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Un piano semplice

By Scott Smith

(151)

| Paperback | 9788817014847

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Book Description

In una grigia giornata d'inverno, due fratelli e un loro amico trovano uno stupefacente bottino - ben quattro milioni di dollari - accanto al relitto di un aereo misteriosamente precipitato. Abbagliati dall'idea di cambiare vita decidono di nasconder Continue

In una grigia giornata d'inverno, due fratelli e un loro amico trovano uno stupefacente bottino - ben quattro milioni di dollari - accanto al relitto di un aereo misteriosamente precipitato. Abbagliati dall'idea di cambiare vita decidono di nascondere i soldi per goderseli in tutta tranquillità. Il più semplice dei piani. Ma anche l'inzio di un incubo senza fine, di un crescendo inarrestabile di violenza e di orrore.

48 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    un uomo a cui non manca nulla. Ha una moglie che lo ama e sono in attesa del primo figlio, ha una casa, entrambi lavorano ma....davanti al dio denaro tutto cambia e il peggio viene fuori in un'escalation senza ritorno dove tutti i sani principi di re ...(continue)

    un uomo a cui non manca nulla. Ha una moglie che lo ama e sono in attesa del primo figlio, ha una casa, entrambi lavorano ma....davanti al dio denaro tutto cambia e il peggio viene fuori in un'escalation senza ritorno dove tutti i sani principi di rettitudine, di rispetto della vita altrui, delle leggi, insomma del corretto vivere vanno a farsi benedire. Mi è piaciuto molto, soprattutto la prima parte. La fine mi ha un po' deluso, comunque un bel libro.

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    Samantha said on Aug 5, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Tutto inizia con il ritrovamento da parte di tre amici di un relitto di un piccolo aeroplano al cui interno c'è una sacca con diversi milioni di dollari.Cosa fare,restituirli alla polizia o tenerli?Dalla scelta dipenderà il corso della loro esistenza ...(continue)

    Tutto inizia con il ritrovamento da parte di tre amici di un relitto di un piccolo aeroplano al cui interno c'è una sacca con diversi milioni di dollari.Cosa fare,restituirli alla polizia o tenerli?Dalla scelta dipenderà il corso della loro esistenza e di numerose altre persone.
    Letto di un fiato come i thriller che si rispettino,non mi ha fatto rimpiangere il bellissimo film di Sam Raimi che ne hanno tratto,Soldi sporchi.

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    paolo said on Jan 4, 2014 | Add your feedback

  • 25 people find this helpful

    Semplice?

    Un piccolo aereo privato si è schiantato, non ci sono sopravvissuti e nessuno si è accorto dell'incidente. Lo scoprono, semisepolto dalla neve, Hank Mitchell, suo fratello Jacob e l'amico Lou. A bordo, oltre quattro milioni di dollari.
    Per i tre uomi ...(continue)

    Un piccolo aereo privato si è schiantato, non ci sono sopravvissuti e nessuno si è accorto dell'incidente. Lo scoprono, semisepolto dalla neve, Hank Mitchell, suo fratello Jacob e l'amico Lou. A bordo, oltre quattro milioni di dollari.
    Per i tre uomini la prospettiva di una vita nuova è accecante. E allora elaborano il più semplice dei piani: tacere, nascondere la somma, per poi dividersela. Ma qualcosa non va, e la realtà diventa un incubo senza fine in cui si svelano i percorsi oscuri attraverso cui un uomo normale può trasformarsi nel più spietato degli assassini. Quando si supera il confine della morale, fin dove siamo disposti ad arrivare?

    La citazione iniziale recita: "Non vi è uomo che cerchi il male in quanto tale: lo confonde semplicemente con la felicità, con il bene cui egli anela". Già, proprio così…

    Thriller incalzante, cupo, violento, pessimista. In una parola: bellissimo!

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    Dolores said on Apr 16, 2013 | 8 feedbacks

  • 5 people find this helpful

    La strada che porta all’inferno è lastricata di buone intenzioni.

    7 Marzo 2013 – Un aereo caduto, una volpe che scappa inseguita da un cane, tre uomini (di cui un ragioniere e due alcolisti disoccupati) e, soprattutto, una montagna di soldi. Per essere precisi, poco più di 4 milioni di dollari, 4 milioni di alibi c ...(continue)

