Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Un oscuro scrutare

Collezione Dick 19

Di

Editore: Fanucci

4.2
(1588)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 384 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Tedesco , Portoghese , Sloveno

Isbn-10: 8834709853 | Isbn-13: 9788834709856 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Gabriele Frasca ; Curatore: Pagetti Carlo

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

Ti piace Un oscuro scrutare?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Los Angeles 1994: una droga misteriosa, la Sostanza M, invade il mercato seminando follia e morte. La sua origine è ignota come la sua composizione e l'organizzazione che la diffonde. Robert Arctor, agente della Narcotici, si infiltra tra i tossici che ne fanno uso, vive con loro, diventa simile a loro, tutto per scoprire chi dirige le fila del traffico illegale. Quando è tra i colleghi della polizia Arctor indossa un abito speciale che nasconde le sue fattezze, e nessuno conosce la sua identità di tossicodipendente; al tempo stesso nessuno sa che è un infiltrato. Fin quando non gli viene chiesto di seguire una persona in particolare, e gli viene data una sofisticata apparecchiatura elettronica che gli consente di spiare ogni azione e parola del sospettato, giorno per giorno, ora dopo ora. Da quel momento Bob Arctor dovrà sorvegliare se stesso...

Un romanzo di straordinaria potenza emotiva, dedicato idealmente a quella generazione che dopo aver sognato un mondo diverso ha scoperto il baratro delle droghe, della dipendenza, dell'annullamento di sé. Canto del cigno di un'epoca, "Un oscuro scrutare" (pubblicato nel 1977) è una vetta amara e lirica dell'opera di Philip K. Dick: qui i temi classici della paranoia, dell'allucinazione, del rovesciamento metafisico di realtà e apparenza acquistano un tono doloroso e appassionato, riflettendosi sulle tragedie individuali di persone smarrite e 'fuor di sesto' che sognano la felicità e assistono invece all'imporsi di un incubo. E il tempo del romanzo è un futuro profetico dominato dalla tecnologia e dalla manipolazione sociale, dalla cultura del sospetto e della paura permanente, in cui ognuno è guardia e assieme ladro, vittima innocente e insieme consapevole traditore.

Ordina per
  • 4

    Voto: sette

    Su questo romanzo dice tutto l'autore in una nota posta in coda: «Quello che avete letto è un romanzo che riguarda alcune persone che sono state punite eccessivamente per quello che hanno fatto. Volevano divertirsi, ma si comportarono come quei bambini che giocano per strada, che per quanto possa ...continua

    Su questo romanzo dice tutto l'autore in una nota posta in coda: «Quello che avete letto è un romanzo che riguarda alcune persone che sono state punite eccessivamente per quello che hanno fatto. Volevano divertirsi, ma si comportarono come quei bambini che giocano per strada, che per quanto possano vedere come ciascuno di loro, l'uno dopo l'altro, rimanga ucciso, travolto, mutilato, annientato, non per questo smettono di giocare.». A cosa si riferisce Dick è presto detto: droga.
    Nel libro viene infatti trasfigurata l'esperienza dell'autore con le sostanze stupefacenti avvenuta negli anni Sessanta: sebbene lui ne sia uscito più o meno bene, il lungo elenco dei suoi compagni che ne sono rimasti scottati per sempre testimonia che la droga è un gioco pericoloso. Di qui a scriverne un romanzo allucinato e paranoico è un attimo.

    Bob Arctor è un agente della Narcotici che, lavorando sotto copertura, cerca di trovare chi è che immetta sul mercato la micidiale droga allucinogena nota come Sostanza M.
    Bob Arctor inoltre è anche Fred, ossia il nome in codice che usa presso la centrale di polizia dove deve indossare una tuta disindividuante che lo rende totalmente anonimo agli occhi e alle orecchie di un qualsiasi interlocutore. Nessuno sa chi si celi sotto l'identità di Fred, nemmeno i suoi superiori.

    Mentre conduce una vita simile a quella del Drugo de "Il grande Lebowski", Arctor finisce per sviluppare una forte dipendenza dalla sostanza M, che gli procura danni cerebrali tali da indurlo a vivere due vite distinte. A causa del suo anonimato, infatti, a Fred viene ordinato di sorvegliare, mediante videocamere nascoste, la vita di Bob. E allora è tutto un florilegio di bipolarismi, paranoie, straniamenti, allucinazioni, dejà vu. Fred non riconosce più Bob Arctor come sé stesso, vedendo solo un tossico e nulla più. Addirittura dovrebbe incastrare Bob come spacciatore. Insomma, una storia davvero incasinata, di cui ho dovuto tacere alcuni particolari per non rovinarvi la lettura.

