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Un mondo a parte

By Gustaw Herling

(156)

| Paperback | 9788807817649

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Book Description

Con la pubblicazione nel 1951, in Gran Bretagna, di "Un mondo a parte" Bertrand Russel commentò: "Dei molti libri che ho letto sulle esperienze delle prigioni e dei campi di lavoro sovietici, questo libro di Herling è il più impressionante e quello s Continue

Con la pubblicazione nel 1951, in Gran Bretagna, di "Un mondo a parte" Bertrand Russel commentò: "Dei molti libri che ho letto sulle esperienze delle prigioni e dei campi di lavoro sovietici, questo libro di Herling è il più impressionante e quello scritto meglio. Un libro estremamente interessante e del più profondo interesse psicologico". Identici giudizi espressero Albert Camus e Ignazio Silone.

15 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Un altro libro sugli orrori del sistema sovietico dei gulag.
    Un'altra testimonianza di quanto disumano l'uomo possa essere.
    Un altro libro da tenere e rileggere spesso.

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    lasottolineatrice said on Nov 20, 2012 | 4 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Che cos'è un uomo?

    Leggendo Herling ti chiedi:"che cos'è un uomo?", ti viene da rispondere che è un essere pericoloso per sè e per gli altri, prendete un pazzo scatenato (pazzo?) come il serial killer norvegese Breivik, clonatelo centinaia di volte e poi i suoi cloni d ...(continue)

    Leggendo Herling ti chiedi:"che cos'è un uomo?", ti viene da rispondere che è un essere pericoloso per sè e per gli altri, prendete un pazzo scatenato (pazzo?) come il serial killer norvegese Breivik, clonatelo centinaia di volte e poi i suoi cloni disponeteli in un gulag,con totale indifferenza alcuni li doterete della divisa di carceriere altri li metterete a spaccare pietre, vi sarete fatti un'idea ancora assai lontana di "Un mondo a parte".
    Gustav Herling durante l'invasione sovietica fu catturato a Leopoli ed internato in un campo di lavoro nella regione di Arcangelo fino al 1942,liberato entrò nel Corpo Polacco e al fianco delle truppe alleate partecipò alla battaglia di Montecassino.
    Non riuscì più a tornare nella sua amata Polonia finita in mani sovietiche, visse a Roma dove fondò la rivista Kultura, poi soggiornò a Londra nel 1951 dove pubblicò "A world apart" con prefazione di Bertrand Russel e nella city e solo nella city ebbe un successo straordinario perchè non ci fu ottuso ostracismo da parte della sinistra britannica, infine si stabilì a Napoli dove sposò Lidia Croce e nella città partenopea trascorse il resto della sua vita.Credo che se per ipotesi assurda avvicinassi un 'orecchio al famoso quadro di Edvard Munch potrei udire questo "grido" :"Signore,dammi la solitudine, perchè io odio tutti gli uomini",questo è quello che "grida" Herling dopo pochi mesi di "martirio"stalinista, questo è quello che grida ogni prigioniero che scopre che per sopravvivere all'infamia alla quale ti hanno condannato i tuoi simili devi rinunciare alla tua umanità.
    Se non ci fossero stati "Un mondo a parte",Arcipelago gulag" e "I racconti della Kolyma" qualsiasi storia della Letteratura andrebbe scritta con la elle minuscola.

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    Luigi De said on Nov 11, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Io perdo la speranza quando il desiderio di vivere si risveglia in me, ma la ritrovo ogni volta che mi prende un desiderio ardente di morire"

    "Nulla conforta un cuore che soffre quanto la vista della sofferenza altrui. Nulla toglie la speranza quan ...(continue)

    "Io perdo la speranza quando il desiderio di vivere si risveglia in me, ma la ritrovo ogni volta che mi prende un desiderio ardente di morire"

    "Nulla conforta un cuore che soffre quanto la vista della sofferenza altrui. Nulla toglie la speranza quanto il pensiero che solo pochi privilegiati hanno diritto ad essa"

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    Mabo said on Nov 4, 2012 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    "Certamente uno degli incubi maggiori di tutto il sistema sovietico è questa mania di voler liquidare le loro vittime con tutte le formalità legali… Non basta conficcare una pallottola nella testa di un uomo, deve egli stesso chiederla cortesemente a ...(continue)

    "Certamente uno degli incubi maggiori di tutto il sistema sovietico è questa mania di voler liquidare le loro vittime con tutte le formalità legali… Non basta conficcare una pallottola nella testa di un uomo, deve egli stesso chiederla cortesemente al processo." (p. 272)

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    NULLA_DIES_SINE_LINEA said on Aug 16, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Amaro resoconto

    L'aberrante stupidità, architrave di ogni totalitarismo. La sofferenza patita, il coraggio urlato, il dolore tatuato, l'atrocità ingurgitata, l'esaltazione della tenacia. Uomini privati di tutto, coscienze lacerate dalla falce e percosse dal martello ...(continue)

    L'aberrante stupidità, architrave di ogni totalitarismo. La sofferenza patita, il coraggio urlato, il dolore tatuato, l'atrocità ingurgitata, l'esaltazione della tenacia. Uomini privati di tutto, coscienze lacerate dalla falce e percosse dal martello. Ci si ritrova nelle cuccette a sentire i lamenti, a piegarsi dalla fame, ad osservare la vita del villaggio oltre il recinto del campo e anelare sommessamente un attimo di libertà. E' richiesto un pugno di sensibilità, per percepire, attraverso la lettura, la suppurazione della propria pelle, l'urlo dello stomaco devastato, l'agonia dei muscoli polverizzati, l'olezzo delle latrine, la spietatezza dell'aguzzino. Questo agghiacciante resoconto ti trascina in un mondo creato a puntino dall'efferatezza umana. Un mondo a parte.
    "Si può vivere senza pietà?".

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    Mitru said on Apr 8, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (156)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
  • Paperback 286 Pages
  • ISBN-10: 8807817640
  • ISBN-13: 9788807817649
  • Publisher: Feltrinelli (U.E. 1764)
  • Publish date: 2003-09-01
  • Also available as: Others
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