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Un peu plus loin sur la droite

By Fred Vargas

(94)

| Paperback | 9782290351314

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Book Description

Ex-flic, Louis Kehlweiler découvre par hasard un petit os humain dans un excrément de chien. Il note les habitudes de chaque promeneur de chien du secteur tandis que Vandoosler, son jeune archiviste, épluche les journaux pour déceler la moindre mort Continue

Ex-flic, Louis Kehlweiler découvre par hasard un petit os humain dans un excrément de chien. Il note les habitudes de chaque promeneur de chien du secteur tandis que Vandoosler, son jeune archiviste, épluche les journaux pour déceler la moindre mort suspecte. Leurs recoupements finissent par les conduire à Port-Nicolas, village perdu de la côte du Finistère, où la vieille Marie a chuté d'une falaise deux semaines auparavant. La gendarmerie avait conclu à l'accident mais Kehlweiler refuse de lâcher le morceau. Pour imposer son point de vue, il doit se confronter aux élus et aux notables, ainsi qu'aux rumeurs et aux rancoeurs de la bourgade. Un défi comme aime les relever Kehlweiler, cet esprit indépendant qui n'a pas peur de plonger les deux mains dans la boue.

344 Reviews

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    Per un momento, anche se più lungo del normale, ho davvero pensato di leggere il primo libro brutto della Vargas. Poi fortunatamente la situazione è tornata alla normalità. Si, perché Un po' più in la sulla destra è diverso per certi versi ai raccont ...(continue)

    Per un momento, anche se più lungo del normale, ho davvero pensato di leggere il primo libro brutto della Vargas. Poi fortunatamente la situazione è tornata alla normalità. Si, perché Un po' più in la sulla destra è diverso per certi versi ai racconti precedenti della scrittrice francese. Sembra spaccato in due, con una prima parte davvero lenta e caotica ed una seconda parte brillante e decisamente interessante. Normalmente la Vargas ha abituato i suoi lettori ad entrare subito nel vivo dopo 20-30 pagine. In questo caso, la gestazione è stata lunga e pesante, segno che la storia ha preso corpo a poco a poco nella mente della scrittrice cui forse non era ancora ben chiara la fine. Il libro ne risente negativamente nella prima parte dove tutto sembra rallentato e poco fluido, ma ne risente anche positivamente perché trattandosi pur sempre di un genere thriller/giallo , sembra ad ogni pagina che tutti possano essere assassini e vittime in una serie infinita di colpi di scena e situazioni intricate. Non si smentisce mai Fred Vargas, anche se stavolta ho avuto delle riserve e perplessità rispetto ad altre sue opere.(less)

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    Nilo said on Sep 23, 2014 | Add your feedback

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    Noioso, poco avvincente, a volte confuso: tutti aggettivi che non avrei mai pensato di associare ad un romanzo di Fred Vargas. Sarà il mio amore sconfinato per Adamsberg che non mi ha fatto apprezzare il Tedesco, ma la descrizione del primo, il modo ...(continue)

    Noioso, poco avvincente, a volte confuso: tutti aggettivi che non avrei mai pensato di associare ad un romanzo di Fred Vargas. Sarà il mio amore sconfinato per Adamsberg che non mi ha fatto apprezzare il Tedesco, ma la descrizione del primo, il modo in cui l'autrice ne racconta azioni e pensieri non ha quasi nulla a che vedere con il Tedesco. La trama è intrecciata abbastanza bene, ma non è all'altezza delle altre opere dell'autrice.

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    Martina Paolucci said on Sep 17, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non succede spesso di finire un libro e pensare con simpatia e affetto sia a chi te lo ha consigliato che all’autore.
    Grazie alla Vargas, che ha ideato una serie di personaggi improbabili, pazzi e affascinanti per far vivere i suoi noir in cui si ...(continue)

    Non succede spesso di finire un libro e pensare con simpatia e affetto sia a chi te lo ha consigliato che all’autore.
    Grazie alla Vargas, che ha ideato una serie di personaggi improbabili, pazzi e affascinanti per far vivere i suoi noir in cui si muovono vecchi ispettori di polizia dal passato non trasparente ma che non si arrestano nel loro intento di combattere il male, giovani precari talentuosi innamorati della storia ma inesorabili nel trovare la verità, vecchie puttane che sanno tutto degli uomini, (ma anche delle donne) , rospi un po’ scemi ma riflessivi e che vivono dentro le tasche della giacca dei loro padroni. E Grazie alla mia amica, che ha capito che mi sarei innamorata di questi personaggi ed ha insistito perché li conoscessi.
    La Vargas ha una abilità tutta sua di confezionare il noir e disseminarlo di situazioni divertenti senza nulla togliere alla suspance che ne resta illesa fino all’ultima riga.
    Quando si chiude il libro, sei disposto a chiudere un occhio (e anche tutt’e due) sulla forzatura delle coincidenze, perché ti accorgi che stai ancora sorridendo.

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    Wonderely said on Jul 28, 2014 | Add your feedback

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    piuttosto interessante questo ex investigatore Kehlweiler del Ministero dell'interno ed i suoi 3 giovani "aiutanti-amici", molto
    attento, perspicace, perseverante e direi anche instancabile segugio... mi ricorda molto il fantastico commissario Adamsb ...(continue)

    piuttosto interessante questo ex investigatore Kehlweiler del Ministero dell'interno ed i suoi 3 giovani "aiutanti-amici", molto
    attento, perspicace, perseverante e direi anche instancabile segugio... mi ricorda molto il fantastico commissario Adamsberger,che lui peraltro ammira molto.

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    nelly said on Jul 14, 2014 | Add your feedback

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    Mi veniva in mente Georges Feydeau, leggendo l’incedere un po’ bislacco di questo romanzo della Vargas. Sarà stato merito di quella pletora di personaggi pazzarielli e circensi. Sicuramente matacchioni, anche se di un omicidio si stanno interessando. ...(continue)

    Mi veniva in mente Georges Feydeau, leggendo l’incedere un po’ bislacco di questo romanzo della Vargas. Sarà stato merito di quella pletora di personaggi pazzarielli e circensi. Sicuramente matacchioni, anche se di un omicidio si stanno interessando. E anche se tra le pieghe della storia, emergono frammenti di crimini bellici. Ma la storia va, procede, anche se un po’ a fatica.
    Ma di invenzione si tratta e perciò ben venga l’overdose di fantasia e di casualità. In fondo è anche per questo che si legge.
    Rimango comunque fedele ad Adamsberg, il commissario, lo spalatore di nuvole. La sua irrazionalità mi è quasi familiare.

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    roberto said on Jun 28, 2014 | Add your feedback

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    Non é uno dei migliori romanzi della Vargas, lento é un po' fiacco.

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    danielajap said on Feb 3, 2014 | Add your feedback

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