Un regno in ombra

Collezione Immaginario Fantasy 45

Di

Editore: Fanucci

3.3
(69)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 334 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8834714598 | Isbn-13: 9788834714591 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Nello Giugliano

Disponibile anche come: eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Saul Garamond rientra da un viaggio, e si infila di nascosto nella sua camera da letto per evitare di incontrare il padre. Si sveglia quando la polizia fa irruzione in casa: il padre è stato assassinato, e lui è il sospettato più probabile. Dimenticato nella cella di una prigione, viene liberato da un misterioso, maleodorante sconosciuto, detto il Re Ratto, un essere dotato di una forza abnorme e che dichiara di essere il capo destituito dell'esercito di roditori scacciati da Hamelin dal Pifferaio magico settecento anni prima, nonché fratello della madre di Saul, morta dandolo alla luce. La libertà riconquistata rischia così di rivelarsi peggiore della reclusione: Saul scopre di essere depositario di segreti e poteri spaventosi, ma essendo stato cresciuto come un umano dovrà accantonare molte cose prima di essere pronto alla lotta contro un terribile nemico che minaccia la sua esistenza. Il romanzo d'esordio di China Miéville, un dark urban fantasy irresistibile, che trascina il lettore con la forza delle melodie suonate dal Pifferaio magico sui ritmi di quella musica jungle e drum and bass che ha reso la città di Londra la capitale mondiale del fervore artistico degli anni Novanta.
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  • 4

    Bell'esordio per Mieville

    Il fantastico moderno, quello più slegato da miti e leggende dei paesi nordici e invece più adeso a una rivisitazione del reale che ci circonda, negli ultimi venti anni ha avuto un grande sviluppo gra ...continua

    Il fantastico moderno, quello più slegato da miti e leggende dei paesi nordici e invece più adeso a una rivisitazione del reale che ci circonda, negli ultimi venti anni ha avuto un grande sviluppo grazie a bravi e giovani autori. Uno di questi è sicuramente China Miéville, un giovane scrittore molto dotato che, inspiegabilmente, in Italia è poco conosciuto e poco pubblicato. Un regno in ombra, il suo primo romanzo, sfrutta come base di partenza la famosa fiaba della tradizione tedesca Il pifferaio di Hamelin e vi costruisce sopra una storia fantastica solida e moderna. Saul Garamond è un giovanotto inglese in lotta contro il mondo e il padre, che a causa della morte violenta di questi, arriva a conoscere la sua vera natura di erede della grande casata dei Topi. Guidato alla scoperta dei propri sopiti poteri dal grande Re Ratto, si troverà presto a dover fronteggiare un nemico all’apparenza invincibile che ha come unico scopo quello di dominare tutti gli esseri viventi. Miéville intreccia una trama semplice e lineare, ma lo fa con una forza evocativa che è veramente invidiabile; riesce a descrivere e a rendere credibile una Londra sotterranea, e l’idea stessa della sua esistenza, sospendendo l’incredulità nel lettore con un meccanismo che intreccia realtà e fantasia senza soluzione di continuità. Un regno in ombra è un libro che avvolge e stupisce per la densità della parola scritta e per le descrizioni barocche e accurate, un esempio di quello che la narrativa fantastica riesce a costruire quando rielabora l’antico innestandolo al reale.

    ha scritto il 

  • 2

    La lettura di questo libro non mi ha entusiasmato, forse perchè avevo già letto gli altri di Mieville e sicuramente questo è un gradino sotto, forse perchè troppo descrittivo sulla musica drum 'n bass ...continua

    La lettura di questo libro non mi ha entusiasmato, forse perchè avevo già letto gli altri di Mieville e sicuramente questo è un gradino sotto, forse perchè troppo descrittivo sulla musica drum 'n bass, forse perchè parla di topi e ragni che non amo particolramente, forse un po' per tutti questi motivi...

    ha scritto il 

  • 2

    Speravo meglio

    Trama un po troppo semplice e lineare, dall'autore considerato degno successore di Gaiman mi attendevo forse qualcosa di più (speravo in un secondo n"nessun dove"!), peccato. Di certo non paragonabile ...continua

    Trama un po troppo semplice e lineare, dall'autore considerato degno successore di Gaiman mi attendevo forse qualcosa di più (speravo in un secondo n"nessun dove"!), peccato. Di certo non paragonabile a Perdido Street Station (il migliore della trilogia)

    ha scritto il 

  • 0

    Saul Garamond rientra da un viaggio, e si infila di nascosto nella sua camera da letto per evitare di incontrare il padre. Si sveglia quando la polizia fa irruzione in casa: il padre è stato assassina ...continua

    Saul Garamond rientra da un viaggio, e si infila di nascosto nella sua camera da letto per evitare di incontrare il padre. Si sveglia quando la polizia fa irruzione in casa: il padre è stato assassinato, e lui è il sospettato più probabile. Dimenticato nella cella di una prigione, viene liberato da un misterioso, maleodorante sconosciuto, detto il Re Ratto, un essere dotato di una forza abnorme e che dichiara di essere il capo destituito dell'esercito di roditori scacciati da Hamelin dal Pifferaio magico settecento anni prima, nonché fratello della madre di Saul, morta dandolo alla luce. La libertà riconquistata rischia così di rivelarsi peggiore della reclusione: Saul scopre di essere depositario di segreti e poteri spaventosi, ma essendo stato cresciuto come un umano dovrà accantonare molte cose prima di essere pronto alla lotta contro un terribile nemico che minaccia la sua esistenza. Il romanzo d'esordio di China Miéville, un dark urban fantasy irresistibile, che trascina il lettore con la forza delle melodie suonate dal Pifferaio magico sui ritmi di quella musica jungle e drum and bass che ha reso la città di Londra la capitale mondiale del fervore artistico degli anni Novanta.

