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Un pallido orizzonte di colline

Di

Editore: Einaudi (Supercoralli)

3.7
(317)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 175 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Giapponese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Lettone , Polacco , Catalano

Isbn-10: 8806125494 | Isbn-13: 9788806125493 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Gaspare Bona

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 3

    A Nagasaki, sbandamenti dopo la bomba, la sconfitta bellica, l'occidentalizzazione; alcuni abbandonarono il paese verso una vita nuova (nella realtà, tra questi, gli Ishiguro). Temi rilevanti, dentro ...continua

    A Nagasaki, sbandamenti dopo la bomba, la sconfitta bellica, l'occidentalizzazione; alcuni abbandonarono il paese verso una vita nuova (nella realtà, tra questi, gli Ishiguro). Temi rilevanti, dentro una storia, però, piuttosto debole.

    ha scritto il 

  • 4

    Ambientato a Nagasaki una decina di anni dopo la fine della guerra, narra delle vicende di Sachiko, vedova con una problematica figlia di dieci anni, Mariko, che oscilla tra il dovere verso la figlia ...continua

    Ambientato a Nagasaki una decina di anni dopo la fine della guerra, narra delle vicende di Sachiko, vedova con una problematica figlia di dieci anni, Mariko, che oscilla tra il dovere verso la figlia e il desiderio di abbandonare un ambiente che ormai le pesa troppo per andare negli USA con il fantomatico Frank, che non si vede mai in tutta la storia ma si capisce non è il massimo dell'affidabilità. La vicenda è narrata in retrospettiva da Etsuko, che all'epoca era una vicina di casa e amica di Sachiko, ma adesso, ormai anziana, vive da anni in Inghilterra, in cui si è trasferita con il secondo marito. E' un bel libro, che riconferma l'abilità di Ishiguro di delineare le psicologie dei personaggi in un suo modo tutto particolare ma molto efficace. Lascia un po' storcere il naso il fatto che non ci viene detto come si conclude la storia di Sachiko, ma era probabilmente una scelta voluta, visto il parallelismo tra le vicende delle due protagoniste che viene reso evidente solo nelle ultime pagine, in pochi paragrafi agghiaccianti, per quello che il lettore sa già avverrà in seguito.
    Voto: 8

    ha scritto il 

  • 4

    Viene il momento per Etsuko, vedova giapponese che vive in Inghilterra, di levare lo sguardo dal presente doloroso e sofferto, per cercare in un altrove lontano un senso e una ragione. Ossessionata da ...continua

    Viene il momento per Etsuko, vedova giapponese che vive in Inghilterra, di levare lo sguardo dal presente doloroso e sofferto, per cercare in un altrove lontano un senso e una ragione. Ossessionata dal suicidio della figlia Keiko, Etsuko spinge il pensiero a Nagasaki subito dopo la guerra, dove nel deserto dei sopravvissuti maturava la sua gravidanza turbata. In questo percorso a ritroso nel tempo, Etsuko ricompone la storia parallela di Sachiko e della sua tormentata bambina: Butterfly come tante, Sachiko aspetta un amore, una partenza che non arriverà mai, mentre sua figlia affonda nell'angoscia di ricordi troppo crudi.Non ci sono spiegazioni o epifanie in questo racconto poetico e disadorno, che suggerisce più di quanto sveli; tutto resta sospeso e irrisolto.
    Questo libro segna l’esordio letterario di questo straordinario scrittore, nel ben lontano 1982. In questo libro Ishiguro riesce in modo ben visibile a descrivere tutti i sommovimenti, le regole, le piccole usanze, le austere gerarchie, le dinamiche relazionali, l’arrivo della guerra. Ben delineate sono anche le psicologie dei personaggi, i loro problemi, i loro affanni, quel senso di incertezza che verrà portato viva solo da “quel pallido orizzonte” che sembra farsi paladino e pacere di quelle ataviche discordie tra il mondo Giapponese e la madre della democrazia: l’America.

    ha scritto il 

  • 4

    Malinconici paesaggi

    Non potevo certamente farmi mancare la prima opera di Ishiguro dopo aver tanto apprezzato le seguenti. A colpirmi immediatamente è stata la malinconia della protagonista Etsuko, che si accinge a racco ...continua

    Non potevo certamente farmi mancare la prima opera di Ishiguro dopo aver tanto apprezzato le seguenti. A colpirmi immediatamente è stata la malinconia della protagonista Etsuko, che si accinge a raccontare un lontano episodio della sua vita a Nagasaki.
    Come Ishiguro riesce a toccare gli eventi più tragici con le sue lievi parole, non c'è nessuno.

