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Un paese di temporali e di primule

Di

Editore: TEA (TeaDue, 363)

4.1
(32)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 315 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8878198943 | Isbn-13: 9788878198944 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Nico Naldini ; Prefazione: Nico Naldini

Disponibile anche come: Altri

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Descrizione del libro
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  • 0

    "Non sono che parole, tuttavia mi assicurano che mi trovo ancora sulla strada per la quale cammino da un'infinità di tempo"

    Un paese di temporali e di primule è una finestra sul Pasolini degli anni che definirei perduti se non credessi che nessun istante della vita di un uomo va davvero smarrito o risulta veramente sprecato. La tentazione di chiamarli perduti viene dalla constatazione che pochi, pochissimi giov ...continua

    Un paese di temporali e di primule è una finestra sul Pasolini degli anni che definirei perduti se non credessi che nessun istante della vita di un uomo va davvero smarrito o risulta veramente sprecato. La tentazione di chiamarli perduti viene dalla constatazione che pochi, pochissimi giovani sono già determinati, e dunque immutabili, già uomini (o identici a come saranno una volta raggiunta, anche anagraficamente, l'età adulta) quando sono ancora ragazzi. Pasolini, in questo senso, non è stato un giovane eccezionale: nei suoi anni adolescenti (tarda adolescenza), spaventati, esaltati, fragili, friulani, anche Pasolini cercava, non senza fatica (anzi, con una fatica voluta, cercata, con un impegno ed una determinazione disperati, tipici di chi si sente, ed è percepito, come diverso in una comunità di uguali), una voce, una strada (per quanto la natura e l'educazione avessero già tracciato l'inizio di un cammino possibile). Quegli anni, gli anni che gli scritti eterogenei raccolti in questo volume dal cugino, per parte di madre, di P., Nico Naldini, furono, per Pier Paolo, anni di formazione, di una coscienza turbata, tremante, che andava necessariamente temprata, di una terribile perdita (quella di un fratello, Guido-Ermes, dato in pegno ai neri, infami gorghi di una Storia ingrata e feroce) e della ricerca di una guida (che finì poi per trovare in se stesso); anni, dunque, nei quali tutto ciò che egli faceva altro non era se non un investimento per il futuro. L'amore per la madre si mescola, in lui, all'amore per la terra (per il fango del suo Friuli, impastato di pioggia, per i campi decorati di primule); la terra, anzi, si fonde/confonde con la madre: al suo richiamo, P. risponde come risponderebbe alla carezza della genitrice, con un abbandono dolce, un brivido di trepidazione, una punta di insofferenza. La sua lingua è precisa, lirica, complessa, a volte leziosa, già qui (mentre disquisisce intorno alla lingua friulana e al difficile percorso verso l'autonomia della sua terra); il tono è già furente, sprezzante, provocatorio. I brani più belli sono quelli meramente descrittivi; in essi la poesia scivola sulla prosa, spandendovi sopra riflessi preziosi, di luna.

    ha scritto il 

  • 5

    Un paese di temporali e di primule 1993

    1993, Guanda Editore. Prima edizione Le Fenici tascabili ottobre 2001. A cura di Nico Naldini.


    Il libro raccoglie scritti degli anni 1945-1951. E'il libro della giovinezza di Pasolini, degli anni trascorsi a Casarza, paese natale della madre. Il piccolo mondo friulano, appassionatamente a ...continua

    1993, Guanda Editore. Prima edizione Le Fenici tascabili ottobre 2001. A cura di Nico Naldini.

    Il libro raccoglie scritti degli anni 1945-1951. E'il libro della giovinezza di Pasolini, degli anni trascorsi a Casarza, paese natale della madre. Il piccolo mondo friulano, appassionatamente amato, resterà per Pasolini un riferimento mitologico ed esistenziale assoluto. Il mondo del perfetto amore, il simbolo di un'umanità arcaica e innocente, del senso magico e lirico della vita. Negli anni a venire il mondo di Casarza, materno e gentile, lo accompagnerà nella vita e nella letteratura, fin dentro gli aspetti più crudi dela sua personalità artistica e umana. Come diceva Guevara << si può fare la rivoluzione senza perdere la tenerezza >>. Il lirismo di certe pagine, specie nel racconto dei paesaggi friulani è cosa rara nella nostra letteratura.

    ha scritto il 

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