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Un infinito numero

Di

Editore: Einaudi

3.7
(511)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 258 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8806173243 | Isbn-13: 9788806173241 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Travel

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Descrizione del libro
Timodemo, ex schiavo di origine greca, racconta di quando accompagnò il suopadrone e Mecenate in terra etrusca per scoprire le origini di Roma, cheVirgilio, per volere di Augusto, avrebbe dovuto immortalare in un grandepoema. Giunti nella città sacra di Sacni, i due cives romani e il libertoriescono a essere ammessi nei sotterranei del tempio di Mantus. Attraverso unrito esoterico, in una sola notte rivivono circa mille anni di storia: losbarco nel Lazio degli scampati da Troia, gli eccidi, gli stupri e itradimenti del sanguinario Enea e dei suoi uomini, la mescolanza etnica chediede vita alla civiltà etrusca, la nascita delle 12 città confederate e dellatredicesima, Roma, mai riconosciuta dalle altre perchè fondata da banditi.
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  • 4

    La cosa che più continua a colpirmi di Vassalli è questa capacità di coinvolgere il lettore raccontando anzitutto una storia. Che scorre veloce lasciando tracce profonde, attraverso temi come la memoria, il punto di vista della storia (e dei suoi vincitori), il potere -nefasto?- della scrittura.< ...continua

    La cosa che più continua a colpirmi di Vassalli è questa capacità di coinvolgere il lettore raccontando anzitutto una storia. Che scorre veloce lasciando tracce profonde, attraverso temi come la memoria, il punto di vista della storia (e dei suoi vincitori), il potere -nefasto?- della scrittura.
    Dopo ogni lettura, ne vien voglia di un'altra. Sarà il Cigno?

    ha scritto il 

  • 5

    Accompagnati da Timodemo,schiavo liberato nato in Grecia a nauplia poi scrivano di Virgilio, viaggiamo nel tempo e nei luoghi di quella che chiamiamo la ns cultura classica, scoprendo - grazie alla magica scrittura di Vassalli - un'Etruria e un passato vivo e presente come raramente abbiamo la gr ...continua

    Accompagnati da Timodemo,schiavo liberato nato in Grecia a nauplia poi scrivano di Virgilio, viaggiamo nel tempo e nei luoghi di quella che chiamiamo la ns cultura classica, scoprendo - grazie alla magica scrittura di Vassalli - un'Etruria e un passato vivo e presente come raramente abbiamo la grazia di percepire. E come non bastasse, leggera, si insinua la domanda se l'inconsapevolezza del tempo e del suo passare non abbia un suo valore.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho un bellissimo ricordo di questo libro. In una calda estate bolognese venni rapito in estasi dallo spirito di uno scrittore che mi trasportò in un indimenticabile viaggio nel tempo...

    ha scritto il 

  • 4

    Un romanzo breve e piacevole, non l'ho trovato mai pesante e mi è piaciuta molto la parte centrale, in cui i protagonisti visitano il passato del popolo etrusco, rivivendone i momenti più importanti.

    ha scritto il 

  • 5

    Perché questo libro, che riflette a fondo sul senso della scrittura e della memoria, ha ricevuto un'accoglienza tiepida anche tra gli estimatori di Vassalli? Non so dirlo. Io ci ho ritrovato la sua affabulazione come sempre radicata nella storia, i suoi personaggi così vivi e la vita di un'epoca ...continua

    Perché questo libro, che riflette a fondo sul senso della scrittura e della memoria, ha ricevuto un'accoglienza tiepida anche tra gli estimatori di Vassalli? Non so dirlo. Io ci ho ritrovato la sua affabulazione come sempre radicata nella storia, i suoi personaggi così vivi e la vita di un'epoca lontanissima. Il viaggio immaginifico di Virgilio e Mecenate, assieme al liberto Timodemo, nell'Etruria e nei segreti dei suoi dei, che costituisce il cuore e il senso del romanzo, è tracciato con la grazia e la sicurezza di un grande narratore. Le voci di un passato cruento riemergono a brandelli e raccontano di una civiltà che ha rifiutato di consegnare la sua esistenza alla storia scritta. Vassalli parte da qui, dalla domanda di fondo sul perché gli etruschi, pur conoscendo lingua e scrittura, non abbiano lasciato tracce sulla loro origine, per ricreare (sulla base, però, di ipotesi reali) questa storia negata e, anche, per guardare alla scrittura dal suo rovescio. La scrittura, alla quale la nostra cultura ci ha abituato a pensare come baluardo della memoria, è o può essere anche ciò che distrugge e uccide la storia. E, a pensarci bene, poiché ogni scrittore sceglie cosa affidare o meno al futuro, allo stesso tempo condanna ciò che resta all'oblio. Ma questa tensione non resta teorica: Vassalli la incarna nel suo Virgilio, alle prese con l'Eneide. E' il tormento dell'autore, cui Augusto mette fretta per avere finalmente il "suo" poema epico, che il romanzo mette in scena, come dubbio possibile di chiunque - anche oggi - affida alle pagine le proprie parole e, con esse, tutto un mondo.