    Philip Dick parla di temi già trattati nei suoi precedenti romanzi (paranoia e sdoppiamenti di personalità sono un suo must), ma la lettura è comunque molto piacevole, col suo linguaggio hard-boiled (tutte le ragazze vengono chiamate "pollastrelle") e le situazioni assurde. Si perde solo verso la fine, dove diviene un po' pesante e gira un po' a vuoto, nonostante i risvolti filosofici e sociali delle sue riflessioni siano molto interessanti, e siano un invito ad approfondire le questioni sollevate.

    Ottimo infine il lavoro redazionale della Fanucci, che offre un prodotto editoriale di alto livello ad un prezzo davvero accessibile.

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro assoluto

    Un libro di un valore incontestabile.Un libro a mio modo di vedere dal grandissimo significato filosofico.
    Ottima anche la trasposzione cinematografica di Richard Linklater.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Philip K. Dick trasforma la classica caccia al ladro, anzi allo spacciatore, in un caccia a sé stesso. sbrirro e ricercato/spiato sono la stessa persona: Fred è un agente che nessuno può identificare perché indossa una tuta disinviduante, Bob è sempre Fred infiltrato in una casa di spacciatori ch ...continua

    Philip K. Dick trasforma la classica caccia al ladro, anzi allo spacciatore, in un caccia a sé stesso. sbrirro e ricercato/spiato sono la stessa persona: Fred è un agente che nessuno può identificare perché indossa una tuta disinviduante, Bob è sempre Fred infiltrato in una casa di spacciatori che passano il giorno a farsi di Sostanza M e di paranoie.
    Nessuno sa che Bob è Fred, nemmeno Bob e Fred che vivono una vita bipolare dove solo ogni tanto la lucidità oscura la follia.
    La Sostanza M formidabile e spietata è la causa di tutto, una droga che mette il cervello in lotta tra emisfero destro e sinistro.
    Tutto è bipolare, anche il finale.

    ha scritto il 

  • 3

    Faticoso, la fine però...

    Veramente faticoso da leggere. Dialoghi assurdi tra strafatti. L'inizio è impossibile e ho pensato di abbandonalo più di una volta. La fine vale tutta la pazienza spesa. I libri di Dick però sono parecchio "disturbing".

    ha scritto il 

  • 3

    Forse il più visionario dei romanzi di Dick, sicuramente uno dei più apprezzati dal pubblico.


    Il mondo visto da uomini perennemente sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, la narrazione è per questo volutamente confusa e di non facile comprensione.


    Non mi ha fatto impazzire... ...continua

    Forse il più visionario dei romanzi di Dick, sicuramente uno dei più apprezzati dal pubblico.

    Il mondo visto da uomini perennemente sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, la narrazione è per questo volutamente confusa e di non facile comprensione.

    Non mi ha fatto impazzire...

    ha scritto il 

  • 4

    ho faticato a seguire buona parte della parte centrale del romanzo, non trovando un "centro di gravità" su cui focalizzare la mia attenzione durante la lettura.
    Direi che le pagine finali, molto emozionali, riscattano completamente il romanzo, come anche la postilla dell'autore.

    ha scritto il 

  • 5

    Io ho visto sorgere la morte dalla terra

    Non è l'opera più visionaria di Dick, ma probabilmente è il suo romanzo migliore. Sicuramente quello più struggente.


    Splendida la rappresentazione del gruppo di tossici e sfaccendati nel quale il protagonista e' costretto ad infiltrarsi per indagare sulla provenienza della letale e misteri ...continua

    Non è l'opera più visionaria di Dick, ma probabilmente è il suo romanzo migliore. Sicuramente quello più struggente.

    Splendida la rappresentazione del gruppo di tossici e sfaccendati nel quale il protagonista e' costretto ad infiltrarsi per indagare sulla provenienza della letale e misteriosa droga chiamata "sostanza M". Il loro cazzeggiare ad arte, i dialoghi tanto sconclusionati quanto divertenti.

    Tragica la graduale ma irrimediabile perdita di controllo e di identità del protagonista.

    La conclusione, che arriva tanto improvvisa ed innaspettata da lasciarti quasi insoddisfatto, è perfetta.

    ha scritto il 

Ordina per