Un po' più in là sulla destra

Di

Editore: Einaudi (Super ET)

3.8
(2503)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 258 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 8806204211 | Isbn-13: 9788806204211 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Margherita Botto

Disponibile anche come: eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Tre storici allo sbando e uno sbirro in disarmo: tornano gli stralunati protagonisti di "Io sono il Tenebroso" e "Chi è morto alzi la mano". Mentre è in appostamento su una panchina Louis Kehlweiler, detto il Tedesco, trova per terra un frammento di osso umano. Una traccia perduta dentro la città. All'apparenza ormai definitivamente. Eppure Kehlweiler la segue, con i suoi due aiutanti, Marc e Mathias. La segue con ostinazione e ossessione fino ad arrivare in un piccolo villaggio della Bretagna. Qui trova un collezionista di macchine per scrivere, fanatico di qualsiasi meccanismo ben oliato, un sindaco pavido e untuoso che non vuole problemi, un losco individuo ferocemente razzista, pronto a tutto pur di diventare sindaco lui. Con la pazienza e la fredda ferocia dell'indagatore, Kehlweiler toglie la maschera a tutti e ricostruisce la storia, le sue follie, le sue mostruosità. Inseguendo le tracce. Come chi scrive. Pubblicato per la prima volta in Francia nel 1996, il romanzo si distingue per il linguaggio terso, lo stile ironico e incisivo, la capacità di prendere per mano il lettore fino alla rivelazione finale, e l'accuratezza nei dettagli più sorprendenti, che deriva all'autrice dalla passione medievalista e dalla professione di zooarcheologa. Da qui il gusto per la detection, per le impronte, le tracce, le piccole cose senza importanza che permettono di dedurre, per una qualche "associazione di idee", la soluzione di un caso.
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  • 3

    “...mai giudicare una bazzecola dall'aspetto che ha. “

    Il ritrovamento fortuito di una falange permette di scoprire una serie di omicidi in una storia che non è niente di trascendentale , con uno sviluppo un tantino sopra le righe così come lo sono anche ...continua

    Il ritrovamento fortuito di una falange permette di scoprire una serie di omicidi in una storia che non è niente di trascendentale , con uno sviluppo un tantino sopra le righe così come lo sono anche i personaggi , ma con un'atmosfera che , ben sorretta da una scrittura elegante ed incisiva , cattura e mantiene l'attenzione del lettore sino alla fine.
    E, in fondo , che cosa si vuole di più da un “poliziesco ” ?

    ha scritto il 

  • 3

    Per me secondo libro della Vargas e conferma le buone sensazioni del primo: un giallo particolare, con dei ritmi tutti suoi e dei personaggi strambi ma molto piacevoli. Questo secondo capitolo della t ...continua

    Per me secondo libro della Vargas e conferma le buone sensazioni del primo: un giallo particolare, con dei ritmi tutti suoi e dei personaggi strambi ma molto piacevoli. Questo secondo capitolo della trilogia mi è sembrato un po' meno brillante.

    ha scritto il 

  • 3

    Non dei migliori libri della Vargas !

    Una brava scrittrice non può scrivere male anche mettendoci tutte le intenzioni.
    Infatti questo libro alla fine non si può definire bruttto: è godibile ma non di certo uno dei suoi migliori testi.
    In ...continua

    Una brava scrittrice non può scrivere male anche mettendoci tutte le intenzioni.
    Infatti questo libro alla fine non si può definire bruttto: è godibile ma non di certo uno dei suoi migliori testi.
    In certi punti è un po' lento, prolisso, noioso.Però alla fine si lascia leggere.
    E' il primo che leggo del Tedesco.Preferisco il commissario Adamsberg.

    ha scritto il 

  • 4

    Cuando un hueso de un dedo del pie y el alma germánica de un ex-alto cargo del ministerio del interior francés, hacen que un accidente se convierta en un asesinato. Todo ello con el delicioso envoltor ...continua

    Cuando un hueso de un dedo del pie y el alma germánica de un ex-alto cargo del ministerio del interior francés, hacen que un accidente se convierta en un asesinato. Todo ello con el delicioso envoltorio de la narrativa de Fred Vargas. http://j.gs/6o2l

    ha scritto il 

  • 4

    Kehlweiler, detto il Tedesco, si fa aiutare da Marc l'evangelista che coinvolge anche Mathias, l'altro evangelista. Belli i personaggi, bella l'ambientazione e l'atmosfera. Piacevolissimo.

    ha scritto il 

  • 4

    La Vargas si conferma scrittrice di valore che ama le trame improbabili. Il libro è divertente ed i personaggi sopra le righe: un'ottima lettura. Voto: 8,5/10.

    ha scritto il 

  • 4

    L'osservatore di cacca

    La grande differenza fra l’uomo e l’animale su cui bisognava riflettere era che l’animale apriva le porte ma non se le richiudeva mai alle spalle, mai, mentre l’uomo invece sì.
    Un abisso comportament
    ...continua

    La grande differenza fra l’uomo e l’animale su cui bisognava riflettere era che l’animale apriva le porte ma non se le richiudeva mai alle spalle, mai, mentre l’uomo invece sì.
    Un abisso comportamentale.

