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Un po' più lontano

Di

Editore: Laurana

3.7
(33)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 176 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8896999006 | Isbn-13: 9788896999004 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Il protagonista di Un po’ più lontano è un uomo di quarantacinque anni che nasconde un segreto: non è solo un traduttore free lance di testi d’architettura dall’inglese, dal francese e dallo spagnolo, ma è anche un collaboratore del Sismi specializzato nel consegnare pacchetti dal contenuto ignoto e nel sorvegliare gli spostamenti di persone di cui non conosce l’identità. Nessuno dei due lavori intralcia l’altro e tutti e due servono a farlo sentire vivo.
Perché questo è il problema: riempire la sua quotidianità dopo la fine della storia con Gaia, una donna amata intensamente e poi svanita nella depressione.
A rompere la routine, arriva Iaia. Ventuno anni, studentessa universitaria, allegra, la bocca esageratamente grande rispetto al viso. È la sua nuova dirimpettaia e lega con tutti i condomini, ma sembra cercare soprattutto lui, che è invece così solitario, così poco propenso a socializzare. Perché lo fa? Nasconde forse qualcosa il suo atteggiamento o è solo il lavoro coi Servizi ad aver reso il protagonista sospettoso? In una Milano degli anni Novanta in cui aumenta sempre più il caldo, il condominio che si fa teatro degli eventi si riempie di pettegolezzi, ci si sfoga con prostitute minorenni e si viene puniti dai protettori, la vicenda scivola velocemente verso un finale inevitabile, dove tutti i pezzi vanno a posto all'ultimo istante.
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  • 4

    Trovato per caso pensavo a un Micuzzi che mi fosse sfuggito e invece il Cassani mi piazza lì un libro di qualche anno fa che è un noir thriller psicologico. Bello ma proprio bello, e secondo me i sospetti che a un certo punto ti vengono sono voluti dall'autore. Son soddisfazioni

    ha scritto il 

  • 4

    Potevano essere cinque.

    Un quarantenne solitario e totalmente incapace di affrontare i propri sentimenti, si è costruito nel tempo un simulacro di vita che gli consente di non affrontare i suoi problemi: solo, economicamente indipendente, è persio riuscito a trovare nel suo collaborare coi servizi segreti un alibi per ...continua

    Un quarantenne solitario e totalmente incapace di affrontare i propri sentimenti, si è costruito nel tempo un simulacro di vita che gli consente di non affrontare i suoi problemi: solo, economicamente indipendente, è persio riuscito a trovare nel suo collaborare coi servizi segreti un alibi per mentire a se stesso. Ma dovrà affrontare un sconvolgimento totale nella sia vita piacevolmente grigia: uno sconvolgimento con la bocca grande e gli occhi verdi. Pagherà duramente, e volontariamente, le conseguenze delle menzogne che ha raccontato a se stesso ed agli altri.

    Rimmel di Laurana editore si conferma una bellissima realtà, per l'altissimo livello dei suoi romanzi: anche questo "Un po' più lontano" è scritto in modo scorrevole, preciso, e molto godivbile. I personaggi sono profondi e veri (molto difficile assegnare a ciascun personaggio una valenza positiva o negativa: in un certo senso, tutti sono vittime e colpevoli della vicenda). senza bisogno però di andare a scomodare soggetti o situazioni troppo romanzati; per un lettore tendenzialmente solitario poi, un autentico pugno nello stomaco.

    Non gli do 5 stelle perchè quando si arriva verso il gran finale, e l'intreccio acquisisce maggiore importanza rispetto ai personaggi, c'è qualcosa che tintinna. Alcune situazioni, alcune reazioni troppo stiracchiate per andare nella direzione che l'autore voleva.

    Reasta comunque assolutamente consigliato.

    ha scritto il 

  • 4

    Chi ha conosciuto Cassani attraverso gli occhi di Micuzzi (o è il contrario??) non può non restare disorientato davanti a queste pagine che colpiscono per la durezza del linguaggio e, a tratti, della storia. Scorrendo il racconto però si riconoscono i tratti di questo scrittore che ho imparato ad ...continua

    Chi ha conosciuto Cassani attraverso gli occhi di Micuzzi (o è il contrario??) non può non restare disorientato davanti a queste pagine che colpiscono per la durezza del linguaggio e, a tratti, della storia. Scorrendo il racconto però si riconoscono i tratti di questo scrittore che ho imparato ad apprezzare come uno dei migliori nel panorama italiano. Alla fine del libro si rimane quasi stupiti dell'epilogo quasi dolce e della profondità di ciò che non viene scritto ma che si mostra con brutale chiarezza.

    ha scritto il 

  • 4

    Un pò più lontano, ma non troppo.

    "Bighellonare dà nell'occhio. Mai bighellonare. Neppure i turisti bighellonano, sembra che lo facciano, ma non è così. Dentro di sè hanno mete, obiettivi, percorsi."