    ha scritto il 

  • 2

    opera prima

    Opera prima di China Miéville.
    E si vede.
    Chi ha letto i romanzi successivi noterà soprattutto i difetti, le carenze, rispetto alle potenzialità che qui quasi si faticano a intravvedere sotto la super ...continua

    Opera prima di China Miéville.
    E si vede.
    Chi ha letto i romanzi successivi noterà soprattutto i difetti, le carenze, rispetto alle potenzialità che qui quasi si faticano a intravvedere sotto la superficie.
    Ciò va a onore dei romanzi successivi, ma rende questo un po' deludente a chi lo affronta in ritardo (così è successo a me).
    Miéville dimostra già di saper padroneggiare lo stile e rendere interessanti e piacevoli, a salvare dalla banalità pagine che, in mano ad altri scrittori dello stesso genere ma meno dotati, sarebbero risultate un'illeggibile sequela di poveri manierismi.
    Peccato che al di sotto della stile non ci sia tantissimo.
    C'è un buon impianto generale.
    C'è la volontà, che già si nota, di ridiscutere le convenzioni più corrive del genere fantastico, ridiscutere ipotetiche divisioni tra "eroi" e "cattivi", non esitare a condire le svolte narrative con ricche dose di cinismo (forse anche un po' troppo, e poco controllato).
    Peccato che i personaggi risultino tutti molto scialbi, poco polposi, a partire dal protagonista e via peggiorando coi comprimarî.
    Peccato che il rapporto tra numero di pagine e complessità delle vicende sia un po' a sfavore della seconda.
    Peccato che l'iniezione di questioni politiche nel fantastico, che di Miéville è un po' il pallino e la novità, sia gestita in maniera davvero facilona e poco convincente, artificiosa, specie a confronto coi romanzi a venire.
    Peccato che la commistione tra fiabesco tradizionale e corruzione urbana, almeno in questo caso, forse funzionava ancora bene ai tempi della pubblicazione (1998), ma oggi molto molto meno.

    Il libro si fa comunque leggere, e magari riuscirà anche a sorprendere in positivo chi ancora Miéville non lo conosce, pur non facendo gridare al miracolo.
    Per chi già abbia letto con piacere Perdido Street Station o Il treno degli Dèi, resta comunque un tassello con cui completare la propria biblioteca miévilliana, nell'attesa che l'arrancante editoria nostrana si decida a tradurre i titoli dell'autore (ancora e sempre più numerosi...) mancanti all'appello in lingua italiana.

    ha scritto il 

  • 3

    King Rat

    Il paragone con Nessun Dove di Gaiman è scontato: ad una Londra Sotto si contrappone quasi una Londra Sopra o forse meglio, Inframmezzo. Il paragone con American Gods è forse meno evidente, ma anch’es ...continua

    Il paragone con Nessun Dove di Gaiman è scontato: ad una Londra Sotto si contrappone quasi una Londra Sopra o forse meglio, Inframmezzo. Il paragone con American Gods è forse meno evidente, ma anch’esso presente nella figura di Anansi.

    Prendendo spunti da Gaiman, varie teogonie e fiabe arcinote l’autore ci presenta un urban fantasy che ci porta a spasso in una Londra sporca, dimessa, segreta non perché nascosta ma perché nessuno ha il coraggio di guardare nelle proprie brutture, l’invisibilità dell’indifferenza, con un protagonista inaspettato ed un comprimario che non riusciamo mai bene ad inquadrare.

    Una storia di ratti e fogne, di tetti e fessure e di manie di potere da parte di personaggi manipolatori. Una trama con evidenti spunti che grazie a idee fresche non diventano mai un plagio.

    Il primo libro che leggo di Mieville mi lascia curiosa di un approfondimento ma non del tutto soddisfatta, il risultato è un libro interessante ma non entusiasmante.

    Pathos, ecco quello che mi manca. Il tutto è corrotto, negativo, ma non riesco a sentire quel brivido di sospensione per la sorte di chicchessia, sarà per un filo di prevedibilità o per il non esser riuscita a cogliere le motivazioni di alcuno dei personaggi. O forse perché non conosco la musica Jungle né la drum&bass e la parte preponderante che hanno non mi coinvolge affatto.
    Insomma, tre stelle stiracchiate.

    ha scritto il 

  • 3

    Si sente che e' il suo primo libro, ma la vicenda nonostante sia un' po' altalenante non perde mai il suo fascino. Londra e i suoi bassifondi, la musica, Re ratto e un rinnovato mito del pifferaio di ...continua

    Si sente che e' il suo primo libro, ma la vicenda nonostante sia un' po' altalenante non perde mai il suo fascino. Londra e i suoi bassifondi, la musica, Re ratto e un rinnovato mito del pifferaio di Hamelin non possono essere che gli ingredienti di un libro interessante.

    ha scritto il 

  • 2

    Noioso, ripetitivo, mal scritto (o, forse, mal tradotto), con immagini poco "a fuoco" e molte cose inverosimili. La sospensione della credulità è praticamente impossibile. Il romanzo è illuminante per ...continua

    Noioso, ripetitivo, mal scritto (o, forse, mal tradotto), con immagini poco "a fuoco" e molte cose inverosimili. La sospensione della credulità è praticamente impossibile. Il romanzo è illuminante per comprendere alcuni nostri autori fantasy italiani e il loro modo di scrivere "allucinato".

    ha scritto il