    Qui la mia recensione completa:http://elisewinrigby.wordpress.com/2014/02/07/un-pallido-orizzonte-di-colline-in-unistantanea-di-kazuo-ishiguro/

    ha scritto il 

  • 3

    Disappointment?

    Perphaps I do not want to admit that Ishiguro has just let me down - him being one of the most brilliant authors that I came across last year - but I'll probably end up saying that this is exactly the ...continua

    Perphaps I do not want to admit that Ishiguro has just let me down - him being one of the most brilliant authors that I came across last year - but I'll probably end up saying that this is exactly the case. I am disappointed. Incredibly disappointed. I was expecting something more from such a critically acclaimed novel, but - as far as I am concerned - 'A Pale view of Hills' did not live up to my expectations.
    The beginning of the novel was definitely full of promises, it felt like all the characters were hiding something mysterious behind the more or less shimmering patina of their lives: all the elements were right there, we just needed the hand of a genius such as Ishiguro to link them all together and create one of the most powerful stories of contemporary literature.
    Unfortunately, it did not happen. What an incredible shame.

    ha scritto il 

  • 2

    4,5/10

    Molto giapponese, con i pregi e i difetti del caso. Se da un lato ambientazione e dialoghi sono molto caratteristici e interessanti nella loro diversità dalla nostra cultura, dall'altro la storia risc ...continua

    Molto giapponese, con i pregi e i difetti del caso. Se da un lato ambientazione e dialoghi sono molto caratteristici e interessanti nella loro diversità dalla nostra cultura, dall'altro la storia rischia davvero di essere noiosa: il poco che succede viene spesso narrato con un tono da Grande Riflessione Metaforica Esistenziale, e alla fine non rimane granché.

    ha scritto il 

  • 3

    Triste, malinconico e d'atmosfera più che d'azione. In un momento qualsiasi della vita di una donna s'interseca un lungo flash-back incompiuto. Molto giapponese. Ma molto poco adatto a una vacanza di ...continua

    Triste, malinconico e d'atmosfera più che d'azione. In un momento qualsiasi della vita di una donna s'interseca un lungo flash-back incompiuto. Molto giapponese. Ma molto poco adatto a una vacanza di sole, vento e mare.

    ha scritto il 

  • 3

    Un racconto, più che un romanzo, dove si immagina ma nulla viene svelato, tutto descritto in punta di penna. Delicato, decisamente di impronta orientale, assolutamente diverso da "Quel che resta del g ...continua

    Un racconto, più che un romanzo, dove si immagina ma nulla viene svelato, tutto descritto in punta di penna. Delicato, decisamente di impronta orientale, assolutamente diverso da "Quel che resta del giorno", che mi aveva rapito: questo è il motivo di tre stelle e non quattro, forse più meritate.

    ha scritto il 

  • 4

    Comincia come una narrazione semplice e minimale, ma più si procede e più diventa misterioso, con piccoli flash rivelatori che danno i brividi, come se la voce narrante si fosse lasciata scappare la v ...continua

    Comincia come una narrazione semplice e minimale, ma più si procede e più diventa misterioso, con piccoli flash rivelatori che danno i brividi, come se la voce narrante si fosse lasciata scappare la verità in un lapsus linguae... avete presente quando Etsuko si avvicina alla bambina con una corda in mano? la cosa non ci viene detta nè tantomeno spiegata eppure è così. La storia non è che una serie di evocazioni della stessa immagine, madri che in qualche modo, direttamente o indirettamente, provocano la morte della figlia per sopravvivere. Davvero "forte" e al tempo stesso immensamente poetico.

    ha scritto il