Un jour cette douleur te servira

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3.8
(5582)

Language: Français | Number of pages: 229 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) Italian , English , German , Spanish , Catalan

Isbn-10: 2743618191 | Isbn-13: 9782743618193 | Publish date: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Description du livre
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  • 3

    Un giorno questo dolore ti sarà utile

    Un bellissimo romanzo di formazione, che narra la storia di un ragazzo: un diciottenne newyorkese, erede di una tipica famiglia borghese, dotato di una spiccata sensibilità,
    James Sveck non riesce ad ...continuer

    Un bellissimo romanzo di formazione, che narra la storia di un ragazzo: un diciottenne newyorkese, erede di una tipica famiglia borghese, dotato di una spiccata sensibilità,
    James Sveck non riesce ad essere come gli altri ragazzi della sua età: ragazzi che ritiene troppo diversi da lui, concentrati su cose banali ed ai suoi occhi irrilevanti. Col suo bagaglio di interrogativi e di perplessità, vive praticamente estraniato dalla superficialità del mondo che gli sta attorno.
    Cameron riesce a raccontare in poco più di duecento pagine la confusione di un'adolescente dei nostri giorni. La storia è narrata attraverso il punto di vista del giovane protagonista e l’attenzione del lettore viene prepotentemente catturata dal suo particolare modo di pensare, originale e capace di suscitare un’affettuosa empatia.
    La vicenda raccontata è coinvolgente, malgrado la sua assoluta semplicità, ed è supportata da una scrittura davvero interessante, che sa essere allo stesso tempo ironica e ricca di pathos.

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  • 1

    Si legge velocemente...per fortuna! Definirlo un romanzo di formazione è davvero troppo generoso.
    Un'accozzaglia di luoghi comuni: lui giovane, ricco e newyorkese è annoiato dal mondo, la madre è "leg ...continuer

    Si legge velocemente...per fortuna! Definirlo un romanzo di formazione è davvero troppo generoso.
    Un'accozzaglia di luoghi comuni: lui giovane, ricco e newyorkese è annoiato dal mondo, la madre è "leggera" e distratta, il padre rampante, poi c'è l'assistente nero, bello e gay... Non manca proprio nulla o forse giusto un po' di trama e di spessore.

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  • 5

    Sii forte e pazienta. Un giorno questo dolore ti sarà utile.

    Non ho mai voluto credere a chi sostiene che sia il libro a scegliere il lettore.
    Ma in questo caso ho dovuto ricredermi.
    Perchè ad ogni pagina mi ritrovavo sempre più nelle parole e nei pensieri del ...continuer

    Non ho mai voluto credere a chi sostiene che sia il libro a scegliere il lettore.
    Ma in questo caso ho dovuto ricredermi.
    Perchè ad ogni pagina mi ritrovavo sempre più nelle parole e nei pensieri del giovane James.

    Troppo riflessivo in una New York che non si ferma mai.
    Troppo adulto in un mondo di adulti che, in realtà, sono solo adolescenti troppo cresciuti,alla rincorsa di futili utopie come la madre che, al terzo matrimonio, spera ancora nel lieto fine e il padre che cerca di aggrapparsi ad una giovinezza che sta svanendo e non gli appartiene più.
    Troppo intelligente per essere felice.
    Troppo razionale per crogiolarsi nelle illusioni dei suoi coetanei.

    E, in questo modo, è dura vivere.
    Non può rispondere altro che "No, non sono felice" alla domanda della madre preoccupata per lui.

    James deve imparare in fretta che nessuno può aiutarlo in questo viaggio che è la vita; nè la sua psicologa, né John, né la sua saggia nonna.
    Dovrà tuffarsi per forza da solo nel mondo, mischiandosi al resto degli uomini e delle donne che, come in una danza frenetica, cercano disperatamente un pò di felicità a rischio anche di restare delusi.

    Perchè, alla fine, ad ognuno tocca la propria dose di sofferenza.E non puoi farci molto. Puoi solo ripeterti:

    "Sii forte e pazienta.
    Un giorno questo dolore ti sarà utile."

    dit le 

  • 3

    Comprensibile il paragone con Il giovane Holden. Scrittura lineare, coinvolgente. Turbamenti, incertezze, paure mascherate da prese di posizione nette ed estreme, un diciottenne si affacia al mondo e ...continuer

    Comprensibile il paragone con Il giovane Holden. Scrittura lineare, coinvolgente. Turbamenti, incertezze, paure mascherate da prese di posizione nette ed estreme, un diciottenne si affacia al mondo e al futuro esibendo le sue fragilità nelle relazioni con gli altri e con sé stesso. Il libro mi ha lasciato un senso di incompiutezza, forse perché sospesa e incompiuta è anche l'età che racconta.

