Un luogo incerto

Di

Editore: Einaudi (Stile libero Big)

3.8
(3040)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 392 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Catalano , Inglese , Tedesco , Portoghese

Isbn-10: 8806196898 | Isbn-13: 9788806196899 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Margherita Botto

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Adamsberg, con l'impagabile Danglard, si trova, un po' annoiato, in Inghilterra per una riunione della Grande Europa poliziesca: si tratta nientemeno che di "armonizzare i flussi migratori" con i colleghi di ventitré Paesi. Ma dove c'è Adamsberg tutto può accadere. E il ritrovamento delle diciassette scarpe - o come dice il preciso Danglard, "diciassette piedi, otto paia e un piede singolo" - spinge il nostro "spalatore di nuvole" a percorrere un'altra Europa: quella dove dopo quasi trecento anni la stirpe di Dracula non ha smesso di infestare il mondo. Tra Londra, i dintorni dell'Hauts-de-Seine e la Serbia, attraverso il "nero tunnel" che conduce alla tomba di Peter Plogojowitz, riesumato nel 1725 col sospetto di essere un vampiro, l'indagine poliziesca si intreccia all'esplorazione di quel continente ignoto che è la follia umana. Humour, fantasia visionaria, erudizione, colpi di scena, dialoghi strepitosi, capacità di indagare nelle pieghe più profonde dell'anima si fondono in un intreccio in cui Adamsberg fa i conti con il mito e la realtà del vampiro. E con un passato che sembra tornato per rovinargli la vita.
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  • 4

    Uno dei più incasinati che abbia mai letto della Vargas

    La trama di questo libro è contorta, la scrittura lenta e quasi pedante in alcuni punti. Non è un brutto libro, ma è molto più lento rispetto agli altri della stessa autrice.
    E' interessante la compar ...continua

    La trama di questo libro è contorta, la scrittura lenta e quasi pedante in alcuni punti. Non è un brutto libro, ma è molto più lento rispetto agli altri della stessa autrice.
    E' interessante la comparazione fra mito e realtà delle leggende narrate nel libro e il passato di Adamsberg che torna a farsi sentire con prepotenza fra le pagine del romanzo.
    La figura di Veirenc è praticamente decisiva, la rete dei collaboratori fidati di Adamsberg si allarga...con buona pace di Danglard.
    Lo stile della Vargas è buono, ma non riesco ad annoverarla fra i miei preferiti. Più che una lettura d'ombrellone, meno di un grande scrittore.
    Nel complesso buono, si lascia leggere, ma se fosse il primo libro di chi si avvicina a questa autrice, lo sconsiglierei e indicherei invece "L'uomo dai cerchi azzurri".
    Sembra che questo libro sia stato scritto in un cupo momento della vita della scrittrice e che quel malumore sia penetrato nel libro, ingrigendo ed addensando un po' il tutto.

    ha scritto il 

  • 5

    "Non so se sia bene raccontare di Highgate. Forse sarebbe meglio non parlarne più. È uno di quei grandi tunnel che gli uomini scavano, vero, commissario? E questo è vecchissimo, dimenticato. Forse sar ...continua

    "Non so se sia bene raccontare di Highgate. Forse sarebbe meglio non parlarne più. È uno di quei grandi tunnel che gli uomini scavano, vero, commissario? E questo è vecchissimo, dimenticato. Forse sarebbe meglio lasciare che crolli. Perché, quando un pazzo furioso apre un tunnel, il problema è che poi possono usarlo altri."
    E dopo il piacere provato nel leggere Chi è morto alzi la mano non potevo non leggere anche questo secondo libro della Vargas, una scrittura originale e un libro che tratta di vampiri come non mai, non poteva mancare nella mia libreria un libro così, plog.

    "Adamsberg, con l'impagabile Danglard, si trova, un po' annoiato, in Inghilterra per una riunione della Grande Europa poliziesca: si tratta nientemeno che di "armonizzare i flussi migratori" con i colleghi di ventitré Paesi. Ma dove c'è Adamsberg tutto può accadere. E il ritrovamento delle diciassette scarpe - o come dice il preciso Danglard, "diciassette piedi, otto paia e un piede singolo" - spinge il nostro "spalatore di nuvole" a percorrere un'altra Europa: quella dove dopo quasi trecento anni la stirpe di Dracula non ha smesso di infestare il mondo. Tra Londra, i dintorni dell'Hauts-de-Seine e la Serbia, attraverso il "nero tunnel" che conduce alla tomba di Peter Plogojowitz, riesumato nel 1725 col sospetto di essere un vampiro, l'indagine poliziesca si intreccia all'esplorazione di quel continente ignoto che è la follia umana. Humour, fantasia visionaria, erudizione, colpi di scena, dialoghi strepitosi, capacità di indagare nelle pieghe più profonde dell'anima si fondono in un intreccio in cui Adamsberg fa i conti con il mito e la realtà del vampiro. E con un passato che sembra tornato per rovinargli la vita."