    "Meglio illudersi, melio non capire. Un dolore non percepito è un dolore inesistente."

    ha scritto il 

  • 4

    Il protagonista non è il commissario Micuzzi anche se in alcuni passaggi qualcosa lo ricorda, un bel noir “psicologico” ma non per questo meno avvincente di un “classico". L’ autore si riconosce comunque nello stile e nella scrittura, più intensa, intimista e commovente in questo romanzo, ma ugu ...continua

    Il protagonista non è il commissario Micuzzi anche se in alcuni passaggi qualcosa lo ricorda, un bel noir “psicologico” ma non per questo meno avvincente di un “classico". L’ autore si riconosce comunque nello stile e nella scrittura, più intensa, intimista e commovente in questo romanzo, ma ugualmente e sottilmente ironica.

    ha scritto il 

  • 5

    a proposito di emozioni..

    Ammetto che l’impatto iniziale è stato brutale. Cassani coi suoi Micuzzi mi aveva abituato a toni più soft. Secco il linguaggio, sparita l’ironia, palpabile la sofferenza esistenziale del protagonista senza nome chiuso a riccio nella sua difensiva solitudine.
    Decido comunque di fidarmi e c ...continua

    Ammetto che l’impatto iniziale è stato brutale. Cassani coi suoi Micuzzi mi aveva abituato a toni più soft. Secco il linguaggio, sparita l’ironia, palpabile la sofferenza esistenziale del protagonista senza nome chiuso a riccio nella sua difensiva solitudine.
    Decido comunque di fidarmi e continuo la lettura. Il processo di “sintonizzazione” dura infatti solo qualche pagina e presto mi ritrovo invischiata nei meandri del passato del protagonista. Sebbene il racconto continui con il tono oggettivo e distaccato di chi la sa lunga io mi lascio assorbire dalla storia e gradualmente affiorano anche le emozioni.
    Comincio dunque a provare una profonda antipatia per il protagonista, maschio adulto non risolto che rifiuta i rapporti umani oppure usa le persone- soprattutto donne- per tentare di avviare una crescita a livello personale. Sono indignata per la violenza fisica e verbale (niente nome, solo un umiliante nomignolo) subita dalla prostituta-ragazza. Provo comprensione per la povera Gaia, vittima, ma anche artefice del proprio triste destino. Sento una compassione materna per la sfortunata bambina-ragazza Lorenza/Lollo/Iaia, costretta a crescere fra fallimentari figure adulte.
    Il finale arriva in un batter d’occhio, chiude la narrazione in un cerchio perfetto e la avvolge di significato. Il personaggio “…dopo una serie più o meno complessa di vicende…si autoricostruisce nella sua vera identità”(come leggo su Wikipedia alla voce “agnizione”…eh sì…riconosco la mia profonda ignoranza..) e lo fa attraverso la scrittura perché “ ..forse un’esperienza che non può essere comunicata non è del tutto compiuta.” Lo ammetto per la seconda volta…sono commossa!

    ha scritto il 

  • 5

    Un'architettura narrativa degna di nota

    Un'architettura narrativa degna di nota, perfetta nell'intreccio. Personaggi molto ben disegnati e concetti sotto forma di narrazione (gli anni Novanta, l'agnizione di identità, la solitudine...) originali e molto interessanti. Seguo Cassani da Sottotraccia (che a quanto ho capito è il suo romanz ...continua

    Un'architettura narrativa degna di nota, perfetta nell'intreccio. Personaggi molto ben disegnati e concetti sotto forma di narrazione (gli anni Novanta, l'agnizione di identità, la solitudine...) originali e molto interessanti. Seguo Cassani da Sottotraccia (che a quanto ho capito è il suo romanzo d'esordio al quale è seguito Pioggia battente) e una delle cose più mi hanno colpito è stata l'evoluzione del linguaggio: in Un po' più lontano è completamente diverso da quello dei primi due libri, segno che l'autore sa usare la lingua in modo funzionale al tipo di storie che vuole raccontare. Qui è asciutta, essenziale, diretta. Ora aspetto il prossimo libro, curiosa di vedere quale nuovo registro Cassani deciderà di adottare. Lo consiglio.

    ha scritto il 

  • 0

    La recensione di Wuz di Un po' più lontano

    Nell'articolo di Wuz (nel link), oltre al profilo di Laurana Editore (www.laurana.it), una recensione di Un po' più lontano di Massimo Cassani.


    http://www.wuz.it/articolo-libri/5063/laurana-editore-realta-racconto.html


    Visita il blog: http://massimocassani.wordpress.com/


    La r ...continua

    Nell'articolo di Wuz (nel link), oltre al profilo di Laurana Editore (www.laurana.it), una recensione di Un po' più lontano di Massimo Cassani.

    http://www.wuz.it/articolo-libri/5063/laurana-editore-realta-racconto.html

    Visita il blog: http://massimocassani.wordpress.com/

    La recenszione di Mangialibri
    http://www.mangialibri.com/node/7077
    http://www.mangialibri.com/node/7077

    ha scritto il 

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