Un piccolo passo può cambiarti la vita

Di

Editore: Vallardi

3.9
(30)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 143 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8867311328 | Isbn-13: 9788867311323 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Ornella Ciarcià

Disponibile anche come: Altri

Genere: Non-narrativa

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Descrizione del libro
Alla fine della seconda guerra mondiale, le forze d'occupazione americane introdussero in un Giappone sconfitto e umiliato nuovi sistemi per migliorare l'efficienza e la qualità dell'industria: tra questi, il principio del miglioramento continuo - lento e graduale -, ideale in un paese traumatizzato e privo di risorse. I giapponesi lo impiegarono con proverbiale successo e inventarono un nome per definirlo: Kaizen, da kai (cambiamento) e zen (migliore), "il cambiamento per il meglio". Negli anni Ottanta il metodo ritornò perfezionato in USA ed è tuttora applicato con successo nel mondo delle imprese. È merito di Maurer se il Kaizen viene oggi utilizzato anche in ambito personale per trasformare le nostre esistenze senza fatica né paura.
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  • 4

    L’amigdala controlla la reazione di attacco o di fuga, un meccanismo di
    allarme che condividiamo con tutti gli altri mammiferi e la cui funzione è attivare determinate parti dell’organismo di fronte a ...continua

    L’amigdala controlla la reazione di attacco o di fuga, un meccanismo di
    allarme che condividiamo con tutti gli altri mammiferi e la cui funzione è attivare determinate parti dell’organismo di fronte a un pericolo immediato. Uno dei sistemi di cui si avvale è il rallentamento o l’arresto di altre funzioni, come il pensiero razionale e creativo, che potrebbero interferire con la capacità fisica di fuggire o di lottare.La reazione di attacco o fuga è assolutamente logica. Se un leone sta per aggredirci, il cervello non ha tempo da perdere valutando il problema in maniera razionale, quindi arresta tutte le funzioni non essenziali, come la digestione, il desiderio sessuale e i processi di pensiero, e mette direttamente in azione l’organismo.
    Migliaia di anni fa, quando scorrazzavamo in giungle, foreste e savane con altri mammiferi, tale meccanismo ci tornava utile ogni volta
    che ci mettevamo in pericolo allontanandoci da quanto ci era
    familiare e sicuro. Poiché non eravamo in grado di correre molto velocemente,non possedevamo la forza fisica degli animali di cui eravamo prede e non avevamo una vista e un olfatto acutissimi, la paura era fondamentale per la sopravvivenza. La reazione di attacco o di fuga è vitale ancora oggi se, per esempio, in autostrada ci ritroviamo di fronte a un’auto in contromano nella nostra corsia, o se dobbiamo allontanarci da un edificio in fiamme.
    Oggi, però, il vero problema dell’amigdala e della reazione di attacco o di fuga è che il campanello d’allarme suona ogni volta che vogliamo uscire dalla solita e sicura routine. Il cervello è strutturato in modo tale che qualsiasi novità, opportunità o desiderio scateni un certo livello di paura. Che la novità sia un cambio di lavoro o la conoscenza di una persona nuova, l’amigdala mette in allerta determinate parti del corpo preparandole ad agire e limita, o addirittura blocca del tutto, l’accesso alla corteccia cerebrale, cioè la parte pensante del cervello. Alcuni fortunati sono capaci di aggirare il problema trasformando la paura in un’altra emozione: l’entusiasmo. Più l’impresa è ardua e più sono elettrizzati e produttivi. Sicuramente anche a voi sarà capitato di conoscere qualcuno con questa caratteristica. Sono persone che amano le sfide e le affrontano di petto. Invece,alla grande maggioranza della gente i grandi obiettivi fanno paura. Esattamente come succedeva ai nostri antenati nella savana, il cervello limita l’accesso alla corteccia cerebrale per indurci a scappare davanti al leone, solo che oggi il leone è rappresentato da un pezzo di carta chiamato «esame», da una dieta dimagrante da seguire, dalla ricerca di un partner o dalla realizzazione di un profitto. La creatività e l’azione risoluta vengono inibite proprio quando ne abbiamo maggiormente bisogno!
    I piccoli passi del metodo Kaizen sono una sorta di sotterfugio per ovviare a questo modo di agire del cervello.
    Invece di passare anni in analisi per cercare di capire perché avete paura di fare bella figura o di raggiungere i vostri obiettivi professionali, potreste sfruttare questa filosofia per superare o aggirare tali paure. leggetelo, ne vale la pena!

    ha scritto il 

  • 4

    delicato, ben organizzato, ispiratore

    Un libro che si legge facilmente rispecchiando, così, l'idea Kaizen: essere limpidi, precisi, immediati senza chiedere troppo. E' un approccio psicologico valido e commestibile proprio perchè tende ad ...continua

    Un libro che si legge facilmente rispecchiando, così, l'idea Kaizen: essere limpidi, precisi, immediati senza chiedere troppo. E' un approccio psicologico valido e commestibile proprio perchè tende ad una autoanalisi NON invasiva, che rispetta i limiti della volontà...già impegnata giornalmente appresso ai ritmi stressanti del viver quotidiano. Finito il libro lascia un buon "sapore". Quello delle cose semplici e pur efficaci, della chiarezza eppur della profondità. Non è un manuale esaustivo e di certo non sonda l'animo umano e le sue passioni...ma in fondo mica stiamo parlando del manuale di Epitteto. Un buon libro.

    ha scritto il