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Un padre e una figlia

Di

Editore: Il Nuovo Melangolo

4.1
(37)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 123 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8870183440 | Isbn-13: 9788870183443 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Carlo Alberto Bonadies

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 3

    Gli istanti d'esaltazione durante i quali aveva creduto nell'avvenire gli parvero puerili

    L’ottocento è finito, siamo negli anni ’20 del nuovo secolo e c’è un uomo che vuole elevarsi sugli altri, che si sente un predestinato. Dopo un paio di tentativi falliti nel settore industriale, migliora la propria posizione economica avviando un salone da parrucchiere.
    La vergogna e il sen ...continua

    L’ottocento è finito, siamo negli anni ’20 del nuovo secolo e c’è un uomo che vuole elevarsi sugli altri, che si sente un predestinato. Dopo un paio di tentativi falliti nel settore industriale, migliora la propria posizione economica avviando un salone da parrucchiere.
    La vergogna e il senso di inadeguatezza però, potranno sulla sua vita più del successo ottenuto.
    Viene in mente Papà Goriot leggendo di Jean Antoin About. Entrambi si immolano per la felicità delle figlie, entrambi al posto dell’amore tanto desiderato, saranno ricambiati col disprezzo.
    Da qualche parte lessi che a sei anni si è già gli individui che diventeremo, il carattere si è già formato. Il bambino conterrebbe l’adolescente e l’uomo, vani sarebbero i tentativi successivi di essere all’altezza.
    Avviandosi alla cinquantina , avanzava verso un mondo nuovo, circondato, al pari del suo, di solitudine. Tutto quanto, fino allora, gli era parso accompagnarlo, lo stava lasciando. Di colpo si ritrovava preda della stessa debolezza dei suoi esordi nella vita, senza più disporre della fiducia di un tempo

    ha scritto il 

  • 5

    Grande Bove.


    La scrittura precisa, asciutta, il bagliore di un particolare, diventeranno cifra stilistica di altre correnti successive (Camus, Aragon, Sartre), ma per il momento in Francia, in quell’epoca, c’è solo lui.


    In poche parole la vita di un uomo.


    Antoine capace nel l ...continua

    Grande Bove.

    La scrittura precisa, asciutta, il bagliore di un particolare, diventeranno cifra stilistica di altre correnti successive (Camus, Aragon, Sartre), ma per il momento in Francia, in quell’epoca, c’è solo lui.

    In poche parole la vita di un uomo.

    Antoine capace nel lavoro, ha idee che gli permettono di crearsi un’attività, ma c’è un difetti di fondo. Non ha alcuna stima per sé stesso, è sempre ripiegato in un ossessivo sottovalutarsi, ha quel qualcosa che spinge una persona a provarne disgusto.
    Una persona che si presenta eccessivamente gentile e servile ci spinge spesso ad avere un atteggiamento più duro del solito, al limite dell’arroganza. Ma ci siamo mai chiesti, quel tizio/a cos’ha dentro per comportarsi così?
    Be’, si legge questo libro e si ha un’idea.

    L’ammirazione continua, l’acquiescenza, le continue attenzioni (fiori tutti giorni, e i cioccolatini) e quella muta richiesta negli occhi di essere amato, gli allontana la moglie e poi anche la figlia.
    Solo, Antoine, si lascerà finalmente andare all’alcool, al gioco, ai rapporti con personaggi da osteria (i soli che non sente superiori), alla non cura di sé. La vita è così difficile e concede così poco! Una volta raggiunto l’annullamento potrà non pensare e non ricordare. Ciò che avverrà della propria persona è una domanda che non si è mai posto.

    Molto bello anche L’amore di Pierre Neuhart, e strepitoso Una fuga.

    Uno scrittore sparito nel nulla per un bel po’ di anni, ma molto amato da altri scrittori, dalle sue prime pubblicazioni ad oggi. E’ merito loro se si è ricominciato a pubblicarlo, con cautela. Adelphi è riuscita a ripescare Zweig, Walser, Joseph Roth. Bove è sparpagliato su più case editrici, alle quali va dato merito, ma piccole. Il suo primo romanzo, I miei amici, mi risulta introvabile.