    ha scritto il 

  • 4

    Avrei voluto dare come voto 3 e 1/2, ma non potendo ho optato per 4 stelle. Libro originale, interessante che sicuramente stimola la curiosità ad approfondire la storia degli etruschi e non solo. Nell'immediatezza mi è piaciuta più la prima parte, perchè più concreta e dinamica, la seconda parte, ...continua

    Avrei voluto dare come voto 3 e 1/2, ma non potendo ho optato per 4 stelle. Libro originale, interessante che sicuramente stimola la curiosità ad approfondire la storia degli etruschi e non solo. Nell'immediatezza mi è piaciuta più la prima parte, perchè più concreta e dinamica, la seconda parte, più riflessiva e fantastica, l'ho apprezzata dopo un po' che avevo terminato il libro.

    ha scritto il 

  • 0

    ...tutti gli stati che questo mondo può raggiungere, li ha già raggiunti, e non una sola volta, ma un infinito numero di volte...


    ... mi abituai a guardare il mondo con cento occhi, anziché con i miei due soli, e a sentire nella mia testa cento pensieri diversi, anziché il mio solo pensier ...continua

    ...tutti gli stati che questo mondo può raggiungere, li ha già raggiunti, e non una sola volta, ma un infinito numero di volte...

    ... mi abituai a guardare il mondo con cento occhi, anziché con i miei due soli, e a sentire nella mia testa cento pensieri diversi, anziché il mio solo pensiero. Diventai consapevole di me stesso e degli altri. Gli uomini, senza la lettura, non conoscono che una piccolissima parte delle cose che potrebbero conoscere. Credono di essere felici perché fottono, si riempiono le pance di cibo e di vino e addolciscono le loro vite con questi piaceri, assolutamente uguali per tutti; ma la lettura gli darebbe cento, mille vite, e una sapienza ed un dominio sulle cose del mondo che appartengono solamente agli dei...

    ha scritto il 

  • 4

    Letto in poche ore,è scorrevolissimo. Molto interessante questo rimaneggiamento storico di Virgilio, Mecenate e Ottaviano, me li rende molto più interessanti di quanto non abbiano fatto a scuola.
    Alcuni passaggi sono sempre attuali, d'altronde il leit motiv del romanzo è l'Uroboro..... ...continua

    Letto in poche ore,è scorrevolissimo. Molto interessante questo rimaneggiamento storico di Virgilio, Mecenate e Ottaviano, me li rende molto più interessanti di quanto non abbiano fatto a scuola.
    Alcuni passaggi sono sempre attuali, d'altronde il leit motiv del romanzo è l'Uroboro.....

    ha scritto il 

  • 4

    "La scrittura: è lei la protagonista della storia che sto raccontando"

    Libro molto scorrevole,alcuni punti molto profondi e scritti in un lessico molto chiaro.


    La frase che mi ha colpito veramente e stata: "La scrittura,invece,può durare ben più di chi se ne serve; e ci può dare quell'illusione di immortalità che più di ogni altra illusione passata o present ...continua

    Libro molto scorrevole,alcuni punti molto profondi e scritti in un lessico molto chiaro.

    La frase che mi ha colpito veramente e stata: "La scrittura,invece,può durare ben più di chi se ne serve; e ci può dare quell'illusione di immortalità che più di ogni altra illusione passata o presente ha abbagliato gli uomini della mia epoca.Virgilio,Orazio,Mecenate, Agrippa e lo stesso Augusto, si sono riscaldati alla luce di quell'illusione; e hanno creduto di poter vivere oltre la morte fino a diventare immortali,rispecchiandosi nella loro scrittura e in quella degli altri."

    ha scritto il 

  • 4

    Questo romanzo è estremamente gradevole e affronta una materia storica con stile accattivante e avvincente. L'autore ha ricostruito 'da dentro' una storia realistica senza dare sfoggio troppo didascalico alle personali conoscenze sull'arduo argomento degli Etruschi, croce e delizia di ogni archeo ...continua

    Questo romanzo è estremamente gradevole e affronta una materia storica con stile accattivante e avvincente. L'autore ha ricostruito 'da dentro' una storia realistica senza dare sfoggio troppo didascalico alle personali conoscenze sull'arduo argomento degli Etruschi, croce e delizia di ogni archeologo. Nei capitoli dedicati ai racconti degli abitanti che furono travolti dall'arrivo del crudele Eneas, il testo raggiunge vette liriche altissime e sicuramente da giustizia a come devono veramente essere andate le cose...contrariamente a quello che ci ha fatto credere Virgilio, suo malgrado servitore della Fama augustea.
    Spezzo una lancia a favore dei miei avi, i Rasna appunto, un popolo esuberante e ricco, fulcro di una cultura brillante che più di una volta nella storia occidentale ha salvato la cultura e le ha messo davanti nuove rivoluzionarie direzioni.

    ha scritto il