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Un posto nel mondo

Di

Editore: Mondadori

3.6
(6604)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 270 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804568976 | Isbn-13: 9788804568971 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Travel

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Descrizione del libro
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  • 1

    I libri di Fabio Volo si leggono facilmente, sono letture poco impegnative e per questo si riesce ad arrivare fino alla fine. Questo è di una banalità estrema e confesso di aver dato via il libro!

    ha scritto il 

  • 2

    Dopo il secondo libro che mi aveva più coinvolto nella lettura questo mi ha deluso un pò! Storia di vita a tratti commovente, a tratti noioso però è scorrevole. Mi aspettavo di più!

    ha scritto il 

  • 1

    Ma anche no

    I detrattori a prescindere di Volo dovrebbero leggere almeno un suo libro, magari questo. È scritto bene; nonostante alcune parti noiose, scorre. (Perdoniamo ai grandi autori le parti noiose, possiamo perdonarle anche a lui.) È la storia di Michele, che aspettando la nascita di sua figlia in ospe ...continua

    I detrattori a prescindere di Volo dovrebbero leggere almeno un suo libro, magari questo. È scritto bene; nonostante alcune parti noiose, scorre. (Perdoniamo ai grandi autori le parti noiose, possiamo perdonarle anche a lui.) È la storia di Michele, che aspettando la nascita di sua figlia in ospedale, ripercorre la sua storia recente, di come ha conosciuto sua moglie Francesca, di come l’ha persa e di come l’ha ritrovata, le sue crisi e la sua rinascita. Scritto da un altro sarebbe quasi un romanzo di formazione; i messaggi che comunica non sono di per sé sbagliati, anzi sono condivisibili (Se non ti ami tu, perché dovrei amarti io? p.95). Le sue trovate con la cacca sono anche divertenti, se avete meno di dieci anni. (Come fanno i non vedenti a capire quando devono smettere di pulirsi il sedere se non vedono il risultato sulla carta igienica? p. 154) Le frasi alla Favio Bolo ( http://twitter.com/FavioBolo ) spiazzano e fanno sorridere. (Voglio lasciarmi andare, voglio di più per me, voglio buttarmi per cadere verso l’alto. p.24, Con Federico si trattava non di morte, ma di interruzione della vita. p. 105 Ho letto da qualche parte che il vero motivo per cui si sono estinti i dinosauri è perchè nessuno li accarezzava. Bisogna sperare che l’uomo non faccia lo stesso stupido errore con le donne. p. 214)

    Eppure arrivi alla fine e rimani vuoto, come quando hai iniziato a leggere. Non hai l’impressione, dopo l’ultima pagina, di essere uscito dal mondo dell’autore. A pensarci bene, nel mondo dell’autore non ci sei mai entrato. Il mio istinto lo cataloga questo genere di scrittura nel settore stronzate (absit iniura verbis) senza passare dal via. Ma provare a spiegare il perché non è facile per nulla.

    Mi è venuto miracolosamente in aiuto il saggio filosofico di Frankfurt. Ma facciamo un passo indietro.

    Volo millanta come romanzo quello che molto probabilmente è un diario personale riveduto e corretto (v. video qui sotto). Una delle abilità dei romanzieri è quella di creare un altro mondo in cui immergere il lettore. Questo altro mondo potrebbe essere la copia esatta di quello reale, ma il lettore deve sentire lo strappo, deve avere l’impressione di uscire dal suo mondo ed entrare in quello dell’autore. Il lettore si troverà meglio con alcuni autori e peggio con altri, ma questo processo ci deve essere. Con Un posto nel mondo questo non accade. Si ha sempre l’impressione di essere al bar con un amico che ti racconta l’ultima avventura. Il guaio è che l’amico Volo te la racconta anche bene, l’ultima avventura. Quindi sono rimasto per un bel po’ di giorni perplesso. Dov’era l’errore?

    Poi ho trovato dove Volo rende conto di questa mia sensazione: La Stampa, Fabio Volo: Ecco come nascono i miei libri ( http://www.youtube.com/watch?v=HUHU478umOo ), dal minuto 16:04 per i successivi 60 secondi. (Non chiedo molto, dai.) Risponde al perché del suo successo: “Sono libri molto onesti, sinceri.” Ecco, mi fermo qui. Voi ripassatevi Frankfurt e forse abbiamo quadrato il cerchio. ( http://ilcomizietto.wordpress.com/2014/07/09/libro-stronzate/ )

    Concludo: i libri di Volo penso siano perfetti per chi non abbia nessuna intenzione di scoprire altri mondi. Capita a tutti. Io in questi casi compro un quotidiano o una rivista cartacea di informatica. I quotidiani gratuiti in metro sono ok. Anche le cosiddette riviste femminili soddisfano il mio gusto per l’orrido il presente. Volo va bene uguale.

    ha scritto il 

  • 3

    Et voilà, ho letto anche un libro di Fabio Volo (l'ho sempre evitato finora). Diciamo che è un miscuglio di frasi e concetti già sentiti messi insieme per dare vita ad una storia abbastanza interessante. Non è niente di originale, però è scritto bene e lo si legge in un attimo.

    ha scritto il 

  • 2

    Fabio Volo, non mi freghi (davvero) più!

    Terza possibilità che dò a Fabio Volo, ma questa veramente è l'ultima. Questo romanzo era partito anche con buone premesse, finalmente il nostro caro autore non fa il pretenzioso saccente volendo scrivere di donne, e la storia dell'amicizia tra Michele e Federico è bella e coinvolgente. Diciamo c ...continua

    Terza possibilità che dò a Fabio Volo, ma questa veramente è l'ultima. Questo romanzo era partito anche con buone premesse, finalmente il nostro caro autore non fa il pretenzioso saccente volendo scrivere di donne, e la storia dell'amicizia tra Michele e Federico è bella e coinvolgente. Diciamo che il libro poteva tranquillamente finire a metà, quando Federico "riparte, all'improvviso, per un viaggio molto più lungo". E invece no, ecco che partono le solite filippiche di Fabione sul significato della vita, su quei 2 o 3 sentimenti contrastanti in un ragazzo che sta per diventare padre, il tutto condito ovviamente dalle figure femminili, che sono usate come "codice di accesso". Per che cosa, non si sa.

    ha scritto il 

  • 1

    L'ho finito solo per rispetto nei confronti di chi me l'ha prestato

    Bisogna leggere per giudicare. Pertanto, nonostante il pregiudizio, mi sono fidata e ho "investito" il mio tempo in questa lettura...
    E posso dire di non ricordare di aver letto un libro così penoso.
    Scritto in un linguaggio da ragazzo delle scuole medie; dai contenuti scontati, banali, stereotip ...continua

    Bisogna leggere per giudicare. Pertanto, nonostante il pregiudizio, mi sono fidata e ho "investito" il mio tempo in questa lettura... E posso dire di non ricordare di aver letto un libro così penoso. Scritto in un linguaggio da ragazzo delle scuole medie; dai contenuti scontati, banali, stereotipati da lasciarmi letteralmente basita! La cosa veramente curiosa é che quando credevo che si fosse toccato il fondo bastava voltare pagina per essere smentita... Veramente troppe scemenze messe insieme. Perdonerò chi me l'ha prestato solo perché le voglio bene...

    ha scritto il 

  • 0

    Incipit

    Sono in una clinica. Seduto su una sedia scomoda in una sala d’aspetto che guarda sul cortiletto interno ....

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/p/un-posto-nel-mondo-fabio-volo/

    ha scritto il 

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