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  • 3

    Le avventure del 18enne James a New York

    James ha 18 anni e vive a New York. Finita la scuola, lavoricchia nella galleria d'arte della madre, dove non entra mai nessuno: sarebbe arduo, d'altra parte, suscitare clamore intorno a opere di tend ...continuer

    James ha 18 anni e vive a New York. Finita la scuola, lavoricchia nella galleria d'arte della madre, dove non entra mai nessuno: sarebbe arduo, d'altra parte, suscitare clamore intorno a opere di tendenza come le pattumiere dell'artista giapponese che vuole restare Senza Nome. Per ingannare il tempo, e nella speranza di trovare un'alternativa all'università ("Ho passato tutta la vita con i miei coetanei e non mi piacciono granché"), James cerca in rete una casa nel Midwest dove coltivare in pace le sue attività preferite - la lettura e la solitudine -, ma per sua fortuna gli incauti agenti immobiliari gli riveleranno alcuni allarmanti inconvenienti della vita di provincia. Finché un giorno James entra in una chat di cuori solitari e, sotto falso nome, propone a John, il gestore della galleria che ne è un utente compulsivo, un appuntamento al buio...

    Primo romanzo di Cameron che leggo, mi ha subito colpito il suo stile introspettivo e ironica sulla società americana odierna, utilizzando lo sguardo di James, 18enne antiamericano per eccellenza (nel senso che non si sente come i suoi coetanei). A molti sembra un ragazzo sociopatico, che fugge dalle persone, ma in realtà James ama a modo suo, in un modo sensibile, e ciò si evince dal bellissimo rapporto che dimostra di avere con la sua cara nonna materna, Nanette.

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  • 5

    il giovane James

    Sebbene spesso accostato al giovane Holden, questo romanzo mi ha dato la sensazione di avere due caratteristiche che differiscono dal più famoso giovane annoiato. La prima è l'umanità di James: l'ho t ...continuer

    Sebbene spesso accostato al giovane Holden, questo romanzo mi ha dato la sensazione di avere due caratteristiche che differiscono dal più famoso giovane annoiato. La prima è l'umanità di James: l'ho trovato molto più vicino e semplice di Holden. Più introverso e tranquillo, mi è sembrato abbastanza vicino a uno stato d'animo più credibile per un ragazzo di quell'età, stessa cosa i suoi ragionamenti.
    La seconda è la scrittura: per quanto bello e scritto bene indubbiamente questo romanzo non è scritto da Salinger. Cioè.
    Mi è venuto più facile affezionarmi a James, al suo rifiuto di dover frequentare i coetanei e le loro mode e la loro cattiveria; alla sua idea di vivere da solo, in un posto lontano, dove poter stare i casa a leggere. Il sogno di molti anobiani, mi sa.

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  • 5

    Questo è uno dei libri più belli, profondi e riflessivi che si possa avere l'onore di leggere.
    James vive a New York e, nonostante le tante persone che lo circondano, si sente solo. È solo.
    È totalmen ...continuer

    Questo è uno dei libri più belli, profondi e riflessivi che si possa avere l'onore di leggere.
    James vive a New York e, nonostante le tante persone che lo circondano, si sente solo. È solo.
    È totalmente diverso dai suoi coetanei, vede il mondo, la vita, per quello che sono, non vive tra le nuvole. Questo lo rende molto più grande dei suoi 18 anni, ma, allo stesso tempo, gli proibisce di comprendere cosa fare della sua vita. Si trova in un punto morto, colmo di pensieri e tristezza. Nonostante questo non ci si deve arrendere e, accettando la propria profondità, si deve comunque andare avanti.
    Perché Nanette gli insegna che il dolore serve per renderci migliori, e lei crede che suo nipote lo diventerà.
    Alla fine del libro lasciamo un James che insegue la sua strada, anche se ancora non sa quale sia. Ma continua a camminare.
    Ecco, non si può dire altro. Per comprendere e assaporare ogni sentimento che ho provato, ogni riflessione che ho fatto, bisogna leggere questa perla.
    Magnifica lettura.

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  • 4

    «Credo che sia questo a farmi paura: la casualità di tutto. Persone che per te potrebbero essere importanti, ti passano accanto e se ne vanno. E tu fai altrettanto.»

    Una delle critiche principali che vengono mosse a questo romanzo è l'inverosimiglianza del carattere del protagonista James, come se non fosse credibile un ragazzino di diciotto anni che vive in un mo ...continuer

