Un ragazzo

Di

Editore: Superpocket

3.9
(5935)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 272 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese , Chi tradizionale , Catalano , Francese , Spagnolo , Olandese , Svedese , Greco , Polacco , Ceco

Isbn-10: 8846201450 | Isbn-13: 9788846201454 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Federica Pedrotti

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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Descrizione del libro
Will Freeman è un londinese trentaseienne, ma con molte caratteristiche e interessi da ragazzo, che vive di una rendita lasciatagli dal padre. Frequenta riunioni di genitori single, allo scopo di conoscere giovani mamme sole e piacenti. Ma gli capita di incontrare un ragazzino, Marcus, i cui genitori si sono da poco separati. Coinvolto nelle situazioni e nei problemi di un adolescente difficile, a poco a poco si trova a vestire i panni di padre.
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    Primo libro letto di Hornby e sono rimasta piacevolmente sorpresa dal suo stile semplice e lineare nel descrivere realtà cariche di problemi del vivere quotidiano. Il personaggio di Marcus e' il pern ...continua

    Primo libro letto di Hornby e sono rimasta piacevolmente sorpresa dal suo stile semplice e lineare nel descrivere realtà cariche di problemi del vivere quotidiano. Il personaggio di Marcus e' il perno attorno al quale ruotano tutti gli altri personaggi, ognuno dei quali riceverà e darà a sua volta istruzioni per continuare a vivere.

    ha scritto il 

  • 4

    Da devota ammiratrice di Hugh Grant ho visto il film diverse volte, quindi temevo di non appassionarmi abbastanza alla lettura conoscendone già trama e personaggi. Invece lo stile di Hornby mi è piaci ...continua

    Da devota ammiratrice di Hugh Grant ho visto il film diverse volte, quindi temevo di non appassionarmi abbastanza alla lettura conoscendone già trama e personaggi. Invece lo stile di Hornby mi è piaciuto, molto British. Sono curiosa di leggere qualcos'altro di suo :)

    ha scritto il 

  • 5

    Emozioni reali in situazioni surreali

    Hornby è uno scrittore molto bravo nel trasporre su carta la realtà dei sentimenti umani, ma per farlo usa sempre situazioni assurde e originali. Un libro molto carino, che mi è piaciuto più del film ...continua

    Hornby è uno scrittore molto bravo nel trasporre su carta la realtà dei sentimenti umani, ma per farlo usa sempre situazioni assurde e originali. Un libro molto carino, che mi è piaciuto più del film che ne è stato tratto. L'amicizia tra un ragazzino di dodici anni e un nullafacente di trentasei, non può che venirne fuori qualcosa di stravagante.

    ha scritto il 

  • 2

    C'è un ragazzo nuovo a lavoro sembra simpatico lavora sodo ha un accento spagnolo ma lui non è spagnolo è iracheno. Ride poco ma quando ride ride con tutto il viso ed è abbastanza inquietante, gli ho ...continua

    C'è un ragazzo nuovo a lavoro sembra simpatico lavora sodo ha un accento spagnolo ma lui non è spagnolo è iracheno. Ride poco ma quando ride ride con tutto il viso ed è abbastanza inquietante, gli ho detto cazzo quando ridi sei abbastanza inquietante e lui mi ha chiesto perché, io non ho saputo cosa dirgli. Poi non abbiamo avuto più tempo per parlare solo ogni tanto quando passava vicino alla mia postazione mi diceva qualche battuta, qualche scherzo, tutto di infima fattura, comicità brutta, giochi d parole idioti e tra questi scherzi idioti mi chiede anche come mi chiamo e ci presentiamo, Nick Hornby, mi dice lui, e io che non avevo capito ho detto, Nick Horny? E lui si è messo a ridere come un pazzo in mezzo alla sala e il manager lo ha trattato molto male per questo. Lui non se ne è preoccupato molto per tutta la serata. A fine serata ancora ride, all'improvviso, a scatti, ma ancora ride e ride ancora per la mia pronuncia sbagliata. Poi mentre puliamo e siamo ormai soli in sala mi dice che ultimamente è arrapato moltissimo, che ha voglia di scopare, che gli manca scopare, che non pensa ad altro che a scopare e io mi sono cominciato a preoccupare molto. Ricordo quando ero più giovane la prima volta che un maschio mi ha rimorchiato io non me l'aspettavo, e quando poi me ne sono reso conto sono scappato, letteralmente non mi vergogno ad ammetterlo. Ormai però posso vantare un buon numero di approcci e anche se ormai non scappo più, diciamo che mi metto sulla difensiva. Ho scoperto che oltre a scopare sono davvero poche quelle cose per cui si vuole parlare con una persona e conoscerla un po', tre cose, quattro cose, non di più. Sono esagerato? Io non credo di essere esagerato. Io quando qualcuno mi vuole scopare e a me l'idea non piace io parlo delle mie disavventure sessuali. A lui racconto che ultimamente la mia libido è così bassa che l'altro giorno la mia ragazza mi stava facendo un pompino e io dopo un po' che lei succhiava ho detto, "freddo oggi eh?". Non gli ho raccontato poi come è andata a finire io e la mia ragazza ci siamo lasciati lei mi ha dato persino un morso sul cazzo, ancora mi fa male, non so perché ma non mi sembrano dettagli da dire a chi te lo vuole mettere nel culo.

