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Un ragazzo

Di

Editore: TEA (Teadue; 797)

3.9
(5881)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 266 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese , Chi tradizionale , Catalano , Francese , Spagnolo , Olandese , Svedese , Greco , Polacco , Ceco

Isbn-10: 8878188808 | Isbn-13: 9788878188808 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Federica Pedrotti

Disponibile anche come: Altri , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Descrizione del libro
Will Freeman è un londinese trentaseienne, ma con molte caratteristiche e interessi da ragazzo, che vive di una rendita lasciatagli dal padre. Frequenta riunioni di genitori single, allo scopo di conoscere giovani mamme sole e piacenti. Ma gli capita di incontrare un ragazzino, Marcus, i cui genitori si sono da poco separati. Coinvolto nelle situazioni e nei problemi di un adolescente difficile, a poco a poco si trova a vestire i panni di padre.
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  • 4

    Marcus ha 12 anni...

    ...si è appena trasferito a Londra da Cambridge ed è alle prese con un madre depressa ed un difficile inserimento scolastico. Will ne ha 38 e vive felicemente di rendita grazie ai diritti di una canzo ...continua

    ...si è appena trasferito a Londra da Cambridge ed è alle prese con un madre depressa ed un difficile inserimento scolastico. Will ne ha 38 e vive felicemente di rendita grazie ai diritti di una canzone natalizzia scritta dal padre. Per una serie di circostanze si conoscono e in qualche modo diventanto amici e complici, entrambi cambiano, migliorano, crescono insomma. Marcus finalmente non è più in due, Will sembra farla finita con la sua eterna adolescenza. Hornby scrive benissimo, il testo ha ritorno, è divertente senza essere scemo, profondo senza essere pesante, da leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    "Il ragazzo era goffo, strambo e via dicendo, ma aveva una dote: creava ponti ovunque andasse come pochi adulti sapevano fare"

    Un ragazzo in cerca di una tribù e un adulto che non sa di volerne una...bella la scelta di alternare il punto di vista dei due protagonisti alternandoli nei vari capitoli del libro...non pensavo pote ...continua

    Un ragazzo in cerca di una tribù e un adulto che non sa di volerne una...bella la scelta di alternare il punto di vista dei due protagonisti alternandoli nei vari capitoli del libro...non pensavo potesse essere adatto ad un pubblico di giovanissimi e invece...

    ha scritto il 

  • 3

    Scende giù come l'acqua, questo romanzo, per linearità della scrittura e prosasticità della tematica alla base della trama narrata. Credo che sia stato un pò troppo caricato di un humour particolarmen ...continua

    Scende giù come l'acqua, questo romanzo, per linearità della scrittura e prosasticità della tematica alla base della trama narrata. Credo che sia stato un pò troppo caricato di un humour particolarmente "british", una scelta non troppo felice in alcuni punti del racconto, a mio modo di vedere. Curioso inoltre che il solo personaggio di cui viene raccontata l'evoluzione è il protagonista dodicenne, la cosa non è del tutto sbagliata in sé in quanto è questa la figura intorno alla quale l'intero romanzo viene costruito, tuttavia avrei gradito una dialettica maggiore anche relativamente agli altri personaggi principali del libro, in particolare mi riferisco al personaggio maschile, Will. Ciò detto, comunque, siamo di fronte a un libro fruibilissimo, ben confezionato, probabilmente dalla morale un pò troppo qualunquistica e a tratti magari anche scontata, eppure non mancano fra le righe interessanti spunti di riflessione e frasi dalla forza spiccata. I personaggi sono caricati e paradossali, ma credo sia un tratto di penna dell'autore, e nel contesto generale della storia e dell'ironia di cui è permeato il testo non appaiono neanche troppo fuori posto. Una lettura tutto sommato consigliabile, piacevole, non troppo impegnativa, e forse soprattutto per questo abbastanza al passo con i tempi.

    ha scritto il 

  • 4

    Adoro Nick Hornby perché riesce a raccontare storie semplici, di persone comuni, senza mai scadere nella banalità, strappando sempre riflessioni e sorrisi che riescono a convivere brillantemente nello ...continua

    Adoro Nick Hornby perché riesce a raccontare storie semplici, di persone comuni, senza mai scadere nella banalità, strappando sempre riflessioni e sorrisi che riescono a convivere brillantemente nello stesso libro, inserendoci cose che magari ti fanno dire: "Sì, anche a me piacevano un sacco i Nirvana anni fa". "About a boy" non è da meno, perché Marcus è un personaggio meraviglioso, perché c'è spazio per ridere e per riflettere sul suicidio, sull'adolescenza, sulla difficoltà di avere un solo genitore, su tante cose. Per poi farcela, ma in un modo diverso da come ci si aspetta.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi ero immaginata erroneamente una storia ben più ilare, mentre devo dire che alcune parentesi erano alquanto drammatiche.
    Hornby ha saputo dosare bene comicità a quotidianità, e benché la storia sia ...continua

    Mi ero immaginata erroneamente una storia ben più ilare, mentre devo dire che alcune parentesi erano alquanto drammatiche.
    Hornby ha saputo dosare bene comicità a quotidianità, e benché la storia sia ambientata negli anni ''90, risulta molto attuale.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi è piaciuto molto... semplice da leggere, con qualche spunto interessante. Azzeccate ed interessanti le costruzioni dei personaggi. Veramente una bella sorpresa. Il dodicenne Marcus è un grandissimo ...continua

    Mi è piaciuto molto... semplice da leggere, con qualche spunto interessante. Azzeccate ed interessanti le costruzioni dei personaggi. Veramente una bella sorpresa. Il dodicenne Marcus è un grandissimo ...

    ha scritto il 

  • 4

    Io questi due li amo!

    Lo amo.
    Amo Markus, il suo sguardo strambo sul mondo, il suo gusto bislacco di vivere…mi ha commosso e fatto ridere. Markus l’adolescente sfigato che però riflette sulla vita, sulla sua mamma, sulle s ...continua

    Lo amo.
    Amo Markus, il suo sguardo strambo sul mondo, il suo gusto bislacco di vivere…mi ha commosso e fatto ridere. Markus l’adolescente sfigato che però riflette sulla vita, sulla sua mamma, sulle sue sconfitte quotidiane. Che mette in pista strane strategie di sopravvivenza e poi, come può, cresce. L’ho amato molto, con la tenerezza malinconica di una ex ragazzina che capisce certi smarrimenti ma anche con l’accorata partecipazione che può venirmi dall’essere adesso mamma.

    Ho amato anche Will con quel suo cinico approccio alla vita che nasconde paura di inadeguatezza, incapacità ad affrontare problemi e dolori, ignoranza delle pieghe complesse dell’animo umano e allo stesso tempo profonda, inconsapevole, immeritata coscienza di tutto ciò che vuol dire amare e vivere. E poi, comunque cresce, anche lui.

    Li ho adorati entrambi i due protagonisti di questo bel libro: per le loro difficoltà, per le loro sincere riflessioni sui rapporti umani, sui rapporti mamma-figlio, adulti-adolescenti, creature-mondo, e li ho sentiti vicini e miei.

    E ho sentito mia anche la cifra stilistica usata da Hornby che con scanzonata irriverenza mi fa ridere ma anche riflettere su vita, amore, morte, famiglia. Mi è piaciuto da matti questo libro e non vedo l’ora di leggerne altri di questo autore.

    ha scritto il 

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