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Un piccolo omicidio

Di ,

Editore: Magic Press

3.9
(54)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 96 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8877593598 | Isbn-13: 9788877593597 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Comics & Graphic Novels , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Scritto nello stesso periodo di From Hell, Un piccolo omicidio è una delle opere più complesse di Alan Moore. Attraverso i disegni di Oscar Zarate, il maestro dei comics britannico analizza il mondo crudele nato alla fine degli anni '80 che avrebbe partorito il futuro degli anni 2000.
Timothy Hole lavora in una compagnia pubblicitaria e gli è appena stato assegnato il progetto più impegnativo e importante della sua vita: il rilancio di una importante bevanda analcolica in Russia.
Alla ricerca dell'ispirazione giusta, fa ritorno al suo paese natale, ma viene perseguitato da un bambino infernale che lo costringe a confrontarsi con le domande più importanti della vita: chi è veramente e qual è la sua relazione con coloro che lo circondano? Quanti danni possiamo fare con ipiccoli omicidi cui siamo costretti ogni giorno per ottenere quello che vogliamo?
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  • 4

    Devi diventare ciò che sei.

    Se a 20 anni non ti interessano certi cambiamenti sociali solo perché non ti piace il mondo che hai ereditato, allora sei una persona senza cuore. Se a 20 anni non ritieni valga la pena innescare ...continua

    Se a 20 anni non ti interessano certi cambiamenti sociali solo perché non ti piace il mondo che hai ereditato, allora sei una persona senza cuore. Se a 20 anni non ritieni valga la pena innescare alcun cambiamento nel mondo nel quale viviamo, allora vuol dire che non hai cuore. E se a 30 o a 40 anni continui a pensare lo stesso, vuol dire che non hai neanche cervello.

    ha scritto il 

  • 3

    Niente, non mi è piaciuto! Prima di tutto la sceneggiatura, per me quel che doveva mettere in angosciosa suspance è risultato troppo banale e scontato, quindi privo di mistero, un senso di dejavu ...continua

    Niente, non mi è piaciuto! Prima di tutto la sceneggiatura, per me quel che doveva mettere in angosciosa suspance è risultato troppo banale e scontato, quindi privo di mistero, un senso di dejavu di cui non riesco bene a identificare la provenienza. Personaggio irritante, inizialmente, e irritante resta, che nessuna catarsi può salvare (il finale mi sembra irrealistico e non sentito). D'altra parte il suo percorso è individualista all'inizio e individualista resta, almeno per quel che ci è dato di vedere, il suo destino non è il mio e non sarà il mio, la sua solitudine non mi appartiene. Il disegno poi non lo apprezzo, lo trovo debole, mi ricorda troppo Munoz nel raffigurare la folla, ma con meno capacità. Il nostro passato può essere molto più spaventoso, molto più gratificante, molto più rimpianto, molto più rabbioso e vivo di così.

    ha scritto il 

  • 5

    Moore, fa bene il suo lavoro.

    Il Supereroe, l' eroe, la società, il cittadino, l' uomo: cosa sono esattemente e come Alan Moore li rappresenta? In questo volumetto c' è molto in gioco. Se leggete da tempo i fumetti di Moore, da ...continua

    Il Supereroe, l' eroe, la società, il cittadino, l' uomo: cosa sono esattemente e come Alan Moore li rappresenta? In questo volumetto c' è molto in gioco. Se leggete da tempo i fumetti di Moore, da questo volume potrete capire molto sul suo metodo di lavoro. Lo stesso metodo che ha portato alla realizzazione di V per Vendetta e di From Hell.

    Nel caso invece non vi interessi nè il metodo nè le idee di questo autore, avrete comunque tra le mani uno di quei rari lavori che lascia intendere quanto sia potente il fumetto come mezzo espressivo. Moore fa bene il suo "sporco" lavoro anche solo per un piccolo omicidio.

    ha scritto il 

  • 4

    Teoricamente è un fumetto che non rientra molto nelle mie corde e nelle mie letture abituali, in realtà leggendolo è solo il tratto (e la maledetta carta lucida) a segnare ancora una netta ...continua

    Teoricamente è un fumetto che non rientra molto nelle mie corde e nelle mie letture abituali, in realtà leggendolo è solo il tratto (e la maledetta carta lucida) a segnare ancora una netta differenza con le mie letture abituali. Non intrattiene. Non moralizza. Racconta.

    ha scritto il 

  • 4

    I piccoli omicidi, ovvero tutte quelle scelte meschine, quelle richieste non esaudite, quelle frasi lasciate a metà di cui sono piene le nostre vite. Tutto quello che, giorno dopo giorno, ci ...continua

    I piccoli omicidi, ovvero tutte quelle scelte meschine, quelle richieste non esaudite, quelle frasi lasciate a metà di cui sono piene le nostre vite. Tutto quello che, giorno dopo giorno, ci trasforma da A in B.

    New York, 1989: il pubblicitario di successo Timothy Hole deve escogitare uno spot di successo per la campagna di Russia di una celebre bevanda gassata americana. Siamo nel momento del massimo splendore del marketing capitalista, quando la fine del comunismo e la Glasnost hanno aperto le frontiere alla colonizzazione culturale dell'Est da parte dell'Ovest. Ma Mister Hole ha ben altri pensieri per la testa: un misterioso bambino l'ha seguito dagli USA fino alla madrepatria britannica ed è a quanto pare intenzionato ad assassinarlo.

    Oscar Zarate, ideatore del soggetto e straordinario illustratore di fiabe e pubblicità dal talento mimetico e surreale, consegna ad Alan Moore il compito di sceneggiare questo Bildungsroman al contrario, questo viaggio sia onirico che materiale nelle memorie e nelle esperienze di un uomo. Tim Hole (Holly, come egli stesso si affretta a precisare alla dogana) è uno yuppie atarassico, il fantasma di Madison Avenue, un uomo profondamente solo e vuoto. L'intreccio prosegue a ritroso nel tempo e nello spazio (da NY e Londra degli anni Ottanta alla Sheffield "rossa" degli anni Sessanta), mostrandoci il perchè, quali scelte e non-scelte lo hanno portato ad essere così. Perchè è nel passato e solo nel passato che egli potrà trovare una risposta.

    Stupendo volume per un Moore inedito, intimista senza malinconia e umorista senza grottesco, sul tema del "fanciullo interiore" e del "viaggio dentro di sè", che procede secondo una doppia via, mescolando feste colme di personaggi caricaturali, sogni e premonizioni, specchi, insetti, uova d'uccello, la "Lolita" di Nabokov, la masturbazione, le bugie e i tradimenti con un processo d'introspezione inconsueto e particolareggiato.

    ha scritto il 

  • 4

    Ci sono volte in cui ti guardi allo specchio e ti rendi conto di non essere più lo stesso...Non solo fisicamente dico, a volte ti rendi conto di non essere più la persona di una volta, e ti ritrovi ...continua

    Ci sono volte in cui ti guardi allo specchio e ti rendi conto di non essere più lo stesso...Non solo fisicamente dico, a volte ti rendi conto di non essere più la persona di una volta, e ti ritrovi a fare i conti con la quello che eri. E ovviamente quando l'argomento è trattato dal genio di Alan Moore, non può che uscirne una storia scoppiettante. Un ringraziamento speciale per l'intervista a Moore e Zarate che mi hanno aiutato a comprendere appieno una storia che si rivela un po' criptica inizialmente.

    ha scritto il