uomini stessi.

    Is this helpful?

    araba fenice said on Feb 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non terminato

    Ho inizaito questo romanzo in un periodo troppo particolare della mia vita, ma Terzani mi piace, quindi conto di riprenderlo n mano, prima o poi!

    Is this helpful?

    Laura Bellini said on Feb 19, 2014 | 2 feedbacks

Book Details

Improve_data of this book

Margin notes of this book

Page 43 , 79 , 87 , 99 , 171 , 173 , 439 , 436 , 434 , 435 , 430 , 426 , 548 , 549 , 553 , 625 , 612 , 607 , 596 , 584