    7 Marzo 2013 – Un aereo caduto, una volpe che scappa inseguita da un cane, tre uomini (di cui un ragioniere e due alcolisti disoccupati) e, soprattutto, una montagna di soldi. Per essere precisi, poco più di 4 milioni di dollari, 4 milioni di alibi che dovranno giustificare una lenta discesa agli inferi.
    Smith scrive un bel thriller dove non ci sono né serial killer né super poliziotti-agenti alla Bruce Willis. I protagonisti sono persone “normali”, alle prese con i problemi che affliggono tutti noi: il lavoro, la famiglia e, appunto, il denaro.
    Come ben sappiamo, i soldi, purtroppo, non piovono dal cielo. Infatti, il nostro trio, intuendone la provenienza illecita, elabora un piano “semplice”: prendere il malloppo, lasciare che le “acque si calmino” e poi sparire per poter, finalmente, spendere e spandere alla follia.
    Per evitare di rovinarvi la sorpresa non aggiungo altro.
    Mi rimangio la parola (?) e aggiungo solo una piccola considerazione personale. I protagonisti di questo thriller mi hanno ricordato quei tizi che (nella vita non mancano mai e se ancora non li conosci non sorridere, spunteranno come funghi al momento giusto) di fronte a delle situazioni in cui TU devi decidere/risolvere una questione, si intromettono dispensando consigli e suggerendo la soluzione, di solito, l’accompagnano con frasi del tipo: “ok, non ci sono problemi”, “tranquillo, penso a tutto io”, “sei in una botte di ferro”, “rilassati, è un gioco da ragazzi”.
    È inutile precisare che, quando tutto “va a puttane”, rimani da SOLO in mezzo al casino combinato e, maledicendoti per esserti fidato (e, fatto ancora più grave, senza ascoltare quella vocina che nella tua testa ti consigliava il contrario), ti tocca studiare un sistema per uscire, non dico indenne (probabilità quasi impossibile perché, di solito, questi tizi sono bravissimi a incasinare il tutto), ma almeno senza troppe perdite sia alle finanze, sia all’onore, alla rispettabilità …
    Un’ultima cosa: molto bella è la citazione all’inizio del libro (“Non vi è uomo che cerchi il male in quanto tale: lo confonde semplicemente con la felicità, con il bene cui egli anela”) che può essere intesa come chiave di lettura di questo libro. Ah, occhio anche alla “tenera e dolce” mogliettina Sarah (qui sorge, spontaneo, un quesito: le donne, in generale, sono più pragmatiche – e materialiste – degli uomini?).

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    Dado said on Mar 7, 2013 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    活生生赤裸裸的反應人性的貪婪卑劣愚蠢無知
    看的一肚子火 希望主角趕快落網
    不過我失望了

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    椒圖 said on Jun 4, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    I miei genitori morirono in un incidente d'auto l'anno dopo il mio matrimonio. Un sabato notte cercarono di entrare nella I-75 attraverso una rampa d'uscita, andando a schiantarsi frontalmente contro un semiarticolato carico di bestiame. Mio padre ...(continue)

    I miei genitori morirono in un incidente d'auto l'anno dopo il mio matrimonio. Un sabato notte cercarono di entrare nella I-75 attraverso una rampa d'uscita, andando a schiantarsi frontalmente contro un semiarticolato carico di bestiame. Mio padre rimase ucciso sul colpo, decapitato dal cofano della sua stessa auto, mia madre rimase miracolosamente in vita. Sopravvisse un giorno e mezzo, in rianimazione all'ospedale municipale di Delphia, il collo e la schiena spezzati, il cuore che colava sangue nel torace.

    L'autista del semiarticolato se la cavò con qualche livido di poca importanza. Il suo mezzo invece prese fuoco, trasformandosi in un immenso barbecue di bestiame. Di conseguenza, morta mia madre, l'autista citò per danni l'asse ereditario dei miei genitori. Vinse, ma non ne trasse alcun beneficio materiale. La fattoria era ipotecata fino al tetto. Mio padre era sull'orlo del tracollo finanziario.

    Mia moglie era addirittura sicura che si fosse ucciso a causa dei debiti, fattisi ormai insostenibili. Io cercai di convincerla del contrario, ma senza particolare impegno. In effetti, da qualche tempo il comportamento di mio padre era stato tale da avvalorare una simile ipotesi. Una settimana prima dell'incidente, per esempio, era venuto a casa mia con un carico di mobili sul suo camioncino scoperto. Sarah e io non sapevamo che cosa farcene, ma lui era stato irremovibile: se non ce li fossimo tenuti, aveva minacciato, li avrebbe portati direttamente alla discarica. Quindi avevo dovuto abboz-zare, aiutandolo a trasportarli pezzo per pezzo in cantina. Dopo di che era andato da mio fratello Jacob, lasciandogli il camioncino.

    Poi il testamento, con quella prima clausola che imponeva a Jacob e me il solenne giuramento di andare ogni anno inderogabilmente a visitare la tomba nel giorno del suo compleanno. Un documento che diveniva via via bizzarramente complesso, pagine e pagine per passare in rassegna tutte le stanze della vecchia fattoria, con la precisa indicazione del destinatario di ciascun oggetto, per quanto insignificante o privo di valore potesse essere: un'attrezzatura da barba, una scopa, una vecchia Bibbia (per Jacob), un frullatore rotto, un paio di scarponi da lavoro, un fermacarte di pietra nera a forma di corvo (per me). Una fatica senza senso, del tutto inutile. Per pagare i debiti che nostro padre si era lasciato alle spalle, infatti, fummo costretti a vendere tutto ciò che non ci serviva e valesse appena qualcosa.

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    Marco said on May 24, 2012 | 2 feedbacks

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