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo

    Questo libricino è un capolavoro.
    Poche righe in grado di esprimere una desolazione straziante.
    In letteratura il soccombente è una figura nota, però Jean-Antoine About ha provato a salvarsi dalla morsa della realtà... ci ha provato davvero.
    Ma al furore persecutorio dell ...continua

    Questo libricino è un capolavoro.
    Poche righe in grado di esprimere una desolazione straziante.
    In letteratura il soccombente è una figura nota, però Jean-Antoine About ha provato a salvarsi dalla morsa della realtà... ci ha provato davvero.
    Ma al furore persecutorio della vita si può opporre solo una resa incondizionata, un lento masochistico macerare nel nulla assoluto.
    Da leggere.

    ha scritto il 

  • 5

    Jean-Antoine About s’era creato in quel luogo un suo angolino, quello in cui la moglie, all’epoca in cui la coppia viveva insieme, si beffava in questi termini: «Se non hai sempre i tuoi angolini!…», oppure: «Possibile che non possa vivere senza uno sgabuzzino?».

    ha scritto il 

  • 3

    Racconto lungo, attuale nella scrittura e nel tema, è un poco irritante per i salti temporali che si concludono in poche righe, per i sentimenti e le emozioni attribuite ai protagonisti che, ahimè, mi hanno ricordato quelli assai piu' irritanti di Canetti (Autodafè) e che allo stesso modo mi sono ...continua

    Racconto lungo, attuale nella scrittura e nel tema, è un poco irritante per i salti temporali che si concludono in poche righe, per i sentimenti e le emozioni attribuite ai protagonisti che, ahimè, mi hanno ricordato quelli assai piu' irritanti di Canetti (Autodafè) e che allo stesso modo mi sono sembrati artificiosi e puramente letterari, per una postfazione di cui fatìco ad indovinare il valore - ma sopratutto il significato.

    ha scritto il 

  • 4

    Il racconto è particolare come il personaggio protagonista. Coinvolgente ed efficace nelle sfumature e nelle descrizioni. Trasparente. Una bellissima scoperta, andrò a cercare altro di questo autore che mi ha stupita e coinvolta in questa breve ma intensissima lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    E’ stupefacente come l’autore in poche, pochissime pagine sappia racchiudere tutta l’incompiutezza di una vita, e una vita intera.
    Jean-Antoińe About si è sempre sentito debole rispetto al mondo, privo di quelle qualità che decretano il successo, che si traducono in rispetto e considerazio ...continua

    E’ stupefacente come l’autore in poche, pochissime pagine sappia racchiudere tutta l’incompiutezza di una vita, e una vita intera.
    Jean-Antoińe About si è sempre sentito debole rispetto al mondo, privo di quelle qualità che decretano il successo, che si traducono in rispetto e considerazione.
    Jean-Antoińe About ha avvertito costantemente la propria mediocrità e vissuto la consapevolezza di un sé miserevole che non vale niente, ma -animato da ardori, da propositi, da entusiasmi- ha provato a migliorarsi e a migliorare la propria condizione attraverso gli studi, attraverso il lavoro, attraverso gli affetti.
    Ha cercato di salire i gradini del mestiere che si è scelto -fosse impiegato o parrucchiere- ed è riuscito ad avere un’attività redditizia, anche se ne soffre tutta la pochezza e il limite, perché non lo toglierà dall’anonimato, né lo farà sentire a suo agio nella vita, sicuro di sé e del suo posto nel mondo.
    Ha cercato di essere sempre pieno di attenzioni, generoso e indulgente nei confronti della moglie, per darle quella felicità che potesse farlo amare, ma i suoi sforzi son serviti unicamente a riempirla di rancoroso disprezzo e ad allontanarla definitivamente da lui.
    Ha cercato di umiliare se stesso per innalzare la figlia -quella figlia che prende lezioni di pittura e lo fa sentire fiero, quella figlia che potrebbe essere il suo riscatto… Ha cercato di seppellire il proprio indifeso amore per non degradarla, contento di veder accettati, se non riconosciuti, tutti i suoi sacrifici, ma lei ha chiesto di potersi allontanare. Anche lei lo ha tradito, riempito d'amarezza.
    Jean-Antoińe About è solo. E' solo perchè non è mai riuscito a superare il limite di quella percezione talmente negativa di sé -un’ombra gigantesca e opprimente, capace di offuscare l’esistenza reale, capace di cancellarvi ogni luminosità, ogni speranza- da doversi colpevolizzare e punire, sentendosi sempre più inadeguato.
    Jean-Antoińe About a poco a poco si lascia quindi scivolare in quel nulla dove non esistono più sogni, ambizioni, dignità -una sorta di disperato isolamento dal mondo e di follia in cui espiare il proprio modo di essere e godere della propria abiezione.
    Un piccolo libro che è la voce stessa della desolazione. Una voce potente, però. Capace di colpire dritto al cuore. Capace di annidarsi dentro. Capace di riempire la mente di un turbinio di pensieri. Capace di lasciare l’eco di sé a lungo.

    ha scritto il 

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