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Un paese troppo lungo

L'unità nazionale in pericolo

By Giorgio Ruffolo

(83)

| Hardcover | 9788806199913

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Book Description

Furono gli Arabi a dire che l'Italia era troppo lunga e,come loro, molti altri hanno sperimentato la difficoltà di conquistare (e poi governare) tutta intera la nostra penisola. Una storia che Ruffolo racconta con l'occhio al presente, per opporre al Continue

Furono gli Arabi a dire che l'Italia era troppo lunga e,come loro, molti altri hanno sperimentato la difficoltà di conquistare (e poi governare) tutta intera la nostra penisola. Una storia che Ruffolo racconta con l'occhio al presente, per opporre alle spinte anti-risorgimentali, oggi sempre più forti, una speranza: recuperare la forza ideale della nazione per tenere insieme questo nostro, lunghissimo paese

10 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Talvolta troppo discorsivo, tal altra superficiale, sfiora il fiabesco per il Medioevo e il "sentito dire" per il Risorgimento e l'Unità d'Italia. Da un saggio di poche pagine non mi aspettavo certo una rivoluzione critica, ma qualcosina di nuovo sì. ...(continue)

    Talvolta troppo discorsivo, tal altra superficiale, sfiora il fiabesco per il Medioevo e il "sentito dire" per il Risorgimento e l'Unità d'Italia. Da un saggio di poche pagine non mi aspettavo certo una rivoluzione critica, ma qualcosina di nuovo sì. E quello manca del tutto.

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    Alibi said on Nov 13, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Abbiamo fatto l'Italia, ma ancora dobbiamo fare gli italiani. Sta per ricorrere il centocinquantesimo anniversario dell'unità d'Italia, e mai come in questo decennio si ha il sentore di una società divisa e contrapposta. Questa insana rincorsa al fed ...(continue)

    Abbiamo fatto l'Italia, ma ancora dobbiamo fare gli italiani. Sta per ricorrere il centocinquantesimo anniversario dell'unità d'Italia, e mai come in questo decennio si ha il sentore di una società divisa e contrapposta. Questa insana rincorsa al federalismo, voluta insistentemente dalla destra e dalla sinistra, propugnata da un manipolo di politici che non superano il dieci per cento di consensi, e che la maggior parte degli italiani non ha ancora ben capito cosa sia e a cosa serva, sta caratterizzando un clima di disgregazione ed il timore di balcanizzazione del nostro stato. Esistono sicuramente delle divergenze culturali tra nord e sud, concetti diversi della funzione dello stato, addirittura una concezione diversa della vita, ma sicuramente il federalismo, lo scissionismo, l'ipotesi di creare due maxi regioni autonome, come analizza questo libro, non è la panacea che risolve tutti i mali. C'è chi ama la polenta e chi preferisce i maccheroni: personalmente preferisco stare con chi non ha da mangiare, da qualsiasi parte d'Italia o del mondo provenga, perchè ci si sente utili, solidali e realizzati.

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    Ulisse said on Nov 6, 2010 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Un pò pamphlet, un pò saggio storico e sociologico. Per qualche parte, contiene un'analisi molto attenta, per altre parti procede un pò troppo a "sciabolate". La parte più interessante è quella che dedica all'esame del Mezzogiorno nel periodo succes ...(continue)

    Un pò pamphlet, un pò saggio storico e sociologico. Per qualche parte, contiene un'analisi molto attenta, per altre parti procede un pò troppo a "sciabolate". La parte più interessante è quella che dedica all'esame del Mezzogiorno nel periodo successivo alla unificazione. Poi il tema centrale, quello del dualismo tra nord e sud, ovvero quello di un paese che è rimasto "troppo lungo" e nel quale l'unificazione non è ancora compiuta, finisce con il disperdersi in un insieme di considerazioni, intelligenti e condivisibili, ma di scarsa organicità. Comunque, a mio avviso, un libro che vale la pena leggere.

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    Giulio said on Nov 6, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ho letto il libro con grande interesse ma con crescente perplessità, cresciuta a dismisura arrivato alla conclusione.