    ha scritto il 

  • 3

    Troppa carne al fuoco

    Adamsberg rimane un personaggio a cui non puoi rimanere affezionato, ma in questo libro c'è un po' troppo: piedi tagliati, vampiri, spappolatori, colletti blu corrotti, pranoterapeuti fenomenali, giar ...continua

    Adamsberg rimane un personaggio a cui non puoi rimanere affezionato, ma in questo libro c'è un po' troppo: piedi tagliati, vampiri, spappolatori, colletti blu corrotti, pranoterapeuti fenomenali, giardinieri picchiatori e altro ancora. Il tutto mi ha portato a un leggero senso di confusione, facendomi abbassare la valutazione di una stella.
    Rimane bellissima la parte che si svolge nel paesino serbo.

    ha scritto il 

  • 4

    23-2015

    Ottimo romanzo della serie del commissario Adamsberg, lo "spalatore di nuvole" questa volta alle prese con un intreccio familiare che da Londra lo porta a Parigi e in un piccolo villaggio serbo a cacc ...continua

    Ottimo romanzo della serie del commissario Adamsberg, lo "spalatore di nuvole" questa volta alle prese con un intreccio familiare che da Londra lo porta a Parigi e in un piccolo villaggio serbo a caccia di fantasmi e di vampiri. Non sono un fan della Vargas, anzi la prima trilogia Adamsberg mi aveva un pò deluso, ma mi rendo invece conto che col passare del tempo mi affeziono sempre più a questo commissario e alle sue storie strampalate. Un luogo incerto è forse il migliore di quelli letti finora. Consigliato.

    ha scritto il 

  • 4

    Un viaggio con sfumature gotiche e oscure ma con quel senso di leggerezza tipico della Vargas che non ti fa mancare il fiato nemmeno se ti trovi davanti dei cadaveri "semi-polverizzati".

    Qualche sorpr ...continua

    Un viaggio con sfumature gotiche e oscure ma con quel senso di leggerezza tipico della Vargas che non ti fa mancare il fiato nemmeno se ti trovi davanti dei cadaveri "semi-polverizzati".

    Qualche sorpresa sia nell'intreccio di base, cioè fra i personaggi dell'Anticrimine, Adamsberg incluso che sarà anche uno "spalatore di nuvole" ma in certi ambiti forse è fin troppo coi piedi a terra e non dico altro...

    Un libro gradevole con deliziosi rimandi ad eventi storici, monumenti e qualche leggenda vampiresca.

    ha scritto il 

  • 5

    lo spalatore di nuvole non sbaglia mai! La Vargas non scrive un romanzo giallo, ma una serie intricata di eventi improbabili, la cui aderenza alla realtà è totalmente inutile al fine delle nostre papi ...continua

    lo spalatore di nuvole non sbaglia mai! La Vargas non scrive un romanzo giallo, ma una serie intricata di eventi improbabili, la cui aderenza alla realtà è totalmente inutile al fine delle nostre papille gustative letterarie! ogni spalata è una pennellata ben assestata alla nostra fantasia, alla nostra voglia di dolcezza ed eccentricità!
    quando finisce senti ancora il libro fra le mani e lo vorresti sfogliare ancora... un po' come Lucio con quel morso di ragno

    ha scritto il 

  • 0

    Un libro incerto

    Sono sempre stato un ammiratore della Vargas. Non avrei dovuto leggere questo libro per continuare a mantenere lo stesso giudizio! Sembra scritto da un'altro autore. Si è persa quella eleganza e scorr ...continua

    Sono sempre stato un ammiratore della Vargas. Non avrei dovuto leggere questo libro per continuare a mantenere lo stesso giudizio! Sembra scritto da un'altro autore. Si è persa quella eleganza e scorrevolezza del racconto che mi ha sempre affascinato nella Vargas! Ho letto senza entusiasmo, seguendo una storia complessa e stentata! Non dico di non leggerlo, dico solo che, a mio parere,,non regge il confronto con gli altri racconti.

    ha scritto il 

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