Un medico di campagna

Di

Editore: Mondadori (Biblioteca, 28)

3.9
(38)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 175 | Formato: Tascabile economico

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Rodolfo Paoli ; Curatore: Giuliano Baioni

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
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  • 5

    Praga-Uppsala 1-0

    Uno dei film a cui sono più affezionato in assoluto è Il settimo sigillo di Bergman; ciononostante di recente non ho potuto fare a meno di constatare un profondo limite della sua valenza, quasi un'imm ...continua

    Uno dei film a cui sono più affezionato in assoluto è Il settimo sigillo di Bergman; ciononostante di recente non ho potuto fare a meno di constatare un profondo limite della sua valenza, quasi un'immaturità. La vicenda - credo arcinota - narra di un cavaliere che sfida la Morte a scacchi : se egli vince, avrà salva la vita. Alla fine il cavaliere perde volontariamente per potersi immolare al posto di un suo amico. Benché questo finale non manchi di originalità e denoti una profonda cognizione dello spirito religioso, e lungi dal volermi ergere intellettualmente al di sopra di Bergman, l'intera narrazione presenta a monte un visione un po' riduzionista. Nel film si da esclusivamente importanza alla posta che riguarda la vita o la morte del cavaliere, e la vittoria nella partita in sé acquista un ruolo subordinato.
    Quello che invece succede nei racconti di Kafka, è che la partita contro la scacchista acquista un dignità ontologica distinta - e forse superiore - a quella contro la morte. Ciò è palese nel titanico Dinnanzi alla legge : la pretesa di entrare nella legge viene vissuta come l'imposizione di una categoria comunemente condivisa, proprio come la paura della morte. Di contro , si svela nella sua reale valenza metafisica quando il guardiano, alla fine del racconto, rivela al contadino moribondo che a darle corpo, sostanza e legittimità è la volontà dell'Io e nient'altro. La partita contro la Morte è persa, quella a scacchi è vinta. Come ci insegna Husserl, l'esperienza vissuta, l'atto di coscienza, non è che un bagliore contingente dinnanzi all'assolutezza dell'Io. Il vero dramma del contadino è rendersi conto di ciò solo all'avvicinarsi della Morte. Tutta l'opera di Kafka è una lotta alle categorie desuete di un Occidente patologico in cui tutti oramai fanno fatica a riconoscersi ; è una demistificazione delle illusioni della società borghese dinnanzi all'unico nemico contro cui vale la pena lottare. Se nel Medioevo la Morte era il nemico per eccellenza nel senso comune, nel Novecento è scomparso dalla lista dei nemici.

    Finale alternativo: alla fine del film il cavaliere vince la partita; la morte gli rivela che sin da subito il prezzo della sua vittoria sarebbe stata la sua vita. Lui ha un attimo di stupore, poi accetta felice

    ha scritto il 

  • 5

    Uno dei racconti brevi di Kafka che più mi ha turbato. Ermetico e difficile da decifrare. Procura sensazioni diverse, non sempre piacevoli. Ma è proprio in ciò la sua essenza.

    ha scritto il