    Il paese troppo lungo è, ovviamente, l'Italia ed il nodo centrale affrontato dall'A. è la sua disomogeneità sociale, economica e po ...(continue)

    Ho letto il libro con grande interesse ma con crescente perplessità, cresciuta a dismisura arrivato alla conclusione.

    Il paese troppo lungo è, ovviamente, l'Italia ed il nodo centrale affrontato dall'A. è la sua disomogeneità sociale, economica e politica, di cui il segno manifesto è la frattura Nord-Sud. Quanto fragile è l'unità delle genti italiane, ci si chiede, e quali previsioni possono essere azzardate in un passaggio critico come l'attuale tra egoismi settentrionali e risentimenti meridionali?
    Del libro ho apprezzato la facilità di lettura, la capacità di ripercorrere sinteticamente ma con chiarezza e spirito critico alcuni periodi cruciali nella storia del Paese, la volontà di chiarire le ambiguità del Risorgimento e della lotta al brigantaggio.
    Anche il richiamare le vicende, assai lontane, della nascita della prima repubblica marinara (Amalfi) e dei primi regni meridionali (Arabi e Normanni) mi è servito come utile e chiarificatore "ripasso" di quanto studiato e regolrmente dimenticato ai tempi remoti del liceo, sebbene non sia affatto convinto dell'utilità di trattare l'argomento in relazione allo scopo del libro: d'accordo che nord e sud hanno avuto storie diverse ma questo può essere detto per molti altri paesi europei e ciò non ha impedito il costituirsi di stati assai più solidi dell'Italia.
    Ma, come detto, è la conclusione che ritengo inaccettabile e mi ha dato l'impressione di essere posticcia e forzata, incongrua con tutto il contenuto del libro. Strutturare la nazione in due stati federati (Centro-Nord e Meridione), di cui quello meridionale si concentri sul compito di rifondare politicamente, eticamente ed economicamente la società civile non capisco in che modo sia fattibile e possa credibilmente risolvere il problema meridionale.
    Quindi un libro agile, pieno di informazioni e di richiami interessanti quanto utili ma il cui senso complessivo non convince e la cui conclusione sembra espressa più per dovere che per convinzione.

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    Fred Gleick said on Aug 14, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Interessante in relazione all'anniversario x i 150 anni dell'unità d'Italia. Chiaro, sintetico con riferimenti attuali. Lettura comunque impegnativa che richiede una certa attenzione e critica.

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    Verokita said on Jul 16, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un paese troppo lungo può essere un bene (gli arabi non riuscirono per questo ad estendere il loro dominio su tutta la penisola) ma, più probabilmente, per l'Italia è stato, ed è ancora, un problema. Questo paese troppo lungo ha ancora irrisolta l'an ...(continue)

    Un paese troppo lungo può essere un bene (gli arabi non riuscirono per questo ad estendere il loro dominio su tutta la penisola) ma, più probabilmente, per l'Italia è stato, ed è ancora, un problema. Questo paese troppo lungo ha ancora irrisolta l'annosa "questione meridionale", e soffre di una unità incompiuta.

    Da questa considerazione parte Ruffolo per analizzare, attraverso una bellissima ricostruzione storica (la descrizione degli anni risorgimentali vale più di molte lezioni impartite negli anni scolastici), i motivi per cui l'Italia è un paese non ancora unito, non amministrativamente certo, ma dal punto di vista politico e "di popolo". Senza risparmiare critiche al ruolo mai del tutto assolto da parte della sinistra italiana, che con Gramsci pose la questione meridionale come questione nazionale e imprescindibile.

    Una lettura utile, in tempi di rinnovate pulsioni secessionistiche e di leghismo imperante.

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    alda said on May 12, 2010 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (83)
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    • 1 star
  • Hardcover 239 Pages
  • ISBN-10: 8806199919
  • ISBN-13: 9788806199913
  • Publisher: Einaudi
  • Publish date: 2009-01-01
  • Also available as: Others
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