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Un semplice atto di violenza

Di

Editore: Giano (Nerogiano)

4.1
(59)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 655 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8862510500 | Isbn-13: 9788862510509 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Luca Briasco , Raffaella Vitangeli

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Quattro donne brutalmente assassinate da un serial killer, che si firma cospargendo le vittime di profumo di lavanda e legando loro un nastro al collo. Quattro donne e un inquietante dettaglio ad accomunarle: nessuna delle vittime esisteva ufficialmente, i loro nomi sono estranei a qualunque anagrafe o banca dati, ai loro indirizzi abitava qualcun altro, sui loro posti di lavoro nessuno le ha mai conosciute.
Washington è in periodo di campagna elettorale e, quando i giornali riportano la notizia del quarto delitto, la politica e la stampa iniziano a soffiare sul collo del detective Robert Miller, incaricato delle indagini. Miller è appena rientrato in servizio dopo essere stato assolto dall’accusa di aver ucciso un sospettato in circostanze poco chiare alcuni mesi prima, una vicenda che lo ha reso cinico nei confronti dei sistema.
Idealista dedito ossessivamente al lavoro e al senso della giustizia, solitario senza una vita privata, appena scopre chi erano, o meglio chi non erano, le quattro vittime, Miller si accorge subito che la faccenda è ancora più complicata di quanto lo sia solitamente una sequela di efferati delitti insoluti.
L’«assassino del nastro», infatti, non è un pazzo, e dietro i crimini non c’è alcun movente sessuale, economico o personale, ma una scomoda verità che riguarda fatti accaduti vent’anni prima: la presenza della CIA in Nicaragua, lo scandalo del finanziamento ai Contras con denaro proveniente dal traffico di droga e i risvolti più oscuri e inquietanti del potere.
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  • 5

    Un atto di grazia

    E' proprio la grazia quella che deve aver toccato l'autore, mentre scriveva questo noir dove ogni cosa è perfetta. I meccanismi narrativi sono solidi e c'è un uso del linguaggio abile nel rendere le emozioni dei protagonisti. Un romanzo noir come non ne leggevo da anni. La tenuta stilistica del t ...continua

    E' proprio la grazia quella che deve aver toccato l'autore, mentre scriveva questo noir dove ogni cosa è perfetta. I meccanismi narrativi sono solidi e c'è un uso del linguaggio abile nel rendere le emozioni dei protagonisti. Un romanzo noir come non ne leggevo da anni. La tenuta stilistica del testo è straordinaria e regge tutte le 643 pagine del libro.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Un Thriller GIGANTE!!!!!!!

    C'è davvero tanta roba dentro questo lungo Thriller (circa 650 pagine):lo scandalo Iran-Contras, la corruzione politica dell'America, una descrizione perfetta dell'aria che si respirava in quegli anni, anni nei quali gli americani si sentivano (erano???) i padroni del mondo....


    Unite tutto ...continua

    C'è davvero tanta roba dentro questo lungo Thriller (circa 650 pagine):lo scandalo Iran-Contras, la corruzione politica dell'America, una descrizione perfetta dell'aria che si respirava in quegli anni, anni nei quali gli americani si sentivano (erano???) i padroni del mondo....

    Unite tutto questo ad una storia bellissima nella sua crudeltà:una serie di donne che vengono selvaggiamente picchiate e poi uccise, cosparse di profumo alla lavanda e lasciate cosi, con legato all'alluce un cartellino, come quelli dei cadaveri negli obitori:chi è a fare tutto questo?

    Vi assicuro che, nonostante la lunghezza notevole del libro ed una prima parte (fin verso la metà...) un po lenta ma indispensabile all'autore per presentare tutti i personaggi e delineare la bellissima trama, questo Thriller non vi lascerà sfuggire dalle sue pagine finché non l'avrete finito.

