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Un mundo feliz

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Publisher: Editores Unidos Mexicanos

4.2
(4335)

Language:Español | Number of Pages: 250 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Portuguese , Catalan , German , French , Italian , Swedish , Slovenian , Dutch , Chi simplified , Danish , Greek , Polish , Czech , Japanese

Isbn-10: 9681500563 | Isbn-13: 9789681500566 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback , Others , Softcover and Stapled

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Social Science

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Book Description
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  • 5

    讀完這本書的感覺是:
    腦袋被敲了一下
    出現了很多天馬行空的想像
    後續思考持續了很久
    ㄧ定要再讀N遍

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    「事實上,你是在要求有不快樂的權利。」

    跟《一九八四》放在一起看蠻有趣的。
    同樣是作者假設的未來世界,一九八四的顏色灰樸樸的,美麗新世界倒是色彩豐富到有點太濃,不過因為個人比較喜歡嘻鬧一點的風格,所以中意《美麗新世界》多很多。

    兩本關於工業生產和性的著墨,出發點相似,動作卻大不相同。同樣是為了處理過剩的工業產品,《一》的解答是戰爭,《美》的做法是瘋狂刺激消費(包括調整制約設定和設計超級複雜的休閒娛樂);面對"性"這個議題,《一》是強烈的 ...continue

    跟《一九八四》放在一起看蠻有趣的。
    同樣是作者假設的未來世界,一九八四的顏色灰樸樸的,美麗新世界倒是色彩豐富到有點太濃,不過因為個人比較喜歡嘻鬧一點的風格,所以中意《美麗新世界》多很多。

    兩本關於工業生產和性的著墨,出發點相似,動作卻大不相同。同樣是為了處理過剩的工業產品,《一》的解答是戰爭,《美》的做法是瘋狂刺激消費(包括調整制約設定和設計超級複雜的休閒娛樂);面對"性"這個議題,《一》是強烈的反性,並且把無處發洩的鬱悶導向對黨國的激烈崇拜,《美》則是完全的開放,所有的欲望都不需壓抑,自然也就沒有挫折不滿和相對的創造力與對世界的質疑。

    《美麗新世界》就算是現在讀起來也是十分高科技,一開始砸下來那些胚胎孵育的科技,那一堆制約用的心理,與知相配的是一大堆的莎士比亞,暴風雨、馬克白、奧賽羅還有羅密歐與茱麗葉!加上那些改編的禱詞和聖歌。因為胡鬧到這樣的程度,荒謬感和恐怖感從頭到尾都十分強烈。接在《一九八四》之後,看得很樂啊~

    倒不是說《一九八四》哪邊不好,就是有點太真實了,非常絕望。(這對有些讀者來說應該是大優點)就算覺得哪邊不對(想到駭客任務的尼歐),在恐懼的面前,還是連最愛的人都可以背叛。那一刻是不是有點像魯迅的〈狂人日記〉,不管是自願還是被迫,已經「被痊癒」了,可以重新融入了禮教秩序中了。好像是在說:「你最終也會加入的。」

    而《美麗新世界》給了五個例子:完全服從於制約和階級的蘭妮娜、孵育不完全成功所以自覺不容於社會的柏納德、察覺到制約和感情的赫爾默斯、管理員穆斯塔法‧蒙德,還有規則外的野蠻人約翰。以上的每個人都有看了覺得幸福與可憐的地方,並且就算接受同樣的制約,還是會產生規範外的感受。

    說到底,我是樂觀的人,我比較想要這樣的可能性啊。

    said on 

  • 4

    L’abbruttimento dell’essere umano a causa della scienza. Un tema che ci riguarda, purtroppo, un po’ tutti.
    Correva l’anno 1932 quando Aldus Huxley, mancato scienziato a causa di una malattia agli occh ...continue

