Un italiano in America

Di

Editore: Rizzoli

3.8
(930)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 235 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8817844152 | Isbn-13: 9788817844154 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Illustratore o Matitista: Chris Riddell

Disponibile anche come: Paperback , Altri , eBook , Copertina morbida e spillati

Genere: Intrattenimento , Umorismo , Viaggi

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Descrizione del libro
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  • 3

    Banalità con umorismo

    Nel 1995 il giornalista Beppe Severgnini è inviato x un anno a Washington come corrispondente. Racconta le sue esperienze di italiano negli States: l’acquisto del mobilio in negozi grandi come un camp ...continua

    Nel 1995 il giornalista Beppe Severgnini è inviato x un anno a Washington come corrispondente. Racconta le sue esperienze di italiano negli States: l’acquisto del mobilio in negozi grandi come un campo di calcio, litigando con le dimensioni del letto e l’inevitabile poltrona reclinabile, il problematico acquisto di un’auto usata, le difficoltà x ottenere una carta di credito. Sono fatti noti: il caffè a tutte le ore del giorno non assomiglia a quello italiano, i motel sono accoglienti ma anonimi, il bicchiere d’acqua con ghiaccio è onnipresente, i camerieri sono amichevoli ma pretendono la mancia. Il libro è inevitabilmente datato: oggi, molte “stravaganze USA” sono comuni anche in Italia, dalla raccolta differenziata dei rifiuti, all’ostracismo al fumo, alla pubblicità ossessionante, all’uso di Internet. Nel ’95, Severgnini prevede che chat e acquisti online siano una moda di breve durata, rischiando di fare la figura dei due amici nella celebre pubblicità dell’amaro digestivo China Martini. Ho viaggiato molto negli anni ’90, e credo che l’aereo sia una macchina del tempo che può riportare indietro di vent’anni in America latina, di cento in Africa, o catapultare in un prossimo futuro in Nord America. E’ interessante x un europeo scoprire negli Stati Uniti di oggi come sarà il suo paese fra vent’anni. Sul cibo non concordo con Severgnini: bevo American coffee, adoro il “junk food” dei “family restaurants”, dove si mangiano hamburgers come da McDonald ma migliori, ho nostalgia dei tredici gusti delle patatine Lays. Qui l’autore evita l’acido sarcasmo di opere successive, ma non un fastidioso autocompiacimento evidenziato dall’aforisma iniziale “Questo libro è frutto di una lunga inesperienza”. Una contrapposizione fra usi americani e italiani è necessariamente banale, ma l’umorismo è divertente e i disegni di Chris Riddell sono simpatici. Ovviamente letto durante un viaggio negli States. E’ una lettura senza impegno sotto l’ombrellone o in aereo.

    ha scritto il 

  • 3

    'questa è una nazione di autodidatti ottimisti, convinta che la felicità sia, prima di tutto , un atto di buona volontà.'

    arguta disamina del popolo americano, studiato da severgnini durante il suo an ...continua

    'questa è una nazione di autodidatti ottimisti, convinta che la felicità sia, prima di tutto , un atto di buona volontà.'

    arguta disamina del popolo americano, studiato da severgnini durante il suo anno di soggiorno a washington nel 1994. la globalizzazione degli ultimi vent'anni ha cambiato quasi tutto. soprattutto fa sorridere il giudizio che dà di internet dopo il suo tentativo di acquisto on line (nel 1994!): "a questo entusiasmo sono convinto, seguirà presto una parziale delusione. è già accaduto che alcune invenzioni venissero presentate come rivoluzionarie e non abbiano cambiato granché".

    ha scritto il 

  • 4

    Dopo vent'anni, ancora quasi attuale

    Ovviamente sono passati troppi anni per definirlo ancora attuale, ma non tutto è andato perduto. Andando in America possiamo ancora ritrovare degli aspetti narrati dal buon Beppe in questa rassegna de ...continua

    Ovviamente sono passati troppi anni per definirlo ancora attuale, ma non tutto è andato perduto. Andando in America possiamo ancora ritrovare degli aspetti narrati dal buon Beppe in questa rassegna dei comportamenti degli americani, e degli italiani in America.

