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Un paese di baroni

Di ,

Editore: Chiarelettere

3.5
(37)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 309 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8861900151 | Isbn-13: 9788861900158 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: History

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Descrizione del libro
"Non mi sento neppure precario, sono un invisibile e temo delle rappresaglie. Ho paura." Testimonianza di un lettore dell'università di Genova, pubblicata su "il manifesto", 18 ottobre 2008
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  • 3

    Promettente ma noioso e ripetitivo

    La somiglianza dei vari racconti e delle varie testimonianze, senza entrare nel merito sul fatto che possa essere giustificata dalla situazione o eccessiva ed esageratamente critica, rende noiosa la ...continua

    La somiglianza dei vari racconti e delle varie testimonianze, senza entrare nel merito sul fatto che possa essere giustificata dalla situazione o eccessiva ed esageratamente critica, rende noiosa la lettura di un saggio che al contrario dal titolo sembrebbe essere molto piu' interessante e piacevole. Da un punto di vista giornalistico puo' pure essere valido, ma rimane forse un po' difficile da farsi leggere e digerire al grande pubblico.

    ha scritto il 

  • 3

    Dopo un'iniziale scorpacciata di immondizia accademica, passa la voglia di continuare a leggere, perché purtroppo se ne ha già abbastanza della lunga lista di vergognosi casi di "malauniversità" e ...continua

    Dopo un'iniziale scorpacciata di immondizia accademica, passa la voglia di continuare a leggere, perché purtroppo se ne ha già abbastanza della lunga lista di vergognosi casi di "malauniversità" e si tenta solo di capire se in questa Italia malata ci sia almeno un'isola incontaminata. La giostra oscena che tutti guardano e che tutti ormai conoscono, però, non la lascia nessuno, né giostranti, né giostrai. Un libro che, ahimè, non smuoverà nemmeno un po' le acque torbide ed inquinate del nostro sistema universitario.

    ha scritto il 

  • 3

    La descrizione della tragica realtà dell'Università italiana è così dettagliata da risultare soffocante. Centinaia di pagine che delineano con nomi e cognomi una realtà fatta di figli e amanti, ...continua

    La descrizione della tragica realtà dell'Università italiana è così dettagliata da risultare soffocante. Centinaia di pagine che delineano con nomi e cognomi una realtà fatta di figli e amanti, di rapporti con la massoneria e la mafia, di intrecci di politica e notabilati locali, signorie e vassallaggi. Come pretendere che un paese si preoccupi del conflitto di interessi quando ci sono professori che possiedono le case editrici che pubblicano i testi dei concorrenti, medici che lavorano mescolando interesse pubblico e privato, dinastie che si insediano inamovibili in intere Università.

    Però. Però i due autori non resistono alla tentazione di fare un uso assai arbitrario delle cifre, come fatto negli ultimi mesi sui giornali, per dare corpo e sensazione alle loro denunce. Peccato che tali cifre siano distorte, mal interpretate, volutamente piegate. Esempi?
    La famosa proliferazione dei corsi da 2500 a 5500; che è il semplice effetto dell'introduzione della laurea breve, spezzando quello che prima era un corso unico in due, nessuno scandalo, anche perchè le cattedre non sono più legate agli insegnamenti . L'assenza degli atenei italiani dalle classifiche internazionali di competitività: vera ma perchè non dire che quando tali classifiche vengono fatte per dipartimenti improvvisamente gli italiani rispuntano, a significare che è il modo in cui si aggregano le eccellenze a differire dagli altri paesi (ed infatti le nostre università riconosciute migliori sono quelle dalla offerta formativa più coerente: la Bocconi , i Politecnici...).

    Un'occasione in parte persa.

    ha scritto il