    Non vi lascerà scampo, proprio come il Killer del nastro.
    Ellory si conferma un grandissimo narratore, un gigante, questo romanzo è scritto benissimo e una volta chiuso il libro il ricordo delle ore passate in compagnia dell'immaginario creato dal buon Robert non vi abbandonerà tanto facilmente.

    ha scritto il 

  • 4

    Matrioske

    Dopo i primi capitoli ero sul punto di abbandonare, stufo di thriller incentrati sulla figura supersfruttata del serial killer. Per di più la storia si presentava con tutti i luoghi comuni del genere accentuando la sensazione di dejà-vu (anzi di dejà-lu…): donne massacrate in serie e con i soliti ...continua

    Dopo i primi capitoli ero sul punto di abbandonare, stufo di thriller incentrati sulla figura supersfruttata del serial killer. Per di più la storia si presentava con tutti i luoghi comuni del genere accentuando la sensazione di dejà-vu (anzi di dejà-lu…): donne massacrate in serie e con i soliti rituali da assassino seriale, polizia (nella fattispecie di Washington) incapace di trovare un nesso fra i casi, il medico legale (anzi “la medico legale” come va di moda adesso) che fa le autopsie, ecc. ecc. Addirittura il solito artificio stilistico dell’indagine alternata alle riflessioni del s.k. in prima persona, naturalmente segnato dall’immancabile trauma infantile!

    E’ invece Roger Ellory, che dopo l’ottimo “La voce degli angeli” temevo di avere incluso troppo presto fra gli autori di genere meritevoli di ulteriori letture, conferma la sua superiore abilità: a partire da queste poco promettenti premesse infatti l’autore a poco a poco fa lievitare un racconto che va ben oltre la liturgia del s. k., introduce elementi di spiazzamento, per i detectives e per il lettore, che trasfigurano l’assunto di partenza in una storia misteriosa, avvincente e intelligente.

    Soprattutto “Un semplice atto di violenza” dimostra che, nonostante il saccheggio di questo tema da parte di autori americani, francesi, scandinavi e infine anche italiani, è ancora possibile confezionare un thriller che presenta un’accettabile dose di originalità e rivela, senza eccessive forzature, una verità dentro l’altra come una serie di matrioske.

    ha scritto il 

  • 3

    mah, non l'ho trovato così eccezionale. si fa leggere; ma com'è che Miller, dopo essersi ostinato per tutto il libro nella sua indagine contro tutto e contro tutti -perchè sente di doverlo fare- alla fine se la mette via con : beh, vabbeh, lasciamo stare?

    ha scritto il 

  • 4

    Non un semplice thriller. Un centinaio di pagine in meno e sarebbe stato un capolavoro

    Attualissimo! Non un semplice thriller che fa luce sulla natura della "politica" estera Americana....o su un aspetto di essa Mi è piaciuta molto la storia, moltissimo i "cattivi" .... le "vittime". Poco i "buoni" ;-) Il personaggio di Miller è davvero poco interessante rispetto a John Robey. La ...continua

    Attualissimo! Non un semplice thriller che fa luce sulla natura della "politica" estera Americana....o su un aspetto di essa Mi è piaciuta molto la storia, moltissimo i "cattivi" .... le "vittime". Poco i "buoni" ;-) Il personaggio di Miller è davvero poco interessante rispetto a John Robey. La storia fila, ben scritta ma 550 pagine sarebbero state meglio di 650. "Tagliare" qualche considerazione/pensiero e qualche dialogo avrebbe giovato ad un libro molto interessante, per lunghi tratti avvincente.

    ha scritto il 

  • 5

    raga' questo scrittore è davvero bravo, dopo la voce degli angeli, ho potuto leggere anche questo suo romanzo che ha una portata davvero ampia e ciononostante riesce a non annoiare mai.
    Si parla di due detective che indagano sul serial killer del nastro,fa da sfondo la storia americana e le ...continua

    raga' questo scrittore è davvero bravo, dopo la voce degli angeli, ho potuto leggere anche questo suo romanzo che ha una portata davvero ampia e ciononostante riesce a non annoiare mai.
    Si parla di due detective che indagano sul serial killer del nastro,fa da sfondo la storia americana e le ultime 100 pagine hanno un ritmo così intenso che pare di essere finiti in un libro di Deaver.Che altro dirvi, leggetelo,che ne vale la pena....