    Una delle critiche principali che vengono mosse a questo romanzo è l'inverosimiglianza del carattere del protagonista James, come se non fosse credibile un ragazzino di diciotto anni che vive in un mondo tutto suo, nutrendo idee anticonvenzionali e fuori dagli schemi: durante la lettura, sembrava invece di avere a che fare con uno dei personaggi più realistici e profondamente veri che abbia mai incontrato nella letteratura.
    Sembra che James sia nato da una costola del suo creatore, Peter Cameron, e che ci sia stata una sorta di transfert psicoanalitico tra loro.
    Il protagonista di questo romanzo è un ragazzino solitario e taciturno immerso nella Grande Mela, spesso non visto di buon grado da coetanei e famigliari. La famiglia da cui proviene è caricaturale: i genitori separati, il padre che sembra ancora un ragazzino, la madre di ritorno dall'ennesimo viaggio di nozze fallito e la sorella cinica che intrattiene una relazione con il suo docente universitario non fanno altro che isolarlo ulteriormente; unica eccezione, la nonna, che egli reputa una delle poche persone intelligenti che abbia un ruolo determinante nella sua vita.
    James vive la propria condizione con naturalezza, senza far drammi, perché sa che fa parte della nella propria natura l’impossibilità di scendere a compromessi con la società, di fare patti in virtù di una presunta, e indefinita, felicità. Lavora nella galleria d’arte della madre, dove conosce un ragazzo che cattura il suo interesse e che finirà per ferire in un maldestro tentativo di approccio: nonostante ciò, non si definisce omosessuale, preferisce non etichettarsi, pur avendo coscienza della sua latente curiosità, che tuttavia resta solo teorica.
    Un ragazzo estremamente razionale, che analizza i propri pensieri e gli atteggiamenti altrui, che pesa ogni singola parola: «Questo è esattamente quello che provo quando parlo: quello che dico non è quello che penso ma solo quello che più gli si avvicina, con tutti i limiti e le imperfezioni del linguaggio. Quindi penso spesso che sia meglio stare zitto anziché esprimermi in modo inesatto.»
    L'espressione del pensiero, quindi, lo distorcerebbe e sarebbe causa di grandi equivoci nei rapporti interpersonali: per questo dovrebbe essere personale, e non condiviso con gli altri. Ma James è anche un sognatore, che nutre dentro di sé il desiderio di non andare all'università per evitare ulteriori contatti con gli altri ragazzi: passa il proprio tempo a leggere Rohmer e Trollope, immaginando di fuggire dall'ambiente in cui è cresciuto ma non si riconosce, e di comprare una casa con veranda nel Midwest vista su un sito immobiliare, distante dal caos newyorkese, alla ricerca di una quiete da cui sembra lontanissimo.
    James inizia ad affliggere i propri genitori – strani ma, a modo loro, sempre presenti – quando, durante una trasferta scolastica, si allontana dai compagni destando grande preoccupazione; dopo questo episodio, e dopo la non-risposta alla domanda «Sei felice?», essi decidono di mandarlo da una psichiatra, la dottoressa Adler. È proprio durante queste sedute che si può apprezzare appieno il carattere vivace e spontaneo del protagonista, che si dimostra tutt'altro che timido: la sua intelligenza fuori dal comune non può far altro che lasciare sbigottita la dottoressa, la quale non si capacita del perché le sia stata richiesta una consulenza.
    La diversità e l’indipendenza di pensiero sarebbero chiari segni di squilibrio mentale in una società che tenta di ridurre l’essere umano a una dimensione, quella di passiva rassegnazione?
    James è indubbiamente un dissidente, ma conduce la propria battaglia silenziosamente, senza arrecare danni agli altri: decide di non sottostare alle regole imposte dalla società e se ne defila: siamo di fronte a una disobbedienza civile, una ribellione non violenta ma irremovibile.
    Non c’è antipatia né altezzosità nella sua figura: è inevitabile affezionarvisi, soprattutto nel momento in cui emerge tutta la sua malinconia, dovuta a un’infanzia poco felice.
    È importante anche sottolineare la questione del tempo: la narrazione si svolge tutta nel corso di un’estate, in quei mesi fondamentali per la scelta del proprio futuro, dell’università, della piega che si vuole dare alla propria vita... Poche sono le informazioni fornite sul prima, su cosa l’ha portato a questo senso di inquietudine; poche anche quelle sul dopo, ovvero sul come si risolverà – e se si risolverà – la vicenda. Hic et nunc: c’è della filosofia esistenzialista, sottesa a questo romanzo, nell'indefinitezza di ciò che causa l’infelicità, che tuttavia è ben presente, qui e ora. James è un ragazzo chiuso in se stesso, a causa del proprio carattere, ma che tuttavia continua a cercare dei contatti con il mondo esterno, non si arrende alla convinzione di vivere in un mondo meschino e superficiale.
    Un romanzo che rapisce fin dal titolo – citazione di un passo di Ovidio «Perfer et obdura, dolor hic tibi proderit olim» – fino alla fine: non è il classico libro profondo che obbliga una lettura concentrata e priva di pause, ha il gran pregio della lievità piacevole, che non sconfina nella superficialità. Il dolore, che si incontra fin dalla copertina, non toglie spazio all’ironia e alla speranza del giovane.
    Cameron si è fatto largo con delicatezza e tenerezza, rappresentata dai sogni ingenui di James, ma anche con un’ironia che smorza i toni ogniqualvolta la malinconia prende il sopravvento.

    dit le 

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