    Consiglio a tutti di leggerlo, tanto non è impegnativo e anzi, è costellato da ironie e battute, tipicamente di marca severgniniana.

    ha scritto il 

  • 3

    Severgnini è un'osservatore ma non solo. E' ironico. La sua analisi degli americani fa sorridere e pensare che orka! forse è vero!
    Ci sono delle belle chicche, peccato solo che ormai il libro sia trop ...continua

    Severgnini è un'osservatore ma non solo. E' ironico. La sua analisi degli americani fa sorridere e pensare che orka! forse è vero!
    Ci sono delle belle chicche, peccato solo che ormai il libro sia troppo datato per rispecchiare l'attuale America e soprattutto l'attuale nostra passione per questo stato

    ha scritto il 

  • 4

    Blog Stories Review: http://storiesbooksandmovies.blogspot.it/2014/09/un-italiano-in-america-beppe-severgnini.html

    La scoperta dell’America – che resta una faccenda complicata, come fu quella original ...continua

    Blog Stories Review: http://storiesbooksandmovies.blogspot.it/2014/09/un-italiano-in-america-beppe-severgnini.html

    La scoperta dell’America – che resta una faccenda complicata, come fu quella originale – non dipende dalle miglia percorse in automobile, o dal numero degli Stati visitati. L’America si scopre attraverso i dettagli.”

    "Hai scoperto l'America!" voi direte ora. Eh sì, solo ora scopro questo titolo. L'importante, però, è non lasciarselo sfuggire. Dopotutto gli Stati Uniti rimarranno sempre interessanti, avvolti in quell'alone di mistero e di stupore. Per ironia della sorte, in un post di pochi giorni fa vi parlavo di Marina Bellezza, romanzo in cui il tanto popolare sogno americano veniva fatto a pezzi, distrutto completamente. Tuttavia, come spesso accade, esistono diverse prospettive da cui osservare l'argomento. Severgnini ha scelto di analizzare ogni piccolo dettaglio, ogni particolare che un americano potrebbe ignorare ma che lo sguardo di uno straniero osserva attentamente. Negli anni Novanta, un italiano in terra americana provava la stessa sorpresa di uno sbarco su un pianeta sconosciuto lontano anni luce. Lo shopping online era pura fantascienza!

    Certo, oggi alcune reazioni del buon Beppe a tali miracoli dell'informatica suscitano qualche risata. Come è cambiato il mondo in vent'anni! Resta comunque interessante capire gli strani meccanismi che si azionano nel cervello di un turista alla vista di quelle che spesso vengono definite 'americanate'. Un termine che viene a volte usato negativamente da noi fieri italiani. Dall'alto del nostro stivale, però, non possiamo negare che ogni volta che parliamo di America, sin dai tempi di Colombo, delle stelline ad intermittenza compaiono nei nostri occhi. Merito dei numerosi stereotipi ormai diffusissimi? Cos'ha di così speciale questo continente che si è conquistato il soprannome di Terra Promessa?

    Dopo aver letto Un italiano in America credo di avere una possibile risposta a queste domande. La particolarità di questo paese risiede paradossalmente nella sua normalità. Okay, ora cercherò di essere più chiara. Severgnini con simpatia ed in maniera a dir poco spassosa fa notare come il fascino del popolo a stelle e striscie stia nelle piccole cose, oggetti, modi di fare, abitudini che rientrano nella routine quotidiana, nella normalità. Non c'è da meravigliarsi: dopotutto, si sta parlando del paese dei gadget, delle piccole invenzioni che hanno reso più semplice la vita. Forno a microonde, scotch, televisione, lampadina e pc vi dicono qualcosa? Telefono? Forse su quest'ultimo il popolo tricolore avrebbe qualcosa da ridire.