    L’abbruttimento dell’essere umano a causa della scienza. Un tema che ci riguarda, purtroppo, un po’ tutti.
    Correva l’anno 1932 quando Aldus Huxley, mancato scienziato a causa di una malattia agli occhi, scriveva questo romanzo distopico che, a leggerlo oggi a distanza di più di ottant’anni, mette quasi paura per la sua attualità.
    Come Orwell e Bradbury Huxley ha profetizzato una società che, per molti versi, somiglia alla nostra attuale…siamo nel 2053, dopo una sanguinosa guerra mondiale tutto il mondo è stato riunito in un’unica società dove al comando ci sono dieci governatori, uno per ogni area del globo.
    I bambini, futuri abitanti della società, vengono concepiti in laboratorio, divisi in caste e istruiti, attraverso una forma di ipnosi, a svolgere un preciso lavoro nella società.
    Coloro che invece vengono concepiti in modo naturale sono relegati in una sottospecie di ghetti, insieme a tutti i loro “vizi”(alcool, droga, tradizioni, usi e costumi).
    Tutto questo per non intaccare il disegno dei governatori, un disegno di stabilità basato essenzialmente sul consumismo e sull’individualismo…
    Romanzo distopico affascinante che ci mostra una società che, sotto certi versi, ricorda la nostra, una socxietà dove il consumismo, l’individualismo e le leggi di mercato la fanno da padrone, dove in nome della ricchezza, della stabilità sociale, del progresso la libertà dell’individuo viene completamente distrutta, dove ogni forma di stanchezza, di tristezza e di depressione sono completamente bandite grazie al Soma, una sorta di polvere magica alla Pollon che fa scomparire ogni pensiero negativo, una società dove è vietato provare emozioni, dove sono bandite qualsiasi situazione che possa crearne(per esempio la famiglia o il gruppo di amici), ma vengono sostituite da una sorta di surrogato denominato “passione violenta”, dove l’anzianità non esiste….mi ha ricordato molto un film che ho amato tantissimo, “Gattaca-la porta dell’universo”…stesse tematiche, stesso orrore…
    Ovviamente il meccanismo perfetto rischia di saltare grazie a un ribelle, un “selvaggio”, concepito in modo naturale che cercherà in ogni modo di combattere quest’apparente felicità basata solo sul consumismo e sulla teoria del possesso…
    E’ stata una sorpresa per me questo libro, davvero…non è all’altezza di “1984”, ma a mio parere molto più agghiacciante nei suoi contenuti…la società descritta da Huxley è una realtà priva di umanità, terrificante nella sua perfezione…un mondo iper-razionalistio e iper-tecnologico che va avanti da solo come se fosse un gigantesco robot privo di una guida umana, purtroppo molto simile al mondo verso cui ci stiamo lentamente ma inesorabilmente avviando…
    L’unica salvezza a tutto questo? Per Huxley la risposta è da cercare dentro di noi, perché è lì che risiede il vero mondo, quello che sentiamo nostro, quello che ci rende liberi da tutti i condizionamenti e da tutte le convenzioni…il mantenersi vivi, il mantenersi “umani” è l’unica arma che abbiamo per combattere l’imperante dominio di una società che ci vede soltanto come consumatori e non individui.
    Mi è venuta in mente una frase di una canzone di Franco Battiato intitolata “Beta” :” Sono felice di essere un Beta, quando gioco non rompo mai niente, la violenza non ho nella mente..."
    Anch’io lo sono. E lo sarò sempre, fino a che avrò vita…

    said on 

  • 0

    De vez en cuando hace falta retomar los clásicos, al fin y al cabo, y diga la gente lo que diga, es literatura que nunca envejece. Este libro, en particular, se acerca más a nuestra sociedad actual qu ...continue

    De vez en cuando hace falta retomar los clásicos, al fin y al cabo, y diga la gente lo que diga, es literatura que nunca envejece. Este libro, en particular, se acerca más a nuestra sociedad actual que en el momento en el que fue escrito. Aunque está ambientado en una época ficticia en Inglaterra, me ha parecido el paradigma de la sociedad moderna. Merece la pena leerlo y reflexionar sobre él.

    http://librosypensamientos.blogspot.com.es/2015/01/un-mundo-feliz-de-aldous-huxley.html

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Gran contexto y pequeña historia

    El entorno distópico fue muy bien logrado por el autor. Si bien tal vez un tanto fantasioso, el libro se apega a una ciencia ficción dura y cientificista, donde en el futuro los nacimientos son contro ...continue

    El entorno distópico fue muy bien logrado por el autor. Si bien tal vez un tanto fantasioso, el libro se apega a una ciencia ficción dura y cientificista, donde en el futuro los nacimientos son controlados y las personas condicionadas y adoctrinadas a temprana edad para poder realizar sus tareas diarias de un modo rutinario y sin ninguna objeción, siendo “felices” al realizar sus tareas. Como condimento adicional, en tal modelo de vida las personas necesitan de drogas para estar, citando a Pink Floyd, “Confortablemente Adormecidos”. Las reflexiones finales sobre teología y la necesidad de la existencia y creación de Dios por parte del ser humano son más que interesantes. Sin embargo, la trama principal no es muy atrapante (en si en ningún momento está muy clara) y los personajes descriptos no son muy atractivos.

