Un karma pesante

Di

Editore: Mondolibri S.p.A.

3.2
(1348)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 214 | Formato: Copertina rigida

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Biografia , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Mi ha preso con le mani l'avambraccio destro e si è messo a fissare il neo che ho sopra al polso: "Sembra un'isola" ha detto. "Come te"
"Perché sarei un'isola?"
"Stai là in mezzo, da sola."
Ho capito perché lo amavo. Lui è come me. O tutto o niente.
Nel nostro caso, niente.
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  • 3

    Da un titolo e una copertina così belli mi aspettavo molto di più. Ho letto quasi tutti i libri di Daria Bignardi e questo sicuramente è il più sciapo e inverosimile. La protagonista non mi convince p ...continua

    Da un titolo e una copertina così belli mi aspettavo molto di più. Ho letto quasi tutti i libri di Daria Bignardi e questo sicuramente è il più sciapo e inverosimile. La protagonista non mi convince per nulla, è un personaggio che non sono riuscita ad inquadrare e che non mi ha incuriosito più di tanto.
    Non credo lo consiglierei ad un amico.

    ha scritto il 

  • 2

    Un karma pesante

    La Bignardi ha fatto il compitino: una bella scrittura, tanti personaggi enumerati uno dopo l'altro quasi a volerne fare un minestrone, molte malattie buttate qua e là nel testo ( probabilmente sente ...continua

    La Bignardi ha fatto il compitino: una bella scrittura, tanti personaggi enumerati uno dopo l'altro quasi a volerne fare un minestrone, molte malattie buttate qua e là nel testo ( probabilmente sente l'età ) qualche sentimento, nulla che rimane. Per quanto mi riguarda prima ed ultima esperienza con questa autrice.

    ha scritto il 

  • 3

    I primi 40 anni di Eugenia

    Eugenia ci racconta la sua vita, passata e presente, in un'altalena temporale dove si intrecciano le sue scelte che l'hanno portata ad essere la donna che oggi é. Una stella in meno per la poca empati ...continua

    Eugenia ci racconta la sua vita, passata e presente, in un'altalena temporale dove si intrecciano le sue scelte che l'hanno portata ad essere la donna che oggi é. Una stella in meno per la poca empatia che ho avuto con questo personaggio.

    ha scritto il 

  • 4

    Eugenia non è un personaggio facile, eppure nel suo modo burbero e frenetico di approcciarsi alla vita mi somiglia e perciò mi ci ritrovo...probabilmente anche nel karma pesante che dà origine al tito ...continua

    Eugenia non è un personaggio facile, eppure nel suo modo burbero e frenetico di approcciarsi alla vita mi somiglia e perciò mi ci ritrovo...probabilmente anche nel karma pesante che dà origine al titolo. Confermo che la Bignardi sa esprimere in estrema sintesi le emozioni dell'animo umano, in uno stile che può sembrare arido e invece è solo essenziale, a parer mio. Ritrovandomi anche nel suo stile, non posso che esprimermi favorevolmente anche per questo romanzo, il secondo che ho letto suo.

    ha scritto il 

  • 2

    Ancora il male di vivere...

    Eugenia è una donna apparentemente realizzata: intorno ai quaranta, regista di nicchia apprezzata e premiata, matrimonio solido seppure senza troppi slanci, due amatissime figlie ancora piccole. E un ...continua

    Eugenia è una donna apparentemente realizzata: intorno ai quaranta, regista di nicchia apprezzata e premiata, matrimonio solido seppure senza troppi slanci, due amatissime figlie ancora piccole. E un senso del dovere implacabile, un assoluto rigore verso se stessa. Un malore da stress la costringe però a rallentare e a fare un primo bilancio della sua vita: risalendo all’adolescente inquieta e ribelle, innamorata di un oscuro personaggio di un oscuro narratore russo e fidanzata di un tossico; alla giovane donna in fuga da una famiglia ingombrante e poi da un dolore improvviso; alle mille identità professionali (addetta ai call center, pubblicitaria free-lance, promessa del marketing), fino alla casuale scoperta della sua vera strada. Sempre in un equilibrio precario tra attivismo frenetico e indolenza, sulla soglia di una depressione da cui la salva l’amore per le figlie che la tiene ancorata a terra (ma questo tema è appena accennato nel romanzo).
    Insomma, l’ennesimo personaggio con il male di vivere, quello che abbiamo un po’ tutti, anche chi di noi non ha la fortuna di cadere in piedi come la protagonista di questa storia. Per la quale mi permetto un giudizio superficiale e poco argomentato: alla fine risulta antipatica, o almeno così è risultata a me. La prosa della Bignardi è asciutta e diretta, descrittiva e senza fronzoli come la sua conduzione televisiva; un po’ più di ritmo non avrebbe guastato.

    ha scritto il 

  • 3

    Ritrovo lo stile che mi piace, lo stile Bignardi, essenziale, asciutto, fatto di frasi secche che vanno dritte al punto... ma quanto è odiosa la protagonista!
    Bisogna fare del proprio meglio per esser ...continua

    Ritrovo lo stile che mi piace, lo stile Bignardi, essenziale, asciutto, fatto di frasi secche che vanno dritte al punto... ma quanto è odiosa la protagonista!
    Bisogna fare del proprio meglio per essere felici.... ecco, fai qualcosa per la miseria!

    ha scritto il 

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