    Non c’è lo spalatore di nuvole, in quest'altro divertente romanzo della Vargas.
    Però, come da titolo, c'è un osservatore di cacca.
    Infatti l’indagine su un probabile omicidio parte da una traccia molto insolita: l’osso rosicchiato di un alluce umano ritrovato fra gli escrementi di un cane.
    E’ quanto basta allo strambo ex investigatore Kehlweiler per trasformarsi in novello Don Chisciotte e partire impavido alla ricerca del defecatore anonimo a quattro zampe; lo aiutano nell’ardua impresa un paio di Sancho Panza altrettanto scombinati.
    Riusciranno i nostri eroi a ritrovare il misterioso cane che ha cacato sulla griglia di un albero di Parigi?

    Come scrittrice la Vargas mi piace per due motivi: uno è la sua capacità di tratteggiare dei personaggi sospesi, fluttuanti sempre fra normalità e qualcos’altro di non ben definito, ma capaci di arrivare alla meta con caparbia determinazione.
    L’altro è che tramite lei, o meglio tramite la discussione su un suo libro, ho conosciuto una bella persona che, a distanza di tanti anni, è ancora un carissimo amico.

    ☆☆☆☆ che si controllano la suola delle scarpe

    ha scritto il 

  • 3

    Ho scoperto Fred Vargas leggendo “Chi è morto alzi la mano” e l’avevo nominata mia scrittrice preferita. Mi era piaciuto il modo in cui aveva raccontato il mistero della cantante scomparsa e l’intrecc ...continua

    Ho scoperto Fred Vargas leggendo “Chi è morto alzi la mano” e l’avevo nominata mia scrittrice preferita. Mi era piaciuto il modo in cui aveva raccontato il mistero della cantante scomparsa e l’intreccio con tutti i vari colpi di scena che un buon giallo deve avere. Mi ero affezionato soprattutto ai protagonisti, i tre studiosi – Marc, Lucien e Matthias, chiamati i tre evangelisti - e il padrino di uno di loro, il vecchio Vandoosler, poliziotto con una macchia nello stato di servizio. Per questo non ho esitato a leggere il seguito di questa trilogia, “Un po’ più in là sulla destra” per l’appunto. E un po’ di delusione c’è stata, inutile negarlo. Prima di tutto perché San Luca non compare per niente, il vecchio Vandoosler se non in un paio di righe e San Matteo, nonostante la presenza nel finale, è praticamente inconsistente. Anche San Marco, quello che nel primo romanzo aveva un ruolo un po’ più evidente qui ha il compito di fare da spalla a un nuovo protagonista, un certo Kehlweiler sulle tracce di antichi crimini e di delitti più recenti il cui sospetto parte da un osso di un alluce mangiato ed espletato da un cane. Scritto bene, su questo non si discute e i tasselli tornano tutti ai propri posti, ma quel vago sentore di delusione per l’assenza di ciò che mi aspettavo rimane.

    ha scritto il 

  • 3

    Secondo libro sugli Evangelisti

    Entra a far parte del gruppo un nuovo elemento: Louis Kehlweiler (ex poliziotto, soprannominato "Il Tedesco") vecchia conoscenza del padrino di Marc.
    Quest'ultimo lavora con Kehlweiler aiutandolo a ca ...continua

    Entra a far parte del gruppo un nuovo elemento: Louis Kehlweiler (ex poliziotto, soprannominato "Il Tedesco") vecchia conoscenza del padrino di Marc.
    Quest'ultimo lavora con Kehlweiler aiutandolo a catalogare diversi avvenimenti di cronaca ritagliati dai più disparati giornali.
    E' da anni che Kehlweiler svolge questa attività di ritaglio e ha davvero bisogno di mettervi un po' di ordine.
    Nel frattempo, intanto che Marc lavora all'archivio, lui ama passeggiare (e soprattutto) osservare tutto ciò che di anomalo accade nei dintorni.
    A dargli una mano ci sono diversi osservatori suoi collaboratori volontari perché, come viene chiarito nel libro, è difficile non farsi affascinare da Kehlweiler.
    In una di queste osservazioni, individua un frammento di osso umano che lo porterà lontano da Parigi, in un piccolo paesino con le proprie storie sui rapporti fra i vari abitanti.
    Relazioni di amore odio, opportunismo e altruismo, scoperte imprevedibili da ricollegare proprio a quei ritagli. Una storia nella storia che serve senz'altro a movimentare la trama.
    Scrittura scorrevole e descrizioni non troppo minuziose contribuiscono a rendere il libro una facile lettura. Rilassante nonostante gli argomenti trattati.

    ha scritto il 

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