    said on 

  • 4

    La cosa che più mi colpisce di questo libro è che l'autore non prende posizione. Nè la società tecnologicamente avanzata, né la riserva sono per lui positive. Ma forse neanche negative. E se deve prop ...continue

    La cosa che più mi colpisce di questo libro è che l'autore non prende posizione. Nè la società tecnologicamente avanzata, né la riserva sono per lui positive. Ma forse neanche negative. E se deve proprio scegliere, probabilmente sceglierebbe, come il Resident Controller for Western Europe, la stabilità e la felicità al posto della libertà e del cambiamento.

    said on 

  • 3

    El libro plantea reflexiones importantes, sin embargo, no terminó de convencerme. Escribir distopías (en este caso disfrazada de utopía) tiene su gracia en que resultan escalofriantemente posibles. "U ...continue

    El libro plantea reflexiones importantes, sin embargo, no terminó de convencerme. Escribir distopías (en este caso disfrazada de utopía) tiene su gracia en que resultan escalofriantemente posibles. "Un mundo feliz", no obstante, se basa en el extremismo y por lo tanto, resulta increíble e incluso ridículo pensar que la civilización como la conocemos pueda ser desplazada por un modelo como el planteado por el autor, en donde se deja de lado la moral, la ética y la filosofía para privilegiar la "felicidad", sin tomar en cuenta los cambios sociales y dando demasiada importancia al condicionamiento.

    Tiene muchos errores de lógica. Por ejemplo, el condicionamiento de estímulos verbales a recién nacidos e infantes, sin tener en cuenta que primero es el lenguaje y después la comprensión de este lenguaje, por lo que los primeros ejercicios de condicionamiento resultarían inefectivos o también la inexistente mutación del ADN debido a la intervención humana, las enfermedades y deformidades, etc. Sin embargo, creo que no es esa su máxima falla, sino la poca planeación con la que se ve está hecho el texto, abusando del lenguaje técnico para dar una impresión de profundidad pero dejando de lado aspectos de puro sentido común.

    Es una lectura sencilla que sin duda hace reflexionar sobre la masa contra el individuo, el bienestar social contra el individual, como si fueran entes separados, pero creo que ya se queda muy corta si la comparamos con los problemas que nos aquejan actualmente. Eso sí, al tener una prosa sencilla y abundantes diálogos, se termina rápidamente, por lo que si quieren darle una oportunidad no les quitará mucho de su tiempo.

    said on 

  • 3

    El tema del libro me pareció muy interesante. Bien fundamentado respecto a las teorías de condicionamiento respondiente, no me parece descabellado que si se modifican las condiciones prenatales y se c ...continue

    El tema del libro me pareció muy interesante. Bien fundamentado respecto a las teorías de condicionamiento respondiente, no me parece descabellado que si se modifican las condiciones prenatales y se controlan de esa forma los estímulos, además de el continuo lavado de cerebro y la presión social, se consiga nulificar la individualidad y fabricar personalidades "en serie".
    Me quedo con una frase del DIC: "éste es el secreto de la felicidad y la virtud: amar lo que uno tiene que hacer. Todo condicionamiento tiende a esto: a lograr que la gente ame su inevitable destino social." Y es que me parece tan cierta: el sentirnos o no felices, depende del grado de aceptación que tenemos de nuestra realidad, así como de la capacidad de adaptarnos al medio.
    Era curioso cómo tanto en la sociedad de salvajes, como en la sociedad "civilizada", la dinámica grupal era la misma: de rechazo y aislamiento a los individuos que eran diferentes, o que osaban pensar y sentir de forma distinta. Por tanto, si quieres ser aceptado, tienes que ser uno más.
    Un tema buenísimo para debatir.
    Sin embargo, la historia en sí no consiguió apasionarme, me queda la sensación de que le faltó algo a la trama; además de que los personajes me dejaron indiferente.

    said on 

  • 5

    Come narratore Huxley non è granché (stando a questo libro): i personaggi mancano di spessore e la trama è sviluppata piuttosto male.
    Eppure, il nostro autore ha il dono della Visione (sì, anche anni ...continue

    Come narratore Huxley non è granché (stando a questo libro): i personaggi mancano di spessore e la trama è sviluppata piuttosto male.
    Eppure, il nostro autore ha il dono della Visione (sì, anche anni prima di prendere le droghe). Ma il meglio di questo libro non è che descrive una distopia ormai realizzata (dalla quale siamo ancora, direi, piuttosto lontani). La cosa che colloca quest'opera ai livelli del Genio è che la società descritta, questo mondo nuovo, è dannatamente, dannatamente affascinante.

    said on 

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