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Un po' più in là sulla destra

By Fred Vargas

(792)

| Paperback | 9788806204211

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Book Description

Tre storici allo sbando e uno sbirro in disarmo: tornano gli stralunati protagonisti di "Io sono il Tenebroso" e "Chi è morto alzi la mano". Mentre è in appostamento su una panchina Louis Kehlweiler, detto il Tedesco, trova per terra un frammento di Continue

Tre storici allo sbando e uno sbirro in disarmo: tornano gli stralunati protagonisti di "Io sono il Tenebroso" e "Chi è morto alzi la mano". Mentre è in appostamento su una panchina Louis Kehlweiler, detto il Tedesco, trova per terra un frammento di osso umano. Una traccia perduta dentro la città. All'apparenza ormai definitivamente. Eppure Kehlweiler la segue, con i suoi due aiutanti, Marc e Mathias. La segue con ostinazione e ossessione fino ad arrivare in un piccolo villaggio della Bretagna. Qui trova un collezionista di macchine per scrivere, fanatico di qualsiasi meccanismo ben oliato, un sindaco pavido e untuoso che non vuole problemi, un losco individuo ferocemente razzista, pronto a tutto pur di diventare sindaco lui. Con la pazienza e la fredda ferocia dell'indagatore, Kehlweiler toglie la maschera a tutti e ricostruisce la storia, le sue follie, le sue mostruosità. Inseguendo le tracce. Come chi scrive. Pubblicato per la prima volta in Francia nel 1996, il romanzo si distingue per il linguaggio terso, lo stile ironico e incisivo, la capacità di prendere per mano il lettore fino alla rivelazione finale, e l'accuratezza nei dettagli più sorprendenti, che deriva all'autrice dalla passione medievalista e dalla professione di zooarcheologa. Da qui il gusto per la detection, per le impronte, le tracce, le piccole cose senza importanza che permettono di dedurre, per una qualche "associazione di idee", la soluzione di un caso.

342 Reviews

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    piuttosto interessante questo ex investigatore Kehlweiler del Ministero dell'interno ed i suoi 3 giovani "aiutanti-amici", molto
    attento, perspicace, perseverante e direi anche instancabile segugio... mi ricorda molto il fantastico commissario Adamsb ...(continue)

    piuttosto interessante questo ex investigatore Kehlweiler del Ministero dell'interno ed i suoi 3 giovani "aiutanti-amici", molto
    attento, perspicace, perseverante e direi anche instancabile segugio... mi ricorda molto il fantastico commissario Adamsberger,che lui peraltro ammira molto.

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    nelly said on Jul 14, 2014 | Add your feedback

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    Mi veniva in mente Georges Feydeau, leggendo l’incedere un po’ bislacco di questo romanzo della Vargas. Sarà stato merito di quella pletora di personaggi pazzarielli e circensi. Sicuramente matacchioni, anche se di un omicidio si stanno interessando. ...(continue)

    Mi veniva in mente Georges Feydeau, leggendo l’incedere un po’ bislacco di questo romanzo della Vargas. Sarà stato merito di quella pletora di personaggi pazzarielli e circensi. Sicuramente matacchioni, anche se di un omicidio si stanno interessando. E anche se tra le pieghe della storia, emergono frammenti di crimini bellici. Ma la storia va, procede, anche se un po’ a fatica.
    Ma di invenzione si tratta e perciò ben venga l’overdose di fantasia e di casualità. In fondo è anche per questo che si legge.
    Rimango comunque fedele ad Adamsberg, il commissario, lo spalatore di nuvole. La sua irrazionalità mi è quasi familiare.

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    roberto said on Jun 28, 2014 | Add your feedback

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    Non é uno dei migliori romanzi della Vargas, lento é un po' fiacco.

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    danielajap said on Feb 3, 2014 | Add your feedback

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    Un po' più in là sulla destra è un romanzo giallo del 1996 della scrittrice francese Fred Vargas. Dopo Chi è morto alzi la mano tornano i personaggi dei tre evangelisti e di Vandoosler il vecchio. Debutta invece il personaggio di Ludwig Kelweihler, c ...(continue)

    Un po' più in là sulla destra è un romanzo giallo del 1996 della scrittrice francese Fred Vargas. Dopo Chi è morto alzi la mano tornano i personaggi dei tre evangelisti e di Vandoosler il vecchio. Debutta invece il personaggio di Ludwig Kelweihler, che tornerà anche nel successivo Io sono il tenebroso.
    Ludwig (o Louis) Kelweihler è un ex dipendente del ministero dell'Interno e un vero esperto di indagini particolari. È molto alto e zoppo, a causa di un incidente che gli ha bruciato il ginocchio. Possiede un rospo, Bufo, che porta sempre con sé.
    Dopo un forte temporale ritrova in place de la Contrescarpe a Parigi, un piccolo frammento di osso umano. Kelweihler fiuta la possibilità che dietro al frammento osseo possa esserci una sordida storia conclusasi con un omicidio. Ignorato dal commissario Paquelin (che ha sostituito Adamsberg), Ludwig il Tedesco, nomignolo affibbiato dai detrattori dei metodi di Kelweihler, decide di imbastire una sua personale indagine con l'aiuto della sua rete di informatori personali, ma soprattutto con l'aiuto di Marc Vandoosler, detto San Marco, studioso del medioevo e archivista personale di Kelweihler.
    Ludwig scopre che l'osso è un frammento di un alluce femminile ingerito da un cane e dallo stesso animale digerito ed evacuato. Marc comincia quindi a sorvegliare i cani che frequentano la zona di ritrovamento del frammento e scopre una possibile traccia che porterà prima Kelweihler e poi lo stesso Marc in un piccolo paesino della Bretagna profonda, Port-Nicolas, a una ventina di chilometri da Quimper.
    A Port-Nicolas i due avranno a che fare con Sevran, il padrone del cane (un appassionato quanto eccentrico collezionista di macchine per scrivere), con il sindaco Chevalier (un abile mentitore) e col losco Blanchet (un razzista deciso a prendere la poltrona di Chevalier). Ma Kehlweiler è a conoscenza che a Port-Nicolas vive anche Pauline, una delle poche donne che il Tedesco abbia veramente amato, ma con la quale non parla da molti anni; così decide di rivederla un po' per interessi personali e un po' per interessi professionali.
    Kehlweiler ricostruirà pazientemente la storia del dramma che ha portato alla morte della vecchia Marie, la proprietaria del piccolo osso ritrovato per caso in una piazza parigina, a centinaia di chilometri dal luogo dove era stata brutalmente assassinata.
    Godibile, molto attento ai particolari, anche se ho letto di meglio.

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    Jack said on Jan 16, 2014 | Add your feedback

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    Sarò anche l'unica Anobiana che non ama Vargas ma tant'è, nessuno dei suoi libri letti finora mi sono piaciuti.

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    mavi said on Oct 30, 2013 | Add your feedback

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