    Proprio ciò che per gli americani è normale in realtà stupisce. Volete un esempio? Dopo due settimane di gelo in pieno luglio, posso confermare le parole di Severgnini riguardanti la tendenza maniacale abbastanza angosciante di vivere con il condizionatore costantemente acceso. Metropolitana, supermercati, uffici: ogni scusa ed ogni luogo è buono per ricreare un clima ideale per la sopravvivenza di un eschimese. Ma non preoccupatevi: gli Stati Uniti non sono solo questo. Sono un insieme di dettagli amati, odiati e sicuramente spesso ignorati dai più. Un popolo pratico, uno spirito orgoglioso delle proprie feste e (recenti) tradizione. Il continente dove tutto è possibile.

    Una lettura ed un viaggio tra queste pagine è obbligatorio per tutti voi ;)

    ha scritto il 

  • 4

    ironico smart curioso yeah osservatore

    Son passati degli anni, la tecnologia del 1994 sembra avanguardia preistorica.
    Son accaduti degli eventi, nine-eleven su tutti.
    Son giunte delle crisi economiche, bolle dot.com e crack bancari.
    Oggi l ...continua

    Son passati degli anni, la tecnologia del 1994 sembra avanguardia preistorica.
    Son accaduti degli eventi, nine-eleven su tutti.
    Son giunte delle crisi economiche, bolle dot.com e crack bancari.
    Oggi la first lady catechizza stile vita salutista e l'environment interessa (camuffamenti di spending review?).
    Insomma, son passati vent'anni e as always si stava meglio quando si stava peggio, come dicono gli americani.

    NB Per l'osservatore poco attento, notare che il commento è infarcito di Italic style!

    ha scritto il 

  • 4

    un manuale delle giovani marmotte.

    Ho capito che l'America non fa per me, ma ho apprezzato molto l'ironia di Sevegnini che ha permesso di analizzare a 360 gradi la vita di un europeo in US senza quella patetica autocommiserazione. ...continua

    Ho capito che l'America non fa per me, ma ho apprezzato molto l'ironia di Sevegnini che ha permesso di analizzare a 360 gradi la vita di un europeo in US senza quella patetica autocommiserazione.

    ha scritto il 

  • 5

    Spassoso, ironico, scritto con semplicità, ma soprattutto sentito in tutto ciò che descrive: ecco cos'è il libro di Severgnini. Un appassionato scritto d'amore verso l'America, verso quel continente c ...continua

    Spassoso, ironico, scritto con semplicità, ma soprattutto sentito in tutto ciò che descrive: ecco cos'è il libro di Severgnini. Un appassionato scritto d'amore verso l'America, verso quel continente che lo accolse - vent'anni fa - e gli diede un'infinita collezione di aneddoti e curiosità da raccontare in questo bestseller (forse è il libro più venduto di Severgnini), che tra l'altro ha avuto un enorme successo pure nella stessa America.
    In questo diario Beppe raccoglie tutte le impressioni sull'America quotidiana, sulla vita, i vizi, le virtù, le abitudini, i lati negativi e quelli positivi. Anche se scritto ormai quasi vent'anni fa, la differenza tra Stati Uniti e il nostro povero, piccolo, squallido stivale è impietosa e attuale.
    Consigliatissimo agli americanofili cronici e incurabili (come me).

    ha scritto il 

  • 4

    Oggi mi sento... in viaggio, direzione USA!

    Un resoconto minuzioso ed esilarante dell’America vissuta in prima persona da Beppe Severgnini, che ci accompagna alla scoperta degli USA con occhio critico e attento.

    La narrazione, ripartita in dod ...continua

    Un resoconto minuzioso ed esilarante dell’America vissuta in prima persona da Beppe Severgnini, che ci accompagna alla scoperta degli USA con occhio critico e attento.

    La narrazione, ripartita in dodici capitoli (quanti i mesi trascorsi a Washington dall’autore), avvince e ammalia il lettore. Con uno stile accattivante e una buona dose di sano umorismo, Severgnini fa ridere e riflettere su usi, costumi, mode e fissazioni del popolo statunitense...

    La nostra recensione su InkBooks:
    http://www.inkbooks.it/?p=1

    ha scritto il 

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