    ha scritto il 

  • 4

    “La Metà Silenziosa. Tutti noi abbiamo una Metà Silenziosa. E’ qui che si nascondono tutti i nostri peccati, le nostre trasgressioni, i nostri crimini e le nostre iniquità, il vacillare della ragione, della fede, dell’onestà, i nostri vizi e i nostri misfatti. E ogni volta cadiamo in disgrazia.” ...continua

    “La Metà Silenziosa. Tutti noi abbiamo una Metà Silenziosa. E’ qui che si nascondono tutti i nostri peccati, le nostre trasgressioni, i nostri crimini e le nostre iniquità, il vacillare della ragione, della fede, dell’onestà, i nostri vizi e i nostri misfatti. E ogni volta cadiamo in disgrazia.”

    "Conosci la differenza tra etica e morale? La morale riguarda le norme e le regole stabilite dalla società. Non uccidere, non rubare (..) Bè, l’etica è diversa. L’etica riguarda le decisioni che una persona prende quando deve affrontare una situazione reale, nella vita di tutti i giorni. Qualcuno entra in casa tua. Ha un coltello. Ghermisce tuo figlio. Tu hai una pistola (..). Che cosa fai?"
    "Gli sparo."

    http://contornidinoir.blogspot.com/2011/12/rj-ellory-un-semplice-atto-di-violenza.html

    ha scritto il 

  • 5

    "La vittoria ha moltissimi padri, la sconfitta è orfana."

    Questo è libro è un thriller. Ci sono degli omicidi: alcune donne vengono ritrovate uccise, una dopo l'altra, con le stesse modalità. C'è un investigatore: il detective Robert Miller, poliziotto provato da un passato pesante e dal carattere complesso e molto introspettivo. C'è un presunto colpevo ...continua

    Questo è libro è un thriller. Ci sono degli omicidi: alcune donne vengono ritrovate uccise, una dopo l'altra, con le stesse modalità. C'è un investigatore: il detective Robert Miller, poliziotto provato da un passato pesante e dal carattere complesso e molto introspettivo. C'è un presunto colpevole: un serial killer, soprannominato il killer del nastro.
    Ma il libro non è solo questo, anzi. Sarebbe troppo riduttivo se fosse solo un ottimo thriller, come d'altronde è, per un autore come R.J. Ellory.
    E' soprattutto un romanzo sul controllo, sul potere e sulle nefandezze che anche un grande paese come gli USA ha commesso per ottenere potere e controllo su altri stati e sulle loro ricchezze. Come ho già potuto constatare leggendo altri romanzi dell'autore, Ellory è un grande narratore che in un libro di genere sa trattare temi complessi e d'ampio respiro, senza annoiare mai, senza scadere nel didascalico, trovando sempre escamotage narrativi per dire quello che vuole dire al lettore.
    Qui è stato davvero bravo nell'uso di un particolare personaggio che fra un capitolo e l'altro parla in prima persona (sono le parti in corsivo): pian piano cominciamo a capire chi è questo personaggio, cosa ha fatto, perchè è arrivato a una tale maturazione nella sua vita. E attraverso i suoi racconti veniamo a conoscenza della storia della CIA, questo monstre sacré, e di quello che ha combinato in Nicaragua e in altri paesi.
    La storia è complessa, ma l'alternarsi dei due piani narrativi fa sì che il lettore non si annoi mai. E il finale, che avrebbe potuto dare seri problemi all'autore (come "far risolvere" un caso così complesso?), è stato comunque impostato in modo assolutamente credibile e realistico, tenendo conto delle sue tante sfaccettature.
    Con questo romanzo, dunque, Ellory si conferma il mio autore di punta del 2011.

    ha scritto il 

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