    ha scritto il 

  • 3

    "Sbagliava, ne era quasi sicuro. Si poteva chiudere fuori la vita. Se non le aprivi, come faceva ad entrare?"

    http://therestlessreadersroom.blogspot.it/2015/10/recensione-un-ragazzo-di-nick-hornby.html

    ha scritto il 

  • 4

    Marcus ha 12 anni...

    ...si è appena trasferito a Londra da Cambridge ed è alle prese con un madre depressa ed un difficile inserimento scolastico. Will ne ha 38 e vive felicemente di rendita grazie ai diritti di una canzo ...continua

    ...si è appena trasferito a Londra da Cambridge ed è alle prese con un madre depressa ed un difficile inserimento scolastico. Will ne ha 38 e vive felicemente di rendita grazie ai diritti di una canzone natalizia scritta dal padre. Per una serie di circostanze si conoscono e in qualche modo diventanto amici e complici, entrambi cambiano, migliorano, crescono insomma. Marcus finalmente non è più in due, Will sembra farla finita con la sua eterna adolescenza. Hornby scrive benissimo, il testo ha ritmo, è divertente senza essere scemo, profondo senza essere pesante, da leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    "Il ragazzo era goffo, strambo e via dicendo, ma aveva una dote: creava ponti ovunque andasse come pochi adulti sapevano fare"

    Un ragazzo in cerca di una tribù e un adulto che non sa di volerne una...bella la scelta di alternare il punto di vista dei due protagonisti alternandoli nei vari capitoli del libro...non pensavo pote ...continua

    Un ragazzo in cerca di una tribù e un adulto che non sa di volerne una...bella la scelta di alternare il punto di vista dei due protagonisti alternandoli nei vari capitoli del libro...non pensavo potesse essere adatto ad un pubblico di giovanissimi e invece...

    ha scritto il 

  • 3

    Scende giù come l'acqua, questo romanzo, per linearità della scrittura e prosasticità della tematica alla base della trama narrata. Credo che sia stato un pò troppo caricato di un humour particolarmen ...continua

    Scende giù come l'acqua, questo romanzo, per linearità della scrittura e prosasticità della tematica alla base della trama narrata. Credo che sia stato un pò troppo caricato di un humour particolarmente "british", una scelta non troppo felice in alcuni punti del racconto, a mio modo di vedere. Curioso inoltre che il solo personaggio di cui viene raccontata l'evoluzione è il protagonista dodicenne, la cosa non è del tutto sbagliata in sé in quanto è questa la figura intorno alla quale l'intero romanzo viene costruito, tuttavia avrei gradito una dialettica maggiore anche relativamente agli altri personaggi principali del libro, in particolare mi riferisco al personaggio maschile, Will. Ciò detto, comunque, siamo di fronte a un libro fruibilissimo, ben confezionato, probabilmente dalla morale un pò troppo qualunquistica e a tratti magari anche scontata, eppure non mancano fra le righe interessanti spunti di riflessione e frasi dalla forza spiccata. I personaggi sono caricati e paradossali, ma credo sia un tratto di penna dell'autore, e nel contesto generale della storia e dell'ironia di cui è permeato il testo non appaiono neanche troppo fuori posto. Una lettura tutto sommato consigliabile, piacevole, non troppo impegnativa, e forse soprattutto per questo abbastanza al passo con i tempi.

    ha scritto il 

  • 4

    Adoro Nick Hornby perché riesce a raccontare storie semplici, di persone comuni, senza mai scadere nella banalità, strappando sempre riflessioni e sorrisi che riescono a convivere brillantemente nello ...continua

    Adoro Nick Hornby perché riesce a raccontare storie semplici, di persone comuni, senza mai scadere nella banalità, strappando sempre riflessioni e sorrisi che riescono a convivere brillantemente nello stesso libro, inserendoci cose che magari ti fanno dire: "Sì, anche a me piacevano un sacco i Nirvana anni fa". "About a boy" non è da meno, perché Marcus è un personaggio meraviglioso, perché c'è spazio per ridere e per riflettere sul suicidio, sull'adolescenza, sulla difficoltà di avere un solo genitore, su tante cose. Per poi farcela, ma in un modo diverso da come ci si aspetta.

    ha scritto il 

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